UNA FINANZIARIA CHE “UCCIDE”
LE SPERANZE DEI POVERI


Troppe volte siamo stati accusati di superficialità e di disattenzione, più spesso ancora accusati di preconcetto e di ideologismo preconfezionato quando criticavamo le scelte del Governo in materia di Stato sociale per poterci permettere, anche in occasione della Finanziaria 2004, di prestare il fianco ad accuse di questo genere.
Allora abbiamo fatto i bravi scolaretti e ce la siamo proprio letta facendo uno sforzo non semplice di orientamento nel labirinto di allegati, tabelle, articoli, commi, capoversi, eccetera.
Ma il risultato finale non solo non ha modificato il giudizio ricavato dalla lettura delle notizie di stampa o dall’ascolto delle interviste e dei dibattiti televisivi..

E’ una finanziaria che AMMAZZA LO STATO SOCIALE!!!

Presentiamo le PERLE DEL PROVVEDIMENTO:
-       all’art. 13 della Legge Finanziaria viene scippato il Dipartimento per le politiche sociali e previdenziali del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali delle competenze in materia di tossicodipendenza svuotandolo ulteriormente e riducendolo oramai ad un ministero senza portafolio. Ma l’incredulità diventa certezza quando all’allegato tabella n. 4 sullo stato di previsione dello stesso  Ministero si scopre che i fondi destinati sono rispettivamente (capitolo 1295) 1.500.000 milioni di euro e (capitolo 1803) 5.368.000 milioni di euro, mentre nel 2003 i fondi destinati erano stati 14.690.637 milioni di euro.
QUALE SARA’ LA FINE DI TUTTE LE PROGETTAZIONI SPERIMENTALI AVVIATE IN QUESTI ANNI? QUALE COERENZA E’ POSSIBILE TROVARE TRA QUESTA SCELTA E LE DICHIARAZIONI GOVERNATIVE DI SOSTEGNO ALLE COMUNITA’?

-       Vogliamo parlare del FONDO PER LE POLITICHE SOCIALI che, come fondo indistinto, viene trasferito alle Regioni per tutti gli interventi nel campo delle politiche sociali?  Bene al capitolo 1711 la dotazione per il 2004 viene indicata in 1.215.333.000 milioni di euro, mentre nel 2003 era di 1.522.766.000.
307.433.000 milioni di euro in meno nonostante la decisione di destinare a questo fondo 232 milioni di euro per l’una tantum di 1.000 di euro per il terzo figlio.

COME POTRANNO GLI ENTI LOCALI (che già si vedono ridurre l’entità dei trasferimenti complessivi e bloccare ogni possibile intervento sul personale) GARANTIRE L’APPLICAZIONE DELLA 328, DEI PIANI DI ZONA, LE POLITICHE PER L’INFANZIA, L’ADOLESCENZA, GLI ANZIANI , LE GRANDI POVERTÀ?

Ma il decreto collegato alla finanziaria contiene tutta una serie di perle che meritano di essere elencate nel dettagli utilizzando sempre il famoso allegato, tabella 4 riferito al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
-       capitolo 1654 “spese connesse al coordinamento delle attività relative  alla prevenzione , tutela dei minori dallo sfruttamento e abuso sessuale” da  147.000 a 10.000
-       capitolo 1663 “servizio di informazione, consulenza per interventi promozione diritti, qualità della vita dell’infanzia e dell’adolescenza” da 1.688.322  a 56.000
-       capitolo 1816 “fondo per il volontariato” da 18.800.000 a 6.970.000
-       capitolo 1833 “contributi alle onlus per acquisto beni strumentali da 6.900.000 a 4.299.100
-       capitolo 1835 “somme alle onlus per cura e assistenza soggetti con handicap a seguito perdita familiari” da 11.900.000 a 89.000
-       i capitoli 1865 “fondo per l’associazionismo sociale”  e 1875 “fondo per l’armonizzazione dei tempi delle città” rispettivamente di 10.329.100 e 7.746.853 vengono rimandati al capitolo 1711 che non si trova nella tabella del governo
-       capitolo 1882 “fondo per l’infanzia e l’adolescenza” da 65.000.000 a 11.996.000
-       capitolo 1891 “fondo per le politiche migratorie” da 31.000.000 a 12.600.000
-       all’allegato 1  Funzioni obiettivo alla voce “tutela della famiglia” si vede come da 722.885.634 milioni di euro del 2003 si prevedano 481.284.464 per il 2004 e alla voce “esclusione sociale non altrimenti classificabile” si passa da 615.615.293 a 244.613.793

INSOMMA UNO STILLICIDIO DI TAGLI.

Questo il modo usato da Tremonti per METTERE LE MANI INTASCA AGLI ITALIANI.
Lo fa con i più deboli, con coloro che non possono fare lobbie, alzare la voce, battere i pugni sul tavolo, minacciare crisi di governo.

E non abbiamo trovato nulla, dopo la dichiarazione di morte del Reddito minimo di inserimento, del tanto decantato Reddito di Ultima Istanza che forse, anche in forza del suo nome funereo è morto ancora prima di nascere.

VORREMMO ESPRIMERE TUTTA LA GRATITUDINE  E LA RICONOSCENZA POSSIBILE  A NOME  E PER CONTO DEI MILIONI DI ITALIANI  CHE LA COMMISSIONE D’INDAGINE SULLA POVERTÀ INDIVIDUA COME INCAPACI DI PROCURARSI IL MINIMO INDISPENSABILE PER ARRIVARE A FINE MESE.

UN BEL MODO PER INDICARE AGLI ITALIANI LA VIA MAESTRA PER IL RISANAMENTO E IL RILANCIO DELL’ECONOMIA.