[Bsf] egitto scioperi
sauro a bresciascuola.it
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Dom 9 Mar 2008 06:15:20 CET
Egitto - Agitazioni sociali, ricomincia stagione scioperi (Alice/Apcom,
19/02/2008)
Torna a far tremare le autorità lo spettro delle rivendicazioni sociali,
che il governo egiziano sperava forse di essersi lasciato alle spalle.
Dopo un 2007 caratterizzato da scioperi in tutti i settori produttivi del
Paese - tessile, cemento, trasporti, ferrovie, allevamento di pollame,
per citarne solo alcuni - in molti al Cairo ritenevano che la spinta dei
movimenti sociali avesse ormai toccato il proprio apice e fosse destinata
ad esaurirsi. Previsione smentita nell'ultima settimana. Contro
l'inarrestabile decrescita del potere d'acquisto dei salari, è storia di
questi giorni, ricominciano a scioperare gli operai di Mahalla El Kubra,
più volte protagonisti, nel biennio 2006-2007, di iniziative di protesta.
Nell'autunno dello scorso anno, i 27.000 dipendenti del più grande
complesso di filatura e tessitura del Nord Africa, hanno tenuto in scacco
il governo e ottenuto, almeno sulla carta, incrementi salariali e premi
produzione. Ma il costo della vita, in Egitto, continua a crescere,
riflettendosi in particolar modo sui beni di prima necessità: farina,
latte, uova, zucchero, sale. Gli operai chiedono al governo di prendere
misure adeguate e minacciano di coordinarsi con altre realtà industriali
per bloccare la produzione nazionale. Puntano a uno stipendio di base di
1200 lire egiziane, pari a 150 euro, riconosciuto a tutti i salariati. E
al pari di Mahalla El Kubra, nel Delta del Nilo, scioperano e organizzano
sit-in gli operai tessili di Chebin, i funzionari della società elettrica
di Ismailia, le infermiere del Fayoum, i dipendenti del cordonificio di
Port Said. In tutto, segnalano le testate giornalistiche indipendenti o
facenti capo all'opposizione, sarebbero cinque i governatorati in cui
cittadini disperati sono scesi in strada minacciando una "rivolta degli
affamati" (espressione utilizzata oggi dal quotidiano ElMasri El Youm,
ndr).
Per calmare gli animi, il primo ministro Ahmed Nazif, intervenuto davanti
alla Shura (il Senato egiziano, con potere unicamente consultivo) nella
giornata di ieri, ha reso noto che le sovvenzioni sociali ai cittadini
più svantaggiati non saranno ridotte, come lasciato intendere nelle prime
settimane del 2008, ma al contrario rafforzate con un investimento
complessivo di 4,7 miliardi di lire egiziane (circa 600 milioni di euro).
E si è impegnato a estendere la copertura sanitaria a un milione di
famiglie entro la fine dell'anno. In vista anche la costruzione di nuovi
quartieri popolari. Nel frattempo, ai servizi di sicurezza il compito di
arginare le manifestazioni nella capitale, dove le segreterie delle
associazioni operaie starebbero progettando sit-in di fronte a ministeri
e luoghi chiave per il mondo del lavoro. Secondo il quotidiano El Badil,
alcuni organizzatori avrebbero già ricevuto minacce e intimidazioni.
(Alice/Apcom, 19/02/2008)
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