[Bsf] Non sono beghe interne a Rifondazione

beppe almansi beppe.almansi a libero.it
Gio 25 Dic 2008 22:47:19 CET


Devo a malincuore, dopo aver promesso a me stesso di non cadere più nella trappola, replicare alle farneticazioni di Zinelli e all’isteria di Macio.
Vedete questa volta riguarda tutti, ma proprio tutti.
Liberazione, a differenza di quanto sostengono i suoi detrattori, non è patrimonio solo di Rifondazione ma, insieme al Manifesto, uno degli ultimi piccoli baluardi informativi contro il pensiero unico.
Una premessa è però necessaria, anzi due.
La prima è rivolta a Macio al quale sommessamente vorrei dire che quello che lui chiama “sputtanamento del partito” è un dibattito che appunto lui vorrebbe vedere svolgersi nelle “segrete stanze” o tuttalpiù sui siti del partito…questo fa la differenza “antropologica” tra me e quei compagni che vorrebbero tornare a lavare i panni in famiglia ( che poi sono gli stessi che in un altro genere di dibattito di questi giorni difendono il muro di Berlino).
Ai compagni come Macio dico solo che invece di stare sull’Aventino ( o spegnere la televisione quando appare Sansonetti, come ha suggerito Grassi a una riunione nazionale) farebbero bene a confrontarsi anche con chi scrive “la banda Ferrero”.
La seconda è rivolta a Zinelli, commissario politico da Albania degli anni 50, che non la smette con il vecchio giochetto di non dare dignità ai suoi avversari (nemici) politici, tacciandoli come fa da tempo con me, di essere solo un “solerte portaborse di Squassina”.
Come potranno capire tutti mi è facile rispondere che sono stato democraticamente eletto nella segreteria del suo partito e non certo per fare il portaborse, e mi fermo qui perché raccolgo l’invito di non abusare della mailing list per beghe personali.
Mi limito comunque a dire che persone che usano questi argomenti non possono appartenere alla mia stessa comunità politica!
Per tornare alle cose serie….la vendita di Liberazione.
Giornale dai mille difetti, schierato , tutto quello che si vuole, ma quotidiano che ha avuto il merito di aprire su temi che la sinistra aveva sempre tenuto ai margini, se non apertamente osteggiato ….nessuno ricorda più il grido di dolore di alcuni compagni, o pseudo tali, che all’indomani della sconfitta di Aprile, si lamentarono del fatto che ci eravamo occupati troppo (cito testualmente) di rom e froci?
Ora nella migliore delle ipotesi si vuole rendere questo giornale una sorta di “Pravda” e cioè un bollettino interno di partito, fedele alla linea ecc. ecc.
A questa cosa non si stanno opponendo solo i cosidetti “Vendoliani” ma tutti coloro che hanno a cuore la libertà di informazione; lo testimonia il comunicato durissimo della Federazione della stampa, lo sciopero dei giornalisti di Liberazione, i comunicati delle associazioni (prima tra tutte l’Arcigay) durissimi e contrarissimi alla “normalizzazione di Liberazione”.
Per verificare quanto sto dicendo basta leggersi gli ultimi articoli del manifesto o, per chi usa face book, andare a vedere quante adesioni sta raccogliendo il gruppo che ho aperto “contro la vendita di Liberazione e la cacciata di Sansonetti “ (oltre 500 adesioni in poche ore).
Altro che sputtanamento del partito, come vedete, c’è ben altro in gioco è cioè la chiusura di uno degli ultimi spazi liberi e la cacciata del suo direttore (reo di pensarla diversamente sulle magnifiche sorti di ciò che resta del PRC).
Mi fermo qui, invitando ovviamente tutti a documentarsi su quanto sta accadendo anche nel PRC ma soprattutto invitando tutti i compagni a fare loro la campagna per salvare Liberazione dalla sua vendita (chiusura) comunque la si pensi.
A questo deve servire, secondo me, anche questa mailing list.






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