[Bsf] UNA MEMORIA PER IL PRESENTE Perché ricordare lo sterminio di rom e sinti e' importante oggi
morrigan
morrigan13 a libero.it
Sab 26 Gen 2008 12:20:32 CET
Ciao
ho letto con attenzione.Sono sempre stata contraria a demonizzare di volta
in volta i gruppi più deboli della società,la persecuzione senza senso dei
rom disgraziatamente è una costante storica in quasi tutti i paesi
europeri,e credo con diversi gradi di violenza in quasi tutti gli stati del
mondo.
Certamente i rom come ogni nazionalità ha la sua dose di ladri e assassini
ed e giusto che essi siamo puniti,ma il fatto che la cultura rom sia diversa
dalla nostra non ci da diritto a fare di loro dei demoni.Mi sento offesa
doppiamente come cittadina e come animalista per la qualifica di "bestie"
data a i rom.
A Buenos Aires i sinti e i rom si sono stanziati e formato interi quartieri
zingari,vivono in case dignitose,arredate con tende,tavolini bassi
,ecc,molte volte sono stata ospitata da loro e mi sono sembrate persone
civili e inteligenti,alcuni di loro hanno partecipato alla resistenza a i
governi militari e sono morti o desaparecidos,per cui contrariamente a tutti
ho un alta opinione di loro.
Ti saluto con affetto
Consuelo
----- Original Message -----
From: <luigino.beltrami1 a tin.it>
To: <movimenti a gnumerica.org>
Sent: Friday, January 25, 2008 10:33 PM
Subject: [Bsf] UNA MEMORIA PER IL PRESENTE Perché ricordare lo sterminio di
rom e sinti e' importante oggi
>
> ciao,
>
> per la giornata della memoria, vi mando questo interessante
> contributo di Nando Sigona di OsservAzione, cosa ne pensate?
>
> grazie
> per l'attenzione
>
> Luigino
>
>
****************************************************************************
**********************
>
> UNA MEMORIA PER IL PRESENTE Perché ricordare lo sterminio di rom e
> sinti e' importante oggi
>
> Di Nando Sigona, osservAzione [<http://www.
> osservazione.org>]
>
> Ricordare la persecuzione di rom e sinti durante il
> nazi-fascismo è
> importante. E quest’anno lo è forse ancora più del
> passato. Negli
> ultimi mesi abbiamo assistito a quella che il presidente
> dell’Assemblea
> Parlamentare del Consiglio Europeo ha definito ‘una
> caccia alle
> streghe’. E le streghe erano ancora una volta i rom,
> meglio se di
> origine romena.
> Il clima delle settimane che hanno
> preceduto le festività natalizie è
> stato scosso da forti ondate
> emotive, sollevate con dovizia retorica da
> politici in cerca di
> attenzione mediatica e intenti a posizionarsi nel
> grande centro della
> politica italiana dove ormai comandano termini come
> ‘tolleranza zero’,
> ‘sicurezza’ e ‘controllo del territorio’.
> Ma forse è il caso di
> ricordare, in questo paese dalla memoria
> cortissima, che questa è solo
> l’ultima caccia (di una lunga serie) ai
> rom, siano essi lavavetri,
> presunti rapitori di bambini, schiavisti,
> criminali per natura o
> ‘bestie’, come un prefetto della repubblica li
> ha definiti, e che non è
> iniziata a novembre, ma va avanti ormai da tempo.
> Una data simbolica
> potrebbe essere il lancio della ‘battaglia per la
> legalità’ del
> sindaco Cofferati a Bologna nell’ormai lontano 2005. Ben
> prima quindi
> della tragica aggressione che ha portato alla morte della
> signora
> Reggiani a Tor di Quinto (Roma).
> Da notare anche che i protagonisti di
> queste campagne che si
> autodefiniscono securitarie sono stati spesso i
> sindaci di
> centro-sinistra, che hanno trovato una volenterosa spalla
> nei colleghi
> di destra. Il nuovo condottiero del partito democratico
> che si vanta
> per le 6000 persone lasciate senza una casa e il sindaco
> manager di Milano,
> il crociato fiorentino che cita Marx a sproposito
> nella sua battaglia
> epica contro i lavavetri e il leghista condannato
> per razzismo ma poi
> eletto con una valanga di voti perchè ha avuto il
> coraggio di dire
> ‘fuori gli zingari dalla città’, l’ex-operaio
> torinese che dice di
> sapere cosa significa emigrare ed essere poveri e
> l’ex-segretario
> confederale del più grande sindacato italiano, hanno
> tutti parlato la
> stessa lingua.
> Pochi e timidi i tentativi di
> distinguo. Rosa Russo Iervolino a fine
> ottobre aveva manifestato
> pubblicamente il suo dissenso nei confronti
> dei cosiddetti ‘sindaci
> sceriffi’. Il presidente della Repubblica,
> Giorgio Napolitano, aveva
> invece invitato i politici a non identificare
> i rom e i romeni con il
> male e a non avere paura.
> La politica, invece, ha spettacolarizzato il
> dolore composto e
> dignitoso della famiglia della signora Reggiani e ha
> lasciato che la brutalità
> della violenza sollevasse gli animi, ha
> usato le risorse dello stato
> per mettere in scena lo spettacolo della
> vendetta e ha utilizzato il
> decreto n.181/2007 come simbolo e come
> pretesto. I sindaci di cui sopra hanno
> colto la palla al balzo e hanno
> mandato i vigili e i bulldozer a
> distruggere le baracche di qualche
> centinaia di persone, i prefetti
> hanno mandato i poliziotti a fare
> controlli a tappeto negli
> accampamenti di fortuna, controlli che sono
> serviti a creare paura tra chi li ha
> subiti (e molti sono scappati), a
> raccogliere un bel po’ di impronte
> digitali – che poi non hanno
> prodotto che una manciata di provvedimenti
> di espulsione, il che
> significa fino a prova contraria che poi di
> pericoli pubblici non ce
> ne erano poi tanti! – e ha chiamato a raccolta
> i giornalisti per
> raccontare con immagini ben costruite la pronta
> risposta delle
> istituzioni.
> Intanto sui muri di una scuola è apparsa una scritta che
> recita:
> ‘decapitiamo gli studenti romeni’; fuori al carcere di Regina
> Coeli
> c’era chi chiedeva la pena di morte per Mailat; l’ex-
> vicepresidente del
> consiglio dei ministri chiedeva la deportazione di
> 200.000 romeni, il
> leader di Forza Nuova scriveva sul sito del suo
> gruppo che era giunto
> il momento di farsi giustizia da soli e qualcuno
> lanciava bombe molotov
> contro i campi rom in varie città d’Italia.
> Bene, questi sembrano tutti buoni motivi per ricordare che una volta,
> non tanto tempo fa, i rom e sinti sono stati sterminati; si parla di
> mezzo milione di persone. E non sono stati solo i nazisti a farlo.
> C’
> erano campi di concentramento anche in Italia. Campi costruiti e
> gestiti dagli italiani-brava-gente. Meglio non dimenticarlo.
>
> --
> osservAzione (ONLUS)
> centro di ricerca azione contro la discriminazione
> di rom e sinti
> web: www.osservazione.org
> email: info a osservazione.org
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