From felmarg a tin.it Wed Aug 1 13:12:35 2007 From: felmarg a tin.it (felice mometti) Date: Wed, 1 Aug 2007 13:12:35 +0200 Subject: [Bsf] Per una mobilitazione sociale Message-ID: <008a01c7d42c$dd7ec230$1701a8c0@txp1> PER UNA MOBILITAZIONE SOCIALE CONTRO L'ACCORDO SUL WELFARE per adesioni: noallaccordo a libero.it L'accordo sulle pensioni raggiunto da governo e sindacati , come previsto, conferma la natura politica del governo Prodi: un governo legato al grande capitale, sordo alle ragioni dei lavoratori e in sostanziale continuità con il liberismo e pronto a rispondere ai poteri forti finanziari europei e alle loro politiche antisociali. L'accordo, infatti, si rivela come un accordo bidone che peggiora la stessa Legge Maroni, innalza l'età pensionistica, riduce le aspettative future con i coefficienti ogni tre anni, mette i lavoratori gli uni contro gli altri, ribadisce la logica finanziaria che aveva affermato già con l'operazione scippo sul Tfr (per ora fallita). E' un accordo da respingere in modo netto e senza mediazioni A peggiorare le cose c'è poi l'accordo sul "mercato del lavoro" che conferma l'impianto della legge 30 che nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto essere "superata" e che viene invece rafforzata. Si conferma lo "staff leasing", leggi caporalato, e si aumenta sia il lavoro straordinario che l'incentivo alla contrattazione aziendale con ulteriori regali alle imprese. Un disastro sociale che si aggiunge alle gravissime scelte politiche di destrutturazione del pubblico impiego, di mantenimento e incentivazione della precarietà del lavoro e dei salari, di subalternità dei diritti sociali in generale alle priorità del capitale finanziario. Ribadendo la necessità dell'abrogazione legge 30 e del Pacchetto Treu intendiamo anche segnalare che i movimenti sociali e contro la precarietà e lo stesso sindacalismo anticoncertativo devono metterci una marcia in più nell'avanzare obiettivi che rompano il sistema della precarietà e introducono fattori di certezza sul piano del reddito e del lavoro stabile per i precari. Le linee guida del Dpef e lo spirito della prossima Legge Finanziaria continuano a rendere risibili provvedimenti sostanziali e urgenti sui diritti sociali, in primo luogo quello alla casa e i diritti per i migranti. Sulla questione delle abitazioni, nel nostro paese continuano a farla da padroni la rendita fondiaria e la speculazione immobiliari alle quali vengono consegnate le priorità di sviluppo delle principali aree metropolitane, la decisionalità sull'uso delle aree pubbliche (vedi le caserme) e sulle aree industriali dismesse. Le spese sociali per l'edilizia popolare e per sottrarre gli affitti ai prezzi proibitivi del mercato restano infime e continua a essere vigente la liberalizzazione degli affitti che ha contribuito al boom della speculazione sulle case. La destinazione delle spese sociali continua ad essere subordinata ai voleri e agli orientamenti strategici dei poteri forti e del militarismo. Cresce la quota destinata alle spese militari e alla crescita del complesso militare-industriale italiano, crescono i finanziamenti per le missioni militari all'estero che hanno reintrodotto in questo capitolo anche il ritorno dei Carabinieri italiani in Iraq oltre al mantenimento delle missioni in corso in Afghanistan, Libano, Balcani. Come reti sociali, sindacati anticoncertativi, associazioni della sinistra anticapitalista, singoli militanti abbiamo contribuito finora a praticare con le lotte e mobilitazioni una reale alternativa sociale ai dogmi del liberismo e della guerra. Vogliamo continuare a praticare il terreno del conflitto anche contro le politiche antisociali del governo Prodi a partire dalle questioni indicate in questo appello. Invitiamo tutti e tutte a un appuntamento per il 12 settembre per discutere collettivamente delle modalità di questa mobilitazione che metta in campo sulle questioni sociali la stessa forza e la stessa indipendenza messa in campo contro la guerra. Action!, Confederazione Cobas, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Giorgio Cremaschi (Rete28 Aprile), Luigia Pasi (Sdl), Emidia Papi (Cub), Vincenzo Siniscalchi (Sdl) per adesioni: noallaccordo a libero.it -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20070801/7edbd69f/attachment.html From felmarg a tin.it Sat Aug 11 12:08:49 2007 From: felmarg a tin.it (felice mometti) Date: Sat, 11 Aug 2007 12:08:49 +0200 Subject: [Bsf] Campeggio No Dal Molin Vicenza Message-ID: <001101c7dbff$9d6824e0$1701a8c0@txp1> APPELLO 8-16 settembre: settimana di mobilitazione No Dal Molin DIBATTITI, AZIONI, INIZIATIVE, CAMPEGGIO, FESTIVAL Il 14 luglio, al Presidio Permanente di Vicenza, ci siamo trovati in tante e tanti per il primo incontro nazionale sulla questione Dal Molin; abbiamo parlato del significato della lotta di Vicenza contro la costruzione della nuova base Usa; abbiamo costruito un sentire comune di un movimento che supera i confini della città berica e coinvolge quanti vogliono sconfiggere la guerra, difendere i beni comuni, costruire nuove forme di democrazia e partecipazione. Abbiamo, soprattutto, condiviso la necessità di continuare la nostra mobilitazione; e abbiamo fissato una settimana, quella dall'8 al 16 settembre, per ritrovarci, discutere, fare iniziative ed azioni per difendere la terra da un futuro senza basi di guerra. Noi vicentini ci siamo messi al lavoro: stiamo organizzando un campeggio per ospitarvi; un festival dove svolgere dibattiti e spettacoli; ed una serie di azioni ed iniziative per dimostrare che siamo ancora determinati ad impedire la costruzione della nuova installazione militare al Dal Molin. Vogliamo costruire una settimana che sappia, come abbiamo condiviso lo scorso 14 luglio, unire qualità ed efficacia. Qualità nelle nostre discussioni, nella capacità di saper far maturare nuove proposte politiche, libere dalla guerra, dalle speculazioni economiche, dal depauperamento delle risorse ambientali; capaci di porre l'attenzione sulla difesa e sulla valorizzazione dei beni comuni, sulla smilitarizzazione dei territori, sulla costruzione di nuove pratiche di condivisione e decisione, su un nuovo sviluppo territoriale ed una nuova politica delle comunità locali. Efficacia nelle nostre azioni, nella capacità di mettere in discussione un progetto sponsorizzato dalle Amministrazioni locali e dai potentati economici ed approvato dal Governo nazionale; nella determinazione ad impedire la costruzione di un'opera devastante nell'impatto sociale, ambientale ed economico locale ed incompatibile con l'altro mondo possibile che vogliamo costruire. Il 17 febbraio dicevamo che il nostro percorso era appena all'inizio; vogliamo continuarlo, insieme a quanti, in tutta Italia, sognano un mondo libero dalla guerra e dalle installazioni militari; insieme a quanti difendono la terra ed i beni comuni, si battono contro l'inquinamento e la devastazione urbanistica dei luoghi di vita. "Se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia"; dall'8 al 16 settembre, tutte e tutti a Vicenza. Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa Info: www.nodalmolin.it campeggi a nodalmolin.it 3486381070 (dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 18.00) ******************************************************************** Presidio Permanente No Dal Molin Via Ponte Marchese - Vicenza www.nodalmolin.it IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI Difendiamo la terra per un domani senza basi di guerra ******************************************************************** -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20070811/46ffcde1/attachment.htm From felmarg a tin.it Sat Aug 18 03:40:59 2007 From: felmarg a tin.it (felice mometti) Date: Sat, 18 Aug 2007 03:40:59 +0200 Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?Incontro_su_pensioni_e_precariet=E0?= Message-ID: <00a901c7e138$d48a2570$1701a8c0@txp1> FESTA DI RADIO ONDA D'URTO DOMENICA 19 AGOSTO 2007 ORE 18 presso L'ENOTECA Incontro sul nuovo accordo del 23 luglio su pensioni e lavoro che, in continuità con la politica del precedente governo, innalza l'età pensionabile e precarizza ulteriormente il lavoro. Per dire no al protocollo del 23 luglio e alla legge Maroni, alcuni/e lavoratori e lavoratrici di Brescia promuovono un incontro per decidere sul proprio futuro. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20070818/8d56b01d/attachment.htm From waltsar a aliceposta.it Sun Aug 26 19:25:20 2007 From: waltsar a aliceposta.it (valter) Date: Sun, 26 Aug 2007 19:25:20 +0200 Subject: [Bsf] Fw: [Promotori] [Newsletter] Campagna "Un futuro senza atomiche":Newsletter n.1 Message-ID: <002b01c7e806$1e0b18c0$f5a8d33e@waltercfpc0jpr> ricevo e giro, segnalo l'iniziativa del 30 sett. a Ghedi ciao federica ----- Original Message ----- From: promotori a unfuturosenzatomiche.org To: newsletter a unfuturosenzatomiche.org Sent: Friday, August 24, 2007 3:43 PM Subject: [Promotori] [Newsletter] Campagna "Un futuro senza atomiche":Newsletter n.1 Campagna "Un futuro senza atomiche" Newsletter n. 1 Lasciateci cominciare con un ringraziamento: per aver dimostrato interesse alla Campagna e anche, lasciatecelo sperare, per tutto l'impegno che ci metterete dentro, da oggi fino al momento della consegna delle firme raccolte al Parlamento italiano. Il sito www.unfuturosenzatomiche.org è interamente gestito da manodopera volontaria, quindi ha sofferto un po' per le ferie di agosto. (A proposito, chi ha del tempo e delle competenze da mettere a disposizione lo segnali a webmaster a unfuturosenzatomiche.org). Il Comitato Promotore è rappresentato da quelle realtà che hanno presentato la proposta di Legge in Cassazione il 25 luglio. Sono 54 e le potrete trovare elencate sul sito www.unfuturosenzatomiche.org. Ora si sono aperte le adesioni, che siamo sicuri saranno numerosissime. Adesioni di associazioni e comitati locali, di circoli, di partiti politici, sindacati, parlamentari, di circoscrizioni, Comuni, Province e Regioni, di scuole e università, di comunità religiose, e naturalmente di persone singole. Troverete adesso sul sito le sezioni nelle quali offrire collaborazione. Oltre i soldi, che servono sempre, la necessità più urgente adesso è di cominciare a coordinare i Comitati locali. Il sito idealmente potrà servire per mettere in contatto persone/gruppi/associazioni di luoghi vicini, sì da costituire Comitati più ampi possibili nelle diverse città. Ma potrete in ogni momento scrivere a segreteria a unfuturosenzatomiche.org per richiedere o dare informazioni. La Campagna ha aperto un conto corrente alla Banca Etica di Padova. Intestato alla campagna UNFUTUROSENZATOMICHE Coordinate IBAN: IT87 O050 1812 1010 0000 0121 755 Coordinate BBAN: O 05018 12101 000000121755 Sempre sul sito troverete un Vademecum: si tratta della guida per tutti noi, con le istruzioni per la raccolta delle firme. E' ancora una bozza. Non è una cosa semplicissima, quindi vi preghiamo di leggerlo con attenzione. E, anzi, se c'è qualcosa che non è chiaro, vi preghiamo di segnalarcelo, così che possiamo correggere il testo. Ogni commento a segreteria a unfuturosenzatomiche.org. I moduli per la raccolta delle firme saranno stampati entro la prima metà di settembre. Prime iniziative: 30 settembre, a Ghedi, lancio della raccolta delle firme. La mattina di domenica 30 settembre, nella Piazza di Ghedi (Brescia), faremo una specie di festa: sarà l'occasione per una "cerimonia" in cui il Sindaco di Aviano, Stefano Del Cont, e la Sindaca di Ghedi, Anna Giulia Guarneri, saranno i primi due cittadini italiani a firmare la proposta di Legge d'iniziativa popolare per dichiarare l'Italia "zona libera da armi nucleari". Ambedue i sindaci sono membri di Mayors for Peace, l'associazione presieduta dal Sindaco di Hiroshima. Le due basi che in Italia contengono armi nucleari si trovano sul territorio dei due comuni. 3 ottobre: lancio della Campagna nella Provincia di Monza-Brianza. 4 ottobre: lancio della Campagna nella Provincia di Trento. Come vedete, l'elenco è ancora troppo breve. Vi preghiamo di aiutarci, segnalando le vostre iniziative a segreteria a unfuturosenzatomiche.org. Un'ultima bella notizia: Franca Rame e Dario Fo hanno offerto alla nostra Campagna uno spettacolo! Come strumento per fare informazione, ma anche per raccogliere adesioni, firme e fondi. Non sono ancora stati definiti i dettagli, ma è probabile che lo spettacolo sarà organizzato in autunno a Roma. Un saluto di pace, La Campagna "Un futuro senza atomiche" -------------------------------------------------------------------------------- _______________________________________________ newsletter mailing list newsletter a unfuturosenzatomiche.org http://unfuturosenzatomiche.org/mailman/listinfo/newsletter_unfuturosenzatomiche.org -------------------------------------------------------------------------------- _______________________________________________ promotori mailing list promotori a unfuturosenzatomiche.org http://unfuturosenzatomiche.org/mailman/listinfo/promotori_unfuturosenzatomiche.org -------------------------------------------------------------------------------- Internal Virus Database is out-of-date. Checked by AVG Free Edition. Version: 7.5.430 / Virus Database: 268.15.15/581 - Release Date: 09/12/2006 15.41 -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20070826/04a707d2/attachment.html From linfavitale a hotmail.com Sun Aug 26 21:22:47 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Sun, 26 Aug 2007 19:22:47 +0000 Subject: [Bsf] No comment...... Message-ID: Le armi italiane fanno boom L'export a più 61% nel 2006 INFOGRAFICA Il mercato delle armi tricolore + "Centomila mitra dall'Italia all'Iraq" M.MOLINARI Anno da record, il governo ha autorizzato vendite per 2 miliardi. Tra i clienti le zone calde del mondo: Cina, Colombia, Nigeria MARCO SODANO TORINO L'Italia vende armi in tutto il mondo. Armi italiane per la Nigeria squassata dalla guerriglia del petrolio tra il governo e il Mend, il movimento per l'emancipazione del delta del Niger: questi hanno rapito un centinaio di tecnici delle società petrolifere nell'ultimo anno, quelli non vanno per il sottile. A Lagos, nel dicembre 2006, le truppe governative hanno stroncato nel sangue la rivolta dei «ladri di benzina», disperati che avevano preso d'assalto un deposito per rivendere il carburante al mercato nero. Almeno cento morti. Il clima scotta, ma nel 2006 l'industria bellica nostrana ha ricevuto dal governo il via libera a vendere alla Nigeria armamenti per 74 milioni di euro, aeroplani e armi pesanti. D'altronde gli interessi italiani nell'area sono imponenti: l'Eni estrae 160mila barili di greggio al giorno. Armi italiane - munizioni, missili, navi da guerra, armi leggere e pesanti - per India (spenderà 66 milioni) e Pakistan (ordini per 39,7 milioni). I due paesi combattono da mezzo secolo per il controllo del Kashmir, hanno schierato sul confine un milione di soldati e si scambiano minacce reciproche a base di missili nucleari. La repressione del governo di Dheli nel Nordest del paese ha fatto 10mila morti negli ultimi 10 anni. Compra armi italiane - con il placet del governo - anche la Colombia. Non fa punteggio il fatto che tanto l'esercito regolare quanto le Farc (le forze armate rivoluzionarie), mandino in prima linea i minorenni e che il conflitto sia costato almeno 300mila vittime. Armi italiane per gli Emirati Arabi Uniti: nella lista della spesa del paese che ha messo fuorilegge la schiavitù solo nel novembre 2006 «bombe, siluri, razzi, missili ed accessori, navi da guerra, apparecchiature per la direzione del tiro, armi e sistemi d'arma e munizioni, aeromobili» per 338 milioni di euro. Armi italiane per il l'Oman (78,6 milioni), il Venezuela (16), la Malesia (51), la Libia (14,9) e il Perù (26,8). Armi italiane perfino per la Cina: nonostante l'embargo dell'Unione europea, il governo italiano ha autorizzato l'esportazione di software e pezzi di ricambio. Esportazioni da record L'Italia vende armi in tutto il mondo e ne vende sempre di più. È un periodo d'oro per gli affari di guerra: nel 2005 il Belpaese ha esportato materiale bellico per un miliardo e 300 milioni di euro. Nel 2006 si son superati i due miliardi: record degli ultimi vent'anni, con una crescita del commercio con l'estero del 61%. E pazienza se il governo Prodi in tempi di programma elettorale s'era impegnato a dare una stretta. Mentre la vocazione pacifista di Palazzo Chigi resta sulla carta, l'industria armiera nostrana va a palla: sesto posto nella classifica mondiale degli esportatori di armi militari, secondo per le armi leggere, che uccidono una persona al minuto. I dati sono elencati nella Relazione sulle esportazioni di armi presentata dal presidente del Consiglio Romano Prodi il 30 marzo 2007. Controlli addio L'Italia vende armi in tutto il mondo e per riuscirci meglio ha anche smontato una legge. Nel giugno 2003 - governo Berlusconi - il Parlamento ammorbidì la legge sulle esportazioni di armi (185 del '90) eliminando l'obbligo di accompagnare le forniture con il certificato d'uso finale pensato per impedire le triangolazioni. Armi che partono, in prima battuta, alla volta di paesi «buoni» e finiscono negli arsenali dei paesi proibiti grazie a una girandola di compravendite più o meno legittime. Riveduta e corretta, la legge è meno severa anche su altri punti: prima non si potevano esportare armi in paesi colpevoli di violazioni dei diritti umani, oggi le violazioni devono essere «gravi». Scelta politica precisa e bipartisan: fu il governo D'Alema, nel 2000, ad avviare l'iter delle modifiche poi perfezionate - e approvate - dal centrodestra. Insomma, per le armi italiane è molto più facile girare il mondo. Così non c'è da stupirsi quando saltano fuori all'improvviso. Nel 2005, in Iraq, i carabinieri sequestrarono migliaia di pistole Beretta alle cosiddette forze ribelli. Venne fuori che il primo proprietario di quelle armi (44mila pezzi) era il Ministero dell'Interno, che le aveva rivendute al suo fornitore (la Beretta) perché le riparasse. Questa le aveva poi vendute a una società semisconosciuta, la Super Vision International. Non si sa come ci siano arrivate, ma i rapporti dei carabinieri hanno messo nero su bianco che pistole italiane appartenute alla polizia sono finite negli arsenali della guerriglia irachena. Magari per essere usate contro i soldati italiani. E ci sono testimonianze sull'arrivo di armi italiane anche in Somalia. Nonostante la guerriglia infinita e nonostante l'embargo imposto nel 1993 dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, un rapporto Onu datato maggio 2006 accusa l'Italia di aver violato il blocco con «invii di materiale militare» destinati al governo federale transitorio. Il coordinatore degli ispettori Onu Bruno Schiemsky scrive di aver contato «almeno diciotto camion militari arrivati nel porto di Mogadiscio, poi usati per trasportare truppe e armi antiaeree smontate». Smontati anche gli aeroplani Aermacchi che - sempre secondo l'Onu - sarebbero arrivati via Eritrea alle Corti islamiche che combattono il governo di Mogadiscio con l'etichetta di «pezzi di ricambio». La vendita (per oltre un milione di euro) ottenne a suo tempo l'autorizzazione del governo. Armi italiane su un fronte, armi italiane sull'altro, tutto in regola. La lobby in cifre I numeri dicono che non sarà facile applicare la stretta promessa del governo Prodi. L'industria bellica italiana occupa 50mila dipendenti, fattura 7,5 miliardi l'anno, rappresenta lo 0,8% del pil e il 15% dell'export. E procura affari d'oro alle banche, chiamate a gestire le operazioni di incasso. Il grosso della torta va a San Paolo-Imi, per un giro d'affari da 446 milioni nel 2006 (quasi il 30% delle transazioni). Seguono Bnp-Paribas, (290,5 milioni), Unicredit (86,7), Bnl (80,3), Deutsche Bank (78,3) e il Banco di Brescia, che gestirà più di 70 milioni. Hai capito che lobby, ogni volta che la politica prova a forzarle la mano alla fine si ritrova bloccata sulla porta. Il cartello dice: sorveglianza armata. _________________________________________________________________ Scarica GRATIS Internet Explorer 7 personalizzato MSN http://optimizedie7.msn.com/default.aspx?mkt=it-it From linfavitale a hotmail.com Sun Aug 26 21:34:44 2007 From: linfavitale a hotmail.com (luciana sossi) Date: Sun, 26 Aug 2007 19:34:44 +0000 Subject: [Bsf] Fw: [Promotori] [Newsletter] Campagna "Un futuro senzaatomiche":Newsletter n.1 In-Reply-To: <002b01c7e806$1e0b18c0$f5a8d33e@waltercfpc0jpr> Message-ID: Grazie federica. Ma voi ricevete ancora posta dalla lista del bsf?....io no e temo sia scaduto l'abbonamento annuo..o è solo un problema mio? ( Tra i tanti intendo... ) Ci troviamo come comitato? Un abbraccio a tutti/e Luciana >From: "valter" >Reply-To: brescia social forum >To: "sauro" ,"Manuela" >,"brescia social forum" >,"Milena Lombardi" >Subject: [Bsf] Fw: [Promotori] [Newsletter] Campagna "Un futuro >senzaatomiche":Newsletter n.1 >Date: Sun, 26 Aug 2007 19:25:20 +0200 > >ricevo e giro, segnalo l'iniziativa del 30 sett. a Ghedi >ciao federica >----- Original Message ----- >From: promotori a unfuturosenzatomiche.org >To: newsletter a unfuturosenzatomiche.org >Sent: Friday, August 24, 2007 3:43 PM >Subject: [Promotori] [Newsletter] Campagna "Un futuro senza >atomiche":Newsletter n.1 > > >Campagna "Un futuro senza atomiche" >Newsletter n. 1 > >Lasciateci cominciare con un ringraziamento: per aver dimostrato interesse >alla Campagna e anche, lasciatecelo sperare, per tutto l'impegno che ci >metterete dentro, da oggi fino al momento della consegna delle firme >raccolte al Parlamento italiano. > >Il sito www.unfuturosenzatomiche.org è interamente gestito da manodopera >volontaria, quindi ha sofferto un po' per le ferie di agosto. (A proposito, >chi ha del tempo e delle competenze da mettere a disposizione lo segnali a >webmaster a unfuturosenzatomiche.org). > >Il Comitato Promotore è rappresentato da quelle realtà che hanno presentato >la proposta di Legge in Cassazione il 25 luglio. Sono 54 e le potrete >trovare elencate sul sito www.unfuturosenzatomiche.org. >Ora si sono aperte le adesioni, che siamo sicuri saranno numerosissime. >Adesioni di associazioni e comitati locali, di circoli, di partiti >politici, sindacati, parlamentari, di circoscrizioni, Comuni, Province e >Regioni, di scuole e università, di comunità religiose, e naturalmente di >persone singole. > >Troverete adesso sul sito le sezioni nelle quali offrire collaborazione. >Oltre i soldi, che servono sempre, la necessità più urgente adesso è di >cominciare a coordinare i Comitati locali. Il sito idealmente potrà servire >per mettere in contatto persone/gruppi/associazioni di luoghi vicini, sì da >costituire Comitati più ampi possibili nelle diverse città. Ma potrete in >ogni momento scrivere a segreteria a unfuturosenzatomiche.org per richiedere >o dare informazioni. > >La Campagna ha aperto un conto corrente alla Banca Etica di Padova. >Intestato alla campagna UNFUTUROSENZATOMICHE >Coordinate IBAN: IT87 O050 1812 1010 0000 0121 755 >Coordinate BBAN: O 05018 12101 000000121755 > >Sempre sul sito troverete un Vademecum: si tratta della guida per tutti >noi, con le istruzioni per la raccolta delle firme. E' ancora una bozza. >Non è una cosa semplicissima, quindi vi preghiamo di leggerlo con >attenzione. E, anzi, se c'è qualcosa che non è chiaro, vi preghiamo di >segnalarcelo, così che possiamo correggere il testo. Ogni commento a >segreteria a unfuturosenzatomiche.org. > >I moduli per la raccolta delle firme saranno stampati entro la prima metà >di settembre. > >Prime iniziative: > >30 settembre, a Ghedi, lancio della raccolta delle firme. La mattina di >domenica 30 settembre, nella Piazza di Ghedi (Brescia), faremo una specie >di festa: sarà l'occasione per una "cerimonia" in cui il Sindaco di Aviano, >Stefano Del Cont, e la Sindaca di Ghedi, Anna Giulia Guarneri, saranno i >primi due cittadini italiani a firmare la proposta di Legge d'iniziativa >popolare per dichiarare l'Italia "zona libera da armi nucleari". Ambedue i >sindaci sono membri di Mayors for Peace, l'associazione presieduta dal >Sindaco di Hiroshima. Le due basi che in Italia contengono armi nucleari si >trovano sul territorio dei due comuni. > >3 ottobre: lancio della Campagna nella Provincia di Monza-Brianza. > >4 ottobre: lancio della Campagna nella Provincia di Trento. > >Come vedete, l'elenco è ancora troppo breve. Vi preghiamo di aiutarci, >segnalando le vostre iniziative a segreteria a unfuturosenzatomiche.org. > >Un'ultima bella notizia: Franca Rame e Dario Fo hanno offerto alla nostra >Campagna uno spettacolo! Come strumento per fare informazione, ma anche per >raccogliere adesioni, firme e fondi. Non sono ancora stati definiti i >dettagli, ma è probabile che lo spettacolo sarà organizzato in autunno a >Roma. > >Un saluto di pace, >La Campagna "Un futuro senza atomiche" > > > > > > > > > >-------------------------------------------------------------------------------- > > >_______________________________________________ >newsletter mailing list >newsletter a unfuturosenzatomiche.org >http://unfuturosenzatomiche.org/mailman/listinfo/newsletter_unfuturosenzatomiche.org > > > >-------------------------------------------------------------------------------- > > >_______________________________________________ >promotori mailing list >promotori a unfuturosenzatomiche.org >http://unfuturosenzatomiche.org/mailman/listinfo/promotori_unfuturosenzatomiche.org > > > >-------------------------------------------------------------------------------- > > >Internal Virus Database is out-of-date. >Checked by AVG Free Edition. >Version: 7.5.430 / Virus Database: 268.15.15/581 - Release Date: 09/12/2006 >15.41 >-------------- parte successiva -------------- >Un allegato HTML è stato rimosso... >URL: >http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20070826/04a707d2/attachment.html >_______________________________________________ >Bsf mailing list _________________________________________________________________ Hai sempre tutte le risposte? Sfida gli amici su Messenger con Duel Live! http://specials.it.msn.com/DuelLive.aspx From luigino.beltrami1 a tin.it Fri Aug 31 01:50:07 2007 From: luigino.beltrami1 a tin.it (Luigino Beltrami) Date: Fri, 31 Aug 2007 01:50:07 +0200 Subject: [Bsf] Primato bresciano anche nel razzismo istituzionale? Message-ID: <200708310150070500.033438AF@mail.tin.it> Primato bresciano anche nel razzismo istituzionale? L’assessore alla sicurezza del comune di Brescia rivendica il primato in materia di repressione dei lavavetri. L’assessore, inoltre, critica implicitamente la sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la norma penale che punisce l’accattonaggio. INTANTO è DI QUESTE ORE LA NOTIZIA CHE OGGI PIù DI VENTI ROM RUMENI, FRA I QUALI UNA DOZZINA DI BAMBINI, SON STATI CACCIATI DA BRESCIA, SCORTATI DALLA POLIZIA LOCALE. IN QUESTO MOMENTO SI TROVANO ALL'ADDIAGGIO IN UN PARCHEGGIO VICINO A VERONA Giovedì 30 Agosto 2007 BRESCIAOGGI Beatrice Foschetti L’ordinanza fiorentina contro i lavavetri continua a dividere: da una parte chi plaude alla scelta della tolleranza zero del sindaco Leonardo Dominici, dall’altra chi si dichiara preoccupato dall’improvvisa severità contro «i più deboli». Ma il caso dell’estate, a Brescia è già vecchio, affrontato e parzialmente risolto dalla vigilanza urbana dal 2002. «In seguito al vuoto legislativo del 1999, originato dall’abrogazione del secondo comma dell’articolo 670 del codice penale in materia di accattonaggio - ricorda l’assessore alla Sicurezza del Comune Dionigi Guindani - cinque anni fa inserimmo nel regolamento della polizia urbana un’apposita norma». Nelle disposizioni sulla salvaguardia della sicurezza e igiene ambientale, ecco così il divieto di «qualsiasi forma di accattonaggio molesto o che rechi intralcio alla circolazione pedonale o stradale». Non ricorda forse il provvedimento fiorentino? Ciò che contraddistingue, e non poco, la realtà bresciana da Firenze, è la gravità della sanzione prevista: 130 euro e l’allontanamento dal luogo dell’accattonaggio nel primo caso, 206 euro di ammenda e sino a tre mesi di reclusione nel secondo. Il provvedimento, non a caso, pare eccessivo a molti. «E suscita dubbi circa la sua validità dal punto di vista giuridico», obietta Guindani, che pure dice di «appoggiare la volontà del capoluogo toscano». D’altra parte, ammette l’assessore in Loggia, risulta particolarmente difficile per le amministrazioni comunali barcamenarsi nella confusione generata dal vuoto legislativo statale del 1999. Per questo motivo, anziché lasciare la materia alla libera interpretazione dei singoli sindaci, «sarebbe opportuna una visione d’insieme a livello nazionale», auspica Guindani, perfettamente in linea con le richieste avanzate nei giorni scorsi, fra gli altri, da Achille Serra, prefetto di Roma, e da Walter Veltroni, sindaco della capitale. Il candidato leader del Pd è stato uno dei primi a far emergere la questione dello sfruttamento minorile, che spesso si cela dietro all’increscioso fenomeno dell’accattonaggio. Niente di più vero, anche se l’utilizzo dei minori nella richiesta di denaro non è mai stata oggetto di un vuoto legislativo. «La 671 del codice penale non è stata abrogata nel 1999», afferma Elsa Boemi, comandante della Municipale, «per cui abbiamo continuato a debellare la triste pratica con l’aiuto del tribunale dei minori». Undici le denunce in tal senso, con relativa diffida dei genitori, nel 2006, 4 nel 2007. Forse, nel processo di ideazione di una legge unitaria per il Paese, guardare con attenzione al caso bresciano, strettamente connesso ai flussi migratori, potrebbe risultare utile. A distanza di cinque anni dall’approvazione del comma 1 dell’articolo 5, Brescia è di fatto estranea al fenomeno dei lavavetri, a eccezione del semaforo di via Borgosatollo, tra la Volta e il casello autostradale, dove una tantum presenziano due ragazzi rom del vicino campo nomadi, puntualmente multati ed allontanati dalle forze dell’ordine. Un risultato dovuto anche al ridimensionamento dei campi, passati dal 1999 al 2006, da tre a due, con un totale di 312 presenze odierne contro le 1.029 di allora. Meno rosei i dati dell’accattonaggio in generale. Dopo l’entrata nella comunità europea della Romania (gennaio 2007) i numeri hanno registrato un’impennata preoccupante. Se nel 2006 sono stati solo 26 i verbali per accattonaggio molesto, nel primo semestre dell’anno in corso ammontano già a 20. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20070831/03698676/attachment.htm From luigino.beltrami1 a tin.it Fri Aug 31 21:26:39 2007 From: luigino.beltrami1 a tin.it (Luigino Beltrami) Date: Fri, 31 Aug 2007 21:26:39 +0200 Subject: [Bsf] Fwd: Primato bresciano anche nel razzismo istituzionale? References: <200708310150070500.033438AF@mail.tin.it> Message-ID: <200708312126390421.00871DA9@mail.tin.it> *********** BEGIN FORWARDED MESSAGE *********** On 31/08/2007 at 1.50 Luigino Beltrami wrote: Primato bresciano anche nel razzismo istituzionale? L'assessore alla sicurezza del comune di Brescia rivendica il primato in materia di repressione dei lavavetri. L'assessore, inoltre, critica implicitamente la sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la norma penale che punisce l'accattonaggio. INTANTO ? DI QUESTE ORE LA NOTIZIA CHE OGGI PI? DI VENTI ROM RUMENI, FRA I QUALI UNA DOZZINA DI BAMBINI, SON STATI CACCIATI DA BRESCIA, SCORTATI DALLA POLIZIA LOCALE. IN QUESTO MOMENTO SI TROVANO ALL'ADDIACCIO IN UN PARCHEGGIO VICINO A VERONA Gioved? 30 Agosto 2007 BRESCIAOGGI Beatrice Foschetti L'ordinanza fiorentina contro i lavavetri continua a dividere: da una parte chi plaude alla scelta della tolleranza zero del sindaco Leonardo Dominici, dall'altra chi si dichiara preoccupato dall'improvvisa severit? contro <>. Ma il caso dell'estate, a Brescia ? gi? vecchio, affrontato e parzialmente risolto dalla vigilanza urbana dal 2002. <>. Nelle disposizioni sulla salvaguardia della sicurezza e igiene ambientale, ecco cos? il divieto di <>. Non ricorda forse il provvedimento fiorentino? Ci? che contraddistingue, e non poco, la realt? bresciana da Firenze, ? la gravit? della sanzione prevista: 130 euro e l'allontanamento dal luogo dell'accattonaggio nel primo caso, 206 euro di ammenda e sino a tre mesi di reclusione nel secondo. Il provvedimento, non a caso, pare eccessivo a molti. <>, obietta Guindani, che pure dice di <>.. D'altra parte, ammette l'assessore in Loggia, risulta particolarmente difficile per le amministrazioni comunali barcamenarsi nella confusione generata dal vuoto legislativo statale del 1999. Per questo motivo, anzich? lasciare la materia alla libera interpretazione dei singoli sindaci, <>, auspica Guindani, perfettamente in linea con le richieste avanzate nei giorni scorsi, fra gli altri, da Achille Serra, prefetto di Roma, e da Walter Veltroni, sindaco della capitale. Il candidato leader del Pd ? stato uno dei primi a far emergere la questione dello sfruttamento minorile, che spesso si cela dietro all'increscioso fenomeno dell'accattonaggio. Niente di pi? vero, anche se l'utilizzo dei minori nella richiesta di denaro non ? mai stata oggetto di un vuoto legislativo. <>, afferma Elsa Boemi, comandante della Municipale, <>. Undici le denunce in tal senso, con relativa diffida dei genitori, nel 2006, 4 nel 2007. Forse, nel processo di ideazione di una legge unitaria per il Paese, guardare con attenzione al caso bresciano, strettamente connesso ai flussi migratori, potrebbe risultare utile. A distanza di cinque anni dall'approvazione del comma 1 dell'articolo 5, Brescia ? di fatto estranea al fenomeno dei lavavetri, a eccezione del semaforo di via Borgosatollo, tra la Volta e il casello autostradale, dove una tantum presenziano due ragazzi rom del vicino campo nomadi, puntualmente multati ed allontanati dalle forze dell'ordine. Un risultato dovuto anche al ridimensionamento dei campi, passati dal 1999 al 2006, da tre a due, con un totale di 312 presenze odierne contro le 1.029 di allora. Meno rosei i dati dell'accattonaggio in generale. Dopo l'entrata nella comunit? europea della Romania (gennaio 2007) i numeri hanno registrato un'impennata preoccupante. Se nel 2006 sono stati solo 26 i verbali per accattonaggio molesto, nel primo semestre dell'anno in corso ammontano gi? a 20. --~--~---------~--~----~------------~-------~--~----~ Hai ricevuto questo messaggio in quanto sei iscritto al gruppo Gruppo "sinistracritica-bs" di Google Gruppi. Per mandare un messaggio a questo gruppo, invia una email a sinistracritica-bs a googlegroups.com Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a sinistracritica-bs-unsubscribe a googlegroups.com Per maggiori opzioni, visita questo gruppo all'indirizzo http://groups.google.it/group/sinistracritica-bs?hl=it -~----------~----~----~----~------~----~------~--~--- *********** END FORWARDED MESSAGE *********** -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... 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