[Bsf] UNA MEMORIA PER IL PRESENTE Perché ricordare lo sterminio di rom e sinti e' importante oggi
luigino.beltrami1 a tin.it
luigino.beltrami1 a tin.it
Ven 25 Gen 2008 22:33:57 CET
ciao,
per la giornata della memoria, vi mando questo interessante
contributo di Nando Sigona di OsservAzione, cosa ne pensate?
grazie
per l'attenzione
Luigino
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UNA MEMORIA PER IL PRESENTE Perché ricordare lo sterminio di rom e
sinti e' importante oggi
Di Nando Sigona, osservAzione [<http://www.
osservazione.org>]
Ricordare la persecuzione di rom e sinti durante il
nazi-fascismo è
importante. E quest’anno lo è forse ancora più del
passato. Negli
ultimi mesi abbiamo assistito a quella che il presidente
dell’Assemblea
Parlamentare del Consiglio Europeo ha definito ‘una
caccia alle
streghe’. E le streghe erano ancora una volta i rom,
meglio se di
origine romena.
Il clima delle settimane che hanno
preceduto le festività natalizie è
stato scosso da forti ondate
emotive, sollevate con dovizia retorica da
politici in cerca di
attenzione mediatica e intenti a posizionarsi nel
grande centro della
politica italiana dove ormai comandano termini come
‘tolleranza zero’,
‘sicurezza’ e ‘controllo del territorio’.
Ma forse è il caso di
ricordare, in questo paese dalla memoria
cortissima, che questa è solo
l’ultima caccia (di una lunga serie) ai
rom, siano essi lavavetri,
presunti rapitori di bambini, schiavisti,
criminali per natura o
‘bestie’, come un prefetto della repubblica li
ha definiti, e che non è
iniziata a novembre, ma va avanti ormai da tempo.
Una data simbolica
potrebbe essere il lancio della ‘battaglia per la
legalità’ del
sindaco Cofferati a Bologna nell’ormai lontano 2005. Ben
prima quindi
della tragica aggressione che ha portato alla morte della
signora
Reggiani a Tor di Quinto (Roma).
Da notare anche che i protagonisti di
queste campagne che si
autodefiniscono securitarie sono stati spesso i
sindaci di
centro-sinistra, che hanno trovato una volenterosa spalla
nei colleghi
di destra. Il nuovo condottiero del partito democratico
che si vanta
per le 6000 persone lasciate senza una casa e il sindaco
manager di Milano,
il crociato fiorentino che cita Marx a sproposito
nella sua battaglia
epica contro i lavavetri e il leghista condannato
per razzismo ma poi
eletto con una valanga di voti perchè ha avuto il
coraggio di dire
‘fuori gli zingari dalla città’, l’ex-operaio
torinese che dice di
sapere cosa significa emigrare ed essere poveri e
l’ex-segretario
confederale del più grande sindacato italiano, hanno
tutti parlato la
stessa lingua.
Pochi e timidi i tentativi di
distinguo. Rosa Russo Iervolino a fine
ottobre aveva manifestato
pubblicamente il suo dissenso nei confronti
dei cosiddetti ‘sindaci
sceriffi’. Il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, aveva
invece invitato i politici a non identificare
i rom e i romeni con il
male e a non avere paura.
La politica, invece, ha spettacolarizzato il
dolore composto e
dignitoso della famiglia della signora Reggiani e ha
lasciato che la brutalità
della violenza sollevasse gli animi, ha
usato le risorse dello stato
per mettere in scena lo spettacolo della
vendetta e ha utilizzato il
decreto n.181/2007 come simbolo e come
pretesto. I sindaci di cui sopra hanno
colto la palla al balzo e hanno
mandato i vigili e i bulldozer a
distruggere le baracche di qualche
centinaia di persone, i prefetti
hanno mandato i poliziotti a fare
controlli a tappeto negli
accampamenti di fortuna, controlli che sono
serviti a creare paura tra chi li ha
subiti (e molti sono scappati), a
raccogliere un bel po’ di impronte
digitali – che poi non hanno
prodotto che una manciata di provvedimenti
di espulsione, il che
significa fino a prova contraria che poi di
pericoli pubblici non ce
ne erano poi tanti! – e ha chiamato a raccolta
i giornalisti per
raccontare con immagini ben costruite la pronta
risposta delle
istituzioni.
Intanto sui muri di una scuola è apparsa una scritta che
recita:
‘decapitiamo gli studenti romeni’; fuori al carcere di Regina
Coeli
c’era chi chiedeva la pena di morte per Mailat; l’ex-
vicepresidente del
consiglio dei ministri chiedeva la deportazione di
200.000 romeni, il
leader di Forza Nuova scriveva sul sito del suo
gruppo che era giunto
il momento di farsi giustizia da soli e qualcuno
lanciava bombe molotov
contro i campi rom in varie città d’Italia.
Bene, questi sembrano tutti buoni motivi per ricordare che una volta,
non tanto tempo fa, i rom e sinti sono stati sterminati; si parla di
mezzo milione di persone. E non sono stati solo i nazisti a farlo.
C’
erano campi di concentramento anche in Italia. Campi costruiti e
gestiti dagli italiani-brava-gente. Meglio non dimenticarlo.
--
osservAzione (ONLUS)
centro di ricerca azione contro la discriminazione
di rom e sinti
web: www.osservazione.org
email: info a osservazione.org
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