[Bsf] appelli + A Napoli il fuoco a Brescia le ruspe del comune

luigino.beltrami1 a tin.it luigino.beltrami1 a tin.it
Sab 31 Maggio 2008 19:12:10 CEST


BENISSIMO GLI APPELLI - MEGLIO ANCORA, POTENDO E VOLENDO, PASSARE ALLA 
DIFESA E ALLA RESISTENZA  ATTIVA, CONSIDERATO IL FATTO CHE PRESSOCHE' 
IN TUTTA ITALIA SIA CENTRO DESTRA CHE CENTRO SINISTRA (ENTRAMBI 
CORRESPONSABILI DEI MASSACRI DI INNOCENTI NON SOLO IN AFGHANISTAN) 
HANNO FINORA PRATICATO LE STESSE POLITICHE ANTIROM



Sulle colpe 
bipartisan, alcuni giorni orsono, ho inviato una mail con allegati 
molto pesanti al punto che pochissimi le han ricevute. Ne ritrasmetto 
il testo e ringrazio circolab che ha ospitato   
gli allegati nel suo 
spazio

*****************************************************************


A 
NAPOLI IL FUOCO A BRESCIA LE RUSPE DEL COMUNE 

Le barbarie avvenute a 
Ponticelli di Napoli sono note in tutto il mondo. Per chi avesse
perso 
i servizi televisivi riporto  di seguito alcuni collegamenti a
documenti video sugli incendi:

http://it.youtube.com/watch?
v=yfevEh9e5bo&feature=related
http://it.youtube.com/watch?
v=k9ldOswvnYU&feature=related
http://it.youtube.com/watch?
v=fsGqHiK8kVI&feature=related
http://it.youtube.com/watch?
v=k9ldOswvnYU&NR=1 

A Brescia, durante il governo della giunta di 
centro-sinistra, in luogo del fuoco sono intervenute le ruspe, il 
bilancio dell'ultimo anno  nel campo di via Orzinuovi è all'indirizzo: 
 
http://www.circolab.net/~ale/via_orzinuovi/  


Ma la nuova giunta di 
centrodestra  ha già dichiarato che farà ancora “meglio” della 
amministrazione precedente, prepariamoci quindi a scendere in campo a 
fianco dei Rom per difendere il loro e nostro futuro.

ciao

Luigino

----Original Message----
From: waltsar a aliceposta.it
Date: May 30, 2008 
9:08 PM
To: "vanni"<vanni.san a libero.it>, "valeria"<valeriamori a libero.
it>, "nicola grego"<gregorellinicola a tin.it>, "mamiliano"
<massidelbarba a tin.it>, "ivan gabi"<ivangabi a tin.it>, "ignazio"
<gagliardi2002 a libero.it>, "ettore"<gaiacrocella a tiscali.it>, "doni"
<donatella.benini0 a alice.it>, "adolfo"<beccaccia a numerica.it>, "vanni e 
vilma"<vantem a libero.it>, <yuribassani a alice.it>, "Valeria Damioli"
<damioli_v a yahoo.it>, <stefanomori2 a tele2.it>, "sauro"
<sauro a bresciascuola.it>, <pscardo a gmail.com>, "point.fabrizio"<point.
fabrizio a virgilio.it>, "pclemenza"<pclemenza a alice.it>, "patrizia 
trivella"<patrizia.trivella a istruzione.it>, <paola.baronchelli a gmail.
com>, "osvaldo squ"<o.squassina a libero.it>, <nino45 a libero.it>, 
<mmattei1 a virgilio.it>, <maurobommartini a alice.it>, <matteo.
baronchelli a gmail.com>, <marcosalvetti a libero.it>, "manlio vicini"
<manliovicini a hotmail.com>, "m. cornacchiari"<natmasbs a virgilio.it>, 
"luigino beltrami"<luigino.beltrami1 a tin.it>, "luigino"
<beltramil a libero.it>, "luiginangelo"<luiginangelo a hotmail.com>, 
<lucapil1967 a libero.it>, <isolsistem a micso.net>, <iranniane a yahoo.fr>, 
"giulia cremaschi"<giuliacremaschi_gc a hotmail.com>, "gianna baresi"
<gbaresi a provincia.brescia.it>, <gbotticini a provincia.brescia.it>, 
<filly1959 a alice.it>, "Felice Mometti"<felmarg a tin.it>, "fed 
rifondazione"<brescia a rifondazione.it>, "fada massimo"<macio.
fada a libero.it>, <er.cavagnini a libero.it>, <contiero a numerica.it>, 
"consigliere provinciale"<gbaresi a provincia.bs.it>, 
<cipollino76 a virgilio.it>, <chiodidaniela a libero.it>, <cesareblr a yahoo.
it>, <blancox57 a yahoo.it>, <bettaferdi a libero.it>, "beppe.corioni"
<beppe.corioni a gmail.com>, "beppe al"<beppespillo a libero.it>, "angelo 
bindoni"<bindo.a a tiscali.it>, <angcapa a libero.it>, <acer42 a libero.it>, 
"a.zinelli"<a.zinelli a alice.it>, "marco faini Faini"<marco.
faini a anffasbrescia.it>
Subj: Fw: appelli


----- Original Message 
----- 
From: ADL a Zavidovici- Segreteria 
To: Undisclosed-Recipient:; 
Sent: Friday, May 30, 2008 11:11 AM
Subject: appelli





Alla nostra 
mailing list:

invitiamo a conoscere e aderire agli appelli sotto 
riportati che circolano in rete.

Con preghiera di diffusione,
Associazione ADL a Zavidovici onlus


        IL SILENZIO E' COMPLICE

Ci uniamo a quanti, organizzazioni della società civile e singoli 
cittadini, in questi giorni esprimono preoccupazione e sdegno per i 
gravissimi episodi di violenza generalizzata contro la popolazione rom, 
avvenuti a Napoli e in altre città italiane, e, più in generale, per la 
criminalizzazione delle persone straniere.
Riteniamo inaccettabile che 
i peggiori stereotipi nei confronti di rom e migranti siano alimentati 
attraverso una campagna politica e mediatica che legittima la violenza, 
il razzismo, l'esclusione, individuando un "nemico interno" da 
respingere e isolare, in quanto considerato pericoloso e inferiore, non 
a caso in una fase di insicurezza sociale determinata da una pesante 
crisi economica.

Ricordiamo che la Costituzione repubblicana sancisce 
il principio di uguaglianza - nessun uomo e nessuna donna appartiene a 
una umanità minore - e che il principio della responsabilità penale 
individuale costituisce il fondamento dello Stato di diritto - nessuno 
può essere discriminato o perseguitato in base all'appartenenza a un 
gruppo o semplicemente perché nato.

Nel nostro paese i rom non sono 
più di duecentomila e sono, in buona parte, cittadini italiani o nati 
in Italia, respinti in condizioni di emarginazione e indigenza.

E nel 
nostro paese le persone straniere producono il 9,2% del PIL (a fronte 
di una presenza pari al 5%): è evidente a tutti, dunque, che sono 
indispensabili all'economia italiana e allo stato sociale, tanto che, 
al di là delle operazioni di polizia effettuate in questi giorni in 
nome della "sicurezza", è alle porte una nuova "regolarizzazione" delle 
cosiddette colf e badanti, che in Italia si stima siano oltre un 
milione, per la maggior parte senza tutele e senza contributi.

Riaffermiamo pertanto con forza che il rispetto dei diritti, primo tra 
tutti quello di cittadinanza, non è soltanto alla base della 
convivenza, ma della sicurezza e della pace.

Lodi per Mostar onlus, 
Associazione Amici del Marajò, Associazione Amici degli Handicappati, 
Associazione Loscarcere, Casa del Popolo, CGD Lombardia, Gruppo Diade, 
Laboratorio per la città, Rete di lliput - nodo di Lodi, Italia dei 
Valori - Lodi, Sinistra del Lodigiano (Partito della Rifondazione 
Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi per la Pace, Sinistra 
Democratica), Sinistra del Lodigiano Donne

 

Eventuali adesioni di 
organizzazioni o singoli all'indirizzo    silenzio.complice a libero.it.



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    COMUNICATO STAMPA

        APPELLO AL GOVERNO: NON TOCCATE IL 
DIRITTO  D'ASILO



Le associazioni ed enti di tutela del diritto 
d'asilo riunite a livello nazionale  nel "Tavolo Asilo", facendo 
seguito alle prese di posizione già espresse dall'UNHCR, esprimono la 
propria profonda preoccupazione per le proposte di modifica di alcune 
norme vigenti in materia di asilo e immigrazione. L'Italia, dove manca 
tuttora una legge organica sull'asilo, ha appena recepito, con 
l'emanazione di un decreto legislativo a marzo 2008 una importante 
direttiva dell'Unione Europea colmando così alcune gravi lacune nella 
sua legislazione. 


Tra le modifiche proposte tre sono gli aspetti che 
destano maggiore perplessità: 


a) La proposta che appare più 
allarmante è quella che prevede che un richiedente asilo la cui domanda 
sia stata respinta in prima istanza dalla commissione territoriale 
competente venga subito espulso dal territorio nazionale e rinviato nel 
Paese in cui è fuggito, anche prima che l'interessato possa presentare 
ricorso contro tale decisione al tribunale. In tal modo lo straniero 
che lamenta di subire nel suo paese una persecuzione o comunque di 
essere esposto a gravi rischi, verrebbe rinviato in tale paese, ove 
rischia la morte, il carcere, la tortura, o di subire trattamenti 
disumani o degradanti prima che l'autorità giudiziaria abbia emesso la 
propria decisione. La proposta di modifica alla normativa vigente, che 
ha finalmente previsto con chiarezza un effetto sospensivo ai 
provvedimenti di allontanamento in pendenza di giudizio si porrebbe 
così in netto contrasto con principi fondamentali del diritto interno 
ed internazionale, tra cui la Convenzione Europea sui Diritti Umani e 
la stessa normativa europea. In Italia vengono presentate ogni anno 
circa 15.000 domande d'asilo, un  numero molto modesto rispetto a 
quello di altri paesi dell'Unione e comunque ben lontano dai timori 
agitati da chi parla di "invasione". Delle domande presentate, oltre il 
50% viene accolto in prima istanza e circa 1/3 di quelle rigettate 
viene accolto in sede giudiziaria, cosi' mostrando l'importanza di una 
seconda istanza.

 

b) Si propone di trattenere nei CPT i richiedenti 
asilo che hanno presentato la domanda di asilo dopo essere stati 
colpiti da un provvedimento di respingimento alla frontiera o di 
espulsione. Nei CPT i richiedenti asilo sarebbero sottoposti allo 
stesso trattamento di tutti gli altri stranieri in attesa di 
espulsione, e quindi potrebbero essere trattenuti in tali centri fino a 
18 mesi. Va ricordato che, sia a Lampedusa che sul resto del territorio 
nazionale, a molti stranieri che stremati dal viaggio giungono nel 
nostro paese dopo essere fuggiti dai loro paesi per motivi di 
persecuzione o per sottrarsi a conflitti armati, viene spesso 
notificato un provvedimento di respingimento e vengono abbandonati a se 
stessi. 


c) Si propone di limitare fortemente il diritto alla 
circolazione dei richiedenti asilo a determinate aree. Tale proposta, 
oltre a suscitare dubbi sulla sua conformità con le direttive UE appare 
del tutto inutile tenuto conto che già la norma vigente prevede un 
obbligo di residenza dei richiedenti nei centri di accoglienza e 
potrebbe creare confusione e disservizi anche nell'organizzazione dei 
sistema di accoglienza.

 

Gli enti e le associazioni del Tavolo Asilo 
chiedono al Governo di non procedere a modifiche del D.lgs 25/08, la 
cui efficacia non è stata neppure ancora sperimentata, provvedendo 
invece a dare tempestiva emanazione del regolamento di attuazione di 
tale decreto, ferma restando la possibilità che possano essere 
successivamente adottate precise e circostanziate misure integrative e 
correttive sulla base di quanto emergerà concretamente 
dall'implementazione del testo vigente. 

 

Amnesty International, 
Arci, ASGI, Caritas Italiana, Casa dei Diritti Sociali - CDS Focus, 
Centro Astalli, CFA Ex Canapificio Caserta, Comunità di Sant'Egidio, 
Consiglio Italiano per i Rifugiati, Federazione Chiese Evangeliche in 
Italia - FCEI, Medici Senza Frontiere, Save the Children, Senza confine
 

Roma, 28 maggio 2008



Per ulteriori informazioni, approfondimenti 
e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 
4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press a amnesty.it







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    RAZZISMO DI MASSA

 

Siamo persone (storici, giuristi, 
antropologi, sociologi, filosofi, operatori culturali) che da tempo si 
occupano di razzismo. Il nostro vissuto, i nostri studi e la nostra 
esperienza professionale ci hanno condotto ad analizzare i processi di 
diffusione del pregiudizio razzista e i meccanismi di attivazione del 
razzismo di massa. Per questo destano in noi vive preoccupazioni gli 
avvenimenti di questi giorni (le aggressioni agli insediamenti rom, le 
deportazioni, i roghi degenerati in veri e propri pogrom) e le gravi 
misure preannunciate dal governo col pretesto di rispondere alla 
domanda di sicurezza posta da una parte della cittadinanza. Avvertiamo 
il pericolo che possa accadere qualcosa di terribile: qualcosa di nuovo 
ma non di inedito.
La violenza razzista non nasce oggi in Italia. Come 
nel resto dell'Europa, essa è stata, tra Otto e Novecento, un 
corollario della modernizzazione del Paese. Negli ultimi decenni è 
stata alimentata dagli effetti sociali della globalizzazione, a 
cominciare dall'incremento dei flussi migratori e dalle conseguenze 
degli enormi differenziali salariali. Con ogni probabilità, nel corso 
di questi venti anni è stata sottovalutata la gravità di taluni 
fenomeni. Nonostante ripetuti allarmi, è stato banalizzato il 
diffondersi di mitologie neo-etniche e si è voluto ignorare il ritorno 
di ideologie razziste di chiara matrice nazifascista. Ma oggi si 
rischia un salto di qualità nella misura in cui tendono a saltare i 
dispositivi di interdizione che hanno sin qui impedito il riaffermarsi 
di un senso comune razzista e di pratiche razziste di massa. 
Gli 
avvenimenti di questi giorni, spesso amplificati e distorti dalla 
stampa, rischiano di riabilitare il razzismo come reazione legittima a 
comportamenti devianti e a minacce reali o presunte. Ma qualora 
nell'immaginario collettivo il razzismo cessasse di apparire una 
pratica censurabile per assumere i connotati di un «nuovo diritto», 
allora davvero varcheremmo una soglia cruciale, al di là della quale 
potrebbero innescarsi processi non più governabili.
Vorremmo che questo 
allarme venisse raccolto da tutti, a cominciare dalle più alte cariche 
dello Stato, dagli amministratori locali, dagli insegnanti e dagli 
operatori dell'informazione. Non ci interessa in questa sede la 
polemica politica. Il pericolo ci appare troppo grave, tale da porre a 
repentaglio le fondamenta stesse della convivenza civile, come già 
accadde nel secolo scorso, e anche allora i rom furono tra le vittime 
designate della violenza razzista. Mai come in questi giorni ci è 
apparso chiaro come avesse ragione Primo Levi nel paventare la 
possibilità che quell'atroce passato tornasse.
 

Firmatari:


Marco 
Aime, Rita Bernardini, Alberto Burgio, Carlo Cartocci, Tullia Catalan, 
Enzo Collotti, Alessandro Dal Lago, Giuseppe Di Lello, Angelo D'Orsi, 
Giuseppe Faso, Mercedes Frias, Gianluca Gabrielli, Clara Gallini, Pupa 
Garribba, Francesco Germinario, Patrizio Gonnella, Gianfranco Laccone, 
Maria Immacolata Macioti, Brunello Mantelli, Giovanni Miccoli, Giuseppe 
Mosconi, Grazia Naletto, Michele Nani, Salvatore Palidda, Marco 
Perduca, Pier Paolo Poggio, Carlo Postiglione, Enrico Pugliese, 
Annamaria Rivera, Rossella Ropa, Emilio Santoro, Katia Scannavini, 
Renate Siebert, Gianfranco Spadaccia, Elena Spinelli, Diacono 
Todeschini, Nicola Tranfaglia, Fulvio Vassallo Paleologo, Barbara 
Valmorin, Danilo Zolo.
 

Per adesioni scrivere a     
razzismodimassa a gmail.com 







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 GIORNALISTI CONTRO IL RAZZISMO: APPELLO AL RISPETTO DEI ROM



23 maggio 2008 

articolo da www.programmaintegra.it, 


"Negli ultimi 
giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d'informazione 
riguardante il tema dell'immigrazione. Siamo rimasti molto 
impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, 
riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli 
articoli, nei servizi i rom in quanto tali - come popolo - sono stati 
indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di 
problemi per la nostra società". Si apre così l'appello "I media 
rispettino il popolo rom" lanciato lo scorso 21 maggio da "Giornalisti 
contro il razzismo" per denunciare l'uso di toni discriminatori contro 
i rom nell'informazione e chiedere un rispetto maggiore delle regole 
deontologiche. 

"Purtroppo l'enfasi e le distorsioni di questo ultimo 
periodo - continua l'appello promosso dai giornalisti Lorenzo 
Guadagnucci, Beatrice Montini e Zenone Sobilla - sono solo l'epilogo di 
un processo che va avanti da anni, con il mondo dell'informazione e la 
politica inclini a offrire un capro espiatorio al malessere italiano. 
Singoli episodi di cronaca nera sono stati enfatizzati e attribuiti a 
un intero popolo; vecchi e assurdi stereotipi sono stati riproposti 
senza alcuno spirito critico e senza un'analisi reale dei fatti". 
Il 
documento ricorda che "il popolo rom è stato storicamente soggetto, in 
tutta Europa, a discriminazione ed emarginazione, e il nostro Paese è 
stato più volte criticato dagli organismi internazionali per la sua 
incapacità di tutelare la minoranza rom e di garantire a tutti i 
diritti civili sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione 
europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 
fondamentali e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani".
I 
promotori dell'appello esprimono la loro forte preoccupazione "perché i 
mezzi di informazione rischiano di svolgere un ruolo attivo nel 
fomentare diffidenza e xenofobia sia verso i rom sia verso gli 
stranieri residenti nel nostro Paese. Alcuni lo stanno già facendo, a 
volte con modalità inquietanti che evocano le prime pagine dei 
quotidiani italiani degli anni Trenta, quando si costruiva il "nemico" 
- ebrei, zingari, dissidenti... - preparando il terreno culturale che 
ha permesso le leggi razziali del 1938 e l'uccisione di centinaia di 
migliaia di rom nei campi di sterminio nazisti".
"Invitiamo i colleghi 
giornalisti - si conclude - allo scrupoloso rispetto delle regole 
deontologiche e alla massima attenzione affinché non si ripetano 
episodi di discriminazione. Chiediamo all'Ordine dei giornalisti di 
rivolgere un analogo invito a tutta la categoria. Ai cittadini 
ricordiamo l'opportunità di segnalare alle redazioni e all'Ordine dei 
giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento 
all'odio razziale riscontrato nei media".  

www.meltingpot.org


Segreteria Adl a Zavidovici onlus
Tel/Fax 030 2301807
Via Cimabue 16 
25134 Brescia
www.lda-zavidovici.it






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