From chparas a tele2.it Mon Dec 1 01:07:59 2008 From: chparas a tele2.it (Carlo Parascandolo) Date: Mon, 1 Dec 2008 01:07:59 +0100 Subject: [Bsf] Fw: MANIFESTAZIONE alla THYSSENKRUPP di Torino Message-ID: <003901c95348$df443630$5526935d@zxz02b56c3f346> Coordinamento Milanese di Solidarietà ?DALLA PARTE DEI LAVORATORI? 6 dicembre 2007: strage di 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino 6 dicembre 2008: non dimentichiamo tutte le stragi e morti sul lavoro Il Coordinamento Milanese di Solidarietà ?DALLA PARTE DEI LAVORATORI? Nello spirito di unire le iniziative in difesa della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro così come deciso il 22 settembre dall?Assemblea di Milano RLS-RSU-RSA PARTECIPA ed INVITA A PARTECIPARE a TORINO alla MANIFESTAZIONE alla THYSSENKRUPP, con concentramento di fronte allo stabilimento Corso Regina Margherita 400, il 6 dicembre 2008 ore 09.30 ?PER IL DIRITTO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO, ?PER IL DIRITTO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI ?PER LA LIBERTA? DI PAROLA DENTRO E FUORI I LUOGHI DI LAVORO ?PER LA RIASSUNZIONE DI ANDREA PIANETA, DANTE DE ANGELIS E DI TUTTI I LICENZIATI PER AVER DENUNCIATO LA MANCANZA DI SICUREZZA ***************************** Il Coordinamento Milanese di Solidarietà ?DALLA PARTE DEI LAVORATORI? per andare alla MANIFESTAZIONE di TORINO il 6 dicembre 2008 ORGANIZZA un PULLMAN da Milano per Torino con partenza alle ore 7,15 da Piazza Luigi di Savoia (Stazione Centrale, lato Terminal per Linate/ Malpensa) e ritorno a Milano con partenza da Torino verso le ore 15,00/15,30 . Quota individuale di solidarietà andata/ritorno di 10 ?. Per info, prenotazioni, contatti:tel.3383194478 Marco; e-mail : cmslavoratori a tele2.it; villamar a genie.it ; contac a tin.it ***************************** -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: non disponibile Tipo: image/jpeg Dimensione: 6889 bytes Descrizione: non disponibile URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: non disponibile Tipo: image/gif Dimensione: 66373 bytes Descrizione: non disponibile URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: CMSpartecipa a TO 6 dic 2008.pdf Tipo: application/pdf Dimensione: 346615 bytes Descrizione: non disponibile URL: From a.zinelli a alice.it Wed Dec 3 00:36:10 2008 From: a.zinelli a alice.it (a.zinelli) Date: Wed, 3 Dec 2008 00:36:10 +0100 Subject: [Bsf] I: il 5 dicembre PAOLO FERRERO A BRESCIA Message-ID: UNIAMO LE LOTTE DEL LAVORO DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITÀ RISPONDIAMO ALLA CRISI ECONOMICA SOCIALE POLITICA Incontro-dibattito Con: PAOLO FERRERO (Segretario nazionale PRC) DINO GRECO (Direttivo Nazionale C.G.I.L.) FRANCESCO ESPOSTO (Studente Universitario - esponente del movimento dell’onda) moderatore del dibattito THOMAS BENDINELLI (Giornalista di Bresciaoggi) VENERDÌ 5 DICEMBRE ORE 20,30 CAMERA DEL LAVORO DI BRESCIA Via F.lli Folonari, 2 Promuovono i circoli di: Dall'Angelo Ghetti-Bagnolo Mella-Lograto-Montichiari Rovato-Passirano-Pontevico-Concesio-Bedizzole-Roncadelle-Lonato Il Consigliere Provinciale VANNI BOTTICINI Con invito a partecipare -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: ferrero 5 dicembre-bn.gif Tipo: image/gif Dimensione: 40546 bytes Descrizione: non disponibile URL: From ladysa23 a hotmail.com Wed Dec 3 13:05:27 2008 From: ladysa23 a hotmail.com (sara.b) Date: Wed, 3 Dec 2008 12:05:27 +0000 Subject: [Bsf] ven 5/12 - proiezione COME UN UOMO SULLA TERRA Message-ID: Venerdì 5 dicembre c.s.a. Magazzino47 via industriale, 10 - Brescia PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO "COME UN UOMO SULLA TERRA" di Andrea Segre, Riccardo Biadene, Dagmawi Ymer Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? E perchè tutti fingono di non saperlo? Per la prima volta in un film, la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa. dall ore 20.00 CENA POPOLARE il ricavato andrà a sostegno del progetto che ha realizzato il film. dalle ore 21.30 PROIEZIONE DEL FILM www.comeunuomosullaterra.blogspot.com www.magazzino47.org _________________________________________________________________ Che tipo sei? Crea la tua animoticon invernale! http://www.messenger.it/test.html -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From beppe.almansi a libero.it Wed Dec 3 18:14:17 2008 From: beppe.almansi a libero.it (beppe almansi) Date: Wed, 3 Dec 2008 18:14:17 +0100 Subject: [Bsf] comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero Message-ID: In merito all’iniziativa che vede la partecipazione a Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara quanto segue: trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo quando il tutto era già stato organizzato. - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI “PROMOTORI” NON ERANO A CONOSCENZA DELL’INIZIATIVA:NESSUNO LI HA INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) - Dunque l’iniziativa è chiaramente di mozione. - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si presti partecipando ad una iniziativa di parte. - Che dire dell’amarezza e della rabbia dei Giovani Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito che ha avuto responsabilità di governo nell’esecutivo Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al proprio segretario uno studente del PD? - Questo è il frutto del modo di procedere nella costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in modo forte il rapporto politico all’interno del PRC. From beppe.almansi a libero.it Wed Dec 3 19:05:26 2008 From: beppe.almansi a libero.it (beppe almansi) Date: Wed, 3 Dec 2008 19:05:26 +0100 Subject: [Bsf] COMUNICATO dei GIOVANI COMUNISTI/E SULL'ASSEMBLEA DEL 5 CON FERRERO Message-ID: COMUNICATO STAMPA DEL COORDINAMENTO DEI GIOVANI COMUNISTI/E DI BRESCIA DEL PRC SULL’ASSEMBLEA DEL 5 DICEMBRE CON IL SEGRETARIO NAZIONALE PAOLO FERRERO In merito all’iniziativa che vede la partecipazione a Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero il coordinamento dei Giovani Comunisti/e della Federazione di Brescia del PRC manifesta tutta la propria ferma contrarietà per la modalità della sua organizzazione. Ci amareggia inoltre che ad una assemblea organizzata da alcuni esponenti del nostro partito con la presenza del segretario nazionale Paolo Ferrero venga invitato a rappresentare la mobilitazione degli studenti uno studente universitario del Partito Democratico. Se questa è la svolta a sinistra e dal basso che vorrebbe rappresentare la nuova linea di un partito che è il sinonimo della grave crisi che attraversa tutta la sinistra oggi, abbiamo la conferma che si parte con il piede sbagliato. I Giovani Comunisti di Brescia, sono da tempo impegnati in una difficile opera di ricostruzione dei rapporti con il movimento, a causa della loro appartenenza ad un partito che ha avuto responsabilità di governo nell’esecutivo Prodi, contemporaneamente tacciati di estremismo dai giovani del PD. In questo modo si attua una linea politica chiara, si escludono i Giovani Comunisti/e di Brescia che hanno fatto una scelta politica chiara, ma questo non ci impedirà di continuare nella battaglia politica intrapresa From rominakgb2003 a yahoo.it Wed Dec 3 21:20:31 2008 From: rominakgb2003 a yahoo.it (Rosa Confetto) Date: Wed, 3 Dec 2008 20:20:31 +0000 (GMT) Subject: [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero In-Reply-To: Message-ID: <941159.58660.qm@web25602.mail.ukl.yahoo.com> Esprimo la mia solidarietà ai compagni che hanno organizzato l'incontro con il segretario nazionale, invitandoli a tenere duro. Hasta siempre! Romina --- Mer 3/12/08, beppe almansi ha scritto: > Da: beppe almansi > Oggetto: [Bsf] comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero > A: "bsf bsf" , "movimenti movimenti" > Data: Mercoledì 3 dicembre 2008, 18:14 > In merito all?iniziativa che vede la partecipazione a > Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria > provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara > quanto segue: > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di > Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui > conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo > quando il tutto era già stato organizzato. > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e > mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti > di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI ?PROMOTORI? > NON ERANO A CONOSCENZA DELL?INIZIATIVA:NESSUNO LI HA > INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI > SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL > CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) > - Dunque l?iniziativa è chiaramente di mozione. > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si > presti partecipando ad una iniziativa di parte. > - Che dire dell?amarezza e della rabbia dei Giovani > Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella > scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi > studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito > che ha avuto responsabilità di governo nell?esecutivo > Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono > chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al > proprio segretario uno studente del PD? > - Questo è il frutto del modo di procedere nella > costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato > corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte > non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in > modo forte il rapporto politico all?interno del PRC. > > > _______________________________________________ > Bsf mailing list > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From luigino.beltrami1 a tin.it Thu Dec 4 00:28:23 2008 From: luigino.beltrami1 a tin.it (Luigino Beltrami) Date: Thu, 04 Dec 2008 00:28:23 +0100 Subject: [Bsf] [Movimenti] COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DEL PRC SULL-ASSEMBLEA DEL 5 CON FERRERO In-Reply-To: References: Message-ID: <49371617.4040507@tin.it> Ciao a tutt*, Forse sarebbe il caso di cominciare a considerare il fatto che queste liti interne al Partito della Rifondazione Comunista stancano e infastidiscono. Forse i contendenti locali (che ritengo in gran parte in buona fede - anche se possibilmente un po? ingenui) dovrebbero cominciare a riflettere sul fatto che i loro esponenti quando erano in parlamento hanno reiteratamente votato e/o fatto votare a favore della guerra, si sono cioè schierati a fianco degli assassini e dei massacratori di innocenti. Ora chiedo: che credibilità possono avere i vari Vendola, Bertinotti, Grassi , Ferrero etc che guidano le opzioni contrapposte nel PRC? Che credibilità può avere un partito che si definisce comunista e che continua ad essere guidato dalle stesse leadership che hanno messo il marchio della falce e martello sugli aerei e sulle bombe che hanno massacrato migliaia di donne, bambini e uomini innocenti in Afghanistan? Non sarebbe meravigliososo se la base del PRC, svegliandosi finalmente, spazzasse via, o lasciasse soli, questi politicanti che all'occasione si son manifestati di essere dei servi? Luigino beppe almansi wrote: > In merito all?iniziativa che vede la partecipazione a Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara quanto segue: > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo quando il tutto era già stato organizzato. > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI ?PROMOTORI? NON ERANO A CONOSCENZA DELL?INIZIATIVA:NESSUNO LI HA INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) > - Dunque l?iniziativa è chiaramente di mozione. > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si presti partecipando ad una iniziativa di parte. > - Che dire dell?amarezza e della rabbia dei Giovani Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito che ha avuto responsabilità di governo nell?esecutivo Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al proprio segretario uno studente del PD? > - Questo è il frutto del modo di procedere nella costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in modo forte il rapporto politico all?interno del PRC. > > > _______________________________________________ > Movimenti mailing list > Movimenti a gnumerica.org > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/movimenti > > From waltsar a aliceposta.it Thu Dec 4 09:14:27 2008 From: waltsar a aliceposta.it (valter) Date: Thu, 4 Dec 2008 09:14:27 +0100 Subject: [Bsf] Fw: regolamento liberticida Message-ID: <001501c955e8$569c3060$6201a8c0@waltercfpc0jpr> ----- Original Message ----- From: valter To: redazione a radiondadurto.org ; radio onda durto Sent: Thursday, December 04, 2008 9:13 AM Subject: regolamento liberticida ATTENZIONE!!!!!!! Il Consiglio Comunale di Villa Carcina ha approvato il nuovo Regolamento di polizia urbana che vieta , l'affissione di volantini su pali, inferiate ecc... la motivazione formale è che tali volantini se gettati a terra lordano il paese!!! questo divieto oggetto assieme ad altri di un mio emendamento 8 di cui vi ho già dato notizia) limita di fatto la libertà di espressione politica dei cittadini di Villa Carcina. Anzichè multare chi sporca in terra si multa chi esprime il proprio pensiero!!! ma non è finita qui, nel regolamento approvato ( a favore la maggioranza di centro sinistra più il centrodestra ( due voti di staensione della vicesindaco e di un aconsigliere pd ed il mio voto contrario) si fa divieto di esporre nudità , di abbigliarsi in forma indecente senza che questi termini vengano definiti nel regolamneto medesimo lasciando al libero arbitrio di vigli e cittadini la loro interpretazione. Tutto ciò è pericoloso perchè introduce la non certezza del diritto, cosa succede se domani un viglile o un cittadino che è mussulmano sciita oppure, cattolico lefreviano, oppure ebraico ortodosso oppure è un nostalgico di Enver Oxa, oppure un fascista, incontra una persona con le braghe rotte sul sedere, o una ragazza con la minigonna? I divieti poi continuano ... non si può manifestare, fare sitin, ecc Insomma il comune di Villa Carcina scende la china dell'autoritarismo, nella quasi indifferenza del suo Consiglio Comunale, che sembra veda nella sua comunità un nemico da combattere e da moralizzare. Sembra che la cittadinanza di Villa Carcina da un momento con l'altro diveti Sodoma e Gomorra e che sia quindi necessario porre limiti duri a questa deriva. Per sottocultura più che per politica , sindaco e consiglieri (non tutti per fortuna) preparano la strada alla destra becera e bigotta, e supportano la cultura di destra che già avanza nella testa delle persone come risposta sbagliata alla loro costante precarietà sociale. MALA TEMPORA CURRUNT!! Ciao Valter Saresini ma non -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From chiodidaniela a libero.it Thu Dec 4 15:57:26 2008 From: chiodidaniela a libero.it (chiodidaniela a libero.it) Date: Thu, 4 Dec 2008 15:57:26 +0100 Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?R=3A_comunicato_della_segreteria_del_PRC_sul?= =?iso-8859-1?q?l=27assemblea_del_5_con_Ferrero?= Message-ID: Romina, potresti motivare meglio la tua solidarietà? Tenere duro rispetto a cosa? a semplici percorsi e formalità per organizzare un evento? a ignorare i GC che si stanno facendo il mazzo per urlare al mondo che esistono ancora e poi si accorgono che gli sforzi maggiori per sottolineare la propria esistenza vanno indirizzati verso I PROPRIO COMPAGNI DI PARTITO?! bha... Daniela ---------- Initial Header ----------- >From : bsf-bounces a bresciasocialforum.org To : "brescia social forum" bsf a bresciasocialforum.org Cc : Date : Wed, 3 Dec 2008 20:20:31 +0000 (GMT) Subject : [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero > Esprimo la mia solidarietà ai compagni che hanno organizzato l'incontro con il segretario nazionale, invitandoli a tenere duro. > Hasta siempre! > Romina > > > --- Mer 3/12/08, beppe almansi ha scritto: > > > Da: beppe almansi > > Oggetto: [Bsf] comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero > > A: "bsf bsf" , "movimenti movimenti" > > Data: Mercoledì 3 dicembre 2008, 18:14 > > In merito all´iniziativa che vede la partecipazione a > > Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria > > provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara > > quanto segue: > > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di > > Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui > > conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo > > quando il tutto era già stato organizzato. > > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e > > mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti > > di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative > > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI "PROMOTORI" > > NON ERANO A CONOSCENZA DELL´INIZIATIVA:NESSUNO LI HA > > INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI > > SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL > > CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) > > - Dunque l´iniziativa è chiaramente di mozione. > > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si > > presti partecipando ad una iniziativa di parte. > > - Che dire dell´amarezza e della rabbia dei Giovani > > Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella > > scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi > > studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito > > che ha avuto responsabilità di governo nell´esecutivo > > Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono > > chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al > > proprio segretario uno studente del PD? > > - Questo è il frutto del modo di procedere nella > > costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato > > corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte > > non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in > > modo forte il rapporto politico all´interno del PRC. > > > > > > _______________________________________________ > > Bsf mailing list > > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > > > > _______________________________________________ > Bsf mailing list > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > From ladysa23 a hotmail.com Thu Dec 4 16:10:34 2008 From: ladysa23 a hotmail.com (sara.b) Date: Thu, 4 Dec 2008 15:10:34 +0000 Subject: [Bsf] sab 6/12 REGGAE NIGHT al c.s.a.Magazzino47 Message-ID: sabato 6 dicembre c.s.a.Magazzino47 imperdibile appuntamento reggae!! NEW GENERATION LIVE SHOWCASE con Junior Sprea & Gamba the Lenk, Dreama, Papa Sabbo a seguire Sound System _ Only Good Vibration con dj Afro di Radio Onda d'Urto ingresso a sottoscrizione www.magazzino47.org www.myspace.com/juniorsprea2 _________________________________________________________________ 50 nuovi schemi per giocare su CrossWire! Accetta la sfida! http://livesearch.games.msn.com/crosswire/play_it/ -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From a.zinelli a alice.it Thu Dec 4 17:44:13 2008 From: a.zinelli a alice.it (a.zinelli) Date: Thu, 4 Dec 2008 17:44:13 +0100 Subject: [Bsf] R: [Movimenti] COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DEL PRC SULL-ASSEMBLEA DEL 5 CON FERRERO In-Reply-To: <49371617.4040507@tin.it> Message-ID: Caro Luigino Non credevo che anche tu facessi parte della folta schiera di coloro che pensano che il mondo sarebbe liberato dal male, solo che Rifondazione Comunista scomparisse. D'altra parte in nazismo è stato sconfitto, l'Unione Sovietica si è dissolta, ogni frazione e frazioncina della ex Jugoslavia ha raggiunto la sua indipendenza statale ecc. ecc., ed il male non è scomparso. Dubito che la scomparsa di Rifondazione Comunista comporterebbe sostanziali progressi in questa direzione. E poi, scusa, ognuno dorme i suoi sonni e fa i suoi sogni. Non volermene, non mi azzarderei a parlarti in questo modo se non fossi assolutamente certo della tua buona fede. Anche perchè, da filosofo - mi consenti anche questo? - sono assolutamente certo che non c'è alcuno strumento per conoscere, e tanto meno per misurare, la buona fede altrui: "la tua intenzione non può essere presa" scriveva un tale che era convinto che tutte le altre sue cose fossero state prese, alienate. Ciao. Attilio. -----Messaggio originale----- Da: bsf-bounces a bresciasocialforum.org [mailto:bsf-bounces a bresciasocialforum.org] Per conto di Luigino Beltrami Inviato: giovedì 4 dicembre 2008 0.28 A: Lista per il patto di movimento Oggetto: Re: [Bsf] [Movimenti] COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DEL PRC SULL-ASSEMBLEA DEL 5 CON FERRERO Ciao a tutt*, Forse sarebbe il caso di cominciare a considerare il fatto che queste liti interne al Partito della Rifondazione Comunista stancano e infastidiscono. Forse i contendenti locali (che ritengo in gran parte in buona fede - anche se possibilmente un po’ ingenui) dovrebbero cominciare a riflettere sul fatto che i loro esponenti quando erano in parlamento hanno reiteratamente votato e/o fatto votare a favore della guerra, si sono cioè schierati a fianco degli assassini e dei massacratori di innocenti. Ora chiedo: che credibilità possono avere i vari Vendola, Bertinotti, Grassi , Ferrero etc che guidano le opzioni contrapposte nel PRC? Che credibilità può avere un partito che si definisce comunista e che continua ad essere guidato dalle stesse leadership che hanno messo il marchio della falce e martello sugli aerei e sulle bombe che hanno massacrato migliaia di donne, bambini e uomini innocenti in Afghanistan? Non sarebbe meravigliososo se la base del PRC, svegliandosi finalmente, spazzasse via, o lasciasse soli, questi politicanti che all'occasione si son manifestati di essere dei servi? Luigino beppe almansi wrote: > In merito all’iniziativa che vede la partecipazione a Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara quanto segue: > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo quando il tutto era già stato organizzato. > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI “PROMOTORI” NON ERANO A CONOSCENZA DELL’INIZIATIVA:NESSUNO LI HA INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) > - Dunque l’iniziativa è chiaramente di mozione. > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si presti partecipando ad una iniziativa di parte. > - Che dire dell’amarezza e della rabbia dei Giovani Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito che ha avuto responsabilità di governo nell’esecutivo Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al proprio segretario uno studente del PD? > - Questo è il frutto del modo di procedere nella costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in modo forte il rapporto politico all’interno del PRC. > > > _______________________________________________ > Movimenti mailing list > Movimenti a gnumerica.org > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/movimenti > > _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From sauro a bresciascuola.it Fri Dec 5 06:27:36 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Fri, 5 Dec 2008 06:27:36 +0100 (CET) Subject: [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero Message-ID: <36850.217.133.80.236.1228454856.squirrel@webmail.bresciascuola.it> Mi associo a quanto detto da Luigino, siete ridicoli e senza credibilità. Finchè il gruppo dirigente di rifo non se ne va dopo ciò che ha fatto col governo Prodi, le vostre discussioni sono patetiche. Il posto di lavoro dei funzionari di partito va difeso, come quello di tutti, ma forse dovremmo discuter apertamente come. sauro > Romina, potresti motivare meglio la tua solidarietà? > Tenere duro rispetto a cosa? a semplici percorsi e formalità per > organizzare un evento? a ignorare i GC che si stanno facendo il mazzo per > urlare al mondo che esistono ancora e poi si accorgono che gli sforzi > maggiori per sottolineare la propria esistenza vanno indirizzati verso I > PROPRIO COMPAGNI DI PARTITO?! > bha... > > Daniela > ---------- Initial Header ----------- > >>From : bsf-bounces a bresciasocialforum.org > To : "brescia social forum" bsf a bresciasocialforum.org > Cc : > Date : Wed, 3 Dec 2008 20:20:31 +0000 (GMT) > Subject : [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del > 5 con Ferrero > > > > > > > >> Esprimo la mia solidarietà ai compagni che hanno organizzato l'incontro >> con il segretario nazionale, invitandoli a tenere duro. >> Hasta siempre! >> Romina >> >> >> --- Mer 3/12/08, beppe almansi ha scritto: >> >> > Da: beppe almansi >> > Oggetto: [Bsf] comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del >> 5 con Ferrero >> > A: "bsf bsf" , "movimenti movimenti" >> >> > Data: Mercoledì 3 dicembre 2008, 18:14 >> > In merito all´iniziativa che vede la partecipazione a >> > Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria >> > provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara >> > quanto segue: >> > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di >> > Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui >> > conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo >> > quando il tutto era già stato organizzato. >> > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e >> > mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti >> > di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative >> > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI "PROMOTORI" >> > NON ERANO A CONOSCENZA DELL´INIZIATIVA:NESSUNO LI HA >> > INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI >> > SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL >> > CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) >> > - Dunque l´iniziativa è chiaramente di mozione. >> > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si >> > presti partecipando ad una iniziativa di parte. >> > - Che dire dell´amarezza e della rabbia dei Giovani >> > Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella >> > scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi >> > studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito >> > che ha avuto responsabilità di governo nell´esecutivo >> > Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono >> > chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al >> > proprio segretario uno studente del PD? >> > - Questo è il frutto del modo di procedere nella >> > costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato >> > corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte >> > non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in >> > modo forte il rapporto politico all´interno del PRC. >> > >> > >> > _______________________________________________ >> > Bsf mailing list >> > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> >> >> >> _______________________________________________ >> Bsf mailing list >> https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> > > _______________________________________________ > Bsf mailing list > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > From sauro a bresciascuola.it Fri Dec 5 07:24:04 2008 From: sauro a bresciascuola.it (Sauro DiGiovanbattista) Date: Fri, 05 Dec 2008 07:24:04 +0100 Subject: [Bsf] =?iso-8859-15?q?Forse_=E8_per_questo_che_ha_tanto_successo?= =?iso-8859-15?q?=3F?= Message-ID: <4938C904.1010706@bresciascuola.it> Forse è per questo che ha tanto successo? Besancenot, nonostante tutti i sondaggi lo diano come l'uomo politico più apprezzato di Francia, continua a fare il postino part-time. L'esponente della LCR in procinto di sciogliersi in un nuovo partito rivoluzionario afferma: Besancenot : ''Etre élu ne sera jamais pour moi un métier'' Interview à l'Express. Propos recueillis par François Koch, Eric Mandonnet, publié le 26/11/2008. ** *Vous n'avez jamais détenu un mandat électif. Avez-vous envie de siéger au Parlement européen, après les élections de juin, au risque de devenir un homme politique comme un autre ?* Ce n'est pas un risque d'avoir des élus. Ce serait une opportunité, pour le NPA, de relayer les luttes sociales. Quand nous avons eu des élus au Parlement européen, ils n'étaient pas des politiciens professionnels comme les autres, reversant, par exemple, au parti leur surplus de rémunération par rapport à leurs gains dans le civil. En ce qui me concerne, la question n'a pas encore été débattue. Si je dois être tête de liste, ce sera en Ile-de-France. Mais être élu ne sera jamais pour moi un métier. Je ne place pas au même niveau un mandat et une activité professionnelle. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From plovitale a virgilio.it Fri Dec 5 08:30:57 2008 From: plovitale a virgilio.it (plovitale a virgilio.it) Date: Fri, 5 Dec 2008 08:30:57 +0100 (GMT+01:00) Subject: [Bsf] R: Re: R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero Message-ID: <11e060e770b.plovitale@virgilio.it> Odio il conflitto orizzontale. Mi piace il conflitto verticale. Perciò non mi piacciono le critiche acide tra compagni. Tra compagni mi piace discutere come si parla tra amici che hanno pareri diversi, ma valori condivisi. Il mio nemico sta dalla parte opposta: purtroppo c'è molta scelta dalla giunta Paroli a quella Cavalli, dalla giunta Formigoni al governo Berlusconi. Sono molto forti, ma non per questo dobbiamo ad attaccare i più deboli e più vicini a noi. Non perdiamo tempo. ciao paolo ----Messaggio originale---- Da: sauro a bresciascuola.it Data: 5- dic-2008 6.27 AM A: "brescia social forum" Ogg: Re: [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull' assemblea del 5 con Ferrero Mi associo a quanto detto da Luigino, siete ridicoli e senza credibilità. Finchè il gruppo dirigente di rifo non se ne va dopo ciò che ha fatto col governo Prodi, le vostre discussioni sono patetiche. Il posto di lavoro dei funzionari di partito va difeso, come quello di tutti, ma forse dovremmo discuter apertamente come. sauro > Romina, potresti motivare meglio la tua solidarietà? > Tenere duro rispetto a cosa? a semplici percorsi e formalità per > organizzare un evento? a ignorare i GC che si stanno facendo il mazzo per > urlare al mondo che esistono ancora e poi si accorgono che gli sforzi > maggiori per sottolineare la propria esistenza vanno indirizzati verso I > PROPRIO COMPAGNI DI PARTITO?! > bha... > > Daniela > ---------- Initial Header ----------- > >>From : bsf-bounces a bresciasocialforum.org > To : "brescia social forum" bsf a bresciasocialforum.org > Cc : > Date : Wed, 3 Dec 2008 20:20:31 +0000 (GMT) > Subject : [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del > 5 con Ferrero > > > > > > > >> Esprimo la mia solidarietà ai compagni che hanno organizzato l'incontro >> con il segretario nazionale, invitandoli a tenere duro. >> Hasta siempre! >> Romina >> >> >> --- Mer 3/12/08, beppe almansi ha scritto: >> >> > Da: beppe almansi >> > Oggetto: [Bsf] comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del >> 5 con Ferrero >> > A: "bsf bsf" , "movimenti movimenti" >> >> > Data: Mercoledì 3 dicembre 2008, 18:14 >> > In merito all´iniziativa che vede la partecipazione a >> > Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria >> > provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara >> > quanto segue: >> > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di >> > Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui >> > conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo >> > quando il tutto era già stato organizzato. >> > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e >> > mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti >> > di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative >> > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI "PROMOTORI" >> > NON ERANO A CONOSCENZA DELL´INIZIATIVA:NESSUNO LI HA >> > INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI >> > SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL >> > CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) >> > - Dunque l´iniziativa è chiaramente di mozione. >> > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si >> > presti partecipando ad una iniziativa di parte. >> > - Che dire dell´amarezza e della rabbia dei Giovani >> > Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella >> > scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi >> > studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito >> > che ha avuto responsabilità di governo nell´esecutivo >> > Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono >> > chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al >> > proprio segretario uno studente del PD? >> > - Questo è il frutto del modo di procedere nella >> > costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato >> > corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte >> > non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in >> > modo forte il rapporto politico all´interno del PRC. >> > >> > >> > _______________________________________________ >> > Bsf mailing list >> > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> >> >> >> _______________________________________________ >> Bsf mailing list >> https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> > > _______________________________________________ > Bsf mailing list > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > _______________________________________________ Bsf mailing list https: //lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From fernando.sca a virgilio.it Fri Dec 5 10:29:53 2008 From: fernando.sca a virgilio.it (fernando.sca a virgilio.it) Date: Fri, 5 Dec 2008 10:29:53 +0100 (GMT+01:00) Subject: [Bsf] R: R: Re: R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero Message-ID: <11e067b56f9.fernando.sca@virgilio.it> Non entro nel merito della polemica interna a Rifondazione proprio perché è "interna" e io da quel partito ne sono uscito da 19 mesi, ma vorrei capire come, compagni del Prc, possiate pensare di aggregare nuove forze, di risollevare le sorti del vostro partito, insultandovi nelle mailing list cui accedono tutti e tutte. Se proprio volete continuare a scannarvi come avete fatto all'ultimo congresso, fatelo in privato, le vostre beghe non ci interessano anzi ci hanno stancato, e personalmente mi hanno molto deluso. Scusate per l'intrusione ma non se ne può più. Fernando ----Messaggio originale---- Da: plovitale a virgilio.it Data: 5-dic-2008 8.30 A: Ogg: [Bsf] R: Re: R: comunicato della segreteria del PRC sull' assemblea del 5 con Ferrero Odio il conflitto orizzontale. Mi piace il conflitto verticale. Perciò non mi piacciono le critiche acide tra compagni. Tra compagni mi piace discutere come si parla tra amici che hanno pareri diversi, ma valori condivisi. Il mio nemico sta dalla parte opposta: purtroppo c'è molta scelta dalla giunta Paroli a quella Cavalli, dalla giunta Formigoni al governo Berlusconi. Sono molto forti, ma non per questo dobbiamo ad attaccare i più deboli e più vicini a noi. Non perdiamo tempo. ciao paolo ----Messaggio originale---- Da: sauro a bresciascuola.it Data: 5- dic-2008 6.27 AM A: "brescia social forum" Ogg: Re: [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull' assemblea del 5 con Ferrero Mi associo a quanto detto da Luigino, siete ridicoli e senza credibilità. Finchè il gruppo dirigente di rifo non se ne va dopo ciò che ha fatto col governo Prodi, le vostre discussioni sono patetiche. Il posto di lavoro dei funzionari di partito va difeso, come quello di tutti, ma forse dovremmo discuter apertamente come. sauro > Romina, potresti motivare meglio la tua solidarietà? > Tenere duro rispetto a cosa? a semplici percorsi e formalità per > organizzare un evento? a ignorare i GC che si stanno facendo il mazzo per > urlare al mondo che esistono ancora e poi si accorgono che gli sforzi > maggiori per sottolineare la propria esistenza vanno indirizzati verso I > PROPRIO COMPAGNI DI PARTITO?! > bha... > > Daniela > ---------- Initial Header ----------- > >>From : bsf-bounces a bresciasocialforum.org > To : "brescia social forum" bsf a bresciasocialforum.org > Cc : > Date : Wed, 3 Dec 2008 20:20:31 +0000 (GMT) > Subject : [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del > 5 con Ferrero > > > > > > > >> Esprimo la mia solidarietà ai compagni che hanno organizzato l'incontro >> con il segretario nazionale, invitandoli a tenere duro. >> Hasta siempre! >> Romina >> >> >> --- Mer 3/12/08, beppe almansi ha scritto: >> >> > Da: beppe almansi >> > Oggetto: [Bsf] comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del >> 5 con Ferrero >> > A: "bsf bsf" , "movimenti movimenti" >> >> > Data: Mercoledì 3 dicembre 2008, 18:14 >> > In merito all´iniziativa che vede la partecipazione a >> > Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria >> > provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara >> > quanto segue: >> > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di >> > Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui >> > conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo >> > quando il tutto era già stato organizzato. >> > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e >> > mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti >> > di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative >> > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI "PROMOTORI" >> > NON ERANO A CONOSCENZA DELL´INIZIATIVA:NESSUNO LI HA >> > INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI >> > SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL >> > CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) >> > - Dunque l´iniziativa è chiaramente di mozione. >> > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si >> > presti partecipando ad una iniziativa di parte. >> > - Che dire dell´amarezza e della rabbia dei Giovani >> > Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella >> > scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi >> > studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito >> > che ha avuto responsabilità di governo nell´esecutivo >> > Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono >> > chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al >> > proprio segretario uno studente del PD? >> > - Questo è il frutto del modo di procedere nella >> > costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato >> > corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte >> > non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in >> > modo forte il rapporto politico all´interno del PRC. >> > >> > >> > _______________________________________________ >> > Bsf mailing list >> > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> >> >> >> _______________________________________________ >> Bsf mailing list >> https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> > > _______________________________________________ > Bsf mailing list > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > _______________________________________________ Bsf mailing list https: //lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf _______________________________________________ Bsf mailing list https: //lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From ale a circolab.net Fri Dec 5 10:46:18 2008 From: ale a circolab.net (aLe) Date: Fri, 05 Dec 2008 10:46:18 +0100 Subject: [Bsf] R: R: Re: R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero In-Reply-To: <11e067b56f9.fernando.sca@virgilio.it> References: <11e067b56f9.fernando.sca@virgilio.it> Message-ID: <4938F86A.1070500@circolab.net> fernando.sca a virgilio.it ha scritto: > nelle mailing list cui accedono tutti e tutte. Se proprio volete > continuare a scannarvi come avete fatto all'ultimo congresso, fatelo in > privato, le vostre beghe non ci interessano anzi ci hanno stancato, e > personalmente mi hanno molto deluso. > Scusate per l'intrusione ma non se > ne può più. Mi unisco all'appello di fernando: il battibecco tra le diverse anime di rifondazione che tiene banco da mesi in questa lista e' quantomai noioso, sopratutto perche' non si articola in un dibattito politico ma in un bisticcio continuo, con scambio di insulti e discussioni irreali su mozioni inconsistenti. Ancora piu' scorretto, anche se meno assiduo, l'uso della lista Movimenti che era nata, tra le altre cose, proprio per svincolarsi dalla palude dei partiti, PRC in testa. Se avete bisogno di una lista tutta vostra in cui discutere ve la preparo in pochi minuti. ciao aLe From paolomori a bresciaonline.it Fri Dec 5 10:49:17 2008 From: paolomori a bresciaonline.it (paolomori a bresciaonline.it) Date: Fri, 5 Dec 2008 10:49:17 +0100 (CET) Subject: [Bsf] R: R: Re: R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del 5 con Ferrero Message-ID: <22880753.1228470557771.JavaMail.tomcat5@einsteinium> Trovo quello di Fernando un consiglio saggio. PaoloMori Non entro nel merito della polemica interna a Rifondazione proprio perché è "interna" e io da quel partito ne sono uscito da 19 mesi, ma vorrei capire come, compagni del Prc, possiate pensare di aggregare nuove forze, di risollevare le sorti del vostro partito, insultandovi nelle mailing list cui accedono tutti e tutte. Se proprio volete continuare a scannarvi come avete fatto all'ultimo congresso, fatelo in privato, le vostre beghe non ci interessano anzi ci hanno stancato, e personalmente mi hanno molto deluso. Scusate per l'intrusione ma non se ne può più. Fernando ----Messaggio originale---- Da: plovitale a virgilio.it Data: 5-dic-2008 8.30 A: Ogg: [Bsf] R: Re: R: comunicato della segreteria del PRC sull' assemblea del 5 con Ferrero Odio il conflitto orizzontale. Mi piace il conflitto verticale. Perciò non mi piacciono le critiche acide tra compagni. Tra compagni mi piace discutere come si parla tra amici che hanno pareri diversi, ma valori condivisi. Il mio nemico sta dalla parte opposta: purtroppo c'è molta scelta dalla giunta Paroli a quella Cavalli, dalla giunta Formigoni al governo Berlusconi. Sono molto forti, ma non per questo dobbiamo ad attaccare i più deboli e più vicini a noi. Non perdiamo tempo. ciao paolo ----Messaggio originale---- Da: sauro a bresciascuola.it Data: 5- dic-2008 6.27 AM A: "brescia social forum" Ogg: Re: [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull' assemblea del 5 con Ferrero Mi associo a quanto detto da Luigino, siete ridicoli e senza credibilità. Finchè il gruppo dirigente di rifo non se ne va dopo ciò che ha fatto col governo Prodi, le vostre discussioni sono patetiche. Il posto di lavoro dei funzionari di partito va difeso, come quello di tutti, ma forse dovremmo discuter apertamente come. sauro > Romina, potresti motivare meglio la tua solidarietà? > Tenere duro rispetto a cosa? a semplici percorsi e formalità per > organizzare un evento? a ignorare i GC che si stanno facendo il mazzo per > urlare al mondo che esistono ancora e poi si accorgono che gli sforzi > maggiori per sottolineare la propria esistenza vanno indirizzati verso I > PROPRIO COMPAGNI DI PARTITO?! > bha... > > Daniela > ---------- Initial Header ----------- > >>From : bsf-bounces a bresciasocialforum.org > To : "brescia social forum" bsf a bresciasocialforum.org > Cc : > Date : Wed, 3 Dec 2008 20:20:31 +0000 (GMT) > Subject : [Bsf] R: comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del > 5 con Ferrero > > > > > > > >> Esprimo la mia solidarietà ai compagni che hanno organizzato l'incontro >> con il segretario nazionale, invitandoli a tenere duro. >> Hasta siempre! >> Romina >> >> >> --- Mer 3/12/08, beppe almansi ha scritto: >> >> > Da: beppe almansi >> > Oggetto: [Bsf] comunicato della segreteria del PRC sull'assemblea del >> 5 con Ferrero >> > A: "bsf bsf" , "movimenti movimenti" >> >> > Data: Mercoledì 3 dicembre 2008, 18:14 >> > In merito all´iniziativa che vede la partecipazione a >> > Brescia del segretario nazionale Paolo Ferrero la segreteria >> > provinciale della Federazione di Brescia del PRC dichiara >> > quanto segue: >> > trattasi di iniziativa non promossa dalla Federazione di >> > Brescia in quanto non discussa nelle sedi preposte , la cui >> > conoscenza è avvenuta da parte della segreteria solo >> > quando il tutto era già stato organizzato. >> > - il Comitato Politico Provinciale, non ha individuato - e >> > mai avrebbe potuto - sedi parallele note solo ai componenti >> > di alcune mozioni nelle quali promuovere iniziative >> > - MOLTI DEI COMPAGNI ISCRITTI AI CIRCOLI "PROMOTORI" >> > NON ERANO A CONOSCENZA DELL´INIZIATIVA:NESSUNO LI HA >> > INTERPELLATI E DUNQUE RISULTA EVIDENTE COME LE ADESIONI >> > SIANO INDIVIDUALI (SE NON BASTASSE APPARE LA FIRMA DEL >> > CIRCOLO DI CONCESIO CHE NON ESISTE PROPRIO) >> > - Dunque l´iniziativa è chiaramente di mozione. >> > - Stupisce e amareggia che il Segretario Nazionale si >> > presti partecipando ad una iniziativa di parte. >> > - Che dire dell´amarezza e della rabbia dei Giovani >> > Comunisti che, a fatica, svolgono il loro lavoro nella >> > scuola e sul territorio, malvisti nei collettivi >> > studenteschi a causa della loro appartenenza ad un partito >> > che ha avuto responsabilità di governo nell´esecutivo >> > Prodi, tacciati di estremismo dai giovani del PD, che vedono >> > chiamato a parlare della riforma scolastica,accanto al >> > proprio segretario uno studente del PD? >> > - Questo è il frutto del modo di procedere nella >> > costruzione di questa iniziativa. Se il percorso fosse stato >> > corretto e si fosse sviluppato nelle sedi a ciò preposte >> > non si sarebbe creata questa situazione pesante che segna in >> > modo forte il rapporto politico all´interno del PRC. >> > >> > >> > _______________________________________________ >> > Bsf mailing list >> > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> >> >> >> _______________________________________________ >> Bsf mailing list >> https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf >> > > _______________________________________________ > Bsf mailing list > https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > _______________________________________________ Bsf mailing list https: //lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf _______________________________________________ Bsf mailing list https: //lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From sinistracritica1 a yahoo.it Fri Dec 5 12:42:08 2008 From: sinistracritica1 a yahoo.it (Sinistra Critica Brescia) Date: Fri, 5 Dec 2008 11:42:08 +0000 (GMT) Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?novit=E0_sul_blog_di_Sinistra_Critica_di_Bre?= =?iso-8859-1?q?scia?= Message-ID: <861512.46649.qm@web26601.mail.ukl.yahoo.com> da www.sinistracritica.org/brescia   «Le nostre tre priorità per la sinistra» Flavia D'Angeli* Il segretario di Rifondazione comunista ha inviato nei giorni scorsi ai vari partiti e movimenti politici della sinistra, tra cui Sinistra Critica, una lettera aperta che invita a creare un coordinamento delle opposizioni.   vogliono far pagare la crisi ai migranti e alle migranti PER LO SCIOPERO DEL LAVORO MIGRANTE C’è solo un modo per definire i provvedimenti contro i migranti in discussione in parlamento: razzisti. Un razzismo particolarmente insidioso perché proviene dalle istituzioni e alimenta la paura e la xenofobia.La retorica sulla “sicurezza” in realtà nasconde la volontà di perpetuare ed estendere lo sfruttamento e la precarietà dei migranti. La crisi la devono pagare innanzitutto coloro che hanno meno diritti, che sono maggiormente ricattabili.   BASTA SPESE MILITARI ! VOGLIAMO PIU' SCUOLE PUBBLICHE E OSPEDALI  Martedì 18.11.08 il Parlamento ha approvato il RIFINANZIAMENTO DELLE MISSIONI MILITARI all'estero per un totale di 1,8 miliardi di euro. La Finanziaria in discussione conferma un bilancio militare di oltre 23 miliardi di Euro – e entro il 2011 verranno spesi 40 miliardi di Euro per comperare aerei, fregate, carri armati per andare a massacrare altri popoli in nome della democrazia. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From fernando.sca a virgilio.it Sat Dec 6 00:26:14 2008 From: fernando.sca a virgilio.it (F. Scarlata) Date: Sat, 6 Dec 2008 00:26:14 +0100 Subject: [Bsf] Trasmissione su Peppino Impastato References: Message-ID: <007701c95731$1cacf200$9a90fea9@piv> Lunedì 8 dicembre alle ore 14 (e in replica alle ore 23) sulle frequenze di Radio Onda d'Urto andrà in onda la trasmissione "Suoni e memoria la terra è di chi la canta" con una puntata dedicata a Peppino Impastato. Conduce Gerardo Ferrara, in studio Fernando Scarlata del Comitato Antimafia di Brescia "Peppino Impastato", in collegamento telefonico Gandolfo Schimmenti - compagno di Peppino e curatore del doppio cd "26 canzoni per Peppino Impastato" uscito quest'anno grazie al quotidiano Il Manifesto - e Giuseppe Fontanella, chitarrista della band 24 Grana. Buon ascolto. From sauro a bresciascuola.it Sat Dec 6 07:35:27 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Sat, 6 Dec 2008 07:35:27 +0100 (CET) Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=28senza_oggetto=29?= Message-ID: <41096.217.133.80.236.1228545327.squirrel@webmail.bresciascuola.it> "E' un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.” Henry Ford tra le altre cose non so se tutti sanno che la banca d'italia è stata privatizzata da tempo, e gli utili dell'emissione di cartamoneta va solo al 5% allo stato e il resto ai proprietari della banca. Intesa Sanpaolo, unicredit, banco di sicilia, assicurazioni generali, cassa di risparmio bologna, hanno la maggioranza ampia, seguono altre banche e assicurazioni, tra cui l'inps e l'inail con una quota complessiva "pubblica" del 5%. Dati banca d'italia. Quando si dice privato è bello.... sauro From paolomori a bresciaonline.it Sat Dec 6 12:00:32 2008 From: paolomori a bresciaonline.it (paolomori a bresciaonline.it) Date: Sat, 6 Dec 2008 12:00:32 +0100 (CET) Subject: [Bsf] (senza oggetto) Message-ID: <8682986.1228561232374.JavaMail.tomcat5@einsteinium> Per completezza dell'informazione, la privatizzazione di Bankitalia dipende dalla privatizzazione delle banche sue azioniste. Prima (fino a qualche -forse 10, forse 20 anni fa) le banche in Italia erano statali e di conseguenza Bankitalia era statale. Erano state nazionalizzate perché molte erano in cattive acque, alcune anche fallite: una sorta di "irizzazione". L'IRI, con questo scopo di "salvataggio e rilancio" a spese dello Stato ma alla fine con un clontrollo dello Stato (con tutte le storture conseguenti tipo i fondi ai partiti di governo, DC in testa), è stata creata dal fascismo: uo spunto di riflessione? PaoloMori "E' un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.” Henry Ford tra le altre cose non so se tutti sanno che la banca d'italia è stata privatizzata da tempo, e gli utili dell'emissione di cartamoneta va solo al 5% allo stato e il resto ai proprietari della banca. Intesa Sanpaolo, unicredit, banco di sicilia, assicurazioni generali, cassa di risparmio bologna, hanno la maggioranza ampia, seguono altre banche e assicurazioni, tra cui l'inps e l'inail con una quota complessiva "pubblica" del 5%. Dati banca d'italia. Quando si dice privato è bello.... sauro _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From sauro a bresciascuola.it Sun Dec 7 06:32:06 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Sun, 7 Dec 2008 06:32:06 +0100 (CET) Subject: [Bsf] interessante Message-ID: <45165.217.133.80.236.1228627926.squirrel@webmail.bresciascuola.it> da Repubblica on-line Scuola cattolica, la Chiesa attacca Il governo annulla subito i tagli Il sottosegretario Vegas: "I fondi verranno ripristinati con un emendamento" Dal Pd, Maria Pia Garavaglia chiede chiarimenti al governo: "l'annuncio del ripristino dei fondi per le paritarie rappresenta soltanto un segnale, ma, come il governo sa benissimo, la cifra intera e' ancora lontana dall'essere ripristinata e mancano all'appello ancora molti dei milioni che il precedente governo aveva assegnato alle scuole paritarie''. ''Il punto centrale della questione - e' la conclusione della Garavaglia - dovrebbe essere quello di garantire pari diritti agli studenti e alle famiglie. Invece il governo conferma di guardare all'istruzione nient'altro che come a un costo da contenere''. Secondo il senatore del Pd Antonio Rusconi, mancano all'appello ancora 14 milioni di euro per le paritarie. "Tutto questo finirà inevitabilmente per penalizzare non solo le scuole cattoliche ma anche i cittadini e le famiglie delle scuole dell'infanzia che si vedono in difficoltà e sono costretti a ricorrere al portafogli per l'inevitabile aumento delle rette. Come sempre, tante rassicurazioni, tante promesse e scarsi risultati". From sauro a bresciascuola.it Sun Dec 7 06:38:19 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Sun, 7 Dec 2008 06:38:19 +0100 (CET) Subject: [Bsf] sugli scontri ad atene Message-ID: <50607.217.133.80.236.1228628299.squirrel@webmail.bresciascuola.it> da atene. Inserito da Anonimo (.) il Dom, 07/12/2008 - 05:51 sono italiana e vivo ad atene. qui le notizie che circolano sono un pò diverse. nessuna bottiglia incendiaria. nessuno scontro che precede i colpi a morte da parte dello sbirro. è risaputo che exarchia è un quartiere non solo considerato "alternativo" ma per lo più politicizzato e ciò si avvalora di ragioni storiche che risalgono alla resistenza ai colonnelli, alle rivolte del politecnico (nelle immediate vicinanze del quartiere). è vero che spesso si assistono ad episodi di guerriglia urbana e scontri con la polizia, ma è altresì vero che quest'ultima, (che dalle undici di sera in poi crea tutte le sere un cordone intorno all'intera area, bardata da guerra e senza reali motivi per farlo, poichè il quartiere è anche un posto pieno di bar e locali e frequentato davvero da gente di tutti i tipi) difficilmente "entra" nel quartiere se non a seguito di episodi particolari o con LA CHIARA INTENZIONE DI PROVOCARE. questo è uno di questi casi. un gruppo di giovanissimi ragazzi ha cominciato a gridare dietro agli sbirri ed è stata lanciata VERSO la macchina una bottiglia di birra VUOTA. il tragico epilogo è che uno di queste bestie (che tengo a sottolineare, perchè la cosa mi ha impressionata moltissimo la prima volta che li ho guardati meglio, SONO GIOVANISSIMI, in genere tra i 18-19 e i 30 anni al massimo) è uscito dalla macchina e ha sparato 3 colpi dritti al cuore di uno dei ragazzi. è morto sul colpo. ora tutto il centro di atene brucia ed è stato devastato: non riesco a trovarlo riprovevole. non riesco a non piangere. From sauro a bresciascuola.it Tue Dec 9 04:48:39 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Tue, 9 Dec 2008 04:48:39 +0100 (CET) Subject: [Bsf] come al solito i cattivi anarchici greci Message-ID: <37086.217.133.80.236.1228794519.squirrel@webmail.bresciascuola.it> Dal corriere on-line, notizia secondaria. spiega però le reazioni e chiarisce la vergogna delle solite menzogne poliziesco-governative. LE TESIMONIANZE - L’omicidio è avvenuto di fronte a molti testimoni oculari, non solo appartenenti al gruppo di cui faceva parte Grigoropoulos, anche semplici passanti. Il canale tv Mega, tra i tre maggiori network privati nazionali, ha diffuso i racconti di sei testimoni presenti sul luogo del delitto. Quattro hanno riferito di presenza ciò che hanno visto; due via telefono, tra cui un amico del ragazzo. Un uomo anziano racconta: «Li abbiamo visti uscire dalla volante con le pistole in mano. Da qui (l’intervista è sul luogo dello sparo, dunque indica il punto preciso, ndr) hanno cominciato a insultare e provocare i ragazzini: "Forza stronzetti, frocetti, fatevi sotto". E i ragazzini si sono avvicinati. Ci sono stati due spari». Un giovane aggiunge: «Abbiamo visto il corpo in terra e gli amici che lo trascinavano lontano dai poliziotti. I poliziotti sono rimasti là per qualche secondo e poi se ne sono andati con calma». Due uomini sulla trentina forniscono due particolari che potrebbero essere significativi. Il primo dice che prima della sparatoria «la macchina della polizia si è fermata e ha fatto bruscamente retromarcia». Il secondo racconta invece il momento dello sparo: «Ho visto stendersi la mano del poliziotto. Ha preso la mira verso i ragazzi. Io ero dietro il poliziotto, ma ho visto il suo braccio distendersi e prendere la mira». LE ACCUSE AI POLIZIOTTI - Due testimonianze sono state raccolte via telefono, e se verificate, potrebbero aggravare le posizioni degli agenti. Una donna riferisce: «La volante era ferma tra Zoothohou Peghes Street e Javellas Street. Dopo alcuni minuti sono usciti due poliziotti che si sono avvicinati a piedi. Entrambi hanno puntato la pistola e uno di loro ha fatto fuoco. Li ho visti puntare il ragazzo. Non hanno sparato a caso, hanno sparato verso il ragazzo». La giornalista chiede se i poliziotti si fossero resi conto del ferimento e la donna: «Certo, gli altri ragazzi urlavano che il loro amico fosse ferito, ma i poliziotti si sono girati e sono andati via». Chiude la testimonianza di quello che sembra essere uno degli amici della vittima. Racconta i drammatici momenti subito dopo gli spari: «Gli abbiamo sollevato la maglietta. Stava sanguinando, uno di noi gli ha fatto la respirazione bocca a bocca e gli ha fatto il massaggio cardiaco. L'ambulanza è venuta in ritardo, non è arrivata abbastanza in fretta». From felmarg a tin.it Wed Dec 10 15:04:51 2008 From: felmarg a tin.it (felice mometti) Date: Wed, 10 Dec 2008 15:04:51 +0100 Subject: [Bsf] Comunicato Coordinamento Immigrati di Brescia Message-ID: <00c901c95ad0$459f3950$1701a8c0@txp60b75716276> Migliaia di migranti in piazza a Brescia contro il razzismo e lo sfruttamento Più di 5000 migranti hanno attraversato, sabato 6 dicembre, le vie di Brescia per gridare : basta razzismo e sfruttamento. Una mobilitazione che parla del protagonismo del lavoro migrante che non accetta di pagare la crisi provocata da banchieri e speculatori. I migranti sono i primi che vengono licenziati, sfruttati nelle fabbriche, nelle cooperative, nei servizi alla persona. Sono anche coloro che pagano maggiormente, con infortuni e in molti casi con la morte, l'assenza di sicurezza sui luoghi di lavoro, nei cantieri. Una manifestazione che ha voluto anche essere una prima risposta ai provvedimenti razzisti varati dal governo e dall'amministrazione comunale. Il cosiddetto pacchetto sicurezza rappresenta un salto di qualità nella selezione e nella segregazione del lavoro migrante. Il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro si sta rivelando una vera e propria condanna alla "clandestinità". I migranti devono essere precari nel lavoro, nell'esistenza, nella libertà di movimento, nell'accesso ai servizi, negli ambiti di socialità. L'odioso provvedimento della giunta comunale sul bonus bebè, che elargisce somme di denaro solo a neonati figli di italiani, diventa la traduzione locale del razzismo istituzionale che imperversa nel paese. Un razzismo che assume le forme dell'accanimento contro i diritti dei migranti anche con la negazione dell'elemosina governativa della social card oppure, come a Brescia, nello sradicare nottetempo le panchine in una piazza del centro per impedire "pericolosi assembramenti" di migranti. Panchine che sono state ripristinate durante la manifestazione per mostrare la determinazione dei migranti e degli antirazzisti contro il razzismo di questi comportamenti. Ma c'è di più. La giunta comunale, con in testa il Sindaco, ha fatto di tutto per vietare la manifestazione sollevando le argomentazioni strumentali dello shopping pre-natalizio e del disturbo arrecato ai cittadini del centro storico. Solo ai cittadini di alcune vie del centro, ovviamente. Quelle dei negozi di lusso di nuovo aperte al traffico automobilistico che ovviamente non "disturba". In realtà gli amministratori di questa città non tollerano che migliaia di cittadini nativi e migranti manifestino, protestino contro provvedimenti discriminatori. Il loro modello di convivenza civile si avvicina più a una caserma che a una città aperta, solidale, interculturale. Sabato i migranti hanno detto che non si fermeranno, andranno avanti con le iniziative e le mobilitazioni, non tollereranno divieti, con l'intenzione anche di mettere in campo sui luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle abitazioni " una giornata senza di noi" per contare e non essere contati. Brescia 8 dicembre 2008 Coordinamento Immigrati di Brescia -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From plovitale a virgilio.it Wed Dec 10 16:47:04 2008 From: plovitale a virgilio.it (plovitale a virgilio.it) Date: Wed, 10 Dec 2008 16:47:04 +0100 (GMT+01:00) Subject: [Bsf] R: Comunicato Coordinamento Immigrati di Brescia Message-ID: <11e21947776.plovitale@virgilio.it> Benissimo il comunicato di Felice. Ricordo a tutti che sabato si replica con la seggiolata in piazza Rovetta. Portate tutti una sedia e stamo lì, siamo noi il salotto buono della città. paolo ----Messaggio originale---- Da: felmarg a tin.it Data: 10-dic-2008 3.04 PM A: "BSF" Ogg: [Bsf] Comunicato Coordinamento Immigrati di Brescia Migliaia di migranti in piazza a Brescia contro il razzismo e lo sfruttamento Più di 5000 migranti hanno attraversato, sabato 6 dicembre, le vie di Brescia per gridare : basta razzismo e sfruttamento. Una mobilitazione che parla del protagonismo del lavoro migrante che non accetta di pagare la crisi provocata da banchieri e speculatori. I migranti sono i primi che vengono licenziati, sfruttati nelle fabbriche, nelle cooperative, nei servizi alla persona. Sono anche coloro che pagano maggiormente, con infortuni e in molti casi con la morte, l'assenza di sicurezza sui luoghi di lavoro, nei cantieri. Una manifestazione che ha voluto anche essere una prima risposta ai provvedimenti razzisti varati dal governo e dall'amministrazione comunale. Il cosiddetto pacchetto sicurezza rappresenta un salto di qualità nella selezione e nella segregazione del lavoro migrante. Il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro si sta rivelando una vera e propria condanna alla "clandestinità". I migranti devono essere precari nel lavoro, nell'esistenza, nella libertà di movimento, nell'accesso ai servizi, negli ambiti di socialità. L'odioso provvedimento della giunta comunale sul bonus bebè, che elargisce somme di denaro solo a neonati figli di italiani, diventa la traduzione locale del razzismo istituzionale che imperversa nel paese. Un razzismo che assume le forme dell'accanimento contro i diritti dei migranti anche con la negazione dell'elemosina governativa della social card oppure, come a Brescia, nello sradicare nottetempo le panchine in una piazza del centro per impedire "pericolosi assembramenti" di migranti. Panchine che sono state ripristinate durante la manifestazione per mostrare la determinazione dei migranti e degli antirazzisti contro il razzismo di questi comportamenti. Ma c'è di più. La giunta comunale, con in testa il Sindaco, ha fatto di tutto per vietare la manifestazione sollevando le argomentazioni strumentali dello shopping pre-natalizio e del disturbo arrecato ai cittadini del centro storico. Solo ai cittadini di alcune vie del centro, ovviamente. Quelle dei negozi di lusso di nuovo aperte al traffico automobilistico che ovviamente non "disturba". In realtà gli amministratori di questa città non tollerano che migliaia di cittadini nativi e migranti manifestino, protestino contro provvedimenti discriminatori. Il loro modello di convivenza civile si avvicina più a una caserma che a una città aperta, solidale, interculturale. Sabato i migranti hanno detto che non si fermeranno, andranno avanti con le iniziative e le mobilitazioni, non tollereranno divieti, con l'intenzione anche di mettere in campo sui luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle abitazioni " una giornata senza di noi" per contare e non essere contati. Brescia 8 dicembre 2008 Coordinamento Immigrati di Brescia -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: _______________________________________________ Bsf mailing list https: //lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From ladysa23 a hotmail.com Thu Dec 11 14:54:54 2008 From: ladysa23 a hotmail.com (sara.b) Date: Thu, 11 Dec 2008 13:54:54 +0000 Subject: [Bsf] APPUNTAMENTI CON LIBRERIA47! NON MANCARE!! Message-ID: libreria47 vi aspetta... - VENERDì 19 DICEMBRE alle ore 20 al centro sociale Magazzino47 C'ERA UNA VOLTA... UNA CENA TRA LE RIGHE gustosa cena & banchetto di libri tutti a 2 euro! se avete dei libri che vi sono piaciuti e volete far girare liberamente, portateli: potrete scambiarli con altrettanti titoli del banchetto - DOMENICA 21 DICEMBRE dalle ore 17 al centro sociale magazzino47 * la LIBRERIA della DOMENICA* contro la crisi ed un triste natale un libro ed un pirlo son l'deale! MERENDA E APERITIVO PER TUTTI E TUTTE con BANCHETTO DI LIBRI TUTTI A 2 EURO e SCAMBIO DI VECCHI FUMETTI libreria47 a c.s.magazzino47 via industriale, 10 - brescia gli appassionati di Topolino non possono mancare! _________________________________________________________________ Vai oltre le parole, scarica il nuovo Messenger! http://download.live.com/?mkt=it-it -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From ale a circolab.net Thu Dec 11 16:57:42 2008 From: ale a circolab.net (aLe) Date: Thu, 11 Dec 2008 16:57:42 +0100 Subject: [Bsf] [CP News] La crisi, lo sciopero e il futuro Message-ID: <49413876.8080804@circolab.net> ================================================== Intelligence Precaria - Newsletter #26 ================================================== ===================================================== Appuntamenti ===================================================== ** La crisi, lo sciopero e il futuro ** domani, 12 dicembre 2008 cerca San Precario all'interno del corteo per lo sciopero generale La crisi inizia ormai a diffondersi nella produzione e a pesare direttamente sui redditi, ma dopo mesi di allarme nulla e' stato fatto per evitare che cio' avvenisse. Le banche ne sono uscite pulite, incassando sostegni economici per ripagare i propri errori senza dare in contropartita alcuna garanzia di trasparenza o di maggior rigore nei loro investimenti finanziari. Leggi su City of Gods l'editoriale sullo sciopero [ http://www.precaria.org/index.php/Editoriali/La-crisi-lo-sciopero-e-il-futuro.html ] ===================================================== Ultime da City of Gods - la free&free press precaria ===================================================== ** Ignorante chi legge ** Compri i libri, ma ti sei mai chiesto qual è la loro storia? Chi c?è dietro? C?è l?autore, certo, ma ci siamo anche noi, professionisti editoriali: redattori, traduttori, grafici, impaginatori, correttori di bozze... La qualità dei libri che arrivano nelle tue mani dipende in larga misura dal nostro lavoro; per questo vorremmo svolgerlo sempre al meglio. Continua su City of Gods [ http://www.precaria.org/index.php/Intelligence-Precaria/Ignorante-chi-legge.html ] ** Sicuro come la morte ** Ho ritrovato un articolo da brivido. Si intitola: "Il responsabile della Pubblica istruzione dopo il rogo mortale nel Veronese: Le scuole sicure sono solo il 30%". Come, nel veronese? direte voi. Ma quello studente liceale non era mica morto a Torino? E non era crollato il soffitto? Quale rogo? Ebbene, si tratta di un articolo del 2003... Continua su City of Gods [ http://www.precaria.org/index.php/Fatti-e-Misfatti/Sicuro-come-la-morte.html ] ===================================================== Ultime da ChainWorkers ===================================================== ** L'Italia arretra anche online ** Caso unico nell'Unione europea, in Italia la diffusione di internet fra le famiglie cala. Secondo Eurostat, l'agenzia statistica comunitaria, nel 2008 è risultato presente nel 42% delle famiglie rispetto al 43% del 2007. Nello stesso periodo, nei Ventisette Paesi dell'Unione, la percentuale è balzata dal 54% al 60%. Continua su Chainworkers: [ http://www.chainworkers.org/node/631 ] ** Un italiano su tre si percepisce povero ** La parola povertà siamo soliti associarla ai Paesi del Terzo Mondo, ma con la violenta crisi economica abbattutasi sulla nostra economia, sta tornando in voga anche da noi. Oggi, come fa sapere il rapporto dell?Inran, quasi una persona su tre percepisce prioritario questo problema, mentre solo quattro anni fa questo era percepito appena da una persona su cinque. Continua su Chainworkers: [ http://www.chainworkers.org/node/630 ] ===================================================== Ultime da Intelligence Sociale ===================================================== ** Corsi di formazione e workshop gratuiti ** Il workshop previsto per questa sera e' rinviato, causa concomitanza con la preparazione dello sciopero di domani. Seguiranno indicazioni sul nuovo calendario... Calendario e dettagli su Operai Sociali [ http://operaisociali.noblogs.org/post/2008/09/25/corsi-di-formazione-e-worshop-gratuiti ] ============================================================ ** Punto San Precario Evolution ** Problemi in azienda? La San Precario Evolution vuole sentire la tua storia. Ti offriamo assistenza e supporto, legale e di conflitto perchè capita sempre più spesso che l'unico modo per trattare con un'azienda è quella di trattarla male. Scrivi a cospirazioneprecaria a inventati.org oppure info a sanprecario.info Assicuriamo massima riservatezza. [ http://www.chainworkers.org/SANPRECARIO/evolution.html ] From aggregatione a yahoo.com.ar Fri Dec 12 17:56:46 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Fri, 12 Dec 2008 17:56:46 +0100 Subject: [Bsf] [noGelmini] Mobilitazioni ad Iseo Message-ID: <4AB747CCA4EF4270BE8A6F48AF9097AB@haj> Condivido e faccio un appello a tutte le realtà politiche sociali e sindacali che sono per la difesa della scuola pubblica a partecipare all' incontro pubblico ad Iseo. Ricordo inoltre che qualche settimana fa l'Istituto è stato presidiato dal Tavolo antifascista della Franciacorta contro le minacce nazifasciste rivolte al preside Salud y Abrazos. Paco I DOCENTI DELL'ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE "G. ANTONIETTI" ISEO INVITANO I GENITORI E LA CITTADINANZA AD UN INCONTRO PUBBLICO ALLO SCOPO DI DISCUTERE DELLE RECENTI MISURE LEGISLATIVE SULLA SCUOLA MERCOLEDÌ 17 DICEMBRE 2008 ALLE ORE 20,30 PRESSO L'AULA MAGNA DELL'ISTITUTO ----- Original Message ----- From: To: Sent: Friday, December 12, 2008 4:21 PM Subject: Re: [noGelmini]un contentino qua , un contentino l à e si spezza il movimento Sono d'accordo, tra un anno riusciranno pure a farla passare come una "riforma" ragionata e argomentata. ciao elisabetta ----- Original Message ----- From: To: Sent: Friday, December 12, 2008 8:22 AM Subject: Re: [noGelmini] un contentino qua , un contentino là e si spezza il movimento ciao corrado, condivido pienamente quanto hai scritto...sicuramente noi siamo coscienti dell'inganno, il mio impegno sarà comunque di continuare a far capire che "non è tutt'oro quel che luccica"!!! nell'ultimo collegio si è cercato di sensibilizzare colleghe e colleghi, scrivendo per loro una lettera da inviare ai genitori in merito alla nostra posizione sulla riforma...la risposta del D.S. è stata che lui non approvava quella lettera perchè INCITAVA ALLA LOTTA non solo, qualche collega ha gentilmente commentato che CERTE DONNE NON HANNO NULLA DA FARE!!! per fortuna era solo una lettera... l'indomani ho "regalato a tutti un "MANIFESTO della scuola", alle "pecore" bisogna mettere in bocca le parole, forse qualcosa nel cervello resta!!! grazie a tutti per l'impegno che mostrate in questo comitato! vi allego lettera, manifesto e le ultime da retescuole... ciao ci vediamo allo sciopero se riesco a venire, ho le bimbe e il tempo fa schifo...comunque sarò con voi carmen ----- Original Message ----- From: "corrado" To: Sent: Thursday, December 11, 2008 8:20 PM Subject: [noGelmini] un contentino qua, un contentino là e si spezza il movimento Ho appena ricevuto con stupore la lettera di un responsabile della RSU della mia scuola che (in base alle piccole modifiche e rinvii promessi dalla Gelmini) ipotizza che l'assemblea appena programmata con genitori e studenti potrebbe adesso essere messa in discussione. A mio parere la Gelmini ha fatto come i vu cumpra': prima ha alzato il prezzo a livelli esorbitanti, poi ha tastato il terreno per vedere fino a che punto la gente fosse disposta a pagare, e quindi ha offerto (bontà sua) uno sconto. Adesso con qualche piccolo contentino (niente maestro unico? non è certo la cosa più importante, c'è di molto peggio nella riforma) ed un rinvio (rinvio, non eliminazione, io la riforma delle superiori non la voglio nemmeno tra due anni o tra cinque!) cerca di ottenere la marcia indietro di alcuni di noi "soddisfatti" perchè il peggio si è evitato, mentre in realtà siamo di fronte all'attuazione di un piano ben preciso per spezzare il movimento e far passare alcune novità disastrose per la scuola pubblica dando persino l'illusione ai più sprovveduti che il ministro abbia compreso le ragioni del movimento mitigando le sue pretese. Tirarsi indietro adesso significa abdicare agli stessi principi che ci hanno spinto fin'ora a mobilitarci. ----- Original Message ----- From: corrado To: perladifesadellascuolapubblica a gnumerica.org Sent: Thursday, December 11, 2008 3:47 PM Subject: [noGelmini] Mobilitazioni ad Iseo E' appena uscito su un giornale locale un articolo che riprende la mobilitazione dell'Istituto Soclastico Superiore "G. Antonietti di Iseo". 100 prof su 140 hanno deciso di bloccare alcune attività extracurriculari (in particolare le gite) e di bloccare ogni nuova adozione die libri di testo Finamente sono anche riuscito a convincere i miei colleghi ad organizzar eun assemblea con docenti, studenti, genitori, che si terrà mercoledì 17 nell'aula magna della scuola, alle 20.30. Chiunque abbia contatti ad Iseo faccia circolare la notiza dell'assemblea. E' importante soprattutto informare anche docenti e genitori delle scuole di altro ordine del circondario, anche se l'assemblea partirà dalle forme di lotta assunte dalla nostra scuola. Se qualcuno del comitato volesse partecipare per fare un'intervento mi mandi una mail, non credo ci siano problemi (in ogni caso meglio organizzare tutto per tempo e prendere accordi col preside e la RSU che si è data da fare ad organizzare l'incontro) -------------------------------------------------------------------------------- _______________________________________________ blog: http://scuolapubblica.gnumerica.org perladifesadellascuolapubblica a gnumerica.org https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/perladifesadellascuolapubblica -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: INCONTRO 17 DIC.doc Tipo: application/msword Dimensione: 24064 bytes Descrizione: non disponibile URL: From sauro a bresciascuola.it Sat Dec 13 07:17:51 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Sat, 13 Dec 2008 07:17:51 +0100 (CET) Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=5BFwd=3A_=5BMovimenti=5D_Dal_quinto_comunic?= =?iso-8859-1?q?ato_dell_=92organizzazione_comunista_greca_KOE=2E=5D?= Message-ID: <33167.217.133.80.236.1229149071.squirrel@webmail.bresciascuola.it> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: [Movimenti] Dal quinto comunicato dell ’organizzazione comunista greca KOE. Da: "L'altra Lombardia - SU LA TESTA" Data: Sab, 13 Dicembre 2008 3:37 am A: movimenti a gnumerica.org -------------------------------------------------------------------------- Dal quinto comunicato dell’organizzazione comunista greca KOE. 11 dicembre 2008 Non cederemo al governo criminale L’ “alleanza profana” e il “law and order” non riusciranno a fermare la protesta 1. Giovedì 11 dicembre decine di migliaia di giovani sono scesi in piazza a dimostrare la loro rabbia e hanno manifestato davanti alle stazioni di polizia in tutta la Grecia. Solo ad Atene 21 stazioni di polizia sono state assediate da giovani che hanno risposto agli attacchi dei poliziotti con pietre e rovesciando ed incendiando i loro automezzi. Non sono “dimostranti travisati” ma studenti che protestano per l’assassinio di Alexis e contro le politiche del governo che sta uccidendo il loro futuro. Migliaia di persone sono al loro fianco: genitori, insegnanti, militanti della sinistra. In molti casi le persone hanno fatto da scudo davanti alle forze speciali per proteggere gli studenti, aiutarli a respingere gli attacchi ed in alcuni casi anche per togliere dalle mani della polizia i dimostranti che erano stati presi. 2. Centinaia di scuole, istituti tecnici ed università in tutto il paese sono già occupate. Il partito comunista greco KKE, che sta diventando apertamente la mano destra del governo criminale, non è riuscito a fermare l’assemblea generale degli studenti. I vergognosi tentativi di impedire durante la mattinata di giovedì 11 l’ingresso degli studenti all’università sono stati rintuzzati con rabbia e questi “ comunisti non compromessi” dopo poco sono stati costretti ad allontanarsi. I giovani hanno deciso di organizzare nuove manifestazioni centrali in tutta la Grecia per il 12 dicembre respingendo il comportamento “responsabile” del KKE e dal partito “socialista” PASOK , che hanno anche fatto un appello alla “calma e dignità (!) contro le occupazioni e le dimostrazioni non controllate”. 3. In questi momenti cruciali le “alleanze profane” e il “law and order” prende forma, la composizione dei due campi opposti diventa chiara. Dalla parte dell’ “ordine” la grande borghesia e il governo Karamanlis ed i loro impiegati: Media, polizia, la banda di cittadini infuriati che vogliono tutelare le loro proprietà (per lo più rappresentanti della destra di governo e neonazisti). Mano nella mano con questi la presunta “opposizione”: i “socialisti” del PASOK e i “comunisti” del KKE con i loro appelli ad un “comportamento responsabile” ed i loro espliciti e calunniosi attacchi contro la sinistra radicale. Questa “opposizione” ha ricevuto le congratulazioni del governo e dell’establishment che sono solo felici di continuare a ripetere le loro accuse contro la coalizione della sinistra radicale. 4. Dalla parte opposta il movimento che è composto dai giovani in rivolta e dalle forze della coalizione della sinistra radicale e da altre organizzazioni di sinistra, quelle extraparlamentari. La combattività dei giovani ed il lavoro dei comunisti che compongono la coalizione rappresentata dal KOE (Organizzazione Comunista della Grecia), é finora riuscita a mantenere questa alleanza all’interno della protesta con questa giusta rivendicazione “questo governo deve andare via”. ……… Associazione L'altra Lombardia - SU LA TESTA Sede nazionale Milano e-mail : laltralombardia a laltralombardia.it telefoni : 339 195 66 69 oppure 338 987 58 98 sito internet www.laltralombardia.it ************************************************************ E' uscito il nostro nuovo filmato "Libano e Palestina: due popoli in lotta contro l'imperialismo" leggi la scheda http://www.laltralombardia.it/public/docs/filmatolibano.html Siamo disponibili per presentazioni. 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La legalità o meno delle decisioni unilaterali delle RSU risiede nella legittimità delle urne od invece è palesemente in conflitto con la legalità espressa nelle assemblee che convocate in tempo e forma sono senza margine di discussione le detentrici primarie della sovranità e dunque della legittimità...? Mi piacerebbe che qualcuno più preparato di me ed in un linguaggio comprensibile ad un operaio medio mi spiegasse dove sbaglio perche' se ipoteticamente non sono nel torto allora sono davanti ad un abominio politico.... Salud y Abrazos PACO ----- Original Message ----- From: "corrado" To: Sent: Saturday, December 13, 2008 8:08 PM Subject: Re: [noGelmini]un contentino qua , un contentino là e si spezza il movimento carmen parlava del fenomeno delle scie chimiche, e non posso che concordare con lei (in realtà si riferisce ad un messaggio che avevo mandata solo a lei in mailbox privata perchè evito di inserire argomenti OT nella mailing list) Tornando alla scuola ho ricevuto un messaggio del delegato RSU della mia scuola (appartenente ad uno dei famosi 3 sindacati nazionali che tanto aborrisco) che così spiega l'annullamento/rinvio dell'assemblea con la cittadinanza già programmata per il 17 c.m. "La motivazione principale consiste nel fatto che, essendo il tutto rimandato quanto alla sua attuazione all'AS 2010-2011, non vi sono possibilità di verificare i concreti risultati raggiunti dala mobilitazione. Da qui INEVITABILMENTE la frustrazione che deriverebbe appunto da una lotta priva di punti visibili di riferimento. Nel corso del prossimo anno scolastico, in relazione alle determinazioni raggiunte nella trattativa con i sindacati ecc, si potrà riprendere il blocco. In ogni caso se lo si ritiene, si può riconvocare l'assemblea dei docenti." Non mi dilungo sulle precedenti motivazioni, non le condivido e credo che in lista non le condivida nessuno,; mi sembra pure che abbiamo già chiarito il perchè. Sinceramente non mi sembra corretto che un paio di persone si arroghino il diritto di revocare una iniziativa di lotta/informazione già decisa e sottoscritta da 100 persone, secondariamente mi sembra che il sindacato sia stato utilizzato dal ministro Gelmini per gettare acqua sul fuoco della protesta, e che il sindacato si è prestato volentieri all'opera. Questa non vuole necessariamente essere un'accusa personale a chi nel sindacato si presta a fare certe cose, magari sono persino convinti di ciò che fanno; il problema è sempre quello della logica dell'appartenenza: "io appartengo al sidnacato e faccio quello che dice il sindacato" "io appartengo ai COBAS e faccio quello che dicono i COBAS"; "io sono dell'area di Radio Onda D'Urto e faccio quello che dicono alla Radio". E chi è che crea queste logiche di appartenenza? Il potere che le crea e le utilizza per dividerci, ma anche la scuola ha la sua parte, perchè invece di adoperarsi per far comprendere agli alunni la loro assurdità spesso è complice della loro creazione. Di sicuro la scuola non abitua quasi mai gli alunni al pesniero critico, al confronto di opinioni diverse. Io personalmente quando l'ho fatto sono stato persino attaccato dal preside in pieno collegio docenti con l'accusa di "plagiare i ragazzi"; quando altri professori hanno affrontato lo stesso argomento ma a senso unico hanno invece ricevuto il plauso del preside. D'altronde a scuola si insegna ancora una religione (invece che ragionare sulle religioni e studiarle anche dal punto di vista storico si insegnao dei dogmi) così come si insegnano storia e scienze come se fossero altrettante verità rivelate. Tutto questo fin troppo spesso col nostro silenzio/assenso ----- Original Message ----- From: To: Sent: Saturday, December 13, 2008 5:05 PM Subject: Re: [noGelmini] un contentino qua , un contentino là e si spezza il movimento leggo solo ora la tua risposta... anche se parlavamo di cose profondamente diverse, ho avuto modo di scoprire una cosa che non conoscevo minimamente... E' INQUIETANTE!!! carmen ----- Original Message ----- From: "corrado" To: Sent: Friday, December 12, 2008 8:14 PM Subject: [noGelmini] precisazioni sull'assemblea ad Iseo Fino a due giorni fa non solo era decisa la data dell'assemblea aperta alla cittadinanza (che si voleva organizzare presso il locale Istituto superiore) ma era persino pronta la locandina. Poi d'un tratto in base al "finto ripensamento" della Gelmini le RSU della scuola iniziano ad avere dei dubbi. Nonostante io abbia prontamente scritto loro le stesse cose che ho riportato nella lista (sull'evidente raggiro ministeriale) oggi decidono di sospendere/rinviare l'iniziativa (magari si farà in seguito ad un'lteriore riunione dei docenti); oggi (per altro giorno di sciopero) non ero a scuola e non ho potuto dialogare con nessuno dei colleghi per cui non so se le RSU abbiano prima sondato il parere dei colleghi o se abbiano fatto un po' di testa loro. In attesa di appurare come si sono svolti i fatti devo dire però che non mi sembra corretto sospendere così repentinamente una decisione assembleare; senza per questo condannare pregiudizialmente il comportamento dei colleghi della RSU. Adesso in ogni caso sembra un po' tardi per sperare che si faccia marcia indietro un'altra volta, anche se la sala resta disponibile. Chiedo scusa per i disguidi e la confusione che si sono generati, ma non certo ad opera mia. _______________________________________________ blog: http://scuolapubblica.gnumerica.org perladifesadellascuolapubblica a gnumerica.org https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/perladifesadellascuolapubblica -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From sauro a bresciascuola.it Sun Dec 14 07:28:10 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Sun, 14 Dec 2008 07:28:10 +0100 (CET) Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=28senza_oggetto=29?= Message-ID: <36094.217.133.80.236.1229236090.squirrel@webmail.bresciascuola.it> http://q.liberation.fr/photo/20081213/photo_0302_459_306_18680.jpg -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: photo_0302_459_306_18680.jpg Tipo: image/jpeg Dimensione: 37541 bytes Descrizione: non disponibile URL: From aggregatione a yahoo.com.ar Sun Dec 14 12:17:08 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Sun, 14 Dec 2008 12:17:08 +0100 Subject: [Bsf] Fw: [Ricerca_Precaria] Fwd: I: [marxiana] tg1, oscurare lo sciopero generale con il maltempo Message-ID: Ricevo ed inoltro... Salud, Paco ----- Original Message ----- From: federico pagello To: dottorandi-dms a googlegroups.com ; studenticinema a tortuca.net ; precari_unibo a inventati.org ; tabardrivista a googlegroups.com Sent: Sunday, December 14, 2008 12:15 AM Subject: [Ricerca_Precaria] Fwd: I: [marxiana] tg1,oscurare lo sciopero generale con il maltempo Da: mcsilvan_ a libero.it Oggetto: [marxiana] tg1, oscurare lo sciopero generale con il maltempo A: "marxiana" Data: Sabato 13 dicembre 2008, 19:06 una analisi per Senza Soste.it mcs L'uso politico, anzi nettamente antisindacale, del maltempo è un classico della televisione italiana che non ha precedenti nelle altre catene televisive dell'Unione Europea, nemmeno nella declinante tv francese. L'edizione delle 20 di venerdì rappresenta in materia un piccolo caso da manuale nella capacità di mostrare che conciliare disinformazione reale e rispetto formale della legislazione in materia è un classico del tg diretto da Gianni Riotta. Che, fa bene ricordarlo, è direttore del tg1 in quota centrosinistra e, se le cose stanno così, c'è davvero da immaginarsi quali capolavori di disinformazione potranno essere scolpiti nel momento in cui il principale tg pubblico sarà gestito dal centrodestra. E qui prima di entrare nel dettaglio dell'edizione di venerdì è necessaria una premessa: i contenuti prodotti da tutte le piattaforme mediali per quanto riguarda la sfera politica generale trovano ancora centralità nei temi costruiti dalla televisione. La forte evoluzione delle piattaforme mediali non ha ancora intaccato questa centralità: per adesso quindi l'agenda politica per il nucleo forte della sfera pubblica la fa ancor oggi la televisione. Per cui chi gestisce la televisione stabilisce gerarchia ed importanza dei contenuti politici per il nucleo forte della società. E' un fenomeno dalla comprensione elementare ma che, incredibilmente ancora oggi, trova le forze politiche e sindacali di sinistra e dei movimenti del tutto impreparate ad affrontarlo e a collocarlo nella loro agenda di contrattazione. Bene, se guardiamo all'edizione del tg1 di venerdì sera, che ha caratteristiche di massimo ascolto nel giorno dello sciopero, dobbiamo prima di tutto constatare che i primi 12 minuti, assieme all'apertura, sono stati dedicati alla questione maltempo in Italia. La maggior fascia di spettatori, quella che storicamente si colloca nei primi dieci minuti di ascolto e poi migra col telecomando, non quindi ha avuto alcuna informazione sullo sciopero generale di qualche milione di lavoratori. Insomma: lo sciopero trattato come nei tg dove le notizie le leggevano i militari in divisa e senza bisogno di sparare un colpo. Questa considerazione si rafforza perché lo sciopero non era nell'indice delle notizie (una novità assoluta per uno sciopero generale). Siccome non si trattava di uno tsunami in arrivo, ma di normale maltempo che fortunatamente non ha causato nemmeno un morto, si capisce come il maltempo sia stata l'occasione per far sparire lo sciopero generale dalle notizie che milioni di italiani attingono nei dieci minuti di collegamento che fanno con il tg. Insomma, una serie di notizie che al massimo sarebbero state da collocare nel servizio Cis-viaggiare informati o nei tg regionali (compresa la vicenda del Tevere che, come è stato detto anche al tg delle 20, non rischiava affatto di straripare a Roma) ha invece costruito quella barriera corallina dell'informazione atta a impedire la circolazione delle notizie sullo sciopero. Tanto per eccedere in zelo il tg1 dopo il primo quarto d'ora, quando già erano fuggiti qualche centinaio di migliaia di telespettatori, ha prima mandato il servizio sul giudizio negativo del governo nei confronti dello sciopero e solo dopo 21 minuti un breve servizio sulla manifestazione di Bologna omettendo le altre. Non solo quindi sono stati pubblicati i giudizi, nell'evidente tentativo di orientare i fatti, ma dello sciopero non sono stati riportati né i numeri dei manifestanti né le città che hanno partecipato. Rigorosamente omessa ogni intervista ai manifestanti. Eppure lo stesso tg aveva riportato, nella prima notizia, una intervista ad una signora che aveva il sottoscala allagato e ad signore che non riusciva a passare su una mulattiera a causa della neve (sai che evento epocale da prima serata su un tg visto in tutto il mondo). Il banale come notizia resa spettacolare per neutralizzare l'importanza del fatto politico, insomma. Questo modo di costruire l'informazione, e il simbolico del reale che ne deriva, spettacolarizzando l'inutile e il banale per neutralizzare la portata politica di altri eventi è stato ripreso subito nella giornata successiva. Repubblica di stamani non ha riportato la notizia dello sciopero generale in prima pagina, cosa mai successa in decenni, mentre il tg1 delle 13,30 del giorno successivo si è concentrato sul maltempo per neutralizzare la portata di un'altra notizia: quella di una rivolta di extracomunitari in Calabria con dinamiche simili a quella di Castelvorturno a poche settimane dai tragici fatti accaduti in Campania. Questa vicenda rappresenta quindi un preciso avvertimento a chi, dopo aver marciato orgogliosamente alla manifestazione, crede di aver finito il proprio lavoro. Che invece comincia al momento in cui bisogna operare per garantire imparzialità e approfondimento all'informazione che si scatena proprio quando la manifestazione è finita e tutti stanno tornando a casa. Curioso che questo problema politico strategico da qualche decennio, non solo nella comunicazione politica ma anche nella politica tout court, sia solo considerato una calamità ineluttabile alla stregua del maltempo. Perché oggi più che mai possiamo dire "piove governo ladro": perché se piove il governo ha maggiori occasioni di nascondere le notizie rubando in materia di correttezza dell'informazione e di orientamento della sfera pubblica __._,_.___ Messaggi sullo stesso tema (1) Rispondi (post su web) | Crea nuovo argomento Messaggi | Link | Database | Sondaggi | Iscritti | Agenda Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, manda una mail all'indirizzo: marxiana-unsubscribe a yahoogroups.com Pagina web della lista: http://it.groups.yahoo.com/group/marxiana -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From sauro a bresciascuola.it Sun Dec 14 14:53:23 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Sun, 14 Dec 2008 14:53:23 +0100 (CET) Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=28senza_oggetto=29?= Message-ID: <54238.217.133.80.236.1229262803.squirrel@webmail.bresciascuola.it> Expo 2015, Moratti a stampa: subito 2 miliardi o si ferma tutto ROMA (Reuters) - O arrivano subito 2 miliardi di euro, o i lavori per l'Expo 2015 si bloccano. Parola del sindaco di Milano Letizia Moratti. "Senza quei soldi non si può partire", ha detto Moratti in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "La Stampa", a proposito dei "2 miliardi e 300 milioni, di cui soltanto 30 per il 2009", necessari per le opere legate all'Esposizione universale di Milano. Quei soldi, dice il sindaco del capoluogo lombardo, servono "subito, assolutamente subito, l'occasione deve essere la seduta del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) della prossima settimana". Il sindaco spiega che i 2 miliardi servono "a finanziare lavori senza i quali non potranno partire le 17 opere infrastrutturali necessarie all'Expo", come le linee 5 e 6 della metropolitana. "Ho l'impressione che a qualcuno nel governo manchi la consapevolezza che l'Expo non è un progetto di Milano, ma lo è del Paese intero", dice Moratti, e a proposito della crisi che complica le cose precisa che l'Esposizione "è una grandissima opportunità anti-recessione. Con quei soldi siamo pronti a partire con i cantieri, a creare occupazione". From sauro a bresciascuola.it Mon Dec 15 05:01:10 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Mon, 15 Dec 2008 05:01:10 +0100 (CET) Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=28senza_oggetto=29?= Message-ID: <57157.217.133.80.236.1229313670.squirrel@webmail.bresciascuola.it> I giornali nostrani on line Corriere della sera e Repubblica, stanno tenendo nascosto uno dei crolli più grandi di Edge found, dovuto alle malversazioni di Madoff già presidente del Nasdaq e tra i maggiori finanzieri del mondo. Arrestato venerdi, è su tutti i giornali del mondo. In Italia trapela dalle news in breve, senza che sia stata data la notizia. Solo i siti per operatori economici (wsi) spiegano il fatto e la dimensione del crac. Unicredit ha già ammesso di aver perso la bazzeccola di 280 milioni di euro. Qui sotto ciò che filtra dalle brevi ultime senza spiegazioni. Bella informazione indipendente!!! ALLARME HEDGE FUNDS, DOPO IL CRACK MADOFF La colossale truffa rischia di scatenare un effetto domino sui gestori delle più importanti piazze finanziarie d'Europa, da Londra a Ginevra, da Madrid a Milano. Per l'Italia, c'è chi parla di un'esposizione di oltre 3 miliardi. Spagna: Scandalo Madoff, Santander esposta per 2,33 mld 14 dic 21:05 ECONOMIA MADRID - I clienti di Optimal, l'hedge fund della banca iberica Santander, sono esposti per 2,33 miliardi di euro alla frode da 50 miliardi di dollari messa in piedi dall'ex presidente del Nasdaq, Bernard Madoff: lo rende noto lo stesso istituto di credito spagnolo. (Agr) Scandalo Madoff: Bnp Paribas rischia perdite per 350 mln 15 dic 00:40 ECONOMIA PARIGI - BNP Paribas ha annunciato che potrebbe perdere fino a 350 milioni di euro a causa del crac da 50 miliardi di dollari architettato da Bernard Madoff: la banca francese sottolinea, in un comunicato, di non aver investito direttamente nei fondi speculativi dell'ex direttore del Nasdaq ma di essersi ugualmente esposta attraverso "le sue attivita' sui mercati" e i prestiti accordati ad alcuni hedge fund di Madoff. (Agr) From sauro a bresciascuola.it Tue Dec 16 07:16:25 2008 From: sauro a bresciascuola.it (Sauro DiGiovanbattista) Date: Tue, 16 Dec 2008 07:16:25 +0100 Subject: [Bsf] MOVIMENTI NELLE SCUOLE Message-ID: <494747B9.5090508@bresciascuola.it> Sto leggendo da vari siti in lingua francese e castigliana, che imponenti mobilitazioni nelle scuole di ogni ordine e grado si sono svolte nelle ultime settimane oltre che in Grecia anche in Francia contro i tagli e le privatizzazioni del cosidetto piano Bologna, in Irlanda, in Spagna. Le caratteristiche sono simili dappertutto, trasversalità tra ordini di scuole, e coinvolgimento sia di studenti che docenti e in misura minore genitori. In Irlanda in particolare si è innestata subito con la gravissima crisi economica, portando a Dublino alla più grande manifestazione di lotta di tutti i tampi. In Francia come al solito, i livelli di coordinamento e autorganizzazione dopo le prime grandi manifestazioni locali hanno indotto il governo del duro Sarko a battere in ritirata sospendendo tutti i provvedimenti. Si va verso una sincronizzazione delle lotte a livello continentale? Motivi di riflessione ve ne sono a bizzeffe, intanto la Grecia contina a bruciare, indicando che livelli di frustrazione e disperazione hanno generato il liberismo e la sua crisi. sauro From aggregatione a yahoo.com.ar Tue Dec 16 22:34:27 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Tue, 16 Dec 2008 22:34:27 +0100 Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=BFDebacle_financiera=2C_crisis_sist=E9mica_?= =?iso-8859-1?q?=3F_Respuestas_ilusorias_y_respuestas_necesarias=2E?= =?iso-8859-1?q?_SAMIR_AMIN_alllegato_pdf_Inglese_e_Francese?= Message-ID: <33AF0E38B2644AF19F7C26C19D241209@haj> ¿Debacle financiera, crisis sistémica ? Respuestas ilusorias y respuestas necesarias. SAMIR AMIN Informe introductivo - Foro Mundial de las Alternativas - Caracas, Octubre 2008 La crisis financiera era inevitable. No nos cogió desprevenidos la explosión brutal de la actual crisis que además había yo evocado hace unos meses cuando los economistas convencionales se esmeraban en minimizar sus consecuencias, particularmente en Europa. Para entender su génesis, conviene abandonar la definición corriente del capitalismo que se suele definir, hoy día, como "neo-liberal globalizado". Esta calificación es engañosa y oculta lo esencial. El sistema capitalista actual es dominado por un puñado de oligopolios que controlan la toma de decisiones fundamentales en la economía mundial. Unos oligopolios que no sólo son financieros, constituidos por bancos o compañías de seguros, sino que son grupos que actúan en la producción industrial, en los servicios, en los transportes, etc. Su característica principal es su financiarización. Con eso conviene comprender que el centro de gravedad de la decisión económica ha sido transferido de la producción de plusvalía en los sectores productivos hacia la redistribución de provechos ocasionados por los productos derivados de las inversiones financieras. Es una estrategia perseguida deliberadamente no por los bancos sino por los grupos "financiarizados". Más aún, estos oligopolios no producen provechos, sencillamente se apoderan de una renta de monopolio mediante inversiones financieras. Este sistema es sumamente provechoso para los segmentos dominantes del capital. Luego no estamos en presencia de una economía de mercado, como se suele decir, sino de un capitalismo de oligopolios financiarizados. Sin embargo, la huida hacia delante en las inversiones financieras no podía durar eternamente cuando la base productiva sólo crecía con una tasa débil. Eso no resultaba sostenible. De allí la llamada "burbuja financiera" que traduce la lógica del sistema de inversiones financieras. El volumen de las transacciones financieras es del orden de dos mil trillones de dólares cuando la base productiva, el PIB mundial, sólo es de unos 44 trillones de dólares. Un gigantesco múltiple. Hace treinta años, el volumen relativo de las transacciones financieras no tenía ese tamaño. Esas transacciones se destinaban entonces principalmente a la cobertura de las operaciones directamente exigidas por la producción y por el comercio nacional e internacional. La dimensión financiera de ese sistema de los oligopolios finaciarizados era - ya lo dije - el talón de Aquiles del conjunto capitalista. La crisis debía pues estallar por una debacle financiera. Detrás de la crisis financiera, la crisis sistémica del capitalismo aviejado. Pero no basta con llamar la atención sobre la debacle financiera. Detrás de ella se esboza una crisis de la economía real ya que la actual deriva financiera misma va a asfixiar el desarrollo de la base productiva. Las soluciones aportadas a la crisis financiera sólo pueden desembocar en una crisis de la economía real, esto es una estagnación relativa de la producción y lo que ella va a acarrear : regresión de los ingresos de los trabajadores, aumento del paro laboral, alza de la precariedad y empeoramiento de la pobreza en los países del Sur. En adelante debemos hablar de depresión y ya no de recesión. Y detrás de esta crisis se perfila a su vez la verdadera crisis estructural sistémica del capitalismo. La continuación del modelo de desarrollo de la economía real tal y como lo venimos conociendo así como el del consumo que le va emparejado, se ha vuelto, por primera vez en la historia, una verdadera amenaza para el porvenir de la humanidad y el del planeta. La dimensión mayor de esta crisis sistémica concierne el acceso a los recursos naturales del planeta que se han vuelto muchísimo más escasos que hace medio siglo. El conflicto Norte/Sur constituye por lo tanto el eje central de las luchas y conflictos por venir. El sistema de producción y de consumo/despilfarro existente hace imposible el acceso a los recursos naturales del globo para la mayoría de los habitantes del planeta, para los pueblos de los países del Sur. Antaño, un país emergente podía retener su parte de esos recursos sin amenazar los privilegios de los países riscos. Pero hoy día ya no es el caso. La población de los países opulentos - el 15% de la población del planeta - acapara para su propio consumo y despilfarro el 85 % de los recursos del globo y no puede consentir que unos recién llegados accedan a estos recursos ya que provocarían graves penurias que pondrían en peligro los niveles de vida de los ricos. Si los Estados unidos se han fijado como objetivo el control militar del planeta es porque saben que sin ese control no pueden cerciorarse del acceso exclusive a esos recursos. Como bien se sabe, China, la India y el Sur en su conjunto también necesitan esos recursos para su desarrollo. Para los Estados Unidos se trata imperativamente de limitar ese acceso y, en último recurso, sólo existe un medio : la guerra. Por otra parte, para ahorrar las fuentes de energía de origen fósil, los Estados Unidos, Europa y otras naciones desarrollan proyectos de producción de agro-carburantes en gran escala, en detrimento de la producción de víveres cuyos precios en alza los azotan. Las respuestas ilusorias de los poderes vigentes. Los poderes vigentes, al servicio de los oligopolios financieros, no tienen otro proyecto sino el de volver a poner de pie este mismo sistema. Esas intervenciones de los Estados ¿ qué son sino las que les manda la misma oligarquía ? Sin embargo no es imposible el éxito de esta puesta de pie si las infusiones de medios financieros resultan suficientes y si las reacciones de las víctimas - las clases populares y las naciones del Sur - no dejan de ser limitadas. Pero en este caso el sistema sólo retrocede para mejor saltar y una nueva debacle financiera, aún más tremenda, será ineludible ya que las "adaptaciones" previstas para la gestión de los mercados financieros y monetarios resultan ampliamente insuficientes puesto que no ponen en tela de juicio el poder de los oligopolios. Por otra parte, resultan divertidísimas estas respuestas a la crisis financiera mediante la inyección de fondos públicos astronómicos para restablecer la seguridad de los mercados financieros : privatizados ya los provechos, en cuanto resultan amenazadas las inversiones financieras se socializan las pérdidas. ¡ Cara: gano yo, cruz: tú pierdes ! Las condiciones de una respuesta positiva a los desafíos. No basta con decir que las intervenciones de los Estados pueden modificar las reglas del juego, atenuar las derivas. También es necesario definir sus lógicas y sus impactos sociales. Desde luego, en teoría, se podría volver a fórmulas de asociación de los sectores públicos y privados, fórmulas de economía mixta como ocurrió durante los "treinta años gloriosos" (los años 1945/1975) en Europa y durante la era de Bandung, en Asia y en África, cuando el capitalismo de Estado dominaba ampliamente, acompañado por políticas sociales fuertes. Pero este tipo de intervención del Estado no está a la orden del día. Y ¿ están las fuerzas sociales progresistas en medida de imponer una transformación de esta amplitud ? Todavía no, opino yo. La verdadera alternativa pasa por el derrocamiento del poder exclusivo de los oligopolios, el cual es inconcebible sin, finalmente, su nacionalización democrática progresiva. ¿ Fin del capitalismo ? No lo creo. Creo en cambio que son posibles unas nuevas configuraciones de las relaciones de fuerzas sociales que impongan al capital a ajustarse, él, a las reivindicaciones de las clases populares y de los pueblos. A condición que las luchas sociales todavía fragmentadas y a la defensiva, en su conjunto, consigan cristalizarse en una alternativa política coherente. Con esta perspectiva, resulta posible el comienzo de una larga transición del capitalismo al socialismo. Los avances en esta dirección, claro está, siempre serán desiguales de un país a otro y de una fase de su despliegue a otra. Las dimensiones de la alternativa deseable y posible son múltiples y conciernen todos los aspectos de la vida económica, social, política. Evocaré a continuación las grandes líneas de esta respuesta necesaria. 1) - La reinvención por los trabajadores de organizaciones apropiadas que hagan posible la construcción de su unidad con el fin de trascender su dispersión asociada a las formas de explotación vigente (paro laboral, precariedad, informalidad) 2) - La perspectiva es la de un despertar de la teoría y de la práctica de la democracia asociada al progreso social y al respeto de la soberanía de los pueblos y no disociada de éstos. 3) - Liberarse del virus liberal fundado en el mito del individuo que ya pasó a ser tema histórico. Los rechazos frecuentes de los modos de vida asociados al capitalismo (múltiples enajenaciones, consumerismo y destrucción del planeta) señalan la posibilidad de esta emancipación. 4) - Liberarse del atlantismo y del militarismo que le está asociado, ambos destinados a hacer aceptar la perspectiva de un planeta organizado sobre la base del apartheid a escala mundial. En los países del Norte el desafío implica que la opinión general no se deje encerrar en un consenso de defensa de sus privilegios con respeto a los pueblos del Sur. El internacionalismo necesario pasa por el antiimperialismo, no por el humanitarismo. En los países del Sur, la estrategia de los oligopolios mundiales lleva consigo el hacer recaer el peso de la crisis sobre sus pueblos (desvalorización de sus reservas de cambio, baja de los precios de las materias primas exportadas y alza de los precios de los productos importados). La crisis ofrece la ocasión del renacimiento de un desarrollo nacional, popular y democrático autocentrado, que someta las relaciones con el Norte a sus exigencias, esto es la desconexión. Lo cual implica: a) El dominio nacional de los mercados monetarios y financieros b) El dominio de las tecnologías modernas en adelante posible, c) La recuperación del uso de los recursos naturales, d) La derrota de la gestión mundializada dominada por los oligopolios (la OMC) y la del control militar del planeta por los Estados Unidos y sus aliados, e) Liberarse de las ilusiones de un capitalismo nacional autónomo en el sistema y de los mitos pasadistas. f) La cuestión agraria, en efecto, está en el centro de las opciones por venir en los países del tercer mundo. Un desarrollo digno de así llamarse exige una estrategia política agrícola fundada sobre la garantía del acceso a la tierra para todos los campesinos (la mitad de la humanidad). En contrapunto, las fórmulas preconizadas por los poderes dominantes - acelerar la privatización de la tierra agrícola y transformar la tierra agrícola en mercancía - llevan consigo el éxodo rural masivo que bien venimos conociendo. Como el desarrollo industrial de los países concernidos no puede absorber a esta mano de obra surabundante, ésta se amasa en las barriadas o se deja tentar por las aventuras trágicas de una huida en balsa por el Atlántico. Existe una relación directa entre la supresión de la garantía del acceso a la tierra y el acrecentamiento de las presiones migratorias. g) La integración regional, al favorecer el surgimiento de nuevos polos de desarrollo, ¿ puede constituir una forma de resistencia y de alternativa ? La regionalización es necesaria, tal vez no para gigantes como China y la India o incluso para Brasil, pero seguramente sí para otras muchas regiones, en Asia del sur-este, en África o en América Latina. Este continente está un poco en avance en este dominio. Venezuela, oportunamente, ha tomado la iniciativa de crear el Alba (Alternativa bolivariana para América Latina y el Caribe) y el Banco del Sur (Bancosur), incluso antes de la crisis. Pero el Alba - un proyecto de integración económica y política - todavía no ha recibido la adhesión de Brasil ni la de Argentina. En cambio, el Bancosur, supuesto promover otra forma de desarrollo, asocia igualmente a estos dos países pese a que, hasta hoy, sigan teniendo una concepción convencional del papel que ha de desempeñar un banco. Avances en esas direcciones, al Norte así como al Sur, bases del internacionalismo de los trabajadores y de los pueblos, constituyen las únicas garantías de la reconstrucción de un mundo mejor, multipolar y democrático, única alternativa a la barbarie del capitalismo alicaído. Más que nunca la lucha por el socialismo del siglo 21 está a la orden del día. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: ¿Debacle financiera crisis sistémica.pdf Tipo: application/pdf Dimensione: 197542 bytes Descrizione: non disponibile URL: From lalghisi a libero.it Wed Dec 17 14:43:08 2008 From: lalghisi a libero.it (Laura) Date: Wed, 17 Dec 2008 14:43:08 +0100 Subject: [Bsf] iniziative antifasciste Message-ID: come sapete è nato il Collettivo antifascista della bassa bresciana. vi allego i volantini delle prossime iniziative. Chiunque fosse interessato a partecipare può contattarmi. ciao a tutti Laura -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: cuori-rossi_2.jpg Tipo: image/jpeg Dimensione: 468379 bytes Descrizione: non disponibile URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: celestini_1.jpg Tipo: image/jpeg Dimensione: 300971 bytes Descrizione: non disponibile URL: From ladysa23 a hotmail.com Wed Dec 17 17:02:37 2008 From: ladysa23 a hotmail.com (sara.b) Date: Wed, 17 Dec 2008 16:02:37 +0000 Subject: [Bsf] DOPPIO APPUNTAMENTO CON LIBRERIA47!@c.s.a.magazzino47 Message-ID: questa settimana la libreria47 raddoppia! VENERDì 19 DICEMRBE ore 20 C'ERA UNA VOLTA... UNA CENA TRA LE RIGHE gustosa cena & banchetto di libri tutti a 2 euro!! porta i libri che più ti sono piaciuti e che vorresti far girare liberamente... potrai scambiarli con altrettanti titoli del banchetto! DOMENICA 21 DICEMBRE ore 17 *la LIBRERIA della DOMENICA* contro la crisi ed un triste natale un pirlo ed un libro son l'deale! . BANCHETTO DI LIBRI TUTTI A 2 EURO . SCAMBIO DI VECCHI FUMETTI (gli appassionati di Topolino & Co. non possono mancare!) . MERENDA E APERITIVO PER TUTTI E TUTTE! tutto ciò al c.s.a.Magazzino47 - via industriale, 10 - Brescia _________________________________________________________________ Vai oltre le parole, scarica il nuovo Messenger! http://download.live.com/?mkt=it-it -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From a.zinelli a alice.it Thu Dec 18 17:41:20 2008 From: a.zinelli a alice.it (a.zinelli) Date: Thu, 18 Dec 2008 17:41:20 +0100 Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?R=3A__=BFDebacle_financiera=2C_crisis_sist?= =?iso-8859-1?q?=E9mica_=3F_Respuestas_ilusorias_y_respuestas_neces?= =?iso-8859-1?q?arias=2E_SAMIR_AMIN_alllegato_pdf_Inglese_e_Frances?= =?iso-8859-1?q?e?= In-Reply-To: <33AF0E38B2644AF19F7C26C19D241209@haj> Message-ID: Caro Paco, spero di fare cosa utile traducendo in italiano e mettendo in rete il testo di Amin che hai messo sulla mailing-list, con l'aggiunta di alcune note mie. Come base ho preso il testo francese. Se ti risultano cattive comprensioni mie in base al testo spagnolo, fammelo sapere Crollo finanziario, crisi sistemica: risposte illusorie e risposte necessarie SAMIR AMIN Relazione introduttiva – Foro mondiale delle alternative – Caracas, ottobre del 2008 La crisi finanziaria era inevitabile. Noi non siamo stati sorpresi per l'esplosione brutale di questa crisi, che avevamo già evocato in altre occasioni qualche mese fa, al contrario degli economisti tradizionali che si davano da fare per minimizzarne le conseguenze, specialmente in Europa. Per comprendere la sua genesi, bisogna sbarazzarsi della definizione corrente del capitalismo, che si definisce oggi come «neo liberale mondializzato». Questa definizione è ingannevole e nasconde l'essenziale. Il sistema capitalistico attuale è dominato da un pugno di oligopoli che controllano l'assunzione delle decisioni fondamentali nell'economia mondiale. Questi oligopoli non sono solo finanziari, costituiti da banche o assicurazioni, ma da gruppi che partecipano alla produzione industriale, nei servizi, nei trasporti, ecc. La loro caratteristica principale è finanziarizzazione. Con questo termine si deve intendere che il centro di gravità delle decisioni economiche è stato trasferito dalla produzione di plusvalore nei settori produttivi, verso la redistribuzione dei profitti resa possibile dai prodotti derivati dagli investimenti finanziari.1 È una strategia perseguita deliberatamente non dalle banche, ma dai gruppi «finanziarizzati». Questi oligopoli non producono d'altronde profitti, essi arraffano puramente e semplicemente una rendita di monopolio attraverso gli investimenti finanziari.2 Questo sistema è estremamente redditizio per i segmenti dominanti del capitale. Non si tratta dunque di una economia di mercato, come si pretende di dire, ma di un capitalismo di oligopoli finanziarizzati. Tuttavia la fuga in avanti nell'investimento finanziario non poteva durare eternamente, dal momento che la base produttiva cresceva ad un tasso inconsistente. Ciò non poteva durare3. Da ciò viene la cosiddetta «bolla finanziaria», che traduce la logica stessa del sistema dell'investimento finanziario. Il volume delle transazioni finanziarie è dell'ordine dei duemila trilioni di dollari, mentre la base produttiva, mentre il prodotto interno lordo mondiale è di soli 44 trilioni di dollari. Un multiplo gigantesco. Trent'anni fa, il volume relativo delle transazioni finanziarie non aveva questa ampiezza. Queste transazioni erano destinate per la maggior parte a copertura delle operazioni richieste direttamente dalla produzione e dal commercio interno ed internazionale. La dimensione finanziaria di questo sistema di oligopolio era – l'ho già detto – il tallone d'Achille dell'insieme capitalistico. Perciò la crisi doveva essere innescata da un crollo finanziario. Dietro la crisi finanziaria, la crisi sistemica del capitalismo senile. Ma non basta porre l'attenzione sul crollo finanziario. Dietro ad essa si disegna una crisi dell'economia reale, perché la deriva finanziaria stessa va ad asfissiare la crescita della base produttiva; le soluzioni messe in campo per la crisi finanziaria non possono che sfociare in una crisi dell'economia reale4. Vale a dire in una stagnazione relativa della produzione, con ciò che essa porta con sé: diminuzione dei redditi dei lavoratori, aumento della disoccupazione, aumento della precarietà e peggioramento della povertà nel sud del mondo. D'ora in avanti si deve parlare di depressione e non più di recessione. E dietro questo crisi si profilerà a sua volta la vera crisi strutturale sistemica del capitalismo5. La prosecuzione del modello di crescita dell'economia reale come lo conosciamo, e del consumo che gli è associato, è diventato, per la prima volta nella storia, una vera minaccia per l'avvenire dell'umanità e del pianeta. La dimensione maggiore di questa crisi sistemica riguarda l'accesso alle risorse naturali del pianeta, diventate notevolmente più rare di mezzo secolo fa. Il conflitto Nord/Sud costituisce per questo l'asse centrale delle lotte e dei conflitti futuri. Il vigente sistema di produzione e di consumo/spreco impedisce l'accesso alle risorse naturali del globo alla maggioranza degli abitanti del pianeta, i popoli dei paesi del sud. In passato un paese emergente poteva prelevare la sua parte di queste risorse senza rimettere in questione i privilegi dei paesi ricchi. Ma oggi non c'è più questa possibilità. La popolazione dei paesi opulenti – il 15% della popolazione del pianeta – si accaparra per il suo proprio consumo e per il suo spreco l'85% delle risorse del globo, e non può tollerare che dei nuovi venuti possano accedere a queste risorse, perché essi provocherebbero delle penurie gravi che minaccerebbero il livello di vita dei ricchi. Se gli Stati Uniti si sono dati l'obiettivo del controllo militare del pianeta, è perché essi sanno che senza questo controllo essi non possono assicurarsi l'accesso esclusivo a queste risorse. Come si sa, la Cina, l'India ed il sud nel suo insieme hanno ugualmente bisogno di queste risorse per il loro sviluppo. Per gli Stati Uniti si tratta in modo imperativo di limitare l'accesso ad esse, ed in ultima istanza non c'è che un mezzo, la guerra. D'altra parte, per economizzare le sorgenti di energia di origine fossile, gli Stati Uniti, l'Europa ed altri sviluppano progetti di produzione di agro-carburante su grande scala, a svantaggio della produzione alimentare, che già ora risente dell'innalzamento dei prezzi. Le risposte illusorie degli attuali governi I poteri vigenti, al servizio degli oligopoli, non hanno altro progetto che quello di rimettere in sella questo stesso sistema. D'altronde gli interventi degli Stati sono quelli ordinati da questa oligarchia comanda. E tuttavia non è impossibile che questa operazione abbia successo, se le infusioni di mezzi finanziari sono sufficienti e se le reazioni delle vittime – le classi popolari e le nazioni del Sud – restano limitate. Ma, anche se caso di successo il sistema non arretra che per saltare meglio, ed un altro crollo finanziario, ancora più profondo, sarà inevitabile, perché gli “aggiustamenti” previsti per la gestione dei mercati finanziari e monetari sono largamente insufficienti, dal momento che non mettono in discussione il potere degli oligopoli. Per altro verso queste risposte alla crisi finanziaria tramite l'iniezione di enormi fondi pubblici per ristabilire la sicurezza dei mercati finanziari sono divertenti: dopo che i profitti erano stati privatizzati, nel momento in cui gli investimenti finanziari si rivelano in pericolo, si socializzano le perdite! Se viene croce, ho vinto io, se viene testa hai perso tu. Le condizioni per una risposta veramente positiva alle sfide Non basta dire che gli interventi degli Stati possono modificare le regole del gioco, attenuare le derive. Bisogna anche definirne le logiche e la portata sociali. Certo, si potrebbe in teoria tornare alle formule di associazione dei settori pubblici e privati, di economia mista come durante i Trent'anni gloriosi in Europa e dell'era di Bandung in Asia e in Africa, quando il capitalismo era largamente dominante, accompagnato da da politiche sociali forti. Ma questo tipo di intervento dello Stato non è all'ordine del giorno. E le forze sociali progressiste, sono in grado di imporre una trasformazione di questa ampiezza? Non ancora, a mio umile avviso. L'alternativa vera passa per il rovesciamento del potere esclusivo degli oligopoli, e questo è inconcepibile senza che ci sia finalmente la loro nazionalizzazione per una gestione che si inscriva nella loro socializzazione democratica progressiva. Fine del capitalismo? Io non penso. In compenso credo che sia possibile una nuova configurazione dei rapporti delle forze sociali che impongano al capitale di adattarsi, lui, alle rivendicazioni delle classi popolari e dei popoli. A condizione che le lotte sociali, ancora frammentate e sulla difensiva nel loro insieme, arrivino a cristallizzarsi in una alternativa politica coerente. In questa prospettiva l'innesco della lunga transizione dal capitalismo al socialismo diviene possibile. Le avanzate in questa direzione saranno evidentemente sempre diseguali da un paese all'altro e da una fase all'altra del loro dispiegarsi. Le dimensioni dell'alternativa auspicabile e possibile sono molteplici e riguardano tutti gli aspetti della vita economica, sociale, politica. Richiamerò qui le grandi linee di questa risposta necessaria: I. La reinvenzione da parte dei lavoratori di organizzazioni adeguate che permettano la costruzione della loro unità, che superino la frammentazione associata alle forme di sfruttamento in atto (disoccupazione, precariato, lavoro nero). II La prospettiva è quella di un risveglio della teoria e della pratica della democrazia associata al progresso sociale ed al rispetto della sovranità dei popoli e non dissociata da loro. III Liberarsi dal virus liberale fondato sul mito dell'individuo, che era già divenuto materiale storico. I diffusi rifiuti dei modelli di vita associati al capitalismo (alienazioni multiple, patriarcato, consumismo e distruzione del pianeta) segnalano la possibilità di questa emancipazione. IV Liberarsi dall'atlantismo e dal militarismo che gli è associato, destinati a far accettare la prospettiva di un pianeta organizzato sulla base dell'apartheid su scala mondiale. Nei paesi del Nord del mondo la sfida implica che l'opinione pubblica non si lasci rinchiudere nel consenso per la difesa dei loro privilegi di fronte ai popoli del Sud. L'internazionalismo di cui vi è necessità passa per l'anti imperialismo, non per gli aiuti umanitari. La strategia degli oligopoli mondiali comporta che nei paesi del Sud la crisi ricada su quei popoli (svalorizzazione delle riserve monetarie, ribasso dei prezzi delle materie prime esportate, rialzo di quelle di importazione). La crisi offre l'occasione di una rinascita di uno sviluppo nazionale, popolare, democratico auto centrato, che sottomette i rapporti col Nord alle proprie esigenze, questa è la discontinuità che si richiede. Ciò implica: I Il controllo nazionale dei mercati monetari e finanziari. II Il controllo delle tecnologie moderne ormai possibile. III Il recupero dell'uso delle risorse naturali. IV La disfatta della gestione mondializzata dominata dagli oligopoli (WTO) e del controllo militare del pianeta da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. V Liberarsi dalla illusione di un capitalismo nazionale autonomo interno al sistema e dai miti passatisti. VI La questione agraria è in realtà al centro delle scelte da fare nei paesi del terzo mondo. Uno sviluppo degno di questo nome esige una strategia politica di sviluppo agricolo fondata sulla garanzia dell'accesso alla terra per tutti i contadini (la metà dell'umanità). Al contrario, le formule patrocinate dai poteri dominanti – accelerare la privatizzazione dei suoli agricoli, e trasformare i suoli agricoli in merce, comportano l'esodo rurale massiccio che tutti conosciamo. Poiché lo sviluppo industriale dei paesi interessati non può assorbire questa manodopera sovrabbondante, quest'ultima si ammassa nelle bidonvilles o si lascia tentare dalle tragiche avventure di fuga in piroga attraverso l'Atlantico. C'è una relazione diretta tra la soppressione della garanzia dell'accesso ai suoli e l'aumento della pressione migratoria. VII L'integrazione fra aree regionali, favorendo la nascita di nuovi poli di sviluppo, può costituire una forma di resistenza e di alternativa? La regionalizzazione forse non è necessaria per giganti come la Cina e l'India, o anche il Brasile, ma lo è certamente per molte altre regioni, nell'Asia del sud-est, in Africa o in America Latina. Questo continente è un po' più avanti in questo campo. Il Venezuela ha opportunamente preso l'iniziativa di creare l'ALBA (Alternativa Bolivariana per l'America Latina ed i Caraibi) e la Banca del Sud (Bancosur) ancor prima della crisi. Ma l'ALBA – un progetto di integrazione economica e politica – non ha ancora ricevuto l'adesione del Brasile e nemmeno dell'Argentina. In compenso, il Bancosur, progettato per promuovere un altro tipo di sviluppo, vede associati anche questi due paesi, che fino ad ora hanno una concezione tradizionale del ruolo di questa banca. Le avanzate in queste direzioni al Nord ed al Sud, basi dell'internazionalismo dei lavoratori e dei popoli, costituiscono le sole garanzie della ricostruzione di un mondo migliore, multipolare e democratico, sola alternativa alla barbarie del capitalismo senescente. Più che mai la battaglia per il socialismo del 21-mo secolo è all'ordine del giorno. Note 1 Purtroppo Amin non ci spiega COME si ottengono i profitti finanziari senza passare dalla produzione. Il valore verrà creato tessendo banconote con l'aria? O non è semplicemente un trucco, che ha alla base le “tecniche” capitalistiche ormai incorporate dai soggetti umani – dai finanzieri stessi, all'ultimo lavoratore, ai “rivoluzionari” - che si basa sulla PRODUZIONE FUTURA, e che regge finché i vari strumenti, principalmente lo strumento militare, garantisce, o si pensa garantisca, il futuro rientro delle anticipazioni solo presunte? Di conseguenza il giochino crolla sia per la sproporzione tra le anticipazioni di ricchezza inesistente e quella reale, sia perché la testa del serpente ha incontrato una inattesa resistenza militare laddove pensava di penetrare come un coltello nel burro. 2 Come per la nota 1, solo che qui emerge con ancora maggiore chiarezza la domanda su quale sia la fonte di valore da cui di tosa la “rendita di monopolio”. Puoi avere il monopolio più assoluto, ma se non crei la differenza tra ciò che spendi e ciò che incassi, non hai nessuna rendita; e se alla fine non c'è un radicamento in beni reali, presenti o per lo meno ragionevolmente attesi per il futuro, invece di godere di un monopolio, hai giocato a monopoli. E tra le due cose c'è una qualche differenza. 3 Qui Amin, in fondo, dice quanto ho detto nelle due note precedenti, ma continua a lasciare nella indeterminatezza il rapporto logico-fattuale che regola il rapporto tra produzione reale ed i valori fittizi della finanza, e che spiega, in linea di principio, perché fino ad un certo punto i valori “creati” con la finanza funzionano come valori reali, e perché, superata una certa soglia, i valori “finanziari”, pur essendo fisicamente uguali a quelli del giorno prima, scoppiano nel nulla della “bolla finanziaria”. 4 Anche qui manca qualunque indicazione che accenni, sia pure solo in modo sommario, alla natura del rapporto effettivo tra economia finanziaria ed economia reale, mentre in effetti questo rapporto sembra intrinseco alla natura della economia finanziaria come proiezione su beni futuri. Quindi, entro certi limiti, gli “investimenti” finanziari, proprio perché sono una proiezione sul futuro, stimolano la produzione reale, cioè l'economia reale. Se scompare la prospettiva del rientro futuro con beni reali, scompare anche questa spinta, e quindi l'economia reale va incontro ad asfissia. 5 D'ora in avanti non metto più note, non perché sia tutto chiaro, anzi. Ma, da un lato, avrei forse troppi dubbi da mettere avanti, dall'altro le mie idee temo siano a loro volta troppo confuse. Mi limito ad accennare a due difficoltà. Da una parte mi pare che Amin faccia della scarsità delle risorse naturali la causa fondamentale della crisi attuale e della futura crisi sistemica, cosa sulla quale, appunto, ho molti dubbi. Dall'altra parte sembra quasi che, con un po' di buona volontà, gli “oligopoli” guidati militarmente dagli Stati Uniti, smetteranno pressoché spontaneamente dalla loro opera. Ed anche questo mi pare molto opinabile. Traduzione e note di Attilio Zinelli -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: ¿Debacle financiera crisis sistémica.pdf Tipo: application/pdf Dimensione: 197542 bytes Descrizione: non disponibile URL: _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From aggregatione a yahoo.com.ar Fri Dec 19 00:44:17 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Fri, 19 Dec 2008 00:44:17 +0100 Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?Fw=3A_=5BRete28Aprile=5D_solidariet=E0_a_Fab?= =?iso-8859-1?q?io_Sebastiani?= Message-ID: <55E313A1703F4A0181FFF9A869A08422@haj> Ricevo ed un po' amareggiato inoltro..... ¡¡¡Salud, Abrazos, Victoria!!! Paco militante proletario. ----- Original Message ----- From: Carlo Carelli To: retenews Sent: Thursday, December 18, 2008 2:08 PM Subject: [Rete28Aprile] solidarietà a Fabio Sebastiani Care compagne, cari compagni, la Rete 28 Aprile esprime la sua piena solidarietà al compagno Fabio Sebastiani. Sotto trovate la lettera pubblicata su liberazione. Chiediamo a tutte e tutti di inviare la solidarietà alla mail: lettere a liberazione.it Un Saluto! [Rete28Aprile] La classica foglia di fico Caro direttore, come redattore di questo giornale non credo di aver mai preso la penna in mano per scriverti pubblicamente. Nella sezione delle lettere compare la mia firma, purtroppo, solo in calce a qualche necrologio. Lo faccio questa volta per esprimere un senso di rabbia e di impotenza che ormai è diventato incontenibile ed anche per esprimere qualche critica sulle vicende del nostro giornale. Non credo che "Liberazione" si meriti più di prendere buchi così clamorosi per quanto riguarda le notizie dal mondo del lavoro. Mi riferisco alla vicenda Maserati che oggi esce, con ritardo, in prima pagina. Personalmente, ieri avevo avvertito tre responsabili del giornale a proposito della sospensione del delegato della Fiom che stava lottando per l'assunzione di un gruppo di precari. Ma nonostante questa attenzione... E' solo l'ultima di una lunga serie, naturalmente. Serie che non sono più disposto a tollerare. Nonostante non abbia incarichi di responsabilità, perché come è noto tu hai deciso altrimenti, cerco sempre di tenere aggiornata l'agenda degli appuntamenti e di passare le notizie, importanti e meno. Ma così è una guerra impari. E non sono più disposto a combatterla. Sì, lo ammetto, ho fatto questo mestieraccio anche con una idea di militanza politica e sociale. So che questa parola ti fa orrore, ma prendila per quello che vale, soprattutto quando racchiude un patrimonio di esperienze e saperi che sono importanti per una comunità che lotta. Del resto, non mi pare che ci possano essere giornalisti in testate più blasonate di "Liberazione", e cosiddette di informazione, che possano vantare la "non militanza". Per me ha il valore di una ispirazione. Il premio più bello che ho ricevuto in questi quindici anni in cui ho fatto il redattore sindacale a "Liberazione" è stato pochi giorni fa quando un dirigente di una federazione importante mi si è avvicinato chiedendomi un incontro. «Sai - mi ha detto - i responsabili lavoro passano ma tu rimani». Sai, a volte le parole sono "belle parole" e basta. Come quelle che trovo scritte nel piano di rilancio del nostro giornale. «La sinistra ha il dovere di rappresentare il lavoro», c'è scritto al primo punto dei temi da affrontare. Mi chiedo come sia possibile in un giornale dove non ci sono né le pagine per farlo in modo degno, né una organizzazione per farlo in modo puntuale. Si decanta ancora, e giustamente, la tua pagina dedicata alle morti sul lavoro. Non vorrei però che diventasse la classica foglia di fico. Fabio Sebastiani Ciao Carlo Carelli -------------------------------------------------------------------------------- -- Newsletter di del sito Rete28aprile.it web: http://www.rete28aprile.it Iscrizioni: retenews-subscribe a liste.rete28aprile.it Cancella: retenews-unsubscribe a liste.rete28aprile.it -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From aggregatione a yahoo.com.ar Fri Dec 19 00:48:12 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Fri, 19 Dec 2008 00:48:12 +0100 Subject: [Bsf] SAMIR AMIN References: Message-ID: <916D6B67AC13457397E96CA79B724199@haj> Caro Attilio sei stato grande, mi permetto di ringraziarti a nome de tutti i compagni (credo che non saranno in tanti ad offendersi). Per la tua tranquillità generalmente Samir Amin scrive in francese ed in questo caso pure. E cura personalmente come a fatto con questo testo la sua traduzione al inglese . Non ho trovato inesattesse degne di menzione fra la versione francese, quella spagnola e la tua in italiano Non entro nel merito dei tuoi commenti che sono legittimi e sarebbe auspicabile che generassero un proficuo dibattito nelle liste bresciane. Salud y Abrazos Paco ----- Original Message ----- From: "a.zinelli" To: "Lista per il patto di movimento" Sent: Thursday, December 18, 2008 5:47 PM Subject: [Movimenti] I: [Bsf] ¿Debacle financiera, crisis sistémica ? Respuestas ilusorias y respuestas necesarias. SAMIR AMIN alllegato pdf Inglese e Francese Caro Paco, spero di fare cosa utile traducendo in italiano e mettendo in rete il testo di Amin che hai messo sulla mailing-list, con l'aggiunta di alcune note mie. Come base ho preso il testo francese. Se ti risultano cattive comprensioni mie in base al testo spagnolo, fammelo sapere -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: Crollo finanziario, crisi sistemica risposte illusorie e risposte necessarie SAMIR AMIN.pdf Tipo: application/pdf Dimensione: 21554 bytes Descrizione: non disponibile URL: From aggregatione a yahoo.com.ar Fri Dec 19 13:37:42 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Fri, 19 Dec 2008 13:37:42 +0100 Subject: [Bsf] Fw: [gc] "Con questi dirigenti non vinceremo mai" Message-ID: <8C830A7D18374BC38F5BC178799BEC67@haj> Ricevo ed inoltro e faccio pochi commenti perché la distanza fra me e la ambiguità delle parole "centrosinistra" o "sinistra" è abissale.... e comunque sia è sempre roba che non mi appartiene né per classe né per umana fantasia... (Non chiedo ai grigi sopravvissuti della ormai lontana guerra sociale della mia giovinezza di farmi sognare, è sempre stato fuori della sua portata ma almeno che non mi facciano avere degli incubi) ¡¡¡Salud !!! Paco ----- Original Message ----- From: Gennaro Carotenuto To: articoligennarocarotenuto a googlegroups.com Sent: Thursday, December 18, 2008 10:44 AM Subject: [gc] "Con questi dirigenti non vinceremo mai" Sul sito: Da grande voglio essere libera! ?Con questi dirigenti non vinceremo mai? Ripropongo nel videoblog le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: ?con questi dirigenti non vinceremo mai?. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina. di Gennaro Carotenuto I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E? il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c?è mai una parola chiara su nulla. E non c?è perché l?unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono ?un sodalizio?. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l?incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l?unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto. La moglie di Cesare, Veltroni? Non temono Silvio Berlusconi ma disprezzano Antonio di Pietro alla stessa maniera di come disprezzano il popolo di sinistra che non può accettare, che non accetterà mai che facciano politica per carriera e non per servizio. Un politico di centro-sinistra non può dovere la propria legittimità ad altri che non alla fiducia degli elettori, che sia un banchiere, un cardinale o un faccendiere come Alfredo Romeo. Siamo così, illusi, stupidi, ingenui, non vogliamo la luna né la Rivoluzione e siamo perfino disposti ai sacrifici, ma se i dirigenti non sono degni di mettersi alla testa delle nostra ingenuità del volere un?Italia migliore allora dovranno rotolare le teste dei dirigenti. Una, dieci, mille teste dovranno cadere perché, come diceva Moretti, con questi dirigenti non vinceremo mai. Fanno finta di non capire che non si può non consegnare una regione come l?Abruzzo alla destra più impresentabile se si va alle elezioni perché il nostro governatore, quello fatto votare dai cittadini, è stato arrestato per corruzione. Non si può governare come a Napoli negli ultimi anni. Dimettetevi. Non si può far finta di non vedere il disastro dei rifiuti. Non si può fare un governo ombra che è così ombra da essere impalpabile. Non si può candidare Riccardo Villari e chi ha messo in lista Riccardo Villari si deve dimettere. Non si può inciuciare con le destre (quelle destre) su tutto. Il garantismo non può significare la mancanza di qualunque codice etico, ovvero che fino a condanna definitiva (tra cent?anni) il politico, il ministro come il consigliere di circoscrizione, può fare quello che gli pare. Soprattutto non si può andare a cena con i palazzinari ma si deve andare a cena con gli inquilini. Se vanno a cena con i palazzinari allora questi politici non possono pretendere di rappresentare gli inquilini. E non solo perché il palazzinaro può essere un ottimo pagatore di tangenti. E qui viene il punto. Non possono far finta che il problema siano due o dieci assessori corrotti e dirci che non dobbiamo fare di ogn?erba un fascio e continuare (a perdere) come se niente fosse. Il problema, come si diceva un tempo, è politico. Un dibattito veramente costituente sul PD non può non toccare i nodi centrali di cosa voglia essere il PD. Se non si ha una cultura propria, e il PD non ce l?ha, non esiste altro che la subalternità culturale alle destre (ma il PD è subalterno a chiunque), su tutto, dal modello economico, all?etica, al ruolo dello Stato come perequatore delle differenze sociali alla questione morale. Gianfranco Pasquino solleva da tempo un problema semplice: perché avete liquidato la socialdemocrazia che con qualche ombra ma parecchie luci continua ad essere uno strumento per garantire in mezza Europa le parti più deboli della società pur all?interno di una società capitalista? Deragliato il treno del PCI era necessario scavalcare a destra la socialdemocrazia per finire nella palude dell?accettazione del modello? Non può essere quello ancora oggi un ancoraggio minimo dal quale ripartire? Perché ripartire si deve. Abbiamo il nemico in casa che sta facendo scempio da Palazzo Chigi del nostro paese, abbiamo 3 regioni e spezzoni di altre in mano alla criminalità organizzata. Abbiamo adottato un modello economico fallito e fallimentare che ha gettato nella disperazione della precarietà le nuove generazioni. Non s?illudano quindi e non celebrino quelli che da sinistra criticano giustamente il Partito democratico. Perché il PD o quello che verrà dopo il PD restano centrali per governare questo paese e senza una grossa forza di centro-sinistra che corrisponda all?SPD, al PSOE, al PSF e al Labour Party, questo paese lo governeranno Berlusconi e berluscones fino al 25 aprile 2045. Non ci sono altre vie. Rigidi codici etici per i quali vogliamo sapere anche se il candidato sindaco ha preso una multa per divieto di sosta, e sennò non si candida e va (o torna) a lavorare. La presunzione d?innocenza deve valere solo rispetto al processo, non rispetto alla carica che si occupa e profondo rinnovamento della classe dirigente attraverso primarie vere su tutto. E la nuova classe dirigente del PD deve decidere, sulla scuola e sulle staminali, sul PSE e sull?ambiente, tutto quello che fino adesso non ha fatto. Perché noi non siamo come loro. · Guido Piccoli a Ingrid Betancourt: anche le vittime del terrorismo di Stato meritano rispetto · Ecuador: i debiti si onorano, l?usura no · Le primarie al PD vanno bene solo se preconfezionate · Piuttosto che senza Internet meglio non trombare più! · Cina, non solo censura · Per la serie: comprereste un?auto usata da quella donna? · E? morto l?ispettore Derrick · Oscar Niemeyer, 101 anni pensando il Sud · Morti sul lavoro, il racconto di Francesca Caliolo vedova di Antonino Mingolla · Da grande voglio essere libera! · Una truffa da 50 miliardi di dollari · La carta del guru. La crisi de ?Il manifesto?, come uscirne. Parla Joichi Ito, uno dei massimi esperti di web a livello mondiale · Talmente vero da essere quasi del tutto falso Raffaele Della Rosa · Scontro frontale tra i 5 sensi e la Legalità Doriana Goracci · Il paradiso al di là del Mediterraneo emanuele · il Giornale contro l?Arci mariobadino · Vietato interrompere l?Alimentazione Eucaristica: l?Adorazione perpetua continua Doriana Goracci · Emilio Fede miglior giornalista dell?anno mariobadino · Sotto la Tonaca e nelle nostre mutande Doriana Goracci · Una quasi cronaca della manifestazione di sabato 13 a Bologna (e di qualcuno dei suoi retroscena) Vincenza Perilli · L?informazione a tasso alcolico e geografico variabile emanuele Giornalismo partecipativo --~--~---------~--~----~------------~-------~--~----~ Hai ricevuto questo messaggio in quanto sei iscritto alla Newsletter del sito "Giornalismo partecipativo" Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a articoligennarocarotenuto-unsubscribe a googlegroups.com Per maggiori opzioni, visita questo gruppo all'indirizzo http://groups.google.it/group/articoligennarocarotenuto?hl=it -~----------~----~----~----~------~----~------~--~--- -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: non disponibile Tipo: image/jpeg Dimensione: 35144 bytes Descrizione: non disponibile URL: From aggregatione a yahoo.com.ar Sat Dec 20 18:13:52 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Sat, 20 Dec 2008 18:13:52 +0100 Subject: [Bsf] Fw: DOCUMENTO POLITICO UNIVERSITA' Message-ID: Giriamo, nel testo e in allegato, il documento uscito dalla due giorni delle realtà studentesche autorganizzate, con preghiera di dare massima diffusione. ----- Original Message ----- From: collettivo autorganizzato universitario coll.autorg.universitario a gmail.com DOCUMENTO POLITICO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE 13-14 DICEMBRE 2008, TOR VERGATA - ROMA Il 13 e 14 dicembre 2008 si è tenuta all'Università di Tor Vergata un'assemblea nazionale di movimento, nata da un'esigenza largamente condivisa da quei singoli e realtà politiche che hanno attivamente preso parte, in questi mesi, alle proteste contro la legge 133 e contro tutte le misure governative in materia di Scuola, Università e Ricerca. Dopo una prima fase di mobilitazione, in cui l'agitazione spontanea è stata predominante, si sono infatti cominciate a definire le rivendicazioni e a costruire le piattaforme politiche, entrando nel merito delle tante questioni aperte dal movimento. In questa seconda fase ci siamo resi conto che, condividendo punti di vista e prospettive, era necessario socializzare i percorsi di lotta e le analisi politiche maturate negli ultimi mesi e negli anni precedenti. Naturalmente quest'assemblea non ha rappresentato che un primo passaggio, necessario ma non sufficiente: quello conseguente è lavorare insieme per incidere in maniera efficace sul tessuto sociale e sulla realtà quotidiana. La due giorni di intensi dibattiti si è articolata in due momenti di confronto assembleari sull'autorganizzazione, e in due tavoli di lavoro plenari, che hanno affrontato il rapporto fra "Scuola e Università, Capitale e Lavoro" e fra "Università e movimenti sociali". La prima necessità dell'assemblea è stata infatti quella di fare il punto sulle varie esperienze di mobilitazione, e di portare avanti l'analisi teorica in modo da strutturare meglio le proprie pratiche. Non è quindi un caso che il perno della discussione in tutte le assemblee sia stata la lettura della crisi economico-finanziaria. Differentemente da tutti quelli che hanno sprecato fiumi di inchiostro sostenendo che la "crisi" è solo "crisi della finanza", noi siamo convinti della necessità di ribadire che si tratta sì di crisi, ma di una crisi di accumulazione capitalistica che viviamo da almeno trent'anni, e di cui la recente deflagrazione finanziaria è soltanto l'ultimo, violento, momento di svolta. I meccanismi di speculazione e indebitamento, che oggi vediamo crollare, non sono infatti il prodotto di alcune "mele marce", ma una delle strade battute a partire dagli anni '70 per sopperire alle difficoltà di valorizzazione dei capitali. Mettere in discussione il capitalismo significa quindi prima di tutto chiarire che non può esistere un lato 'buono' di un sistema fondato su sfruttamento ed oppressione: finanza ed economia reale sono due aspetti dello stesso modo di produzione. Condannare il capitalismo rapace degli speculatori e delle banche, lasciando intendere che ve ne sia uno buono da difendere, o uno "sostenibile", significa mistificare la realtà, e cedere le proprie armi critiche al nemico. Per tentare di uscire da questa crisi di accumulazione, il capitale ha messo in campo diverse strategie: oltre alla finanziarizzazione e al controllo dei fondi e delle politiche monetarie attraverso organizzazioni transnazionali, è ricorso anche alla guerra globale e allo sfruttamento massiccio dei paesi del Sud del mondo (sia delocalizzando lì la produzione, sia abusando delle ingenti risorse naturali di quei territori). I governi e gli imprenditori, con la collaborazione di finte opposizioni politiche e il ruolo attivo dei sindacati concertativi, hanno poi attaccato direttamente le condizioni di vita delle classi subalterne. Hanno tentato di ridisegnare tutta la società, modificando alcuni aspetti fondamentali della sua organizzazione: il ruolo dello Stato, il mercato del lavoro, il sistema pensionistico, la sanità, i trasporti, incentivando lo scempio ambientale e la privatizzazione di risorse quali l'acqua e l'aria. In questo modo hanno limitato e depotenziato la conflittualità sociale, aperto incessantemente nuovi spazi di mercato, suscitato ad arte nuovi, redditizi bisogni. In questo vasto processo di precarizzazione e sfrenata mercificazione, l'istruzione e la ricerca non sono state risparmiate, ma riformate rispondendo all'esigenza di costruzione di un'economia basata sulla conoscenza. È per costruire uno Spazio Europeo dell'Educazione Superiore e della Ricerca (funzionale, insieme all'Esercito europeo, all'aspra competizione sullo scenario mondiale) che i governi dei paesi membri dell'UE stanno armonizzando i sistemi di istruzione, portando avanti, pressoché ovunque, "riforme" di stampo neoliberista (si pensi alla Francia, alla Spagna, alla Grecia). Indagare le connessioni che esistono tra il sistema formativo, il quadro economico generale e le ristrutturazioni che avvengono a livello europeo ci ha permesso di comprendere in che modo i meccanismi di selezione di classe e di disciplinamento si sono evoluti e si evolvono, proprio a partire da scuole ed università. Da questo punto di vista, l'introduzione del 3+2, di stage e tirocini obbligatori durante il corso di studi, del sistema dei crediti formativi (CFU), il nuovo ruolo dei privati negli atenei, il life-long learning, lo smantellamento di ciò che resta del diritto allo studio (mense, residenze, borse di studio), sono solo alcuni degli elementi concreti emersi durante la discussione assembleare. Il credito formativo è stato uno dei punti dirimenti del confronto: la posizione "suggerita" dai report della Sapienza (workshop del 15 novembre), ovvero l'abolizione del sistema dei CFU attraverso un loro "inflazionamento", è stata messa duramente in discussione. Il credito è definito come la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l'acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio (cfr. Decreto Ministeriale, 3 nov. 1999, n. 509). Non è altro che una misurazione matematica del tempo di apprendimento (e non della conoscenza) che ha contribuito all'ulteriore dequalificazione della didattica. Esso racchiude la somma di lavoro che va dalla didattica frontale (apprendimento formale), allo studio a casa, fino all'acquisizione di skill e dispositivi pratici sui luoghi di lavoro (apprendimento informale). Non importa dunque l'acquisizione di un metodo, o una complessiva crescita culturale e personale, ma solo il riempimento di tempo "vuoto" con una serie di nozioni parcellizzate. Se dunque da una parte il credito formativo spinge ulteriormente in avanti il processo di mercificazione dei saperi (si pensi anche alle vergognose convenzioni con corporazioni di ogni tipo che le Università hanno sottoscritto per fare cassa, rese possibili proprio dall'introduzione del CFU), dall'altro contribuisce a creare uno standard comune di accesso al mercato del lavoro a livello europeo. Così, l'ipotesi di "inflazionamento" dei CFU è paradossale e segna un arretramento delle nostre lotte: si dice di criticare il contenuto, ma non si tocca il contenitore. Piuttosto si collabora e legittima il sistema dei crediti, gli si conferisce credibilità presso gli studenti, e si portano, già nella fase della formazione, logiche baronali e di cooptazione, attraverso lo sviluppo di rapporti privilegiati con i docenti e con le autorità accademiche che devono riconoscere il "controcorso" (e che non hanno troppi problemi a farlo, visto che nel quadro di un assoggettamento totale dei percorsi curriculari alle esigenze del capitale, viene prevista quest'irrisoria valvola di sfogo: già la legge Ruberti del 1990 prevedeva attività formative autogestite dagli studenti; Zecchino consente poi che una piccolissima percentuale dei crediti formativi sia riservata ad attività formative autonomamente scelte dallo studente - cfr. stesso Decreto Ministeriale). L'autoformazione con i crediti è così perfettamente compatibile con le esigenze dei poteri accademici e economici, non li scalfisce, ma anzi li rafforza, svolgendo la funzione di moderare le lotte. L'unica posizione possibile e necessaria è quella di lottare senza ambiguità per l'abrogazione del sistema dei crediti, portando avanti iniziative culturali, incontri, dibattiti davvero autogestiti e orientati in modo antagonista; non facendo tesoro di qualche "lezione" calata da professori o da ricercatori in cerca di visibilità, ma del confronto orizzontale fra i soggetti mobilitati e con soggetti esterni alle università, come lavoratori, migranti, realtà di movimento. Non si tratta insomma di rinchiudersi nelle aule privilegiate del "sapere", ma di rendere l'Università un luogo di transito per le lotte aperte nelle metropoli e nei territori. Perché l'università non è degli studenti, è, o dovrebbe essere, di tutti, al servizio della collettività. Bisogna quindi anche mettere in questione tutte quelle proposte volte a sgravare lo Stato dagli oneri del sistema formativo. Si pensi alla spinta pubblicitaria verso i prestiti d'onore, che mirano a far acquistare allo studente il proprio "pacchetto formativo". Viene caldamente "proposto" allo studente di indebitarsi, per avere la speranza che con la laurea trovi un lavoro ben remunerato, che possa estinguere il debito contratto nei confronti del finanziatore (che può essere una banca, ma anche un'azienda alla quale ci si lega fideisticamente). Così è lo studente che investe su se stesso, con buone prospettive di finire doppiamente ricattato: dal padrone a lavoro e dal "finanziatore" del prestito d'onore. Un tale sistema (proprio come quello dei mutui "drogati") è in crisi persino negli stessi paesi dove è più radicato, e ha come principali conseguenze l'esclusione sociale, la ricattabilità dello studente, il suo indottrinamento forzato, la spinta a una competizione feroce con i suoi compagni. Anche i tentativi di abolizione del valore legale del titolo di studio, supportati non a caso da grandi multinazionali, vanno in questo senso. In generale l'obbiettivo del capitale è quello di costruire da un lato un'Università di massa adeguatamente dequalificata, dove si sfornano lavoratori a basso costo, esposti alla precarietà, costretti a cicli di formazione continua e a pagamento (master, corsi di specializzazione etc), che possano rappresentare un "esercito di disoccupati" disperati e in competizione fra loro, e dall'altro lato di creare invece pochi luoghi di formazione altamente selettivi in cui si forma la classe dirigente solidale alle sue esigenze. Da questo punto di vista l'"emergenza", lo "spreco" e la "meritocrazia" sono i paraventi ideologici con cui si cerca di veicolare riforme che in effetti rafforzano proprio l'arbitrio baronale e la dequalificazione dell'Università pubblica. Per questo motivo un altro punto cruciale sul quale si è concentrata l'attenzione del movimento è quello della trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato. Una tale possibilità, che per molti atenei diventerà obbligo, comporterà da una parte che l'ingresso dei privati nei dipartimenti diventerà sempre più stabile, dall'altra che quei corsi di laurea che non rispondono a "criteri di produttività" verranno tagliati limitando inevitabilmente la libertà di studio nonché quella di insegnamento e ricerca. In generale, la trasformazione delle università in fondazioni, che è l'estremo effetto della privatizzazione (non si incide più con riforme curriculari o con una generica collaborazione con soggetti privati, ma tagliando nettamente i fondi, e costringendo dunque gli atenei a immettere al loro interno le uniche realtà capaci di erogare liquidità), non farà che aumentare le molteplici contraddizioni in cui l'università è inserita. Contraddizioni articolate su più livelli: fra logiche baronali e politico-clientelari; fra le diverse cordate d'interesse; fra il personale tecnico amministrativo e le dirigenze accademiche; fra le masse sempre più numerose di studenti esclusi dai livelli più alti della formazione e i meccanismi sempre più rigidi di selezione, repressione e controllo; fra le aspettative professionali degli studenti che completeranno il proprio percorso di studi e la loro crescente dequalificazione; fra i capitali stessi, in competizione per assicurarsi corsi di laurea favorevoli e "prestazioni d'opera vantaggiose"; fra Dipartimenti Atenei, Centri di ricerca, in opposizione, contro il buon senso e le pratiche di condivisione in uso fino a qualche decennio fa nella ricerca pubblica, per la registrazione di un brevetto o per accaparrarsi una fetta più grande di finanziamenti. In questo quadro gli stage ed i tirocini sono un altro aspetto del riassetto dell'istruzione tutta, in funzione del mercato: acquisire conoscenze, attraverso la pratica sul posto di lavoro, è considerato formativo per gli studenti fin dalle scuole medie superiori. Ancora una volta, viene cancellata persino la parvenza di una cultura critica e slegata da logiche aziendalistiche: se da un lato parliamo di prestazioni di lavoro gratuite che permettono, in molti casi, di abbassare i costi per il personale di università e aziende non assumendo per gli incarichi coperti da stagisti, dall'altro il costo della formazione dei soggetti in ingresso (prima integralmente a carico dei privati) viene scaricato sulla collettività. Stage e tirocini si delineano, quindi, come ulteriore ricatto per i lavoratori, in una fase in cui aumenta giorno dopo giorno il numero dei disoccupati, dei cassa-integrati e dei licenziati e in cui peggiorano visibilmente le condizioni di lavoro dello stesso personale nelle scuole e nelle università: si pensi all'esternalizzazione dei servizi, delle mense, delle biblioteche, che vengono affidate a imprese appaltatrici o subappaltatrici le quali non applicano ai lavoratori nemmeno le poche tutele tradizionali, e su cui il pubblico non ha più alcun controllo (con conseguente aumento del costo dei servizi e diminuzione della qualità). Alla questione della mercificazione dei saperi è strettamente legato il modo in cui si configurano la didattica ed i suoi tempi nelle nostre aule: il voto, la lezione frontale, i ritmi serrati delle lezioni, sono strumenti che non permettono la fruizione di una cultura che possa realmente formare soggetti critici, ma contribuiscono a riprodurre l'ideologia dominante di cui l'università si fa portatrice. È per questo che non ci si può richiamare a cuor leggero al Trattato di Lisbona o alla Carta europea della Ricerca: questi sono piani per la costruzione di una ricerca funzionale allo sviluppo capitalistico ed a essa subordinata, non certo per lo sviluppo di un sapere libero. Da questo punto di vista è importante ribadire come per "ricerca pubblica" non si intenda una ricerca genericamente finanziata dallo Stato e non dai privati, ma una ricerca che sia a beneficio della società. Una tale ricerca implica un cambiamento radicale della nostra società, della sua organizzazione politica e sociale. Oggi, anche laddove i fondi sono pubblici, la ricerca ha preso strade che devono assolutamente essere contestate. Sono infatti pesanti le responsabilità del mondo accademico nel prestarsi a fornitore di servizi per l'industria bellica, finendo per essere un utile strumento al servizio delle politiche imperialiste di guerra. E ancora, didattica e ricerca vengono oggi finalizzate allo sviluppo di prodotti farmaceutici, chimici, informatici, che saranno poi brevettati da quelle stesse aziende che ne ricaveranno profitti. Nel campo delle scienze umane questo vuol dire sviluppare sistemi di analisi e controllo, tecniche di promozione pubblicitaria, funzionali all'integrazione, alla spettacolarizzazione, al disciplinamento di vasti settori sociali potenzialmente conflittuali. Nel campo storico-letterario i condizionamenti dei fondi nazionali ed europei permettono una riscrittura della storia e della cultura a vantaggio delle esigenze attuali della classe dominante. Per quanto riguarda il ruolo nella lotta dei dottorandi e dei ricercatori, soggetti chiamati in causa in prima persona in questo processo di ristrutturazione dell'Università e dello stato sociale, è per loro naturale, o dovrebbe esserlo, trovarsi alleati agli studenti. Come questi ultimi, essi subiscono una selezione di classe, che lascia a pochi la possibilità di andare avanti negli studi e di permettersi lunghe "attese"; per di più essi soffrono anche quei meccanismi di cooptazione e baronato che limitano la libertà della ricerca, ancor più minata dall'ingresso dei privati, con la possibilità (non remota e già presente in alcune facoltà scientifiche) che si ricerchi direttamente su commissione. È per questo complesso di motivi che non si può parlare di "centralità del capitale cognitivo" o di funzione trainante dell'Università all'interno delle lotte. Non bisogna lasciarsi ingannare da formule demagogiche: da un lato bisogna riconoscere che il lavoro cosiddetto manuale non ha avuto né il tempo né l'agio di sviluppare teorie sulla sua centralità, anzi, è stato fatto sparire dall'informazione e dal dibattito culturale, con la complicità proprio delle elucubrazioni postfordiste; d'altro canto bisogna riconoscere che esso ha sempre di più assorbito funzioni intellettuali (cfr. il problem solving nei processi produttivi, a cui gli operai partecipano quotidianamente), mentre il lavoro "cognitivo" è spesso basato su precise funzioni materiali (cfr. le mansioni amministrative svolte da molti dottorandi e ricercatori). Nel rispetto delle specificità e delle condizioni concrete di vita, bisogna notare che le figure lavorative sono quindi inserite nello stesso ciclo produttivo: entrambe concorrono alla valorizzazione delle merci, entrambe sono esposte a processi di precarizzazione, entrambe vengono private di contratti collettivi nazionali e dei diritti sociali (quali quelli alla casa, alla pensione etc). Le risposte che il capitale ha dato alla sua crisi trentennale hanno tentato in ogni modo di frammentare la classe, opponendo artificialmente il lavoro "cognitivo" al lavoro "manuale", offuscando i confini spesso molto labili che circoscrivono i due ambiti, e cooptando il primo con privilegi di casta e fornendogli un certo status. Per questo, anche se nel mondo della ricerca ci sono alcuni soggetti in attesa di "inserimento", o che potranno sempre trovare un remunerato impiego nelle aziende, bisogna rilanciare una larga lotta unitaria fra i tanti che di questa proletarizzazione e scomposizione di classe patiscono le conseguenze. Si è così giunti a una riflessione più larga sulla connessione che bisogna instaurare fra i diversi ambiti del conflitto sociale. La presenza di esponenti dei movimenti territoriali è stata fondamentale per trovare il legame con le lotte contro la devastazione ambientale e lo scempio territoriale. Non è un caso che nella stessa legge 133/08 sono contenuti, oltre ai tagli all'università, anche le misure di privatizzazione dell'acqua e i finanziamenti per l'energia nucleare. È lampante il nesso che lega lo smantellamento dell'istruzione e dello stato sociale all'attacco all'ambiente e ai territori, soprattutto se si considera, ancora una volta, il ruolo che la ricerca svolge (per volontà del pubblico o del privato) nella devastazione e nello sfruttamento ambientale, e la funzione assolta dai partiti e dai sindacati confederali (in continuità con i ben noti meccanismi clientelari, e spesso persino in collusione con mafie e camorre) nel portare avanti logiche di profitto. Di fronte alla crisi e al massacro che sta producendo, lavorare sulle contraddizioni, iniziando a fare un discorso che miri dalle nostre università a costruire un lavoro politico che non sia studentista o corporativo, ma abbia la forza di collegarsi alle lotte di tutti gli altri settori che pagano questa organizzazione economico-sociale è dunque una necessità. L'obiettivo di tutti i partecipanti all'assemblea è dunque quello di lavorare nella prospettiva di un confronto stabile tra lavoratori e studenti (che sono lavoratori in formazione, lavoratori di oggi e di domani), assolutamente svincolato dalle pratiche concertative di alcuni sindacati e partiti. Per questo motivo, è stato ritenuto fondamentale proporre la costruzione di assemblee con altre realtà autorganizzate non studentesche per provare a generalizzare realmente le lotte e tendere col tempo ad allargare sempre di più i nodi del conflitto. In conseguenza di ciò, partendo dalle nostre specificità locali, abbiamo deciso di creare una rete di realtà studentesche che abbia un respiro nazionale, ma che guardi anche alle proteste che si sviluppano, contro le medesime riforme e attacchi, su un piano internazionale. Intendiamo così coordinare in modo efficace le nostre lotte e dare uno sbocco politico alle analisi condivise, dotandoci degli strumenti più opportuni ed efficaci. Tra questi, abbiamo individuato un sito internet, che funzioni come portale di collegamento nonché come mezzo di comunicazione politica, punto di riferimento per quanti, quotidianamente, lottano nella nostra stessa prospettiva. L'autorganizzazione, in questo senso, è stata argomento centrale ed è emersa come caratteristica fondamentale per costruire una struttura orizzontale che riesca a porre nell'agenda politica una pratica realmente conflittuale e di classe. Per aprire da ora, e nei prossimi anni, un lungo ciclo di lotte sociali. Per osare combattere, e osare vincere. Roma, 14 dicembre 2008 rete delle realtà studentesche autorganizzate studenti.autorg a gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------- To unsubscribe, e-mail: ml-it-unsubscribe a autprol.org For additional commands, e-mail: ml-it-help a autprol.org -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: Rete_univ.doc Tipo: application/msword Dimensione: 68096 bytes Descrizione: non disponibile URL: From aggregatione a yahoo.com.ar Sat Dec 20 17:58:55 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Sat, 20 Dec 2008 17:58:55 +0100 Subject: [Bsf] Fwd: DOCUMENTO POLITICO UNIVERSITA' Message-ID: <881182524C6C4C45B7E264C8D1D456AB@haj> Giriamo, nel testo e in allegato, il documento uscito dalla due giorni delle realtà studentesche autorganizzate, con preghiera di dare massima diffusione. ----- Original Message ----- From: collettivo autorganizzato universitario coll.autorg.universitario a gmail.com DOCUMENTO POLITICO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE 13-14 DICEMBRE 2008, TOR VERGATA - ROMA Il 13 e 14 dicembre 2008 si è tenuta all'Università di Tor Vergata un'assemblea nazionale di movimento, nata da un'esigenza largamente condivisa da quei singoli e realtà politiche che hanno attivamente preso parte, in questi mesi, alle proteste contro la legge 133 e contro tutte le misure governative in materia di Scuola, Università e Ricerca. Dopo una prima fase di mobilitazione, in cui l'agitazione spontanea è stata predominante, si sono infatti cominciate a definire le rivendicazioni e a costruire le piattaforme politiche, entrando nel merito delle tante questioni aperte dal movimento. In questa seconda fase ci siamo resi conto che, condividendo punti di vista e prospettive, era necessario socializzare i percorsi di lotta e le analisi politiche maturate negli ultimi mesi e negli anni precedenti. Naturalmente quest'assemblea non ha rappresentato che un primo passaggio, necessario ma non sufficiente: quello conseguente è lavorare insieme per incidere in maniera efficace sul tessuto sociale e sulla realtà quotidiana. La due giorni di intensi dibattiti si è articolata in due momenti di confronto assembleari sull'autorganizzazione, e in due tavoli di lavoro plenari, che hanno affrontato il rapporto fra "Scuola e Università, Capitale e Lavoro" e fra "Università e movimenti sociali". La prima necessità dell'assemblea è stata infatti quella di fare il punto sulle varie esperienze di mobilitazione, e di portare avanti l'analisi teorica in modo da strutturare meglio le proprie pratiche. Non è quindi un caso che il perno della discussione in tutte le assemblee sia stata la lettura della crisi economico-finanziaria. Differentemente da tutti quelli che hanno sprecato fiumi di inchiostro sostenendo che la "crisi" è solo "crisi della finanza", noi siamo convinti della necessità di ribadire che si tratta sì di crisi, ma di una crisi di accumulazione capitalistica che viviamo da almeno trent'anni, e di cui la recente deflagrazione finanziaria è soltanto l'ultimo, violento, momento di svolta. I meccanismi di speculazione e indebitamento, che oggi vediamo crollare, non sono infatti il prodotto di alcune "mele marce", ma una delle strade battute a partire dagli anni '70 per sopperire alle difficoltà di valorizzazione dei capitali. Mettere in discussione il capitalismo significa quindi prima di tutto chiarire che non può esistere un lato 'buono' di un sistema fondato su sfruttamento ed oppressione: finanza ed economia reale sono due aspetti dello stesso modo di produzione. Condannare il capitalismo rapace degli speculatori e delle banche, lasciando intendere che ve ne sia uno buono da difendere, o uno "sostenibile", significa mistificare la realtà, e cedere le proprie armi critiche al nemico. Per tentare di uscire da questa crisi di accumulazione, il capitale ha messo in campo diverse strategie: oltre alla finanziarizzazione e al controllo dei fondi e delle politiche monetarie attraverso organizzazioni transnazionali, è ricorso anche alla guerra globale e allo sfruttamento massiccio dei paesi del Sud del mondo (sia delocalizzando lì la produzione, sia abusando delle ingenti risorse naturali di quei territori). I governi e gli imprenditori, con la collaborazione di finte opposizioni politiche e il ruolo attivo dei sindacati concertativi, hanno poi attaccato direttamente le condizioni di vita delle classi subalterne. Hanno tentato di ridisegnare tutta la società, modificando alcuni aspetti fondamentali della sua organizzazione: il ruolo dello Stato, il mercato del lavoro, il sistema pensionistico, la sanità, i trasporti, incentivando lo scempio ambientale e la privatizzazione di risorse quali l'acqua e l'aria. In questo modo hanno limitato e depotenziato la conflittualità sociale, aperto incessantemente nuovi spazi di mercato, suscitato ad arte nuovi, redditizi bisogni. In questo vasto processo di precarizzazione e sfrenata mercificazione, l'istruzione e la ricerca non sono state risparmiate, ma riformate rispondendo all'esigenza di costruzione di un'economia basata sulla conoscenza. È per costruire uno Spazio Europeo dell'Educazione Superiore e della Ricerca (funzionale, insieme all'Esercito europeo, all'aspra competizione sullo scenario mondiale) che i governi dei paesi membri dell'UE stanno armonizzando i sistemi di istruzione, portando avanti, pressoché ovunque, "riforme" di stampo neoliberista (si pensi alla Francia, alla Spagna, alla Grecia). Indagare le connessioni che esistono tra il sistema formativo, il quadro economico generale e le ristrutturazioni che avvengono a livello europeo ci ha permesso di comprendere in che modo i meccanismi di selezione di classe e di disciplinamento si sono evoluti e si evolvono, proprio a partire da scuole ed università. Da questo punto di vista, l'introduzione del 3+2, di stage e tirocini obbligatori durante il corso di studi, del sistema dei crediti formativi (CFU), il nuovo ruolo dei privati negli atenei, il life-long learning, lo smantellamento di ciò che resta del diritto allo studio (mense, residenze, borse di studio), sono solo alcuni degli elementi concreti emersi durante la discussione assembleare. Il credito formativo è stato uno dei punti dirimenti del confronto: la posizione "suggerita" dai report della Sapienza (workshop del 15 novembre), ovvero l'abolizione del sistema dei CFU attraverso un loro "inflazionamento", è stata messa duramente in discussione. Il credito è definito come la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l'acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio (cfr. Decreto Ministeriale, 3 nov. 1999, n. 509). Non è altro che una misurazione matematica del tempo di apprendimento (e non della conoscenza) che ha contribuito all'ulteriore dequalificazione della didattica. Esso racchiude la somma di lavoro che va dalla didattica frontale (apprendimento formale), allo studio a casa, fino all'acquisizione di skill e dispositivi pratici sui luoghi di lavoro (apprendimento informale). Non importa dunque l'acquisizione di un metodo, o una complessiva crescita culturale e personale, ma solo il riempimento di tempo "vuoto" con una serie di nozioni parcellizzate. Se dunque da una parte il credito formativo spinge ulteriormente in avanti il processo di mercificazione dei saperi (si pensi anche alle vergognose convenzioni con corporazioni di ogni tipo che le Università hanno sottoscritto per fare cassa, rese possibili proprio dall'introduzione del CFU), dall'altro contribuisce a creare uno standard comune di accesso al mercato del lavoro a livello europeo. Così, l'ipotesi di "inflazionamento" dei CFU è paradossale e segna un arretramento delle nostre lotte: si dice di criticare il contenuto, ma non si tocca il contenitore. Piuttosto si collabora e legittima il sistema dei crediti, gli si conferisce credibilità presso gli studenti, e si portano, già nella fase della formazione, logiche baronali e di cooptazione, attraverso lo sviluppo di rapporti privilegiati con i docenti e con le autorità accademiche che devono riconoscere il "controcorso" (e che non hanno troppi problemi a farlo, visto che nel quadro di un assoggettamento totale dei percorsi curriculari alle esigenze del capitale, viene prevista quest'irrisoria valvola di sfogo: già la legge Ruberti del 1990 prevedeva attività formative autogestite dagli studenti; Zecchino consente poi che una piccolissima percentuale dei crediti formativi sia riservata ad attività formative autonomamente scelte dallo studente - cfr. stesso Decreto Ministeriale). L'autoformazione con i crediti è così perfettamente compatibile con le esigenze dei poteri accademici e economici, non li scalfisce, ma anzi li rafforza, svolgendo la funzione di moderare le lotte. L'unica posizione possibile e necessaria è quella di lottare senza ambiguità per l'abrogazione del sistema dei crediti, portando avanti iniziative culturali, incontri, dibattiti davvero autogestiti e orientati in modo antagonista; non facendo tesoro di qualche "lezione" calata da professori o da ricercatori in cerca di visibilità, ma del confronto orizzontale fra i soggetti mobilitati e con soggetti esterni alle università, come lavoratori, migranti, realtà di movimento. Non si tratta insomma di rinchiudersi nelle aule privilegiate del "sapere", ma di rendere l'Università un luogo di transito per le lotte aperte nelle metropoli e nei territori. Perché l'università non è degli studenti, è, o dovrebbe essere, di tutti, al servizio della collettività. Bisogna quindi anche mettere in questione tutte quelle proposte volte a sgravare lo Stato dagli oneri del sistema formativo. Si pensi alla spinta pubblicitaria verso i prestiti d'onore, che mirano a far acquistare allo studente il proprio "pacchetto formativo". Viene caldamente "proposto" allo studente di indebitarsi, per avere la speranza che con la laurea trovi un lavoro ben remunerato, che possa estinguere il debito contratto nei confronti del finanziatore (che può essere una banca, ma anche un'azienda alla quale ci si lega fideisticamente). Così è lo studente che investe su se stesso, con buone prospettive di finire doppiamente ricattato: dal padrone a lavoro e dal "finanziatore" del prestito d'onore. Un tale sistema (proprio come quello dei mutui "drogati") è in crisi persino negli stessi paesi dove è più radicato, e ha come principali conseguenze l'esclusione sociale, la ricattabilità dello studente, il suo indottrinamento forzato, la spinta a una competizione feroce con i suoi compagni. Anche i tentativi di abolizione del valore legale del titolo di studio, supportati non a caso da grandi multinazionali, vanno in questo senso. In generale l'obbiettivo del capitale è quello di costruire da un lato un'Università di massa adeguatamente dequalificata, dove si sfornano lavoratori a basso costo, esposti alla precarietà, costretti a cicli di formazione continua e a pagamento (master, corsi di specializzazione etc), che possano rappresentare un "esercito di disoccupati" disperati e in competizione fra loro, e dall'altro lato di creare invece pochi luoghi di formazione altamente selettivi in cui si forma la classe dirigente solidale alle sue esigenze. Da questo punto di vista l'"emergenza", lo "spreco" e la "meritocrazia" sono i paraventi ideologici con cui si cerca di veicolare riforme che in effetti rafforzano proprio l'arbitrio baronale e la dequalificazione dell'Università pubblica. Per questo motivo un altro punto cruciale sul quale si è concentrata l'attenzione del movimento è quello della trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato. Una tale possibilità, che per molti atenei diventerà obbligo, comporterà da una parte che l'ingresso dei privati nei dipartimenti diventerà sempre più stabile, dall'altra che quei corsi di laurea che non rispondono a "criteri di produttività" verranno tagliati limitando inevitabilmente la libertà di studio nonché quella di insegnamento e ricerca. In generale, la trasformazione delle università in fondazioni, che è l'estremo effetto della privatizzazione (non si incide più con riforme curriculari o con una generica collaborazione con soggetti privati, ma tagliando nettamente i fondi, e costringendo dunque gli atenei a immettere al loro interno le uniche realtà capaci di erogare liquidità), non farà che aumentare le molteplici contraddizioni in cui l'università è inserita. Contraddizioni articolate su più livelli: fra logiche baronali e politico-clientelari; fra le diverse cordate d'interesse; fra il personale tecnico amministrativo e le dirigenze accademiche; fra le masse sempre più numerose di studenti esclusi dai livelli più alti della formazione e i meccanismi sempre più rigidi di selezione, repressione e controllo; fra le aspettative professionali degli studenti che completeranno il proprio percorso di studi e la loro crescente dequalificazione; fra i capitali stessi, in competizione per assicurarsi corsi di laurea favorevoli e "prestazioni d'opera vantaggiose"; fra Dipartimenti Atenei, Centri di ricerca, in opposizione, contro il buon senso e le pratiche di condivisione in uso fino a qualche decennio fa nella ricerca pubblica, per la registrazione di un brevetto o per accaparrarsi una fetta più grande di finanziamenti. In questo quadro gli stage ed i tirocini sono un altro aspetto del riassetto dell'istruzione tutta, in funzione del mercato: acquisire conoscenze, attraverso la pratica sul posto di lavoro, è considerato formativo per gli studenti fin dalle scuole medie superiori. Ancora una volta, viene cancellata persino la parvenza di una cultura critica e slegata da logiche aziendalistiche: se da un lato parliamo di prestazioni di lavoro gratuite che permettono, in molti casi, di abbassare i costi per il personale di università e aziende non assumendo per gli incarichi coperti da stagisti, dall'altro il costo della formazione dei soggetti in ingresso (prima integralmente a carico dei privati) viene scaricato sulla collettività. Stage e tirocini si delineano, quindi, come ulteriore ricatto per i lavoratori, in una fase in cui aumenta giorno dopo giorno il numero dei disoccupati, dei cassa-integrati e dei licenziati e in cui peggiorano visibilmente le condizioni di lavoro dello stesso personale nelle scuole e nelle università: si pensi all'esternalizzazione dei servizi, delle mense, delle biblioteche, che vengono affidate a imprese appaltatrici o subappaltatrici le quali non applicano ai lavoratori nemmeno le poche tutele tradizionali, e su cui il pubblico non ha più alcun controllo (con conseguente aumento del costo dei servizi e diminuzione della qualità). Alla questione della mercificazione dei saperi è strettamente legato il modo in cui si configurano la didattica ed i suoi tempi nelle nostre aule: il voto, la lezione frontale, i ritmi serrati delle lezioni, sono strumenti che non permettono la fruizione di una cultura che possa realmente formare soggetti critici, ma contribuiscono a riprodurre l'ideologia dominante di cui l'università si fa portatrice. È per questo che non ci si può richiamare a cuor leggero al Trattato di Lisbona o alla Carta europea della Ricerca: questi sono piani per la costruzione di una ricerca funzionale allo sviluppo capitalistico ed a essa subordinata, non certo per lo sviluppo di un sapere libero. Da questo punto di vista è importante ribadire come per "ricerca pubblica" non si intenda una ricerca genericamente finanziata dallo Stato e non dai privati, ma una ricerca che sia a beneficio della società. Una tale ricerca implica un cambiamento radicale della nostra società, della sua organizzazione politica e sociale. Oggi, anche laddove i fondi sono pubblici, la ricerca ha preso strade che devono assolutamente essere contestate. Sono infatti pesanti le responsabilità del mondo accademico nel prestarsi a fornitore di servizi per l'industria bellica, finendo per essere un utile strumento al servizio delle politiche imperialiste di guerra. E ancora, didattica e ricerca vengono oggi finalizzate allo sviluppo di prodotti farmaceutici, chimici, informatici, che saranno poi brevettati da quelle stesse aziende che ne ricaveranno profitti. Nel campo delle scienze umane questo vuol dire sviluppare sistemi di analisi e controllo, tecniche di promozione pubblicitaria, funzionali all'integrazione, alla spettacolarizzazione, al disciplinamento di vasti settori sociali potenzialmente conflittuali. Nel campo storico-letterario i condizionamenti dei fondi nazionali ed europei permettono una riscrittura della storia e della cultura a vantaggio delle esigenze attuali della classe dominante. Per quanto riguarda il ruolo nella lotta dei dottorandi e dei ricercatori, soggetti chiamati in causa in prima persona in questo processo di ristrutturazione dell'Università e dello stato sociale, è per loro naturale, o dovrebbe esserlo, trovarsi alleati agli studenti. Come questi ultimi, essi subiscono una selezione di classe, che lascia a pochi la possibilità di andare avanti negli studi e di permettersi lunghe "attese"; per di più essi soffrono anche quei meccanismi di cooptazione e baronato che limitano la libertà della ricerca, ancor più minata dall'ingresso dei privati, con la possibilità (non remota e già presente in alcune facoltà scientifiche) che si ricerchi direttamente su commissione. È per questo complesso di motivi che non si può parlare di "centralità del capitale cognitivo" o di funzione trainante dell'Università all'interno delle lotte. Non bisogna lasciarsi ingannare da formule demagogiche: da un lato bisogna riconoscere che il lavoro cosiddetto manuale non ha avuto né il tempo né l'agio di sviluppare teorie sulla sua centralità, anzi, è stato fatto sparire dall'informazione e dal dibattito culturale, con la complicità proprio delle elucubrazioni postfordiste; d'altro canto bisogna riconoscere che esso ha sempre di più assorbito funzioni intellettuali (cfr. il problem solving nei processi produttivi, a cui gli operai partecipano quotidianamente), mentre il lavoro "cognitivo" è spesso basato su precise funzioni materiali (cfr. le mansioni amministrative svolte da molti dottorandi e ricercatori). Nel rispetto delle specificità e delle condizioni concrete di vita, bisogna notare che le figure lavorative sono quindi inserite nello stesso ciclo produttivo: entrambe concorrono alla valorizzazione delle merci, entrambe sono esposte a processi di precarizzazione, entrambe vengono private di contratti collettivi nazionali e dei diritti sociali (quali quelli alla casa, alla pensione etc). Le risposte che il capitale ha dato alla sua crisi trentennale hanno tentato in ogni modo di frammentare la classe, opponendo artificialmente il lavoro "cognitivo" al lavoro "manuale", offuscando i confini spesso molto labili che circoscrivono i due ambiti, e cooptando il primo con privilegi di casta e fornendogli un certo status. Per questo, anche se nel mondo della ricerca ci sono alcuni soggetti in attesa di "inserimento", o che potranno sempre trovare un remunerato impiego nelle aziende, bisogna rilanciare una larga lotta unitaria fra i tanti che di questa proletarizzazione e scomposizione di classe patiscono le conseguenze. Si è così giunti a una riflessione più larga sulla connessione che bisogna instaurare fra i diversi ambiti del conflitto sociale. La presenza di esponenti dei movimenti territoriali è stata fondamentale per trovare il legame con le lotte contro la devastazione ambientale e lo scempio territoriale. Non è un caso che nella stessa legge 133/08 sono contenuti, oltre ai tagli all'università, anche le misure di privatizzazione dell'acqua e i finanziamenti per l'energia nucleare. È lampante il nesso che lega lo smantellamento dell'istruzione e dello stato sociale all'attacco all'ambiente e ai territori, soprattutto se si considera, ancora una volta, il ruolo che la ricerca svolge (per volontà del pubblico o del privato) nella devastazione e nello sfruttamento ambientale, e la funzione assolta dai partiti e dai sindacati confederali (in continuità con i ben noti meccanismi clientelari, e spesso persino in collusione con mafie e camorre) nel portare avanti logiche di profitto. Di fronte alla crisi e al massacro che sta producendo, lavorare sulle contraddizioni, iniziando a fare un discorso che miri dalle nostre università a costruire un lavoro politico che non sia studentista o corporativo, ma abbia la forza di collegarsi alle lotte di tutti gli altri settori che pagano questa organizzazione economico-sociale è dunque una necessità. L'obiettivo di tutti i partecipanti all'assemblea è dunque quello di lavorare nella prospettiva di un confronto stabile tra lavoratori e studenti (che sono lavoratori in formazione, lavoratori di oggi e di domani), assolutamente svincolato dalle pratiche concertative di alcuni sindacati e partiti. Per questo motivo, è stato ritenuto fondamentale proporre la costruzione di assemblee con altre realtà autorganizzate non studentesche per provare a generalizzare realmente le lotte e tendere col tempo ad allargare sempre di più i nodi del conflitto. In conseguenza di ciò, partendo dalle nostre specificità locali, abbiamo deciso di creare una rete di realtà studentesche che abbia un respiro nazionale, ma che guardi anche alle proteste che si sviluppano, contro le medesime riforme e attacchi, su un piano internazionale. Intendiamo così coordinare in modo efficace le nostre lotte e dare uno sbocco politico alle analisi condivise, dotandoci degli strumenti più opportuni ed efficaci. Tra questi, abbiamo individuato un sito internet, che funzioni come portale di collegamento nonché come mezzo di comunicazione politica, punto di riferimento per quanti, quotidianamente, lottano nella nostra stessa prospettiva. L'autorganizzazione, in questo senso, è stata argomento centrale ed è emersa come caratteristica fondamentale per costruire una struttura orizzontale che riesca a porre nell'agenda politica una pratica realmente conflittuale e di classe. Per aprire da ora, e nei prossimi anni, un lungo ciclo di lotte sociali. Per osare combattere, e osare vincere. Roma, 14 dicembre 2008 rete delle realtà studentesche autorganizzate studenti.autorg a gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------- To unsubscribe, e-mail: ml-it-unsubscribe a autprol.org For additional commands, e-mail: ml-it-help a autprol.org -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: -------------- parte successiva -------------- Un allegato non testuale è stato rimosso.... Nome: Rete_univ.doc Tipo: application/msword Dimensione: 68096 bytes Descrizione: non disponibile URL: From aggregatione a yahoo.com.ar Sat Dec 20 21:35:34 2008 From: aggregatione a yahoo.com.ar (Paco) Date: Sat, 20 Dec 2008 21:35:34 +0100 Subject: [Bsf] Chiedo scusa a tutti Message-ID: <9890C42822094A7DA5A7E6FAB9F81879@haj> Chiedo scusa a tutti per le mail doppie. Ho un sacco di problemi con questa vecchissima macchina, ma la faremo andare ancora con i pezzi delle discariche. NON COMPRATE NIENTE FATE A MENO, NON FATE CIRCOLARE MONETA ,FATTE COME I NOSTRI NONNI ;IN QUESTO MOMENTO E LA COSA PIÙ RIVOLUZIONARIA CHE SI PUÒ FARE, NON SOLO CON QUESTO GOVERNO MA ANCHE CON QUI FA LO STESSO TIPO DI POLITICA.... SALUD Y ABRAZOS PACO -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From luigino.beltrami1 a tin.it Tue Dec 23 00:42:13 2008 From: luigino.beltrami1 a tin.it (Luigino Beltrami) Date: Tue, 23 Dec 2008 00:42:13 +0100 Subject: [Bsf] NAPOLITANO/AFGHANISTAN ..... Message-ID: <495025D5.2040506@tin.it> Dalle agenzie di stampa: ? L'Italia divisa dalla politica si ritrova unita nel sostegno alle nostre missioni militari internazionali di pace, componenti essenziali della politica estera italiana. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolinea con compiacimento questa rara unità d'intenti? Dopo queste parole è un reato o è sbagliato. affermare o ritenere anche il presidente della Repubblica corresponsabile degli omicidi di innocenti nei teatri di guerra dove è stato inviato il nostro esercito? Luigino From makirik a gmail.com Wed Dec 24 11:53:25 2008 From: makirik a gmail.com (riccardo) Date: Wed, 24 Dec 2008 11:53:25 +0100 Subject: [Bsf] l'assalto finale della banda Ferrero Message-ID: <5648d1530812240253u7a0b6a8eia9dd8bfc651b4753@mail.gmail.com> Un commissario politico a Liberazione? Piero Sansonetti 24/12/2008 Cari amici e compagni lettori, siamo nei guai. Liberazione è a rischio, è a rischio la sua autonomia, la sua libertà, cioè gli elementi essenziali che garantiscono che un giornale sia un giornale. Vi riassumo gli avvenimenti delle ultime 24 ore (che hanno provocato lo sciopero dei giornalisti di Liberazione, e oggi hanno prodotto una nota ufficiale, molto molto severa, del sindacato). E' successo questo: lunedì pomeriggio si è riunita la Direzione del Prc e ha bocciato (a stretta maggioranza) il piano di ristrutturazione e di rilancio del giornale, che era stato varato dal consiglio di amministrazione (e alla cui stesura avevo partecipato). Non è stata presentata nessuna motivazione ragionevole per questa decisione. Bocciato e basta. Il piano, che prevedeva l'annullamento del deficit e dunque un bilancio in pareggio, era stato accolto come base di trattativa dal sindacato dei giornalisti e dal comitato di redazione. Oggi la trattativa si sarebbe dovuta aprire. Ma è saltata. La bocciatura da parte del partito - di per sé - non ha peso giuridico, ma è un siluro politico formidabile, che mette a rischio la sopravvivenza del giornale. Alla bocciatura del piano, la direzione del Prc (sempre a stretta maggioranza) ha fatto seguire altre due decisioni. La prima - gravissima - è quella di chiedere la revoca del consiglio di amministrazione del giornale, con un vero e proprio colpo di mano, forse inedito nella storia dell'editoria italiana del dopoguerra. La seconda è quella di annunciare la probabile vendita del giornale ad un editore privato. Il nome dell'editore doveva restare segreto, ma noi lo abbiamo scoperto: si tratta di Luca Bonaccorsi, una persona che noi conosciamo bene e con il quale abbiamo anche rapporti di simpatia, ma che finora - lo sottolinea la nota dell'Fnsi - come editore non ha dato molte garanzie (e deve affrontare diverse cause di lavoro avviate dai suoi dipendenti o ex dipendenti). Tutto questo è successo lunedì sera. Ieri abbiamo saputo delle cose che hanno ancora accresciuto il nostro allarme, e anche - lo confessiamo - il nostro incredulo stupore. E cioè siamo venuti a sapere che esiste una proposta di accordo, messa nero su bianco dall'editore Bonaccorsi, che la presenta come il riassunto «delle intese intercorse fino ad oggi» con i rappresentanti della proprietà (e dunque del partito). In queste intese ci sono tre cose, tra le altre, che colpiscono e lasciano interdetti. La prima riguarda l'impegno a difendere «gli attuali livelli occupazionali», e cioè a «non licenziare». E' vero che questo impegno viene assunto solennemente, come effettivamente era stato assicurato lunedì durante la riunione della Direzione, ma con un piccolo codicillo che recita così: «compatibilmente con lo sviluppo della società editrice conseguente al suo rilancio». Che vuol dire? Che se per caso questo rilancio non ci sarà, come è un po' più che probabile, l'editore potrà ristrutturare l'azienda come meglio credere e mandare a casa chi pare a lui. La seconda cosa che colpisce riguarda l'autonomia generale del giornale, dichiarata apertamente un pericolo da abbattere. Dice testualmente l'accordo: «gli obiettivi dell'operazione: ...tutela del controllo della linea politica del giornale da parte della segreteria del partito». Ora, a me hanno detto che esageravo quando paragonavo certe idee sulla libertà dell'informazione alle idee brezneviane. Però dovete ammettere che questo concetto, secondo il quale la segreteria del partito è titolare della linea del giornale, in Occidente non era mai stato dichiarato. Altro che bollettino di partito! La terza cosa che lascia davvero interdetti è la proposta di doppia direzione. E' scritto testualmente nell'accordo che ci sarà un direttore responsabile che però non avrà voce sulla linea politica del giornale e addirittura non potrà decidere chi sono gli editorialisti e quali editoriali pubblicare. Ora voi capite che un direttore che non può decidere chi scrive l'editoriale, né può scriverlo lui, più che un direttore è un cretino. Questo mezzo direttore dovrà occuparsi solo della cronaca e della cultura, sempre che i temi culturali non investano scelte di linea politica. Tutto il resto spetterà ad una figura definita «direttore politico editoriale», designato dal partito e che avrà poteri assoluti. Un vero e proprio commissario politico. Tutto questo, naturalmente, in violazione del contratto nazionale di lavoro. Ma la violazione del contratto di lavoro non è neppure l'aspetto più grave: l'aspetto più grave è la violazione di qualunque idea di libera informazione e di qualunque rispetto per l'autonomia e per i diritti dei giornalisti. E' la concezione totalitaria, che sembra persino un po' una farsa, una esagerazione caricaturale di vecchie idee autoritarie degli anni 50. Diciamo che di positivo, in questo preaccordo, c'è solo una cosa: che è un "preliminare" d'accordo, una specie di compromesso di vendita, ma non è ancora definitivo. Ritengo abbastanza probabile che sia frutto di un equivoco o di qualche problema di "impreparazione" in chi ha trattato l'affare. Francamente sono convinto che Paolo Ferrero non possa far passare una cosa del genere, e per di più farlo furtivamente nei giorni delle vacanze natalizie, e oltretutto attraverso il «putsch» dell'esautoramento del consiglio di amministrazione. Noi siamo qui per sollecitare un ripensamento, e per ribadire che questa redazione è disponibile ad ogni trattativa per salvare il giornale. Diciamo la verità: non è rimasto più molto a sinistra, non ci sono grandi segnali di vita. Liberazione è uno dei pochi «organismi viventi». Che senso ha tentare di raderla al suolo? Qual è il motivo vero? Perché è un giornale contrario alle dittature? Perché non ama il muro di Berlino? Perché è troppo amica degli omosessuali e delle femministe? Perché fu troppo libera e critica col governo Prodi? Perché aspira a un nuovo soggetto unitario della sinistra? Perché non ama i riti e le burocrazie di partito? Perché troppe volte antepone il culto della libertà a tutto il resto? O addirittura perché è troppo radicale nelle sue battaglie a difesa degli immigrati, o a difesa dei lavoratori, dei loro diritti, delle lotte della classe operaia? Non è possibile dare una risposta positiva a nessuna di queste domande. A nessuna. Allora forse c'è ancora il tempo per ricominciare a dialogare. Per cercare una via di salvezza di questo patrimonio, che non appartiene a nessuno, che è di tutta la sinistra e che è una ricchezza, che non può essere dispersa, per il sistema dell'informazione. Cancelliamo quella proposta di accordo e ricominciamo daccapo. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From macio.fada a libero.it Wed Dec 24 19:20:35 2008 From: macio.fada a libero.it (macio.fada a libero.it) Date: Wed, 24 Dec 2008 19:20:35 +0100 (CET) Subject: [Bsf] R: l'assalto finale della banda Ferrero Message-ID: <30071627.396591230142835399.JavaMail.defaultUser@defaultHost> >----Messaggio originale---- >Da: makirik a gmail.com >Data: 24/12/2008 11.53 >A: >Ogg: [Bsf] l'assalto finale della banda Ferrero > >Un commissario politico a Liberazione? > >Piero Sansonetti 24/12/2008 > > >Cari amici e compagni lettori, siamo nei guai. Liberazione è a rischio, è a >rischio la sua autonomia, la sua libertà, cioè gli elementi essenziali che >garantiscono che un giornale sia un giornale. >Vi riassumo gli avvenimenti delle ultime 24 ore (che hanno provocato lo >sciopero dei giornalisti di Liberazione, e oggi hanno prodotto una nota >ufficiale, molto molto severa, del sindacato). E' successo questo: lunedì >pomeriggio si è riunita la Direzione del Prc e ha bocciato (a stretta >maggioranza) il piano di ristrutturazione e di rilancio del giornale, che >era stato varato dal consiglio di amministrazione (e alla cui stesura avevo >partecipato). Non è stata presentata nessuna motivazione ragionevole per >questa decisione. Bocciato e basta. Il piano, che prevedeva l'annullamento >del deficit e dunque un bilancio in pareggio, era stato accolto come base di >trattativa dal sindacato dei giornalisti e dal comitato di redazione. Oggi >la trattativa si sarebbe dovuta aprire. Ma è saltata. La bocciatura da parte >del partito - di per sé - non ha peso giuridico, ma è un siluro politico >formidabile, che mette a rischio la sopravvivenza del giornale. Alla >bocciatura del piano, la direzione del Prc (sempre a stretta maggioranza) ha >fatto seguire altre due decisioni. La prima - gravissima - è quella di >chiedere la revoca del consiglio di amministrazione del giornale, con un >vero e proprio colpo di mano, forse inedito nella storia dell'editoria >italiana del dopoguerra. La seconda è quella di annunciare la probabile >vendita del giornale ad un editore privato. Il nome dell'editore doveva >restare segreto, ma noi lo abbiamo scoperto: si tratta di Luca Bonaccorsi, >una persona che noi conosciamo bene e con il quale abbiamo anche rapporti di >simpatia, ma che finora - lo sottolinea la nota dell'Fnsi - come editore non >ha dato molte garanzie (e deve affrontare diverse cause di lavoro avviate >dai suoi dipendenti o ex dipendenti). Tutto questo è successo lunedì sera. >Ieri abbiamo saputo delle cose che hanno ancora accresciuto il nostro >allarme, e anche - lo confessiamo - il nostro incredulo stupore. E cioè >siamo venuti a sapere che esiste una proposta di accordo, messa nero su >bianco dall'editore Bonaccorsi, che la presenta come il riassunto «delle >intese intercorse fino ad oggi» con i rappresentanti della proprietà (e >dunque del partito). >In queste intese ci sono tre cose, tra le altre, che colpiscono e lasciano >interdetti. La prima riguarda l'impegno a difendere «gli attuali livelli >occupazionali», e cioè a «non licenziare». E' vero che questo impegno viene >assunto solennemente, come effettivamente era stato assicurato lunedì >durante la riunione della Direzione, ma con un piccolo codicillo che recita >così: «compatibilmente con lo sviluppo della società editrice conseguente al >suo rilancio». Che vuol dire? Che se per caso questo rilancio non ci sarà, >come è un po' più che probabile, l'editore potrà ristrutturare l'azienda >come meglio credere e mandare a casa chi pare a lui. > >La seconda cosa che colpisce riguarda l'autonomia generale del giornale, >dichiarata apertamente un pericolo da abbattere. Dice testualmente >l'accordo: «gli obiettivi dell'operazione: ...tutela del controllo della >linea politica del giornale da parte della segreteria del partito». Ora, a >me hanno detto che esageravo quando paragonavo certe idee sulla libertà >dell'informazione alle idee brezneviane. Però dovete ammettere che questo >concetto, secondo il quale la segreteria del partito è titolare della linea >del giornale, in Occidente non era mai stato dichiarato. Altro che >bollettino di partito! >La terza cosa che lascia davvero interdetti è la proposta di doppia >direzione. E' scritto testualmente nell'accordo che ci sarà un direttore >responsabile che però non avrà voce sulla linea politica del giornale e >addirittura non potrà decidere chi sono gli editorialisti e quali editoriali >pubblicare. Ora voi capite che un direttore che non può decidere chi scrive >l'editoriale, né può scriverlo lui, più che un direttore è un cretino. >Questo mezzo direttore dovrà occuparsi solo della cronaca e della cultura, >sempre che i temi culturali non investano scelte di linea politica. Tutto il >resto spetterà ad una figura definita «direttore politico editoriale», >designato dal partito e che avrà poteri assoluti. Un vero e proprio >commissario politico. Tutto questo, naturalmente, in violazione del >contratto nazionale di lavoro. Ma la violazione del contratto di lavoro non >è neppure l'aspetto più grave: l'aspetto più grave è la violazione di >qualunque idea di libera informazione e di qualunque rispetto per >l'autonomia e per i diritti dei giornalisti. E' la concezione totalitaria, >che sembra persino un po' una farsa, una esagerazione caricaturale di >vecchie idee autoritarie degli anni 50. >Diciamo che di positivo, in questo preaccordo, c'è solo una cosa: che è un >"preliminare" d'accordo, una specie di compromesso di vendita, ma non è >ancora definitivo. Ritengo abbastanza probabile che sia frutto di un >equivoco o di qualche problema di "impreparazione" in chi ha trattato >l'affare. Francamente sono convinto che Paolo Ferrero non possa far passare >una cosa del genere, e per di più farlo furtivamente nei giorni delle >vacanze natalizie, e oltretutto attraverso il «putsch» dell'esautoramento >del consiglio di amministrazione. >Noi siamo qui per sollecitare un ripensamento, e per ribadire che questa >redazione è disponibile ad ogni trattativa per salvare il giornale. Diciamo >la verità: non è rimasto più molto a sinistra, non ci sono grandi segnali di >vita. Liberazione è uno dei pochi «organismi viventi». Che senso ha tentare >di raderla al suolo? Qual è il motivo vero? Perché è un giornale contrario >alle dittature? Perché non ama il muro di Berlino? Perché è troppo amica >degli omosessuali e delle femministe? Perché fu troppo libera e critica col >governo Prodi? Perché aspira a un nuovo soggetto unitario della sinistra? >Perché non ama i riti e le burocrazie di partito? Perché troppe volte >antepone il culto della libertà a tutto il resto? O addirittura perché è >troppo radicale nelle sue battaglie a difesa degli immigrati, o a difesa dei >lavoratori, dei loro diritti, delle lotte della classe operaia? >Non è possibile dare una risposta positiva a nessuna di queste domande. A >nessuna. Allora forse c'è ancora il tempo per ricominciare a dialogare. Per >cercare una via di salvezza di questo patrimonio, che non appartiene a >nessuno, che è di tutta la sinistra e che è una ricchezza, che non può >essere dispersa, per il sistema dell'informazione. Cancelliamo quella >proposta di accordo e ricominciamo daccapo. >-------------- parte successiva -------------- >Un allegato HTML è stato rimosso... >URL: >_______________________________________________ >Bsf mailing list >https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > ma chi sei che si permette di chiamare "banda" dei compagni ? vergognati, stronzo !! From info a alchechengi.org Thu Dec 25 09:48:05 2008 From: info a alchechengi.org (alchechengi) Date: Thu, 25 Dec 2008 09:48:05 +0100 Subject: [Bsf] R: l'assalto finale della banda Ferrero In-Reply-To: <30071627.396591230142835399.JavaMail.defaultUser@defaultHost> References: <30071627.396591230142835399.JavaMail.defaultUser@defaultHost> Message-ID: <495348C5.1010408@alchechengi.org> non ricominciamo con le beghe interne a rifondazione per favore. è gia stato richiesto qualche giorno fa e gia ci risiamo. se dovete dire "stronzo" a qualcuno scrivetegli in privato e non coinvolgete tutta la lista del bsf grazie davide macio.fada a libero.it ha scritto: > >> ----Messaggio originale---- >> Da: makirik a gmail.com >> Data: 24/12/2008 11.53 >> A: >> Ogg: [Bsf] l'assalto finale della banda Ferrero >> >> Un commissario politico a Liberazione? >> >> From a.zinelli a alice.it Thu Dec 25 15:41:37 2008 From: a.zinelli a alice.it (a.zinelli) Date: Thu, 25 Dec 2008 15:41:37 +0100 Subject: [Bsf] R: R: l'assalto finale della banda Ferrero In-Reply-To: <495348C5.1010408@alchechengi.org> Message-ID: Io credo che il dramma della mailing list del brescia social forum non sia il fatto che vi sono comparse polemiche dai toni anche sgradevoli tra le componenti di Rifondazione Comunista, ma il fatto che, oltre a quelle non è comparso proprio nulla. E si può dire che la lista, come lista viva di movimento, è proprio morta da anni. E non molto diversa mi pare la vitalità della mailing list "movimenti". Ma una cosa mi permetto di far osservare, avendo io tenuto risposto ai vari attacchi, tutti indistintamente orientati alla inumazione violenta o silenziosa di Rifondazione Comunista, sia che si trattasse delle fiumane di documenti postati dal solerte portaborse di Squassina e soci, sia dall'anonimo che finora si è variamente firmata b.arsi, markolino, riccardo, eccetera; sia che si trattasse di Sauro, ed ultimamente perfino di Luigino: nessuno, ripeto, nessuno ha mai intimato ai suddetti becchini di Rifondazione di cambiare aria in prima battuta, nemmeno nel caso ultimo di "riccardo". Tutti gli interventi critici e variamente disgustati sono SEMPRE venuti dopo le mie RISPOSTE; ed in questo caso, dopo la RISPOSTA del malcapitato "macio". Mi permetto di dire che trovo la cosa alquanto singolare. Ripeto che ho sempre e solo risposto ad attacchi, perchè non amo le divisioni e le fratture; non perché non ritenga di non avere argomenti, ed anche piuttosto pesanti, verso le varie vergini di turno che ritengono di avere un diritto di monopolio sulle comunicazioni. Difatti quel che io amerei fare, oltre che leggere bollettini comunque meritori su iniziative ben delimitate sia per l'oggetto che per l'impostazione politica, sarebbe anche di discutere su problemi di prospettiva, come ad esempio il documento di Samir Amin proposto da Paco in spagnolo, che io ho tradotto dal francese, aggiungendo alcuni commenti. Invece a quello nessuno ha risposto (non a me, a Samir Amin, eventualmente). È solo un esempio. Mi piacerebbe trovare altri documenti di spessore simile, evidentemente, che potrebbero aiutare a chiarirci le idee. O il problema è più generale, e si tratta di non disturbare il sonno profondo del "movimento"? Attilio. -----Messaggio originale----- Da: bsf-bounces a bresciasocialforum.org [mailto:bsf-bounces a bresciasocialforum.org] Per conto di alchechengi Inviato: giovedì 25 dicembre 2008 9.48 A: macio.fada a libero.it; brescia social forum Oggetto: Re: [Bsf] R: l'assalto finale della banda Ferrero non ricominciamo con le beghe interne a rifondazione per favore. è gia stato richiesto qualche giorno fa e gia ci risiamo. se dovete dire "stronzo" a qualcuno scrivetegli in privato e non coinvolgete tutta la lista del bsf grazie davide macio.fada a libero.it ha scritto: > >> ----Messaggio originale---- >> Da: makirik a gmail.com >> Data: 24/12/2008 11.53 >> A: >> Ogg: [Bsf] l'assalto finale della banda Ferrero >> >> Un commissario politico a Liberazione? >> >> _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From macio.fada a libero.it Thu Dec 25 19:29:40 2008 From: macio.fada a libero.it (macio.fada a libero.it) Date: Thu, 25 Dec 2008 19:29:40 +0100 (CET) Subject: [Bsf] R: Re: R: l'assalto finale della banda Ferrero Message-ID: <31916168.458951230229780698.JavaMail.defaultUser@defaultHost> >----Messaggio originale---- >Da: info a alchechengi.org >Data: 25/12/2008 9.48 >A: "macio.fada a libero.it", "brescia social forum" >Ogg: Re: [Bsf] R: l'assalto finale della banda Ferrero > >non ricominciamo con le beghe interne a rifondazione per favore. >è gia stato richiesto qualche giorno fa e gia ci risiamo. >se dovete dire "stronzo" a qualcuno scrivetegli in privato e non >coinvolgete tutta la lista del bsf >grazie >davide > >macio.fada a libero.it ha scritto: >> >>> ----Messaggio originale---- >>> Da: makirik a gmail.com >>> Data: 24/12/2008 11.53 >>> A: >>> Ogg: [Bsf] l'assalto finale della banda Ferrero >>> >>> Un commissario politico a Liberazione? >>> >>> > >_______________________________________________ >Bsf mailing list >https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf > ciao davide, mi scuso con te e con tutti quelli della lista, non ero mai intervenuto nel dibattito interno a rifo che penso non interessi a nessuno se non a quelli che sui pettegolezzi politici trovano ragione alla propria insignificanza umana. Suggerisco, per evitare altri errori da parte di compagni/e di rifo che come me trovano il partito sputtanatosulle mailing - list, di cestinare preventivamente qualunque lettera-articolo che riguardi il dibattito interno a rifondazione: rimandandoli ai siti del partito, sempre che si presentino. Se conoscessi il tipo che ha scritto queste "stronzate" ti assicuro che non coinvolgerei nessuno, tanto meno lui un saluto da macio fada From beppe.almansi a libero.it Thu Dec 25 22:47:19 2008 From: beppe.almansi a libero.it (beppe almansi) Date: Thu, 25 Dec 2008 22:47:19 +0100 Subject: [Bsf] Non sono beghe interne a Rifondazione Message-ID: Devo a malincuore, dopo aver promesso a me stesso di non cadere più nella trappola, replicare alle farneticazioni di Zinelli e all’isteria di Macio. Vedete questa volta riguarda tutti, ma proprio tutti. Liberazione, a differenza di quanto sostengono i suoi detrattori, non è patrimonio solo di Rifondazione ma, insieme al Manifesto, uno degli ultimi piccoli baluardi informativi contro il pensiero unico. Una premessa è però necessaria, anzi due. La prima è rivolta a Macio al quale sommessamente vorrei dire che quello che lui chiama “sputtanamento del partito” è un dibattito che appunto lui vorrebbe vedere svolgersi nelle “segrete stanze” o tuttalpiù sui siti del partito…questo fa la differenza “antropologica” tra me e quei compagni che vorrebbero tornare a lavare i panni in famiglia ( che poi sono gli stessi che in un altro genere di dibattito di questi giorni difendono il muro di Berlino). Ai compagni come Macio dico solo che invece di stare sull’Aventino ( o spegnere la televisione quando appare Sansonetti, come ha suggerito Grassi a una riunione nazionale) farebbero bene a confrontarsi anche con chi scrive “la banda Ferrero”. La seconda è rivolta a Zinelli, commissario politico da Albania degli anni 50, che non la smette con il vecchio giochetto di non dare dignità ai suoi avversari (nemici) politici, tacciandoli come fa da tempo con me, di essere solo un “solerte portaborse di Squassina”. Come potranno capire tutti mi è facile rispondere che sono stato democraticamente eletto nella segreteria del suo partito e non certo per fare il portaborse, e mi fermo qui perché raccolgo l’invito di non abusare della mailing list per beghe personali. Mi limito comunque a dire che persone che usano questi argomenti non possono appartenere alla mia stessa comunità politica! Per tornare alle cose serie….la vendita di Liberazione. Giornale dai mille difetti, schierato , tutto quello che si vuole, ma quotidiano che ha avuto il merito di aprire su temi che la sinistra aveva sempre tenuto ai margini, se non apertamente osteggiato ….nessuno ricorda più il grido di dolore di alcuni compagni, o pseudo tali, che all’indomani della sconfitta di Aprile, si lamentarono del fatto che ci eravamo occupati troppo (cito testualmente) di rom e froci? Ora nella migliore delle ipotesi si vuole rendere questo giornale una sorta di “Pravda” e cioè un bollettino interno di partito, fedele alla linea ecc. ecc. A questa cosa non si stanno opponendo solo i cosidetti “Vendoliani” ma tutti coloro che hanno a cuore la libertà di informazione; lo testimonia il comunicato durissimo della Federazione della stampa, lo sciopero dei giornalisti di Liberazione, i comunicati delle associazioni (prima tra tutte l’Arcigay) durissimi e contrarissimi alla “normalizzazione di Liberazione”. Per verificare quanto sto dicendo basta leggersi gli ultimi articoli del manifesto o, per chi usa face book, andare a vedere quante adesioni sta raccogliendo il gruppo che ho aperto “contro la vendita di Liberazione e la cacciata di Sansonetti “ (oltre 500 adesioni in poche ore). Altro che sputtanamento del partito, come vedete, c’è ben altro in gioco è cioè la chiusura di uno degli ultimi spazi liberi e la cacciata del suo direttore (reo di pensarla diversamente sulle magnifiche sorti di ciò che resta del PRC). Mi fermo qui, invitando ovviamente tutti a documentarsi su quanto sta accadendo anche nel PRC ma soprattutto invitando tutti i compagni a fare loro la campagna per salvare Liberazione dalla sua vendita (chiusura) comunque la si pensi. A questo deve servire, secondo me, anche questa mailing list. From makirik a gmail.com Fri Dec 26 00:22:44 2008 From: makirik a gmail.com (riccardo) Date: Fri, 26 Dec 2008 00:22:44 +0100 Subject: [Bsf] Non sono beghe interne a Rifondazione In-Reply-To: References: Message-ID: <5648d1530812251522l425d521na8903dbd6950ca4f@mail.gmail.com> Dopo aver distrutto il partito adesso vogliono distruggere Liberazione vogliono cacciare Sansonetti.Il loro riferimento è la Germania dell'est con il muro di Berlino e il partito comunista della Corea del Nord. LIBERAZIONE APPARTIENE A TUTTI . LIBERIAMO LIBERAZIONE DA QUESTI DIRIGENTI. NO ALLA CHIUSURA Intervento della Segretaria Giannarosa Baresi al Comitato Politico nazionale di Rifondazione Ritengo grave che il Segretario nazionale sia venuto a Brescia senza avvisare la segreteria del Partito, invitato solo da alcuni compagni che si riconoscono nella Moz. 1. Altrettanto grave è stato l'aver organizzato l'iniziativa ospitando quale relatore un giovane del Pd, bypassando tout court i Giovani Comunisti. Più volte avvisato, il Segretario non ha ritenuto di dare risposta. Ricordo che a Brescia la segreteria è stata democraticamente eletta e il fatto che sia espressione della Moz. 2 non autorizza il Segretario a ignorarla. Ritengo che il vendere pane o stilare liste di dentisti comunisti appartenga a una visione ecumenica e non comunista. D'altra parte, l'Ascom ci ha superato: ha offerto borse di spesa gratis. E per quanto riguarda i dentisti, sistemarsi un dente dev'essere reso un diritto, non una scelta di libero mercato. Che dire infine dell'attacco a "Liberazione"? Nel corso della riunione organizzativa del 5 dicembre c'è stato chi ha suggerito di spegnere la televisione quando vi appare Sansonetti (mi chiedo: quando il Segretario appare in televisione e loda l'inceneritore di Brescia, i compagni bresciani che da anni lo ritengono una fonte di grave inquinamento cosa dovrebbero fare?); a Brescia, un quotidiano locale riporta le parole del Segretario, secondo le quali il direttore sarebbe da sostituire. Ho sentito spesso in questa sede dire che i compagni della 2 «se ne stanno andando» e «lavorano contro il Partito». Ma l'unica transizione reale di cui si parla è relativa alla nomina di un segretario regionale lombardo di transizione; mi chiedo, per andare dove? In Lombardia la Moz. 1 ha il 52%, dunque tutti i numeri per eleggere un segretario: perché aspettare? La rivalutazione qui espressa da alcuni del Muro di Berlino, la nostalgia di quell'obbrobrio, mi fa paura. -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From a.zinelli a alice.it Fri Dec 26 00:31:48 2008 From: a.zinelli a alice.it (a.zinelli) Date: Fri, 26 Dec 2008 00:31:48 +0100 Subject: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione In-Reply-To: Message-ID: Almansi ha ragione su tutto. È vero che non porta borse, ma lavora a tempo pieno su internet e su facebook, stipendiato per scelta personale di Squassina. Buona parte del capitalismo italiano è schierata con i suoi beniamini (di Almansi). Difatti Ferrero ha impiegato sei mesi circa per essere (parzialmente) accreditato in televisione come segretario di Rifondazione Comunista, perchè la televisione aveva stabilito da fine aprile 2008 che il segretario era Vendola. Le vendite di Liberazione sono un problema serissimo per il partito. Modestamente sono in sciopero verso il giornale "del capitalismo salvato dagli operai - almeno da quelli bresciani" da circa 20 mesi, e sembra che Sansonetti in tre anni sia riuscito a far fare la stessa scelta a metà dei suoi lettori. E si potrebbe continuare. Su una cosa sbaglia. Io Almansi non so neanche chi sia, politicamente parlando, essendo un ragazzo di paese che non sa nulla delle cose della città. I bene informati, compreso lo stesso Almansi - l'ho sentito con le mie orecchie - mi garantiscono che è sempre stato uno di quelli dello stalin, nel senso del bastone o giù di lì. Io a mio modo faccio politica dal 1965, e non ho mai tirato neppure un sampietrino. Figurarsi se posso vantarmi di aver tirato un checco sul muso di quelli del magazzino, come fa Almansi, quando si trova in compagnia dei suoi fidati non-violenti. Attilio. From beppe.almansi a libero.it Fri Dec 26 01:59:56 2008 From: beppe.almansi a libero.it (beppe almansi) Date: Fri, 26 Dec 2008 01:59:56 +0100 Subject: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione Message-ID: davanti alla complessità delle analisi politiche (o filosofiche come preferirebbe lui) di Zinelli mi dichiaro impotente...argomentazioni troppo raffinate per chi nella vita ha maneggiato solo bastoni...e quindi mi ritiro in buon ordine, disposto a tornare a discutere solo con quelli al mio (basso) livello di comprensione. ...con una consapevolezza in più...non posso lasciare il mio partito, non possiamo lasciare la Sinistra in mano a gente così! grazie e scusate il disturbo Beppe ------------------------------------------------------------ Almansi ha ragione su tutto. È vero che non porta borse, ma lavora a tempo pieno su internet e su facebook, stipendiato per scelta personale di Squassina. Buona parte del capitalismo italiano è schierata con i suoi beniamini (di Almansi). Difatti Ferrero ha impiegato sei mesi circa per essere (parzialmente) accreditato in televisione come segretario di Rifondazione Comunista, perchè la televisione aveva stabilito da fine aprile 2008 che il segretario era Vendola. Le vendite di Liberazione sono un problema serissimo per il partito. Modestamente sono in sciopero verso il giornale "del capitalismo salvato dagli operai - almeno da quelli bresciani" da circa 20 mesi, e sembra che Sansonetti in tre anni sia riuscito a far fare la stessa scelta a metà dei suoi lettori. E si potrebbe continuare. Su una cosa sbaglia. Io Almansi non so neanche chi sia, politicamente parlando, essendo un ragazzo di paese che non sa nulla delle cose della città. I bene informati, compreso lo stesso Almansi - l'ho sentito con le mie orecchie - mi garantiscono che è sempre stato uno di quelli dello stalin, nel senso del bastone o giù di lì. Io a mio modo faccio politica dal 1965, e non ho mai tirato neppure un sampietrino. Figurarsi se posso vantarmi di aver tirato un checco sul muso di quelli del magazzino, come fa Almansi, quando si trova in compagnia dei suoi fidati non-violenti. Attilio. From plovitale a virgilio.it Fri Dec 26 12:04:57 2008 From: plovitale a virgilio.it (plovitale a virgilio.it) Date: Fri, 26 Dec 2008 12:04:57 +0100 (GMT+01:00) Subject: [Bsf] R: Re: R: Non sono beghe interne a Rifondazione Message-ID: <11e72f7ee63.plovitale@virgilio.it> Ogni dibattito interno alla sinistra è interessante, molto meno interessanti sono gli insulti da cui vorremmo essere esonerati. Nemmeno contro i leghisti gli insulti portano lontano, figuriamoci tra di noi. Non confondiamo i problemi psicologici inevitabilmente connessi ai rapporti umani con il dibattito politico grazie paolo ----Messaggio originale---- Da: beppe.almansi a libero.it Data: 26-dic-2008 1.59 AM A: "bsf bsf" Ogg: Re: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione davanti alla complessità delle analisi politiche (o filosofiche come preferirebbe lui) di Zinelli mi dichiaro impotente...argomentazioni troppo raffinate per chi nella vita ha maneggiato solo bastoni...e quindi mi ritiro in buon ordine, disposto a tornare a discutere solo con quelli al mio (basso) livello di comprensione. ...con una consapevolezza in più...non posso lasciare il mio partito, non possiamo lasciare la Sinistra in mano a gente così! grazie e scusate il disturbo Beppe ------------------------------------------------------------ Almansi ha ragione su tutto. È vero che non porta borse, ma lavora a tempo pieno su internet e su facebook, stipendiato per scelta personale di Squassina. Buona parte del capitalismo italiano è schierata con i suoi beniamini (di Almansi). Difatti Ferrero ha impiegato sei mesi circa per essere (parzialmente) accreditato in televisione come segretario di Rifondazione Comunista, perchè la televisione aveva stabilito da fine aprile 2008 che il segretario era Vendola. Le vendite di Liberazione sono un problema serissimo per il partito. Modestamente sono in sciopero verso il giornale "del capitalismo salvato dagli operai - almeno da quelli bresciani" da circa 20 mesi, e sembra che Sansonetti in tre anni sia riuscito a far fare la stessa scelta a metà dei suoi lettori. E si potrebbe continuare. Su una cosa sbaglia. Io Almansi non so neanche chi sia, politicamente parlando, essendo un ragazzo di paese che non sa nulla delle cose della città. I bene informati, compreso lo stesso Almansi - l'ho sentito con le mie orecchie - mi garantiscono che è sempre stato uno di quelli dello stalin, nel senso del bastone o giù di lì. Io a mio modo faccio politica dal 1965, e non ho mai tirato neppure un sampietrino. Figurarsi se posso vantarmi di aver tirato un checco sul muso di quelli del magazzino, come fa Almansi, quando si trova in compagnia dei suoi fidati non-violenti. Attilio. _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From sinistracritica1 a yahoo.it Fri Dec 26 21:17:05 2008 From: sinistracritica1 a yahoo.it (Sinistra Critica Brescia) Date: Fri, 26 Dec 2008 20:17:05 +0000 (GMT) Subject: [Bsf] Ultimi inserimenti sul Blog di Sinistra Critica di Brescia Message-ID: <42362.21206.qm@web26605.mail.ukl.yahoo.com> Ultimi inserimenti sul Blog di Sinistra Critica di Brescia www.sinistracritica.org/brescia   PRIGIONIERO  DI  FACEBOOK di Andrea Bajani   Da settimane incontro soltanto persone che mi dicono disperate che vogliono uscire da Facebook ma non riescono a farlo. Lo dicono con gli occhi sbarrati e l'espressione di chi chiede aiuto da dietro le inferriate di una galera. Mi sembrano detenuti che dall'alto urlano a chi passa lì sotto, infilano le braccia oltre le sbarre a rimestare nell'aria. Hanno tutta la disperazione di chi sa che il secondino se n'è andato lanciando la chiave nel fiume. È strano pensare che quelle stesse persone fino a un mese fa mi dicevano che senza Facebook non ci potevano stare, che grazie a Facebook si sentivano meglio. [continua]   GRECIA : ANCHE I SOLDATI SI RIBELLANO Centinaia di soldati dei 42 campi dell'esercito greco dichiarano:   CI RIFIUTIAMO DI DIVENTARE UNA FORZA DI TERRORE E DI REPRESSIONE CONTRO LE MOBILITAZIONI; APPOGGIAMO LA LOTTA DEGLI STUDENTI DI SCUOLA/UNIVERSITA' E DEI LAVORATORI. Siamo dei soldati da ogni parte della Grecia.[ in Grecia il servizio militare è obbligatorio ] Soldati ai quali, a Hania, è stato ordinato di opporsi a studenti universitari, lavoratori e combattenti del movimento antimilitarista. [continua]   SALARI CONTRO DIVIDENDI. I meccanismi dell?attuale crisi di Michel Husson   Le liquidità di oggi sono le bolle di domani e le recessioni di dopodomani. Se si vuole rompere questa catena infernale, non c'è che una soluzione: chiudere i rubinetti che alimentano la sfera finanziaria. E su questo terreno l?elemento principale è stata la diminuzione dei livelli salariali. E? proprio questo alla base della crisi attuale. La diminuzione della parte salariale è alla base della crisi, come spiega Michel Aglietta: "Le evoluzioni dei salari reali e della produttività sono stati slegati, trascinando una modifica della ripartizione dei redditi. [continua]   LA MACCHINA DELLE CONOSCENZE di Enzo Modugno   A ogni ondata di lotte per l'istruzione riaffiorano le questioni sulla natura delle conoscenze: chi le produce, chi se ne appropria, «che fare». Con almeno tre linee interpretative. La prima - dovuta ai nostalgici del fordismo che ritengono che il capitale non sia cambiato - ripropone la rivendicazione tradizionale dei partiti di sinistra che è sopravvissuta come richiesta della formazione una volta fornita dalla riforma Gentile, ma estesa a tutti con la scuola pubblica. [continua]   -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: From sauro a bresciascuola.it Mon Dec 29 21:26:14 2008 From: sauro a bresciascuola.it (sauro a bresciascuola.it) Date: Mon, 29 Dec 2008 21:26:14 +0100 (CET) Subject: [Bsf] [Fwd: [noGelmini] presidio per la Palestina] Message-ID: <48591.217.133.80.236.1230582374.squirrel@webmail.bresciascuola.it> Martedì 30 dicembre, ore 16, Brescia, largo Formentone, indetto dalla comunità palestinese di Brescia, presidio pro Palestina. Sabato 3 gennaio, pomeriggio, a Roma, piazza della Repubblica, manifestazione nazionale di solidarietà con la Palestina. Ciao Pino _______________________________________________ blog: http://scuolapubblica.gnumerica.org perladifesadellascuolapubblica a gnumerica.org https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/perladifesadellascuolapubblica From waltsar a aliceposta.it Wed Dec 31 13:15:07 2008 From: waltsar a aliceposta.it (valter) Date: Wed, 31 Dec 2008 13:15:07 +0100 Subject: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione References: Message-ID: <000601c96b41$6bc4b6b0$6201a8c0@waltercfpc0jpr> Raccendo solo oggi il mio pc dopo una pausa forzata di una settimana, e mi ritrovo su questa lista pubblica una diatriba tra iscritti di Rifondazione. Nlla di grave anzi discutere pubblicamente è cosa buona ... vorrei però sottolineare ai compagni ( credo siano ancora miei compagni a prescindere delle tessere) che avete fatto un casino infernale tra voi fino al 26 dicembre poi cominciano i borbardamenti israeliani in palestina e tutto torna a tacere. Vglio dire, tutta quella carica emotiva e "dialettica " usata solo per le polemiche ( forse anche giuste, ma non mi permetto di discuterle, per ovvi motivi) interne, e nemmeno una riga su quanto succede nel mondo... in italia , nei comuni ... Questioni come il precariato, l'immigrazione, i bilanci comunali, l'assistenza sociale, la sanità , le stragi in medio oriente ecc... rimangono argomenti fuori dal dibattito pubblico? Io penso , sommessamente, che le sorti di Rifondazione siano molto importanti per tutta la sinistra che si definisce o ritiene di essere comunista, ma non c'è solo rifondazione o i verdi o sinistra democratica, bensi un mondo intero di sinistra e comunista che,a prescindere dai tesseramenti,partecipa alla vita pubblica e politica , e che costruisce seppur a fatica "un movimento" Il mio modestissimo parere ( forse supino consiglio ) è che per uscire dalla guerra dei trent'anni in cui vi siete maleficamente cacciati, sarebbe necessario dare segnali forti ai "nazionali" con una federazione auterovele e forte, che guardi , non dico all'unità delle sinistre , ma all'apertura di dialogo con i compagni della sinistra comunista ( non serve particolare immaginazione per vedere che fuori dalle rovine dell'Arcobaleno c'è un accampamento fatto di gruppi,partitini,associazioni , persone che fanno!) Un dialogo sul" FARE" assieme a tanti \e ai quali magari le discussioni interne al vostro partito interessano poco mentre invece , le sorti della sinistra e della politica di sinistra interessano molto. Ecco allora che io propongo che ,se ci si deve ( noi tutti e tutte) ricreare le fosche atmosfere "della notte dei lunghi coltelli" lo si faccia su questioni non legate ai poteri interni da ristabilire tra ugonotti e papalini ( passatemi il parallelismo) , ma sulla gestione del bene pubblico ( ELEZIONI PROVINCIALI E COMUNALI? con chi ci si allea , se ci si allea , ecc...) , sulle politiche della scuola, con le politiche internazionali ( traduco GUERRA, GUERRA, GUERRA ) .E' su questo che ci dovrebbe dilaniare!......... Vedete, cari compagni\e , questa estate sono ritoranto in Bosnia J Erzegovina, ed ho ritrovato come nei giorni della terribile guerra balcanica ( che per puro "caso" io ho vissuto) pascoli , boschi , orti, villaggi, minati, da eserciti ma anche da singoli cittadini che hanno voluto difendere in maniera aberrante il loro potere, il loro territorio, ed oggi la Bosnia ha un po' meno di metà del suo territorio impraticabile, perchè minato ! Tradotto : UNA TRAGEDIA! Da quello cheho letto su questa lista, mi sembra ( e mentre lo scrivo rabbrividisco, perchè io ho visto le gambe di persone maciullate dalle mine... ) che qualche solerte sostenitore della difesa di qualche improbabile territorio abbia posto mine per rendere impraticabile un territorio che , in maniera idiota e criminale,pensa suo ed invece è di TUTTI E TUTTE, vi prego quindi cari compagni e compagne, dateci le mappe delle mine affinchè ognuno ed ognuna di noi possa perlustrare il bosco , possa allevare i propri figli, possa invitare i propri amici, possa allevare le proprie pecore, possa arare le proprie terre senza temere di sentire da lontano , un suono soffocato, una sorta di colpo al cuore, un piccolo tonfo di terra e di sangue, un esile lamento che diventa imprecazione contro un dio e contro gli uomini , contro voi , e noi stessi, perchè qundo sentiamo quel tonfo sappiamo che un' altra mina è saltata ..... Vi esorto, carissimi\e, mettiamoci assieme e troviamo tutte le mappe, le strade , non chiudetevi in innutili fortezze , superate dal tempo e dalla storia, sminiamo le strade affinchè noi tutti possiamo senza tema trovarci e veramente parlare e progettare una società migliore! Un abbraccio Valter Saresini ----- Original Message ----- From: "beppe almansi" To: "bsf bsf" Sent: Friday, December 26, 2008 1:59 AM Subject: Re: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione davanti alla complessità delle analisi politiche (o filosofiche come preferirebbe lui) di Zinelli mi dichiaro impotente...argomentazioni troppo raffinate per chi nella vita ha maneggiato solo bastoni...e quindi mi ritiro in buon ordine, disposto a tornare a discutere solo con quelli al mio (basso) livello di comprensione. ...con una consapevolezza in più...non posso lasciare il mio partito, non possiamo lasciare la Sinistra in mano a gente così! grazie e scusate il disturbo Beppe ------------------------------------------------------------ Almansi ha ragione su tutto. È vero che non porta borse, ma lavora a tempo pieno su internet e su facebook, stipendiato per scelta personale di Squassina. Buona parte del capitalismo italiano è schierata con i suoi beniamini (di Almansi). Difatti Ferrero ha impiegato sei mesi circa per essere (parzialmente) accreditato in televisione come segretario di Rifondazione Comunista, perchè la televisione aveva stabilito da fine aprile 2008 che il segretario era Vendola. Le vendite di Liberazione sono un problema serissimo per il partito. Modestamente sono in sciopero verso il giornale "del capitalismo salvato dagli operai - almeno da quelli bresciani" da circa 20 mesi, e sembra che Sansonetti in tre anni sia riuscito a far fare la stessa scelta a metà dei suoi lettori. E si potrebbe continuare. Su una cosa sbaglia. Io Almansi non so neanche chi sia, politicamente parlando, essendo un ragazzo di paese che non sa nulla delle cose della città. I bene informati, compreso lo stesso Almansi - l'ho sentito con le mie orecchie - mi garantiscono che è sempre stato uno di quelli dello stalin, nel senso del bastone o giù di lì. Io a mio modo faccio politica dal 1965, e non ho mai tirato neppure un sampietrino. Figurarsi se posso vantarmi di aver tirato un checco sul muso di quelli del magazzino, come fa Almansi, quando si trova in compagnia dei suoi fidati non-violenti. Attilio. _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf From beppe.almansi a libero.it Wed Dec 31 18:35:30 2008 From: beppe.almansi a libero.it (beppe.almansi) Date: Wed, 31 Dec 2008 18:35:30 +0100 Subject: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione References: <000601c96b41$6bc4b6b0$6201a8c0@waltercfpc0jpr> Message-ID: Per quanto mi riguarda, e penso di poter parlare a nome dei tanti compagni che quotidianamente lavorano con me, concordo su tutto quello che dice Walter e questo sarà il mio impegno...mettere insieme tutta la Sinistra sulle cose da fare e ridare a tutti noi una speranza e un futuro. Beppe ----- Original Message ----- From: "valter" To: "brescia social forum" Sent: Wednesday, December 31, 2008 1:15 PM Subject: Re: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione Raccendo solo oggi il mio pc dopo una pausa forzata di una settimana, e mi ritrovo su questa lista pubblica una diatriba tra iscritti di Rifondazione. Nlla di grave anzi discutere pubblicamente è cosa buona ... vorrei però sottolineare ai compagni ( credo siano ancora miei compagni a prescindere delle tessere) che avete fatto un casino infernale tra voi fino al 26 dicembre poi cominciano i borbardamenti israeliani in palestina e tutto torna a tacere. Vglio dire, tutta quella carica emotiva e "dialettica " usata solo per le polemiche ( forse anche giuste, ma non mi permetto di discuterle, per ovvi motivi) interne, e nemmeno una riga su quanto succede nel mondo... in italia , nei comuni ... Questioni come il precariato, l'immigrazione, i bilanci comunali, l'assistenza sociale, la sanità , le stragi in medio oriente ecc... rimangono argomenti fuori dal dibattito pubblico? Io penso , sommessamente, che le sorti di Rifondazione siano molto importanti per tutta la sinistra che si definisce o ritiene di essere comunista, ma non c'è solo rifondazione o i verdi o sinistra democratica, bensi un mondo intero di sinistra e comunista che,a prescindere dai tesseramenti,partecipa alla vita pubblica e politica , e che costruisce seppur a fatica "un movimento" Il mio modestissimo parere ( forse supino consiglio ) è che per uscire dalla guerra dei trent'anni in cui vi siete maleficamente cacciati, sarebbe necessario dare segnali forti ai "nazionali" con una federazione auterovele e forte, che guardi , non dico all'unità delle sinistre , ma all'apertura di dialogo con i compagni della sinistra comunista ( non serve particolare immaginazione per vedere che fuori dalle rovine dell'Arcobaleno c'è un accampamento fatto di gruppi,partitini,associazioni , persone che fanno!) Un dialogo sul" FARE" assieme a tanti \e ai quali magari le discussioni interne al vostro partito interessano poco mentre invece , le sorti della sinistra e della politica di sinistra interessano molto. Ecco allora che io propongo che ,se ci si deve ( noi tutti e tutte) ricreare le fosche atmosfere "della notte dei lunghi coltelli" lo si faccia su questioni non legate ai poteri interni da ristabilire tra ugonotti e papalini ( passatemi il parallelismo) , ma sulla gestione del bene pubblico ( ELEZIONI PROVINCIALI E COMUNALI? con chi ci si allea , se ci si allea , ecc...) , sulle politiche della scuola, con le politiche internazionali ( traduco GUERRA, GUERRA, GUERRA ) .E' su questo che ci dovrebbe dilaniare!......... Vedete, cari compagni\e , questa estate sono ritoranto in Bosnia J Erzegovina, ed ho ritrovato come nei giorni della terribile guerra balcanica ( che per puro "caso" io ho vissuto) pascoli , boschi , orti, villaggi, minati, da eserciti ma anche da singoli cittadini che hanno voluto difendere in maniera aberrante il loro potere, il loro territorio, ed oggi la Bosnia ha un po' meno di metà del suo territorio impraticabile, perchè minato ! Tradotto : UNA TRAGEDIA! Da quello cheho letto su questa lista, mi sembra ( e mentre lo scrivo rabbrividisco, perchè io ho visto le gambe di persone maciullate dalle mine... ) che qualche solerte sostenitore della difesa di qualche improbabile territorio abbia posto mine per rendere impraticabile un territorio che , in maniera idiota e criminale,pensa suo ed invece è di TUTTI E TUTTE, vi prego quindi cari compagni e compagne, dateci le mappe delle mine affinchè ognuno ed ognuna di noi possa perlustrare il bosco , possa allevare i propri figli, possa invitare i propri amici, possa allevare le proprie pecore, possa arare le proprie terre senza temere di sentire da lontano , un suono soffocato, una sorta di colpo al cuore, un piccolo tonfo di terra e di sangue, un esile lamento che diventa imprecazione contro un dio e contro gli uomini , contro voi , e noi stessi, perchè qundo sentiamo quel tonfo sappiamo che un' altra mina è saltata .... Vi esorto, carissimi\e, mettiamoci assieme e troviamo tutte le mappe, le strade , non chiudetevi in innutili fortezze , superate dal tempo e dalla storia, sminiamo le strade affinchè noi tutti possiamo senza tema trovarci e veramente parlare e progettare una società migliore! Un abbraccio Valter Saresini ----- Original Message ----- From: "beppe almansi" To: "bsf bsf" Sent: Friday, December 26, 2008 1:59 AM Subject: Re: [Bsf] R: Non sono beghe interne a Rifondazione davanti alla complessità delle analisi politiche (o filosofiche come preferirebbe lui) di Zinelli mi dichiaro impotente...argomentazioni troppo raffinate per chi nella vita ha maneggiato solo bastoni...e quindi mi ritiro in buon ordine, disposto a tornare a discutere solo con quelli al mio (basso) livello di comprensione. ..con una consapevolezza in più...non posso lasciare il mio partito, non possiamo lasciare la Sinistra in mano a gente così! grazie e scusate il disturbo Beppe ------------------------------------------------------------ Almansi ha ragione su tutto. È vero che non porta borse, ma lavora a tempo pieno su internet e su facebook, stipendiato per scelta personale di Squassina. Buona parte del capitalismo italiano è schierata con i suoi beniamini (di Almansi). Difatti Ferrero ha impiegato sei mesi circa per essere (parzialmente) accreditato in televisione come segretario di Rifondazione Comunista, perchè la televisione aveva stabilito da fine aprile 2008 che il segretario era Vendola. Le vendite di Liberazione sono un problema serissimo per il partito. Modestamente sono in sciopero verso il giornale "del capitalismo salvato dagli operai - almeno da quelli bresciani" da circa 20 mesi, e sembra che Sansonetti in tre anni sia riuscito a far fare la stessa scelta a metà dei suoi lettori. E si potrebbe continuare. Su una cosa sbaglia. Io Almansi non so neanche chi sia, politicamente parlando, essendo un ragazzo di paese che non sa nulla delle cose della città. I bene informati, compreso lo stesso Almansi - l'ho sentito con le mie orecchie - mi garantiscono che è sempre stato uno di quelli dello stalin, nel senso del bastone o giù di lì. Io a mio modo faccio politica dal 1965, e non ho mai tirato neppure un sampietrino. Figurarsi se posso vantarmi di aver tirato un checco sul muso di quelli del magazzino, come fa Almansi, quando si trova in compagnia dei suoi fidati non-violenti. Attilio. _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf _______________________________________________ Bsf mailing list https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf