[Bsf] contratto nazionale metalmeccanici
stefano mori
stefanomori2 a tele2.it
Dom 27 Gen 2008 18:08:02 CET
Delegati e lavoratori
per il NO ad un accordo ingiusto!
LE ADESIONI - per inviare la tua adesione scrivi a postarsu a email.it
Noi sottoscritti delegati/e e lavoratori diamo un giudizio profondamente
negativo dell’accordo firmato da Federmeccanica e Fim-Fiom-Uilm per il
rinnovo del contratto nazionale. Con questo appello invitiamo tutti i
lavoratori e lavoratrici metalmeccanici a votare NO al referendum che si
terra tra il 25 e il 27 febbraio in tutte le aziende.
I principali punti critici dell’intesa con Federmeccanica sono:
1. Sulle flessibilità si aumenta di 8 ore lo straordinario
obbligatorio, portandolo a 40 ore per le aziende sopra i 200 dipendenti e a
48 per quelle sotto. E’ un fatto negativo perché, oltre che aumentarlo,
rischia di rilanciare nelle aziende l’utilizzo dello straordinario
obbligatorio, che in molti posti di lavoro era progressivamente venuto meno.
Inoltre le aziende potranno trasferire all’anno dopo un giorno di riposo tra
quelli collettivi (Par). L’orario flessibile (64 ore all’anno), viene esteso
anche ai picchi produttivi e in questo caso le aziende hanno la possibilità,
previo accordo con le Rsu, di non effettuare più il riposo, ma di
trasformare tutto in straordinario.
Nella sostanza c’è un aumento dell’orario di fatto dei
metalmeccanici di due giornate di lavoro e un peggioramento del regime delle
flessibilità.
2. Sul mercato del lavoro non vengono realizzati gli obiettivi
della piattaforma. L’unico risultato è il limite di 44 mesi, dopo il quale
c’è la conferma, per chi fa sia lavoro a tempo determinato sia lavoro
interinale. Però per chi fa solo contratti a termine i limiti sono quelli
dell’accordo del 23 luglio 2007, mentre per chi fa solo contratti interinali
non c’è alcun limite né vincolo, se non quelli di legge.
Il mancato conseguimento degli obiettivi di riduzione della
precarietà del lavoro contenuti nella piattaforma è anche conseguenza
dell’accordo del 23 luglio 2007, che accetta la Legge 30.
3. Sull’inquadramento unico non c’è nulla rispetto alla
piattaforma presentata, se non il rinvio ad una commissione. La 5^S diventa
una categoria a tutti gli effetti e si introduce la 3^ ERP (3^ più).
Quest’ultima soluzione è molto negativa, perché rischia di bloccare, invece
che favorire, i passaggi dei lavoratori dal 3° al 4° livello.
Complessivamente uno degli obiettivi fondamentali della piattaforma,
la riforma dell’inquadramento unico, quello che più era stato valorizzato
dalle organizzazioni sindacali, non viene realizzato.
4. La parità normativa operai-impiegati, che era stata richiesta
dalla Federmeccanica e non dalle organizzazioni sindacali, viene realizzata
con diverse penalizzazioni per i lavoratori. In particolare aumenta il
periodo di prova per gli operai, sulle ferie ci vogliono 10 anni per avere
un giorno in più e ben 18 per ottenere la settimana in più che hanno già gli
impiegati e, infine, c’è la penalizzazione salariale per i nuovi assunti.
Infatti la mensilizzazione del salario crea uno svantaggio per gli operai.
Chi è al lavoro riceve 11 ore e 10 minuti di salario (circa 110 euro
all’anno) per compensare lo svantaggio. I nuovi assunti e coloro che si
licenziano e cambiano lavoro, non hanno questa compensazione e quindi
perderanno ogni anno una quota di salario rispetto agli altri lavoratori.
Considerato che la Federmeccanica aveva dichiarato che nessuno ci
avrebbe rimesso e che molti ci avrebbero guadagnato, la penalizzazione degli
operai sul periodo di prova e sulla mensilizzazione del salario è ingiusta,
mentre il mancato calcolo dell’anzianità di lavoro per le ferie rende il
risultato concretamente inesistente.
5. Sul salario il risultato è insufficiente rispetto agli
obiettivi della piattaforma, che erano di 117 euro entro i due anni e di 101
al 3° livello per lo stesso periodo. L’aumento finale è di 127 euro, al
prezzo del prolungamento di 6 mesi della durata del contratto. E’ bene
ricordare che gli industriali offrivano spontaneamente 120 euro per
allungare di 6 mesi. Inoltre, gli scaglionamenti sono ingiusti. Per tutto il
2008 l’aumento è di 60 euro al 5° livello e di 51 euro lordi al 3°.
Nell’arco dei due anni, luglio 2007-luglio 2009, di durata formale del
contratto, l’aumento al 5° livello è di soli 97 euro, quello del 3° poco più
di 80. I 30 euro successivi scattano da settembre 2009, quindi già nei sei
mesi del prolungamento contrattuale.
Inoltre nel testo dell’accordo si definisce una clausola di
assorbimento di alcuni aumenti dati individualmente dalle aziende. E’ un
punto negativo, perché così diverse aziende non pagheranno alcun aumento
reale ai lavoratori, ma assorbiranno nei minimi contrattuali una parte della
paga individuale già corrisposta.
Di fronte al disastro delle buste paga e alle concessioni sulle
flessibilità, il risultato salariale è largamente insufficiente, anche
rispetto alla piattaforma presentata. E’ bene inoltre ricordare che questa
volta il prolungamento di 6 mesi del contratto non si giustificava, come due
anni fa, con la durata della vertenza, si poteva quindi puntare a un aumento
più consistente nell’arco dei due anni, senza accettare le posizioni della
Federmeccanica che sono determinate anche da una Confindustria che vuole
portare il contratto nazionale a 3 anni.
Complessivamente questi punti negativi rendono il risultato della vertenza
per noi non accettabile. Riteniamo che un risultato migliore sarebbe stato
possibile se il sindacato avesse fino in fondo scelto di far pesare nella
vertenza il dramma delle condizioni di lavoro, degli infortuni, delle buste
paga. C’era un’opinione pubblica favorevole ai metalmeccanici e contraria
alle aziende. C’erano lotte in corso che potevano diventare più forti e
decise, come hanno dimostrato altre categorie.
Sarebbe poi stato giusto chiedere ai lavoratori di pronunciarsi sulla
flessibilità e sui cambiamenti della piattaforma, prima di giungere a
un’ipotesi conclusiva che cambiava e cancellava molte richieste. Questo non
è stato e ora tocca ai lavoratori esprimere un giudizio.
Non è accettabile che l’accordo venga presentato con il solito ritornello:
“o mangi questa minestra o salti dalla finestra”. I lavoratori devono poter
dire se questo accordo va bene o no. Noi diciamo di no e pensiamo che se lo
diranno anche tante lavoratrici e lavoratori metalmeccanici sarà chiaro che
bisogna ascoltare molto di più chi lavora e, soprattutto, che non si può
continuare a scambiare un salario insufficiente con il continuo
peggioramento delle condizioni di lavoro.
Il 25-27 febbraio
Vota NO al referendum
sul contratto nazionale metalmeccanici
PER ADESIONI – postarsu a email.it
Santorelli Antonio (Rsu Avio Pomigliano)
Ferri Renzo, Daniele Manzini,Paolo Ventrella, Elvis Fischetti, Amedeo Cusano
Todde Nicola, Matteo Parlati, Giovanni Parente, Sauro Palazzi, Santo
Gioffreda (Rsu Ferrari Maranello)
Riccardo Nonnis,Giuseppe Corveddu, Michele Adorni (C.D. Fiom Modena Ferrari)
Santoro Francesco (Rsu Terim), Piero Ficiarà (Direttivo Fiom Modena Terim)
Eugenio Scognamiglio (Rsu Maserati)
Giuseppe Violante (C.D. Fiom Modena Maserati)
Giuseppe Corrado (C.D. Toscana Fiom),
Angela Recce,Angelo Cacelli,Susanna Girolami,Massimiliano Malventi,Roberto
Forti,Massimo Cappellini,Antonella Bellagamba,Rossella Porticati (Rsu
Piaggio Pontedera)
Caboni Daniele (Rsu Siemens Pisa)
Stefano Castigliego (Rsu Fincantieri Marghera)
Rsu Fiom Della Bosch Di Bari.
Paolo Brini, Leonardo Roverati, Michele Roncaglia (Rsu Smalti Modena)
Santo Carderopoli (Rsu Autogru Pm)
Serena Antonio (Rsu Sirti Modena)
Giovanni Colletta (Rsu Gsm)
Giovanni Iozzoli (Rsu Pfb)
Tedeschi Andrea (Rsu Siram)
Orlando Maviglia (Rsu Motori Minarelli)
Bacchelli Davide (Rsu Ima)
Giampietro Montanari (Rsu Cesab)
Antonio Felice, Giamplacido Ottaviano (Rsu Bonfiglioli Bologna)
Fabio Carboni (Rsu Md Microelectronics)
Ciro Bruno, Andrea Costa (Rsu Oam Bologna)
Vincenzo Guerrieri (Rsu Titan Bologna)
Beppe Faillace (Rsu Motovario)
Natali William (Rsu Saimu Bosch Rexroth)
Francesco Doro (C.D. Fiom Veneto)
Remo Di Legge (C.D. Fiom Modena Tecmea)
Soprani Andrea (C.D. Fiom Ancona/Marche C.R.N.)
Costa Irina Rsu Parpas
Fontana Stefano Cd Fiom Pd
Moschin Tiziano Cd Fiom Pd
Giura Massimo Rsu Fin-Al
Zaramella Renato Rsu-Rls Arneg
Coccoli Gianfranco Cd Fiom
Alessandria Adriano Rsu Lear Torino
Fabrizio Rsu Bitron Cuneo
Eva Mamini Rsu Gruppo Pro Bologna
Marco Cleri Rsu Ocme Parma
Cinzia Dondi Rsu Wittur Parma
Ugo Bertinelli Rsu Sma Parma
Gianni Pistonesi Comitato Centrale Fiom
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