[Bsf] R: R: A proposito del congresso di Rifondazione

Paolo p.beneventi a tiscali.it
Mer 25 Giu 2008 15:38:58 CEST


Oddio!

qualche giorno fa eravamo almeno in 15 al cimitero di Père Lachaise, 
tutti a cercare la tomba di Jim Morrison, e non siamo riusciti a trovarla!

Che tristezza ragazzi!
Credo sinceramente che Carlo Marx, avendo individuato nella società 
attuale globalizzata elementi tali da rendere non solo necessario, ma 
anche possibile il passaggio dal regno della necessità a quello della 
libertà, arrivato qui al confronto con i reduci della disfatta 
elettorale della sinistra (la loro sconfitta sembra essere il problema, 
nota bene, non la vittoria di Berlusconi!), rinuncerebbe per sempre a 
scrivere il Nuovo Capitale per rinchiudersi in un convento trappista a 
produrre ottima birra!

Avevo cominciato a scrivere cose per una possibile riflessione... se 
riesco a finirle magari le metto in un blog, e forse a qualcuno potrà 
interessare...

Come si dice in questi casi, cordiali saluti?
Paolo


Sinistra Critica ha scritto:
> Abbiato capito. E' il solito livore di bassa lega che acceca: si dà colpa ad altri della propria catastrofe politica. Ne riparliamo dopo che vi sarete azzuffati al congresso, ammesso che rimanga qualcosa "di politico". Divertente il riferimento alla Francia, chissà perchè non la Germania ? Il solito lapsus....doctor Freud.
>  
> sincri  ( è aperto un concorso a premi sul significato di questo acronimo, partecipate gente...
>  
> p.s. allora è proprio vero: quella comunità solidale, non-violenta, aperta ai movimenti si incarna nella mozione stalino-dippina - togliattiana  Grassi-Ferrero. Non male come innovazione. This is the end.....diceva il compagno Jim Morrison.
>  
>  
>
>
> --- Mer 25/6/08, a.zinelli <a.zinelli a alice.it> ha scritto:
>
> Da: a.zinelli <a.zinelli a alice.it>
> Oggetto: R: [Bsf] R: A proposito del congresso di Rifondazione
> A: sinistracritica1 a yahoo.it, "'brescia social forum'" <bsf a bresciasocialforum.org>
> Data: Mercoledì 25 giugno 2008, 14:08
>
> Evidentemente di fronte alla verità incarnata tutti devono zittirsi in
> reverente contemplazione, anche quando abbandona i fatti soui per
> intromettersi nei tuoi.
>
> ... Se si vuole litigare invece che ragionare...
>
> E poi CHI è sincri? Sempre se si vuole litigare potrebbe essere Sin-onimo
> cr-etini i-taliani. Ma non è il mio caso. A me di solito non pare di aver
> mai voglia di litigare. Quindi mi limito a dire che non deve trattarsi di un
> compagno che bazzzicava la federazione di Brescia del PRC. Altrimenti
> saprebbe che, alla confereenza di organizzazione del prc di Brescia, nel
> marzo del 2007, ho presentato come primo firmatario la seguente mozione
> (evidentemente con le modifiche formali imposte dalla sede in cui veniva
> presentata):
>
> "Il Centro Sociale 28 maggio e il Coordinamento di Rifondazione Comunista
> della Franciacorta esprimono la loro solidarietà al compagno Franco
> Turigliatto, si dissociano dal suo allontanamento dal Partito della
> Rifondazione Comunista e condannano il linciaggio mediatico di cui è stato
> vittima in questi giorni.
>
> Votare contro la guerra conferma il nostro impegno, che finora è stato anche
> quello del PRC, nelle mobilitazioni contro la missione in Afghanistan e
> contro la base USA di Vicenza.
>
> Contro la guerra così come contro l’aumento delle spese militari, contro i
> tiket sanitari, contro il taglio delle pensioni e contro la privatizzazione
> dei servizi pubblici locali (tra i quali l’acqua); nell’impegno per i
> diritti civili delle coppie di fatto e per il blocco dei megaprogetti come
> la TAV e la BREBEMI inutili e dannosi per l’ambiente e le popolazioni; per
> nuove leggi che garantiscano il voto ai migranti, che combattano la
> precarietà del lavoro e rivalutino i salari; queste sono le battaglie minime
> di cui ci sentiamo partecipi e per le quali pensiamo che debba esistere oggi
> un partito come Rifondazione Comunista.
>
> Se tutti questi obbiettivi verranno immolati sull’altare di un governo che
> sinora non ha mutato la sua impronta neoliberale e imperialista noi sapremo
> da che parte stare.
>
> Staremo dalla parte dei movimenti, dalla parte delle lotte, dalla parte del
> dissenso e dovremo constatare che il governo Prodi ha fallito  e con lui il
> progetto politico di condizionare la politica del governo appoggiandosi ai
> movimenti che stava alla base della partecipazione di Rifondazione al
> governo."
>
> Ognuno poi fa la sua valutazione su che cosa si può effettivamente ottenere
> e sul modo per ottenerlo.
>
> Ad esempio, io potrei pensare che qualcuno di voi abbia qualche dubbio sulla
> felice scelta dei tempi nell'uscita da Rifondazione. E che cosa di meglio
> di
> un anàtema per prevenire i dubbi e rafforzare la fede dei dubbbiosi? Ma ecco
> che sono caduto nel vizio che sto denunciando.
>
> Sul piano "oggettivo" non mi pare che al momento in Italia, ma
> neanche in
> Francia, per fare un esempio, si vedano in azione forze politiche capaci di
> contrastare la marea montante imperialista, o di fermare la più che
> probabile prossima aggressione all'Iran. E così ognuno si tira i codini
> che
> preferisce. Con un certo sollazzo personale, ma senza, evidentemente,
> spostare di una virgola la situazione reale. Ciao, senza rancore, chiunque
> tu sia, sincri.
> Attilio.
>
>
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: bsf-bounces a bresciasocialforum.org
> [mailto:bsf-bounces a bresciasocialforum.org] Per conto di Sinistra Critica
> Inviato: mercoledì 25 giugno 2008 13.17
> A: bsf a bresciasocialforum.org
> Oggetto: [Bsf] R: A proposito del congresso di Rifondazione
>
> Evidentemente alcuni compagni di Rifondazione non hanno superato la sindrome
> "dell'ultimo giapponese" rimasto nella giungla con l'ordine
> di
>  combattere,fino all'ultimo respiro, contro Sinistra Critica fonte di
> ogni
> disgrazia e catastrofe.
> Comprendiamo il senso di completo fallimento politico che li attanaglia, ma
> non possiamo farci nulla. E nemmeno possiamo condividere ragionamenti alla
> Barone di  Munchausen: quello che pensava di uscire dalle sabbie
> mobili tirandosi il codino.
> In fondo ha sempre avuto ragione la compagna Caterina Caselli: "la verità
> fa
> male lo so....."
>  
> sincri
>  
> p.s. ma dov'è finita quella grande, compatta, democratica e
> leale "comunità
> politica" che ha espulso il reprobo Turigliatto ?
>
>  
>
> --- Mer 25/6/08, a.zinelli <a.zinelli a alice.it> ha scritto:
>
> Da: a.zinelli <a.zinelli a alice.it>
> Oggetto: R: [Bsf] A proposito del congresso di Rifondazione
> A: sinistracritica1 a yahoo.it, "'brescia social forum'"
> <bsf a bresciasocialforum.org>
> Data: Mercoledì 25 giugno 2008, 11:37
>
> Quanta fretta!
> A me pare che si tratti in buona parte della espressione della profezia che
> tende ad autorealizzarsi, del desiderio che spinge alla propria
> soddisfazione.
> Del resto non mi sembra che le masse abbiano subito palingenesi con
> l'apparire di una Sinistra Critica all'orizzonte.
> Anch'io ho il mio "l'avevo detto". L'avevo detto in
> Comitato politico a
> Brescia che lo scontro tutto aprioristico tra le due due tendenze egemoni
> nella maggioranza di Rifondazione - diciamo la corrente zipponiana - e alla
> minoranza - diciamo la corrente autorevolmente rappresentata da Felice -
> sarebbe stato disastroso, ed avrebbe portato alla comune rovina dei gruppi
> in lotta. E l'ho scritto anche sulle mailing lista bresciane, in una
> amichevole polemica con Fernando.
> Detto questo, rimane tutto da vedere il "che fare", visti gli scenari
> apocalittici mondiali che abbiamo davanti, e l'assoluto deserto di proposte
> che abbiano almeno la potenzialità di essere feconde.
> Al momento mi pare prevalga, in alcuni, la nostalgia di quando si poteva
> prendersela esclusivamente col "governo amico" - che amico non era
> per
> nulla, sono perfettamente d'accordo. Ed in mancanza del governo amico, che
> cosa di meglio che prendersela con il (presunto) cadavere amico?
> Non mi paiono esercitazioni molto promettenti.
> Attilio.
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: bsf-bounces a bresciasocialforum.org
> [mailto:bsf-bounces a bresciasocialforum.org] Per conto di Sinistra Critica
> Inviato: mercoledì 25 giugno 2008 0.54
> A: bsf a bresciasocialforum.org
> Oggetto: [Bsf] A proposito del congresso di Rifondazione
>
> A proposito del congresso di Rifondazione
>
>  
> Non saremmo entrati nel congresso del Prc se non avessimo osservato che
> rischia di finire in Tribunale. Come non restare basiti rispetto alla deriva
> di un partito la cui storia abbiamo considerato chiusa con l'andata al
> governo e dal quale siamo usciti alcuni mesi fa ma del quale non prevedevamo
> un epilogo così sconfortante.
> A sentirci chiamare in causa, in particolare, è stata la diatriba rispetto
> ai congressi camuffati, alle accuse di gonfiare gli iscritti, di alterare il
> risultato finale. Che scoperta! Al congresso di Venezia, l'ultimo al quale
> abbiamo partecipato, il congresso che ha dato il via libera a una politica
> sciagurata, era stato Gigi Malabarba, allora capogruppo al Senato, a
> intervenire dalla tribuna parlando di quello strano animale che aveva
> popolato, alterandolo, quel congresso: "il cammello". Dalla sala
> erano
> arrivati solo fischi - oltre agli applausi convinti delle minoranze - e
> sberleffi e il povero Malabarba si era dovuto sorbire una violentissima
> replica dell'allora segretario che si era sentito offeso per l'accusa.
> Bene,
> oggi il cammello è tornato di attualità solo che coloro che ne beneficiarono
> in quel congresso si accorgono oggi della sua pericolosità. Pensate cosa
> sarebbe accaduto se, in virtù di una partecipazione regolare ai congressi da
>  parte degli iscritti, a Venezia la maggioranza non avesse raggiunto il 50%
> o l'avesse superato di un soffio, quale altra politica racconteremmo oggi.
> E
> invece assistiamo al disastro della sconfitta elettorale e alla miseria che
> la commenta.
> Ma, in fondo, di che si discute in questo congresso del Prc? Di poco, ci
> pare. Non delle ragioni della sconfitta, non di un bilancio autocritico
> serio, che rimetta in discussione un gruppo dirigente complessivamente
> responsabile della catastrofe; non della egemonia culturale che la destra ha
> guadagnato grazie anche al "concorso morale" di una sinistra,
> compresa
> quella estrema, che si è baloccata nell'illusione di poter governare gli
> spiriti animali del capitalismo. Da fuori, ci pare che si discuta
> esclusivamente di chi conserverà la titolarità di quel partito,
> conservandone simbolo, cassa e...immobili. Un po' poco per ricostruire la
> sinistra.
> Il punto è che se non si fa un'analisi seria sulla ragione di fondo della
> sconfitta, la perdita di relazioni sociali, l'istituzionalismo e il
> carrierismo imperanti, la perdita di legami di massa, non si va lontano. E
> non si va lontano se non si fa un lavoro ancora più importante.
> Il mondo attuale si caratterizza per due elementi complementari: il massimo
> di distruttività del capitalismo e la possibilità effettiva di uno
> sprofondamento nei meandri oscuri della barbarie; allo stesso tempo, la
> perdita di credibilità di un discorso anticapitalista. Ma questa credibilità
> è stata persa in gran parte per gli errori e le presunzioni dei gruppi
> dirigenti della sinistra, quelli del Pd e quelli della Sinistra
> "radicale".
> Così che un discorso alternativo ha oggi bisogno di tempo, di prove sul
> campo ma anche di una generazione politica nuova. Non solo un generazione
> giovane ma anche un insieme di uomini e donne privi di responsabilità
> pesanti, capaci di esprimere idee mai praticate finora, sia sul piano
> dell'esperienza storica che di quella più recente. Insomma, una
> palingenesi
> che dai congressi in corso non sembra poter venire.
> E non sembra poter venire meno che mai dalle analisi che recentemente ha
> sciorinato Fausto Bertinotti tra i massimi responsabili della sconfitta.
> Ancora una volta abbiamo assistito alla tentazione dell'analisi
> spumeggiante
> - "il regime leggero" - priva di consistenza e di struttura; al vezzo
> intellettuale fuori dal contesto politico e inadatto a indicare qualsiasi
> strada. 
> Nel tranciare questi giudizi non vogliamo assumere l'arroganza di chi
> dispensa lezioni. Certo, la presunzione di poter dire "l'avevamo
> detto" ce
> l'abbiamo. Avevamo detto che la questione del governo era una torsione
> intollerabile; avevamo denunciato la burocratizzazione interna al Prc che
> oggi esce prepotentemente nello scontro interno tra gli apparati; avevamo
> fatto una battaglia alla luce del sole in Parlamento; abbiamo lanciato fino
> all'ultimo messaggi udibili da chi volesse. Nessuno ha ascoltato, nessuno
> ha
> nemmeno fatto finta di ascoltare. Detto questo, siamo tra i primi
> consapevoli di una difficoltà strutturale di questa fase. Nell'epoca
> dell'egemonia politica e culturale della destra - un'egemonia, visibile
> dopo
> il 15 aprile ma in realtà maturata nei lunghi anni 90 - il compito che ci
> attende è immenso. Si tratta di ri-costruire una consapevolezza di classe,
> una coscienza di essere classe e un'idea di società che sia attraente e
> mobiliti
>  persone e coscienze. Qualcosa che il movimento operaio ha già fatto tra la
> fine dell'800 e i primi anni del Novecento senza, però, camminare sulle
> macerie e senza distruzioni epocali alle spalle. 
> Per fare questo c'è bisogno di armarsi di una "lenta
> impazienza": il lavoro
> da fare è urgente ma occorre dotarsi del tempo necessario e degli strumenti
> adeguati. 
> C'è bisogno di una pratica sociale condivisa, di esperienze sul campo che,
> sole, possono ricostruire fiducia reciproca e legami forti. E c'è bisogno
> di
> condividere un orizzonte comune, per noi l'anticapitalismo cioè la
> trasformazione di questa società e l'incompatibilità con i suoi agenti
> anche
> nella sinistra. Un orizzonte che ha bisogno di essere declinato, immaginato
> e spiegato, rendendo evidente i cardini e le potenzialità di "un altro
> mondo
> possibile". Insomma, c'è bisogno di una vera rifondazione. Quella
> cominciata
> 17 anni fa è morta.
>
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