[Bsf] [Fwd: [Mayday008] Se i migranti prendono parola, “Il Manifesto” tace. E non acconsente.]

aLe ale a circolab.net
Ven 18 Lug 2008 12:44:04 CEST


Qui sotto la lettera spedita al "Manifesto", e non pubblicata, in merito 
alle ultime iniziative dei migranti a Saronno, Brescia, Bologna.

Se i migranti prendono parola, “Il Manifesto” tace. E non acconsente.

Domenica 29 giugno la comunità egiziana di Saronno ha promosso una 
manifestazione, sostenuta da una grande partecipazione di migranti e 
antirazzisti provenienti anche dal resto della Lombardia, per denunciare 
la morte di Said, ucciso dal suo datore di lavoro perché pretendeva 
addirittura il suo salario. I migranti hanno preso direttamente parola 
per esprimere la propria rabbia, il proprio dolore, la propria 
indignazione. Il Manifesto ha però parlato di un’iniziativa messa in 
campo dalla CGIL, assente peraltro dalla piazza dei migranti.
Giovedì 3 luglio, a Brescia, centinaia di lavoratori e lavoratrici 
migranti sono scesi in piazza per denunciare la morte di Ivan Pyreu, 
lavoratore edile immigrato dalla Russia e ‘clandestino’, caduto dal 
terzo piano per sfuggire a un controllo di polizia. Ivan non aveva 
misteri da nascondere, se non il fatto di essere un lavoratore 
clandestino, additato oggi come pericoloso criminale, con la minaccia 
della reclusione in un CPT sulla testa. Il Manifesto stavolta non ha 
travisato i fatti, ha semplicemente taciuto, ignorando la presa di 
parola dei migranti.
Sabato 5 luglio si è svolta a Bologna una manifestazione che ha visto la 
partecipazione di oltre mille uomini e donne, per la maggior parte 
migranti, mossi dallo slogan “non è il momento di avere paura”. Una 
risposta decisa contro il pacchetto sicurezza, il cui unico scopo è 
quello di aggravare gli effetti della Bossi-Fini, riducendo i migranti 
al silenzio. Il Manifesto ha pensato bene di dedicare all’iniziativa un 
trafiletto che della manifestazione ha riportato solo un ridicolo 
scontro a margine del corteo. Come “Il Resto del Carlino” che, almeno, 
sappiamo senza ombra di dubbio da che parte sta.
Perché il punto è proprio questo: da che parte sta “Il Manifesto”? Non 
si tratta solo di dovere di cronaca, che pure è mancato prima di tutto 
nei confronti delle migliaia di lavoratori e lavoratrici migranti di 
Saronno, Brescia e Bologna. Si tratta di capire da che parte sta il 
“quotidiano comunista” che fa dell’antirazzismo la propria bandiera, ma 
dimentica in modo sistematico le iniziative autonome dei migranti, 
mentre dedica pagine e pagine a improbabili e subito svanite 
manifestazioni nazionali contro il razzismo, come pure a seminari su 
avveniristici cambiamenti culturali iniziati e finiti in un’aula magna.
Perché “Il Manifesto” tace quando i lavoratori e le lavoratrici migranti 
prendono parola praticando l’antirazzismo? In un momento in cui molti 
lavorano per ridurre i migranti al silenzio, quello che sconcerta è che 
anche il Manifesto faccia la sua parte.

Ibrahim Niane – Coordinamento immigrati di Brescia
Felice Mometti – Coordinamento immigrati di Brescia
Fabio Zerbini – Comitato antirazzista milanese
Samir Elhilali – Comitato antirazzista milanese
Najat Achak – Coordinamento Migranti Bologna
Paola Rudan – Coordinamento Migranti Bologna



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