[Bsf] Incontro con Marino Ruzzenenti. Pcb, diossina e inceneritore, un trittico esplosivo.
Katia De Col
kattivando a hotmail.com
Ven 11 Apr 2008 09:29:47 CEST
Marino Ruzzenenti incontra la Lista Cittadine e Cittadini per la Circoscrizione Centro
Prende la parola Rosangela: Abbiamo organizzato la serata per confrontarci sui vari temi. E’ una lista con rappresentanze di varie realtà. E’ una lista che mi piace. In questi ultimi anni abbiamo portato avanti piccole lotte e portato a casa piccole ma significative vittorie: ad esempio Corso Garibaldi pedonalizzato.
Vogliamo che Brescia cresca in questo senso, come consapevolezza.
Il 22 aprile aprirà la Freccia Rossa. Tutto è avvenuto in sordina. Vogliamo cercare di capire quali sono le istanze di una collettività. L’obiettivo principale è la vivibilità di un quartiere, ESCLUDENDO OGNI ESCLUSIONE.
Un’altra piccola vittoria è stata quella della galleria attraversabile col pulmino gratuito.
Marino Ruzzenenti:
Non tutti vivono all’interno delle mura venete. Potremmo avere l’illusione che l’inceneritore e la zona Caffaro siano periferici rispetto alla nostra zona. Non è così.
Vorrei insistere su questo dato: non possiamo illuderci di non essere toccati dall’inquinamento. Ce lo ritroviamo addosso anche noi.
Vi faccio un esempio: pochi giorni fa il Comune ha presentato un’indagine sulla concentrazione di PCB e di diossina a Brescia. E’ una delle tante indagini effettuate dopo lo scandalo PCB del 2001. L’obiettivo era quello di verificare se PCB e diossina che hanno super-inquinato, a livelli superiori a Seveso, il terreno in profondità, fossero presenti anche nell’aria. Aria e vento sollevano questi elementi? Nell’indagine hanno scelto 4 punti nella zona Caffaro e altri 2 punti, il Kennedy e S. Eufemia. E’ uscito dall’indagine che l’aria è molto inquinata da PCB e diossina. Se confrontiamo le indagini con Mantova (da 4,42 a 6,24 feltogrammi nel periodo estivo) Brescia ne ha 83 a metro cubo. La città di Ausburg in Germania in gennaio aveva valorio tra i 14 e i 15 feltogrammi.
A Milano durane tutta l’estate i valori medi sono stati intorno ai 39,75.
A Firenze la media annua è stata tra i 7,3 e i 19,7.
Quest’anno sono stati pubblicati dall’ARPA della Puglia i valori di un paese in provincia di Taranto in cui c’è l’acciaieria: da i 38 ai 77,8 feltogrammi.
A BRESCIA QUEST’INDAGINE E’ STATA FATTA DAL 30 LUGLIO AL 24/08/2007: QUANDO LE ACCIAIERIE SONO CHIUSE E CIRCOLANO MOLTE MENO AUTOMOBILI.
L’unica fonte di emissione era l’inceneritore: in agosto l’inceneritore funziona a pieno ritmo, perché nel periodo estivo aumentano le esigenze di energia elettrica per i condizionatori d’aria.
L’indagine è stata progettata dall’Istituto Superiore della Sanità di Roma ed effettuata operativamente dall’Istituto Mario Negri di Milano, gli stessi che fanno i controlli sull’inceneritore.
Il 20 marzo in una conferenza stampa abbiamo presentato questi dati.
Avevamo chiesto l’accesso agli atti in Comune da mesi e non ce li hanno mai fatti visionare, come quelli sulla diossina nel latte. Top secret.
PCB e diossina che circolano nell’aria si depositano nel terreno, si accumulano, aggiungendosi agli altri elementi. NON SI DEGRADANO PERCHÉ SONO SOSTANZE PERSISTENTI, XENOBIOTICHE, STRANIERE ALLA VITA.
A Sud di Brescia ci sono 18 cascine che fanno fieno e poi c’è il latte alla diossina, come la storia delle mozzarelle.
Sono andato da questi coltivatori.
Sono arrabbiatissimi perché si sentono abbandonati da tutti.
I dati sono secretati. E’ venuta una giornalista de LA 7. Con lei siamo andati dai contadini. Fa indagini sull’inceneritore. Era esterrefatta. Ha incontrato l’ARPA, il Comune di Brescia, l’ASL, l’Istituto Zooprofilattico: non è riuscire ad avere neanche un dato.
Il problema deve emergere.
Non coltivate fieno, ma granturco.” – hanno detto ai contadini. In questo modo si utilizzerebbe la parte alta che non è contaminata, ma il granturco ha bisogno di tre volte in più di acqua del fieno.
Pensate all’assurdità: tre erano i contadini sopra i 6 picogrammi. La norma europea prevede come limite max i 2 picogrammi. Se si raggiungono i 6, il latte viene distrutto come è avvenuto per i tre contadini che hanno dovuto pagare per lo smaltimento del latte inquinato, considerato rifiuto tossico da smaltire.
Questo latte ce lo siamo bevuto.
Nella famiglia dei PCB ce ne sono 12 tipi che hanno caratteristiche molto simili alla diossina.
Noi fino a metà dell’anno scorso bevevamo del latte “un po’ inquinato”. Per non vivere il rischio, dicono, dovremmo essere esposti al di sotto dei valori massimi previsti.
Non è così: i valori dovrebbero essere pari a zero.
Vivendo in un ambiente super-inquinato, siamo anche noi super-inquinati.
Il sangue dei bresciani che vivono vicino alla Caffaro ha valori altissimi di diossina e PCB. Gli abitanti evacuati di Seveso avevano valori di un terzo più bassi.
I bresciani che si ritengono non esposti hanno più diossina del sangue di quelli della zona b di Severo, quelli non evacuati perché meno a rischio, anche se toccati dalla nube tossica.
Nella zona Caffaro per decenni una ventina di cascine producevano carne, latte e formaggi che andavano alla Centrale del latte.
Il contadino di cui sono diventato amico, bisognerebbe che qualcuno scrivesse su di lui, che qualcuno rappresentasse teatralmente la sua storia…
Lui aveva 20 manze pronte per essere mandate al macello comunale. Nel 2001 è scoppiato il casino.
Hanno bruciato le mucche perché erano piene zeppe di diossina.
Analogo discorso con l’acqua che beviamo dell’acquedotto. Personalmente io non bevo l’acqua di Brescia, l’acqua del sindaco. Prendo le taniche in montagna delle fonti. Ha un altro gusto.
Un po’ beviamo diossine, un po’ le mangiamo.
Per i nostri amministratori, i nostri politici il problema ambientale non esiste.
Io faccio ricerca da anni sull’inquinamento. Non c’è una situazione così terribile come a Brescia in nessun luogo a livello nazionale. E forse neanche a livello internazionale.
Bisogna disinquinare il più possibile, rimuovere e mettere sotto controllo il terreno rimosso, pompandolo con grandi quantità di acqua. Lo stesso vale per le falde da depurare coi carboni attivi, invece di farla bere alla gente. Va fatto anche per il fiume Mella: è uno dei fiumi più inquinati a livello nazionale. Ci sono 5 livelli per declinare i fiumi, il Mella supera il 6°.
Bisogna rimuovere i terreni della Caffaro. Nel quartiere primo maggio è iniziata la rimozione.
Dopodiché bisognerebbe chiudere tutte le fonti di inquinamento: l’incidenza di tumori a Brescia non ha pari a livello nazionale.
C’è una tendenza all’aumento degli ammalati e a una diminuzione delle morti perché a Brescia sono bravi a curare i tumori. Ecco che in mezzo aumentano le persone che devono convivere con il tumore.
Il tumore maligno al fegato ha numeri doppi rispetto alla media nazionale.
A Brescia, secondo dati confermati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i tumori con incidenza superiore alla media sono i seguenti:
- nei maschi al rene, alla laringe, allo stomaco, al pancreas, al sistema nervoso e le leucemie.
- - nelle femmine alla tiroide, al retto, allo stomaco, al cervello, al seno, alla cervice dell’utero.
Non è scandaloso dire che a Brescia non dev’esserci un’acciaieria a forno elettrico.
L’Alfa Acciai ha un forno enorme che fonde il rottame in città, rottame che viene addirittura dall’estero. E’ una tecnologia super-vecchia.
Non ha senso far girare per km il rottame e fonderlo a Brescia. Poi costruiscono le centrali, come a Offlaga, per sopperire ai bisogni di energia elettrica per alimentare il forno. Adesso l’Alfa Acciai la venderanno ai russi.
L’ambiente è più importante degli interessi.
Forni che buttano fuori l’ira di dio. C’è stata una condanna in tribunale contro l’Alfa Acciai. Non bruciano solo rottami, ma anche rifiuti attaccati ai rottami che sono altamente tossici.
E’ rifiuto pericoloso. C’è un contenzioso con la UE.
L’inceneritore di Brescia, invece, brucia 800.000 tonnellate di rifiuti.
Nel nostro centro storico tollerano ancora i cassonetti. Ma non c’è una sovrintendenza ai beni architettonici?
Bisogna fare raccolta porta a porta. Lo sporco dobbiamo tenercelo a casa per consegnarlo differenziato nei diversi giorni stabiliti per il ritiro. Con tariffe che premino il cittadino virtuoso, come si fa a Novara.
Avremmo 100.000 tonnellate di rifiuti: 700.000 in meno.
Dicono che gli immigrati non lo farebbero, ma è come quello che è successo a Napoli.
Io sono stato due volte a Napoli per studiarne la situazione. I napoletani sono stati ridotti così perché nel piano rifiuti approvato da Bassolino c’era scritto che i napoletani per cultura non sarebbero stati bravi a fare la raccolta differenziata.
Alcuni comuni in provincia di Salerno fanno l’80% della raccolta differenziata.
Nel caso degli immigrati si potrebbe fare un lavoro di coscientizzazione che sarebbe interessante, formativo.
Quando racconto cosa si fa a Brescia, stentano a credermi.
1 camion porta circa una decina di tonnellate. 800.000 tonnellate dell’inceneritore. Sono circa 80.000 camion che circolano.
E le 180.000 tonnellate di cenere prodotta? Le portano a Montichiari. C’è un comitato a Montichiari che è arrabbiatissimo.
Il problema di Brescia: non c’è consapevolezza e i bresciani danno l’idea di essere rassegnati.
Il cittadino dice: E’ il prezzo dello sviluppo e dell’economia.
E’ la mentalità di Brescia.
Se recupero i rifiuti, invece, c’è un’ecologia rigenerativa con risultati straordinari, con una ricaduta occupazionale straordinaria.
Goffi, un funzionario della provincia, aveva messo apposta una centralina nella zona Sud, vicino all’Alfa Acciai e all’autostrada. La legge infatti impone di posizionarle nelle zone a rischio. Questa zona è la più disastrata come aria, mentre quella della Caffaro è la prima inquinata come suolo.
La centralina è rimasta in funzione un anno e mezzo. Poi l’hanno chiusa.
L’ARPA ha deciso di chiuderla e ne hanno messa una al Broletto e una al Villaggio Sereno.
Siamo l’unica città italiana che non ha centraline da traffico d’industria.
Le centraline rilevano nox, ossidi di azoto, PM10 e PM 2 e 5 (solo quella del Villaggio Sereno).
I PM 2 e 5 sono il 75% dei PM bresciani. Che raggiungono direttamente gli alveoli.
L’inceneritore: i suoi filtri non trattengono le polveri più sottili.
Come mai Brescia non ha il 30% di PM10 in meno, visto che il teleriscaldamento, come propagandavano, avrebbe dovuto toglierlo?
Siete mai scesi dalle colline e avete mai visto la nube marrone che sta sopra Brescia?
Non si sa bene come fare.
La prima cosa: è far pagare alla Caffaro che è ancora in parte funzionante. La Caffaro è una delle cinque aziende europee che produceva PCB (Policlorobifenili). Il PCB è una sostanza con due anelli benzenici, due molecole di benzene attaccate a due vertici che poi vengono cloruriate, come la diossina. La formula chimica tra PCB e diossina è identica. Il legame tra i due atomi di benzene è l’unica diversità; nel caso della diossina il legame è l’ossigeno.
I PCB venivano prodotti in quantità sterminata. E’ olio molto denso che diventa anche polvere a seconda della clorurazione. L’olio denso viene usato come olio ininfiammabile e isolante nei grandi trasformatori dell’Enel. Il PCB in polvere viene usato per plastiche, vernici, carta copiativa… Veniva aggiunto agli anticrittogamici in modo che aderissero meglio alle foglie.
Gli orsi bianchi sono pieni di PCB e molti sono diventati ermafroditi.
La monsanto (grande multinazionale che ha inventato il PCB) già nel ’70 manda alla Caffaro un’avvisaglia: Attenzione! Il PCB è velenoso. Lo rivela la Magistratura quando riesce in un’indagine ad accedere agli archivi.
Un ricercatore della Monsanto già nel ’37 sapeva tutto sulla nocività del PCB. Documenti rimasti segreti fino al 2001. Nel ’76 la Monsanto smette di produrre PCB in tutti gli USA. Noi a Brescia smettiamo nel 1984.
Non voglio deprimervi.
Oggi abbiamo depositato dal nostro avvocato una perizia. C’è in ballo una causa penale e civile contro la Caffaro e il Comune non ha fatto nulla.
Dobbiamo essere noi cittadini a muoverci. Io ho in mente le ragioni di questo silenzio. Sarebbe sgradevole dirvele ora. Vi racconto solo dei fatti. Prima che succedesse il casino nel 2001 comprarono la Caffo. Chi? L’Opa, Chicco Gnutti, la Lega delle Cooperative, il Monte dei Paschi, quella che veniva chiamata la finanza rossa, di riferimento dei DS.
Questi signori mi chiesero un incontro. Peccato che non portai un registratore.
Nel 2003 viene privatizzata l’ASM. Chi entra come maggior socio? L’Opa acquista il 10% delle azioni e Chicco Gnutti entra nel CDA, diventando il patner privilegiato del Comune.
Poi ci sono le elezioni: chi finanzia pubblicamente la campagna dell’attuale sindaco? Chicco Gnutti.
Se a Brescia ci fosse stato un forte partito ambientalista avremmo potuto sporgere precise denunce rispetto alle omissioni.
La causa civile contro la Caffaro è portata avanti da avvocati di Lega Ambiente.
Il quadro è questo.
Dei risultati però si sono ottenuti: la condanna dell’Alfa Acciai è uno di questi ed è una conquista. Anche con la Caffaro. Avremmo altrimenti a quest’ora ancor più PCB nell’aria e nel suolo.
Un’altra battaglia da compiere: Piazza Vittoria deve diventare un parcheggio per residenti. In nessuna città tutti possono raggiungere in auto una delle piazze centrali! Altrimenti poi la metropolitana chi la usa?
GRAZIE MARINO
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