[Bsf] [Movimenti] nasce l'Associazione per la Sinistra
sauro a bresciascuola.it
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Sab 8 Nov 2008 12:31:32 CET
Cazzo com'è interessante!!! Finalmente qualcosa di eccitante in questo
triste e monotono autunno 2008!
sauro il disimpegnato
> APPELLO Costruire la Sinistra: il tempo è adesso
> Primi firmatari:
> Mario Agostinelli, Vincenzo Aita, Ritanna Armeni, Alberto Asor Rosa,
> Angela Azzaro, Fulvia Bandoli, Katia Belillo, Giovanni Berlinguer,
> Piero Bevilacqua, Jean Bilongo, Maria Luisa Boccia, Luca Bonaccorsi,
> Sergio Brenna, Luisa Calimani, Antonio Cantaro, Luciana Castellina, Giusto
> Catania, Paolo Cento, Giuseppe Chiarante, Raffaella Chiodo, Marcello Cini,
> Lisa Clark, Maria Rosa Cutrufelli, Pippo Delbono, Vezio De Lucia, Paolo De
> Nardis, Loredana De Petris, Elettra Deiana, Carlo De Sanctis, Arturo Di
> Corinto, Titti Di Salvo, Daniele Farina, Claudio Fava, Carlo Flamigni,
> Pietro Folena, Enrico Fontana, Marco Fumagalli, Luciano Gallino, Franco
> Giordano, Giuliano Giuliani, Umberto Guidoni, Leo Gullotta, Margherita
> Hack, Paolo Hutter, Francesco Indovina, Rosa Jijon, Francesca Koch, Wilma
> Labate, Simonetta Lombardo, Francesco Martone, Graziella Mascia, Gianni
> Mattioli, Danielle Mazzonis, Gennaro Migliore, Adalberto Minucci, Filippo
> Miraglia, Marco Montemagni, Serafino Murri, Roberto Musacchio, Pasqualina
> Napoletano, Paolo Naso, Diego Novelli, Alberto Olivetti, Moni Ovadia,
> Italo Palumbo, Giorgio Parisi, Luca Pettini, Elisabetta Piccolotti, Paolo
> Pietrangeli, Fernando Pignataro, Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli,
> Alì Rashid, Luca Robotti, Massimo Roccella, Stefano Ruffo, Mario Sai,
> Simonetta Salacone, Massimo L. Salvadori, Edoardo Salzano, Bia Sarasini,
> Scipione Semeraro, Patrizia Sentinelli, Massimo Serafini, Tore Serra,
> Giuliana Sgrena, Aldo Tortorella, Gabriele Trama, Mario Tronti, Nichi
> Vendola
> Le ragazze e i ragazzi che in questi giorni portano la loro protesta in
> tutte le piazze del paese per una scuola che li aiuti a crearsi un futuro
> ci dicono che la speranza di un’altra Italia è possibile. Che è possibile
> reagire alla destra che toglie diritti e aumenta privilegi. Che è
> possibile rispondere all’insulto criminale che insanguina il Mezzogiorno e
> vuole ridurre al silenzio le coscienze più libere. Che è possibile dare
> dignità al lavoro, spezzando la logica dominante che oggi lo relega sempre
> più a profitto e mercificazione. Che è possibile affermare la libertà
> delle donne e vivere in un paese ove la laicità sia un principio
> inviolabile. Che è possibile lavorare per un mondo di pace. Che è
> possibile, di fronte all’offensiva razzista nei confronti dei migranti,
> rispondere - come fece Einstein - che l’unica razza che conosciamo è
> quella umana. Che è possibile attraverso una riconversione ecologica
> dell’economia contrastare i cambiamenti climatici, riducendone gli effetti
> ambientali e sociali. Che è possibile, dunque, reagire ad una politica
> miserabile la quale, di fronte alla drammatica questione del
> surriscaldamento del pianeta, cerca di bloccare le scelte dell’Europa in
> nome di una cieca salvaguardia di ristretti interessi.
> Cambiare questo paese è possibile. A patto di praticare questa speranza
> che oggi cresce d’intensità, di farla incontrare con una politica che
> sappia anche cambiare se stessa per tradurre la speranza di oggi in
> realtà. E’ questo il compito primario di ciò che chiamiamo sinistra.
> Viviamo in un paese e in un tempo che hanno bisogno di un ritrovato
> impegno e di una nuova sinistra, ecologista, solidale e pacifista. La
> cronaca quotidiana dei fatti è ormai una narrazione impietosa dell’Italia
> e della crisi delle politiche neoliberiste su scala mondiale. Quando la
> condizione sociale e materiale di tanta parte della popolazione precipita
> verso il rischio di togliere ogni significato alla parola futuro; quando
> cittadinanza, convivenza, riconoscimento dell’altro diventano valori
> sempre più marginali; quando le donne e gli uomini di questo paese vedono
> crescere la propria solitudine di fronte alle istituzioni, nei luoghi di
> lavoro – spesso precario, talvolta assente – come in quelli del sapere;
> quando tutto questo accade nessuna coscienza civile può star ferma ad
> aspettare. Siamo di fronte ad una crisi che segna un vero spartiacque.
> Crollano i dogmi del pensiero unico che hanno alimentato le forme del
> capitalismo di questi ultimi 20 anni. Questa crisi rende più che mai
> attuale il bisogno di sinistra, se essa sarà in grado di farsi portatrice
> di una vera alternativa di società a livello globale.
> E’ alla politica che tocca il compito, qui ed ora, di produrre un’idea, un
> progetto di società, un nuovo senso da attribuire alle nostre parole. Ed è
> la politica che ha il compito di dire che un’alternativa allo stato
> presente delle cose è necessaria ed è possibile. La destra orienta la sua
> pesante azione di governo – tutto è già ben chiaro in soli pochi mesi –
> sulla base di un’agenda che ha nell’esaltazione persino esasperata del
> mercato e nello smantellamento della nostra Costituzione repubblicana i
> capisaldi che la ispirano. Cosa saranno scuola e formazione, ambiente,
> sanità e welfare, livelli di reddito e qualità del lavoro, diritti di
> cittadinanza e autodeterminazione di donne e uomini nell’Italia di domani,
> quel domani che è già dietro l’angolo, quando gli effetti di questa destra
> ora al governo risulteranno dirompenti e colpiranno dritto al cuore le
> condizioni di vita, già ora così difficili, di tante donne e uomini?
> E’ da qui che nasce l’urgenza e lo spazio – vero, reale, possibile,
> crescente – di una nuova sinistra che susciti speranza e chiami
> all’impegno politico, che lavori ad un progetto per il paese e sappia
> mobilitare anche chi è deluso, distratto, distante. Una sinistra che
> rifiuti il rifugio identitario fine a sé stesso, la fuga dalla politica,
> l’affannosa ricerca dei segni del passato come nuovi feticci da agitare
> verso il presente. Una sinistra che assuma la sconfitta di aprile come un
> momento di verità, non solo di debolezza. E che dalle ragioni profonde di
> quella sconfitta vuole ripartire, senza ripercorrerne gli errori, le
> presunzioni, i limiti. Una sinistra che guardi all’Europa come luogo
> fondamentale del proprio agire e di costruzione di un’alternativa a questa
> globalizzazione. Una sinistra del lavoro capace di mostrare come la sua
> sistematica svalorizzazione sia parte decisiva della crisi economica e
> sociale che viviamo.
> Per far ciò pensiamo a una sinistra che riesca finalmente a mescolare i
> segni e i semi di più culture politiche per farne un linguaggio diverso,
> un diverso sguardo sulle cose di questo tempo e di questo mondo. Una
> politica della pace, non solo come ripudio della guerra, anche come
> quotidiana costruzione della cultura della non violenza e della
> cooperazione come alternativa alla competizione. Una sinistra dei diritti
> civili, delle libertà, dell’uguaglianza e delle differenze. Una sinistra
> che non sia più ceto politico ma luogo di partecipazione, di ricerca, di
> responsabilità condivise. Che sappia raccogliere la militanza civile,
> intellettuale e politica superando i naturali recinti dei soggetti
> politici tradizionali. E che si faccia carico di un’opposizione rigorosa ,
> con l’impegno di costruire un nuovo, positivo campo di forze e di idee per
> il paese. La difesa del contratto nazionale di lavoro, che imprese e
> governo vogliono abolire per rendere più diseguali e soli i lavoratori e
> le lavoratrici è per noi l’immediata priorità, insieme all’affermazione
> del valore pubblico e universale della scuola e dell’università e alla
> difesa del clima che richiede una vera e propria rivoluzione ecologica nel
> modo di produrre e consumare.
> Lavorare da subito ad una fase costituente della sinistra italiana
> significa anche spezzare una condizione di marginalità – politica e
> persino democratica – e scongiurare la deriva bipartitista , avviando
> una riforma delle pratiche politiche novecentesche.
> L’obiettivo è quello di lavorare a un nuovo soggetto politico della
> sinistra italiana attraverso un processo che deve avere concreti elementi
> di novità: non la sommatoria di ceti politici ma un percorso democratico,
> partecipativo, inclusivo. Per operare da subito promuoviamo l’associazione
> politica “Per la Sinistra”, uno strumento leggero per tutti coloro che
> sono interessati a ridare voce, ruolo e progetto alla sinistra italiana,
> avviando adesioni larghe e plurali.
> Fin da ora si formino nei territori comitati promotori provvisori, aperti
> a tutti coloro che sono interessati al processo costituente , con il
> compito di partecipare alla realizzazione, sabato 13 dicembre, di una
> assemblea nazionale. Punto di partenza di un processo da sottoporre a
> gennaio a una consultazione di massa attorno a una carta d’intenti, un
> nome, un simbolo, regole condivise. Proponiamo di arrivare all’assemblea
> del 13 dicembre attraverso un calendario di iniziative che ci veda
> impegnati, già da novembre, a costruire un appuntamento nazionale sulla
> scuola e campagne sui temi del lavoro e dei diritti negati,
> dell’ambiente e contro il nucleare civile e militare e per lo sviluppo
> delle energie rinnovabili.
> Sappiamo bene che non sarà un percorso semplice né breve, che richiederà
> tempo, quel tempo che è il luogo vero dove si sviluppa la ricerca di altri
> linguaggi, la produzione di nuova cultura politica, la formazione di nuove
> classi dirigenti. Una sinistra che sia forza autonoma – sul piano
> culturale, politico, organizzativo – non può prescindere da ciò. Ma il
> tempo di domani è già qui ed è oggi che dobbiamo cominciare a misurarlo.
> Ecco perché diciamo che questo nostro incontro segna, per noi che vi
> abbiamo preso parte, la comune volontà di un’assunzione individuale e
> collettiva di responsabilità. La responsabilità di partecipare a un
> percorso che finalmente prende avvio e di voler contribuire ad estenderlo
> nelle diverse realtà del territorio, di sottoporlo ad una verifica larga,
> di svilupparlo lavorando sui temi più sensibili che riguardano tanta parte
> della popolazione e ai quali legare un progetto politico della sinistra
> italiana, a cominciare dalla pace, dall’equità sociale e dal lavoro, dai
> diritti e dall’ambiente alla laicità.
> Noi ci impegniamo oggi in questo cammino. A costruirlo nel tempo che sarà
> richiesto. A cominciare ora.
> Roma, 7 novembre 2008
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