[Bsf] allarmi son fascisti

paolo vitale plovitale a virgilio.it
Ven 22 Feb 2008 10:42:27 CET


Non contenti di seminare razzismo e intolleranza tra gli adulti, adesso se 
la prendono con i bambini che hanno meno di sei anni. Hanno inventato il 
bambino clandestino, dopo aver inventato il bambino musulmano o cristiano. 
Sono arrivati alla conclusione coerente di un percorso intollerabile.
Lunedì in consiglio comunale cercherò di dare una risposta: si è superato 
ogni limite. A Milano solo la magistratura è riuscita a bloccarli.

paolo


La proposta di Alleanza nazionale in Loggia
«Sgombriamo subito il campo da possibili strumentalizzazioni: sì alla 
solidarietà e al sostegno di chi si trova in difficoltà, ma un secco no all'eccessivo 
buonismo».
Andrea Ghezzi di Azione giovani, e consigliere comunale di An, non esita a 
sottolineare il carattere della proposta avanzata dal suo partito in merito 
alla richiesta di adottare, anche a Brescia, il provvedimento che, a Milano, 
ha posto il sindaco Moratti in prima linea contro l'immigrazione 
clandestina.
Nel dicembre scorso una circolare del settore Servizi all'infanzia del 
comune meneghino, negava la possibilità di iscrizione alle scuole dell'infanzia 
ai bambini di famiglie prive del regolare permesso di soggiorno, e che non 
fossero in grado di ottenerlo entro febbraio 2008. «L'atto del comune di 
Milano è stata una scelta dovuta e in linea con la doverosa affermazione 
della cultura della legalità e del rispetto delle regole - spiega Ghezzi -. 
Le amministrazioni locali hanno il dovere istituzionale di coniugare 
solidarietà e legalità».
«Ad una necessaria politica di accoglienza, finalizzata a favorire processi 
di integrazione degli stranieri - sostiene Grezzi - devono essere affiancate 
politiche di contrasto deciso all'illegalità diffusa». «Attualmente siamo in 
presenza di una palese contraddizione - aggiunge Luca Ferodi, membro dell'esecutivo 
provinciale di An -. La legge sancisce che il clandestino va espulso ma, nel 
contempo, lo stesso usufruisce, o dovrebbe usufruire, degli stessi servizi 
di cui godono i cittadini italiani, che regolarmente pagano le tasse. È ora 
di porre fine a questo paradosso».
E ancora: «Gli strumenti legislativi devono garantire il rispetto dei 
principi democratici di uguaglianza e di non discriminazione universalmente 
riconosciuti, ma anche fare i conti con la realtà impregnata di illegalità».
«Non si vuole negare agli immigrati, seppure clandestini, servizi di 
pubblica utilità - continua Ghezzi -. I bambini non devono subire le 
conseguenze dei comportamenti illegali dei genitori, ma è chiaro che le 
istituzioni devono garantire l'applicazione delle leggi e il rispetto delle 
stesse».
«Tale esigenza - conclude l'esponente di Azione Giovani e An - è ancora più 
sentita in una città come Brescia, laddove i posti asilo sono in numero 
inferiore rispetto alle richieste, e le rette degli asili privati comportano 
notevoli esborsi finanziari per le famiglie, italiane o regolarizzate».




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