[Bsf] Lettera aperta al PRC di Brescia
Sinistra Critica
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Mar 18 Dic 2007 16:25:52 CET
Lettera aperta alle iscritte e agli iscritti di Rifondazione Comunista di Brescia Al Comitato politico Provinciale del Prc di Brescia
E’ con rammarico che compiamo questo passo. Il rammarico di chi ha costruito fin dagli inizi questo partito investendo le proprie energie e la propria passione militante in un progetto allora ambizioso: la rifondazione comunista. Questo progetto non esiste più, il patto originario che ci aveva tenuto insieme è stato spezzato e il Prc non solo ha alle spalle un’esperienza di governo fallimentare, che ne ha snaturato il senso e il ruolo, ma si appresta a una capriola politica in direzione di una nuova soggettività, la Sinistra - l’Arcobaleno, che chiude un ciclo politico e manda a casa migliaia di iscritti. La “nuova cosa” Arcobaleno, dunque, si appresta a nascere dentro un orizzonte timidamente riformista, di stampo governativo e con un azzeramento di quel patrimonio non negoziabile rappresentato dal conflitto sociale e dalla costruzione dei movimenti che ha caratterizzato il Prc. Si appresta a nascere, cioè, affossando la rifondazione comunista.
E fatto ancora più grave, questa scelta non viene sottoposta ad una verifica seria da parte degli iscritti, dentro il dibattito congressuale. Si sceglie invece la strada di una generica “consultazione" Questa è la conseguenza del “colpo di mano” rappresentato dal rinvio del Congresso alla fine del prossimo anno, quando ormai scelte e decisioni saranno irrevocabili - e comporteranno la scomparsa del progetto di una rifondazione comunista e di fatto del partito.
Noi non ci stiamo e pensiamo che sia venuto il momento di fare altro e di mettere in campo un nuovo progetto politico.
Se la scelta del governo è stata proposta all’insegna del “vuoi vedere che cambia davvero” - con un errore di analisi che si è rivelato tragico - dopo qualche mese la stessa ipotesi di una "riduzione del danno" si è tradotta nel suo contrario, nell'accettazione di provvedimenti persino peggiorativi rispetto a quelli adottati dal governo Berlusconi
Il caso del Pacchetto Welfare e del Decreto Sicurezza ne costituiscono la dimostrazione. Per non parlare dell’aumento delle spese militari e il sostegno alle logiche di guerra in Afghanistan e in Medioriente.
Il Prc si è vincolato a un programma di governo fortemente sbilanciato sul versante del liberismo – si pensi al nodo dei parametri di Maastricht – nell’ossessione del pericolo delle destre e ora lo stesso Berlusconi viene indicato come l’architrave di una riforma necessaria, proponendo un inedito asse con lui e Veltroni . E tutto per ottenere una riforma elettorale in grado di realizzare la “cosa Arcobaleno” e di reimpostare il patto con il Pd. Un esempio inedito di cinismo politico.
A Brescia, nel Prc, lo scontro interno al gruppo dirigente di maggioranza ha raggiunto livelli che travalicano ogni discussione e progetto politico. Nella girandola di dimissioni di segretari, di componenti della direzione, di fulminanti carriere interne a livello locale e nazionale, di precarie ricomposizioni, di pesanti intrusioni nelle vicende della Camera del Lavoro a sostegno dei “normalizzatori” l’unico orizzonte sembra essere il rapporto strategico con il centrosinistra e la conquista di posti nelle istituzioni. Lo stesso progetto di “Sinistra Europea bresciana”, tanto in voga sei mesi fa, è stato velocemente archiviato. Un partito ormai assente dai movimenti e dai conflitti sociali con l’esclusiva preoccupazione delle alleanze elettorali mettendo in secondo piano i contenuti programmatici. Un partito dove i circoli territoriali scompaiono o si riducono a meri comitati elettorali. Dove le decisioni vengono prese da gruppi dirigenti sempre più ristretti con lo
scopo di far approvare ex post scelte già assunte, già comunicate in molti casi ai massmedia. Questo in una città ed una provincia che hanno visto e vedono una reale presenza di movimenti ambientalisti, di migranti, contro le politiche securitarie e il razzismo, contro la privatizzazione dei beni comuni e contro la precarietà e l’accordo del 23 luglio, per la riconversione civile delle basi militari, contro la guerra permanente e la produzione bellica.
La logica governativa e amministrativa, ancora una volta, ha travolto convinzioni forti e rigidi paletti; la logica della mediazione preventiva ha vanificato la presenza nei movimenti sociali.
La situazione che si è venuta a determinare, quindi, ci fa dire che la nostra esperienza nel Prc è conclusa. Una separazione che nasce dalla presa d’atto che due progetti diversi prendono strade diverse: da un lato Rifondazione chiude di fatto la propria storia, sottraendo il congresso ai suoi iscritti, per dare vita a un nuovo soggetto politico, con un nuova identità, timidamente riformista e a vocazione governativa; dall’altro Sinistra Critica propone di continuare a costruire una sinistra di classe, anticapitalista, di opposizione, centrata sui movimenti e in grado di riappropriarsi dello spazio teorico e pratico di una moderna sinistra alternativa. Una sinistra all’opposizione, oggi, del governo Prodi.Una sinistra a sinistra dell’Arcobaleno.
A coloro che hanno creduto nel Prc e che pensano sia ancora possibile cambiare il corso delle cose dall’interno del partito diciamo oggi di riflettere seriamente. Non vi diciamo, semplicemente, venite con noi e seguiteci in questa scelta ma riflettete seriamente. Davvero, si rischia di disperdere un patrimonio politico molto importante Anche per questo abbiamo parlato di “Costituente Anticapitalista”: rivolta a forze politiche e sociali di movimento ma rivolta anche a tutti coloro che hanno militato o militano ancora in Rifondazione, o in altre forze della sinistra, e che vogliono darsi una nuova occasione.
Associazione Sinistra Critica di Brescia
Brescia 18 dicembre 2007
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