[Bsf] RAZZISMO: non solo targato destra

Luigino Beltrami luigino.beltrami1 a tin.it
Sab 5 Apr 2008 01:41:51 CEST


*_RAZZISMO DEMOCRATICO_*

Dall’Ansa 13/11/2007 ''Siamo qui per dire mai più razzismo, violenza, 
regimi, guerre o tutti con la stessa camicia''. Così il sindaco di Roma, 
/Walter Veltroni/, ha spiegato il senso della visita che farà, con 
duecentotrentotto studenti romani, al campo di sterminio nazista di 
Auschwitz. /Poi ha aggiunto ''bastava essere nomade od omosessuale 
perché una vita valesse di meno”/.

È incredibile come la schizofrenia stia sempre più diventando un tratto 
distintivo di molti politici italiani.

Veltroni ne è un esempio: come pellegrino ad Auschwitz dice basta al 
razzismo, basta alla guerra e cita i “nomadi” fra le vittime del 
nazismo; come uomo politico e come sindaco di Roma fa ed ha fatto 
esattamente il contrario – sulla guerra appoggia in pieno l’avventura 
bellica in Afghanistan, come sindaco , assieme ad altri colleghi, ha 
agito da battistrada ad una furibonda campagna demagogica tendente a 
reintrodurre il concetto di colpa collettiva, organizza deportazioni di 
massa fuori dalla città ( più di cinquemila negli ultimi sei mesi, 
principalmente Rom).

Di certo Veltroni non è né meglio né peggio di molti altri esponenti di 
centrosinistra, preoccupa, invece, il venir meno fra il centro sinistra 
e il centrodestra di quasi ogni differenza in tema di razzismo, 
intolleranza e demagogia.

Di questa deriva pochi sembrano rendersene conto ed ancora di meno 
manifestano scandalo o indignazione. È singolare che solo la grande 
stampa internazionale se ne accorga: Newsweek del 5 ottobre 2007 (1), 
per esempio, vi dedica un ampio servizio dal significativo titolo 
<<Nuova unione, vecchi pregiudizi>> riferisce ai suoi lettori di alcune 
perle del sindaco e del prefetto di Roma. Anche altri famosi giornali 
internazionali come International Herald Tribune, the Independent, ed il 
Financial Times hanno denunciato e stigmatizzato la stretta autoritaria 
e l’intolleranza che colpiscono l’Italia, in particolare la fascia 
debole della popolazione, cioè Rom, Sinti e Migranti.

Ciò che inquieta non sono solo i provvedimenti repressivi adottati, ma 
anche le modalità con cui si cerca di costruire consenso popolare sui 
giri di vite securitari. Basta scorrere alcuni episodi di cronaca da 
questa primavera in avanti per rendersi conto di quanta distanza si sia 
creata nella nostra società fra la Costituzione italiana e le parole, le 
azioni, le omissioni di alti funzionari pubblici, massa media e 
personalità di partiti di ogni colore ed orientamento politico.

Citerò solo alcuni di questi episodi:

Aprile 2007 - Appignano Piceno, un giovane rom ubriaco alla guida di un 
furgone investe e uccide quattro giovani, immediata è la reazione della 
“società civile”: il campo di Valle Orta, residenza dell’ubriaco 
omicida, viene incendiato e distrutto.

Estate 2007 – Firenze, il comune emana un’ordinanza che minaccia 
l’arresto per i lavavetri

Estate autunno 2007 - Roma, il Sindaco di Roma dichiara alla stampa: “i 
Rom sono colpevoli del 75% dei piccoli crimini in città commessi finora 
quest’anno” e “ l’immigrazione consistente di romeni crea problemi gravi 
di ordine pubblico, tanto che la città non può più tollerare questa 
terribile ondata criminale” (1)

Estate 2007 - Roma Il Prefetto di Roma Achille Serra, trovandosi in un 
campo nomadi in cui non nota la presenza di donne, dice a un giornalista 
del Corriere: “Forse sono sul metrò a rubare portafogli, mentre gli 
uomini dormono dopo aver passato la notte a rubare nelle case”. (1)

1 Ottobre 2007 - Roma, l’agenzia Adnkronos riferisce l’affermazione del 
Ministro della solidarietà sociale Ferrero secondo cui la proposta del 
Ministro dell’interno Amato circa la possibilità di espellere cittadini 
comunitari in casi particolari di sicurezza pubblica “ è compatibile con 
l’ordinamento”

6 ottobre 2007 – I giornali riportano le dichiarazioni di Beppe Grillo 
secondo il quale i Rom sono una bomba ad orologeria.

1 novembre 2007 – Roma, dopo l’arresto di un rom rumeno, presunto 
colpevole per le violenze e l’assassinio di una cittadina italiana, su 
pressione dei mass media, dei partiti e del sindaco di Roma il governo 
emana il D.L. n.181, il decreto sulla sicurezza.

*3 novembre 2007: il comune di Brescia confessa pratiche di tipo 
razzista e di pedagogia nazista - l’assessore ai servizi sociale del 
comune di Brescia dichiara alla stampa (Bresciaoggi): *

- */<<Negli scorsi giorni sono state abbattute sei casette nella 
struttura di via Orzinuovi 104, perchè erano abitate da delinquenti, 
persone che erano state colte in flagrante a rubare»./*

- */“ben 1.560 persone sono state _allontanate_ o sono inserite nelle 
case dell’Aler ” [/**dai dati ufficiali nelle case popolari abitano 200 
Rom gli altri quindi sono stati /allontanati/]//*

7 gennaio 2008 In un municipio romano il Prc fa asse con la Cdl per 
l’apartheid:

il consiglio del VII Municipio di Roma, uno dei caposaldi «rossi» della 
cintura a cavallo tra Prenestina e Casilina, ha approvato a maggioranza 
una mozione presentata da Rifondazione comunista in cui si chiede 
all'assessore comunale alla scuola di valutare la richiesta di tornare a 
separare i bimbi rom dagli altri bimbi sugli scuolabus, richiesta 
avanzata da un gruppo di genitori mobilitati dopo un litigio avvenuto 
tra ragazzini.

Anche la stampa nazionale specie quella indipendente fa la sua parte: 
precede, accompagna e sostiene le posizioni del mondo politico. Per mesi 
la gestione dei titoli e delle cronache, nonché i commenti degli 
editorialisti portano ad una rappresentazione dei Rom quale popolo 
criminale. Il culmine lo si raggiunge il 28 novembre 2007 quando Enzo 
Bettiza in un lungo intervento parla apertamente di /“piaga degli 
zingari”/ . Forse Bettiza non lo sa e forse i maggiorenti politici e di 
cultura non se ne ricordano ma circa settanta anni fa nella Germania 
hitleriana fu promulgato il “Bekämpfung der Zigeunerplage” (/Decreto 
contro la piaga zingara/).

Che cosa appare alla fine? Appare, e in questo caso l’apparenza non 
inganna, che tutti questi personaggi della politica e della cultura, 
questi grandi giornali indipendenti, queste istituzioni, che 
quotidianamente condiscono i loro interventi ex cathedra con parole 
impegnative ed altisonanti quali democrazia, civiltà, tolleranza, 
solidarietà, antirazzismo ecc., si sono scordati di quattro paroline 
scritte nella nostra Costituzione all’articolo 27: “la responsabilità 
penale è personale”, e quindi non è collettiva.

Questi personaggi non se ne accorgono, ma proprio grazie a loro oggi in 
Italia /“basta essere nomade perché una vita valga meno”/

/Luigino Beltrami/

(1) (http://www.newsweek.com/id/42398/output/print)

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