[Bsf] E SE SI PARLA DI POLITICA ... CHE VERGOGNA
a.zinelli
a.zinelli a alice.it
Ven 4 Lug 2008 13:19:06 CEST
Dalla Puglia giungono notizie preoccupanti sui nuovi percorsi di innovazione
e di liberazione battuti dal governatore Nichi Vendola; in particolare,
sembra, su uno dei terreni dove la "liberazione" della persona è messa più a
dura prova in questi tempi di oscurantismo ritornante. Parlo della questione
psichiatrica. Se è vero quel che è scritto qui - e non c'è motivo di
dubitarne, vedi
http://it.groups.yahoo.com/group/no-psichiatria/message/10828
e
http://www.informa-azione.info/bari_la_malattia_mentale_un_business_come_un_
altro
Secondo me questi sono i problemi reali di cui dovremmo discutere. Attilio.
-----Messaggio originale-----
Da: no-psichiatria a yahoogroups.com [mailto:no-psichiatria a yahoogroups.com]
Per conto di eziocat a insicuri.net
Inviato: giovedì 3 luglio 2008 22.44
A: Undisclosed-Recipient:;
Oggetto: [no-psichiatria] POLITICA E PSICHIATRIA IN PUGLIA: IL NULLA OSTA AI
NUOVI MANICOMI !!!
Con invito alla riflessione, condivisione e diffusione.
Invitiamo alla pubblicazione, anche su internet, dell’intervista al dott.
Giorgio Antonucci.
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POLITICA E PSICHIATRIA IN PUGLIA: IL NULLA OSTA AI NUOVI MANICOMI !!!
Grazie Dio Vendola (governatore della Regione, futuro portabandiera di
questa sinistra italiana, uno e trino) per aver dato il nulla osta al
consolidamento delle logiche manicomiali ed al rafforzamento delle strutture
che le gestiscono. Ora il governatore potrà vantarsi, così come si vanta di
aver 30 anni fa contribuito alla chiusura dei manicomi, di aver contribuito
in maniera decisa, senza esitazioni, alla loro riapertura.
Il primo luglio 2008, con 40° all’ombra, passa in Regione la scandalosa e
tristemente famosa delibera “vuoto per pieno” (delibera 1170, 01.07.2008).
Delibera che consoliderà una gestione tutta privata delle problematiche
sulla salute mentale, una gestione che non lascia spazio alle famiglie e
quantomeno agli utenti, ai percorsi autogestiti sbandierati dalla giunta
vendola e dai suoi consulenti quali il dott. Rocco Canosa, una gestione che
negli anni ha consolidato solo profitti e cronicizzazioni.
Delibera che regala alle strutture contratti a convenzione, e non a
prestazione, impossibili da scardinare per i prossimi 30 anni,
indipendentemente da qualsiasi valutazione in merito alla gestione, alla
qualità delle prestazioni e ai risultati.
Gli utenti trattati come macchine da far arrugginire e il fatturato il nuovo
criterio di accreditamento (gli enti gestori stanno infatti pensando di
esportare i loro manicomi in Cina, dove la manodopera costa di meno e il
fatturato aumenterebbe; sempre ovviamente con utenti pugliesi, tanto per
loro non cambierebbe: parcheggiati su un divano in una città che non
riconoscono più o parcheggiati su un divano in cina cosa c’è di diverso?).
Nelle strutture, probabilmente, si starà festeggiando: solito cocktail di
champagne per i manager ed ennesimo cocktail di farmaci per gli utenti.
Grazie a questa giunta abbiamo fatto un salto indietro nella storia di 50
anni: sono state espulse le figure non sanitarie dai vari servizi riportando
le problematiche sulla salute mentale a mera questione biologica e medica e
sono state rafforzate tutte le logiche manicomiali per i prossimi 30 anni.
Il tutto in Regione, ovviamente, con le solite manovre occulte di corridoio
tipiche del peggior sud.
Tutti quelli interpellati fino a questo momento sulla delibera non parlano
o, ancora peggio, non sanno che è passata. Tutti: da esponenti della classe
politica, a sindacati, etc., fino al punto che ci viene il dubbio che sia
una nostra fantasia (e chiediamo umilmente: è vero? è possibile che nessuno
sappia? e nel caso: come è possibile questa cosa?).
Ai pochi rappresentanti di questa classe politica dirigente che hanno
dichiarato, anche se timidamente, il loro dissenso (comunicato del
13.03.2008), alla CGIL (comunicato del 07.03.08), a psichiatria democratica
pugliese (comunicato del 13.03.2008), alle associazioni e a tutti quelli che
in questi mesi si sono ribellati e hanno condiviso l’impegno contro la
delibera chiediamo un atto di responsabilità e la definizione di un percorso
che possa mettere in discussione questa scelta disastrosa.
Per quale motivo la destra non dovrebbe presentare e richiedere le modifiche
alla 180 a favore delle proprie strutture private quando la sinistra fa
esattamente la stessa cosa pensando, di fatto, solo agli interessi economici
e clientelari delle strutture a lei vicine?
E poi diciamo la verità: che cambierebbe in fondo per gli utenti? Qualche
tso un po’ più lungo (ma i tso e le ospedalizzazioni durano spesso mesi
anche adesso), il potere di firma per i tso solo ai medici (ma i sindaci
nemmeno la vedono la firma ora quando la mettono), etc.
Cronicizzare in una struttura chiamata riabilitativa con qualche vacanza a
casa o cronicizzare in strutture chiamate diversamente, in fondo, forse, non
è poi così diverso.
Il dato certo è: ad un povero essere umano che inizia ad avere problemi di
malessere e sofferenza emotiva spetta una vita da inferno!
Alleghiamo, ci sembra il caso, anche un’intervista al dott. Giorgio
Antonucci di pochi giorni fa. Il dott. Giorgio Antonucci è stato uno dei
collaboratori di Basaglia e, a differenza di quello che nelle tante
celebrazioni alla 180 che si sono avute in questi mesi si è detto, non fa
finta di dimenticare quegli anni e ha sempre lavorato rispettando quelle
idee che anche il povero Basaglia esprimeva, idee ormai dimenticate e
svendute.
Grazie per l'attenzione.
Ezio Catacchio
(Associazione "Altre Ragioni" - Bari)
p.s.:
Una sintesi dell'intervista è stata pubblicata dal "Quotidiano di Bari" il
giorno 08.06.2008. Per chi volesse visionare una copia digitale può
richiederla a questo indirizzo e-mail [eziocat a insicuri.net]. Consigliamo
comunque a tutti una lettura della versione integrale.
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