[Bsf] nasce l'Associazione per la Sinistra
valter
waltsar a aliceposta.it
Sab 8 Nov 2008 18:18:57 CET
Spero che tra tutti\e questi firmatari, qualcuno ricordi che ha accettato le
cose più squalificanti in nome della governabilità.
Molti firmatari li conosco personalmente, e di loro ho sempre avuto profonda
stima e rispetto, però credo sia ora che ci si dica che non si può essere
rivoluzionari quando si perde e conservatori quando si vince....
Quello che succede oggi, è bene ricordarlo, è anche frutto di scelte di
buona parte di questi compagni\e, non dimentichiamolo per favore..... ( per
amor di "patria" evito il lungo elenco ma ricordo" solo" i 180 aerei per un
totale di 13 MILIRDI DI EURO approvati dal governo Prodi e la decisione ,
sempre del governo Prodi sulla base militare di Vicenza.. oppure il taglio
di 4, 5 miliardi di euro alla scuola pubblica... oppure il taglio di 5,5
miliardi ai comuni....)
Nel documeto sottoscritto non c'è una seppur minima autocrtica all'appoggio
alle scelte scellerate fatte dal Governo Prodi che i medesimi sottoscrittori
hanno appoggiato, questo mi produce tristezza ma anche la consapevolezza che
ancora molto si deve fare... altro che Associazione della Sinistra!
Però.... spero nel ravvedimento e quindi auguro comunque buona fortuna.
Valter Saresini
----- Original Message -----
From: "beppe almansi" <beppe.almansi a libero.it>
To: "bsf bsf" <bsf a bresciasocialforum.org>; "movimenti movimenti"
<movimenti a gnumerica.org>
Sent: Saturday, November 08, 2008 3:13 AM
Subject: [Bsf] nasce l'Associazione per la Sinistra
APPELLO Costruire la Sinistra: il tempo è adesso
Primi firmatari:
Mario Agostinelli, Vincenzo Aita, Ritanna Armeni, Alberto Asor Rosa,
Angela Azzaro, Fulvia Bandoli, Katia Belillo, Giovanni Berlinguer, Piero
Bevilacqua, Jean Bilongo, Maria Luisa Boccia, Luca Bonaccorsi, Sergio
Brenna, Luisa Calimani, Antonio Cantaro, Luciana Castellina, Giusto Catania,
Paolo Cento, Giuseppe Chiarante, Raffaella Chiodo, Marcello Cini, Lisa
Clark, Maria Rosa Cutrufelli, Pippo Delbono, Vezio De Lucia, Paolo De
Nardis, Loredana De Petris, Elettra Deiana, Carlo De Sanctis, Arturo Di
Corinto, Titti Di Salvo, Daniele Farina, Claudio Fava, Carlo Flamigni,
Pietro Folena, Enrico Fontana, Marco Fumagalli, Luciano Gallino, Franco
Giordano, Giuliano Giuliani, Umberto Guidoni, Leo Gullotta, Margherita Hack,
Paolo Hutter, Francesco Indovina, Rosa Jijon, Francesca Koch, Wilma Labate,
Simonetta Lombardo, Francesco Martone, Graziella Mascia, Gianni Mattioli,
Danielle Mazzonis, Gennaro Migliore, Adalberto Minucci, Filippo Miraglia,
Marco Montemagni, Serafino Murri, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano,
Paolo Naso, Diego Novelli, Alberto Olivetti, Moni Ovadia, Italo Palumbo,
Giorgio Parisi, Luca Pettini, Elisabetta Piccolotti, Paolo Pietrangeli,
Fernando Pignataro, Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Alì Rashid, Luca
Robotti, Massimo Roccella, Stefano Ruffo, Mario Sai, Simonetta Salacone,
Massimo L. Salvadori, Edoardo Salzano, Bia Sarasini, Scipione Semeraro,
Patrizia Sentinelli, Massimo Serafini, Tore Serra, Giuliana Sgrena, Aldo
Tortorella, Gabriele Trama, Mario Tronti, Nichi Vendola
Le ragazze e i ragazzi che in questi giorni portano la loro protesta in
tutte le piazze del paese per una scuola che li aiuti a crearsi un futuro ci
dicono che la speranza di un'altra Italia è possibile. Che è possibile
reagire alla destra che toglie diritti e aumenta privilegi. Che è possibile
rispondere all'insulto criminale che insanguina il Mezzogiorno e vuole
ridurre al silenzio le coscienze più libere. Che è possibile dare dignità al
lavoro, spezzando la logica dominante che oggi lo relega sempre più a
profitto e mercificazione. Che è possibile affermare la libertà delle donne
e vivere in un paese ove la laicità sia un principio inviolabile. Che è
possibile lavorare per un mondo di pace. Che è possibile, di fronte
all'offensiva razzista nei confronti dei migranti, rispondere - come fece
Einstein - che l'unica razza che conosciamo è quella umana. Che è possibile
attraverso una riconversione ecologica dell'economia contrastare i
cambiamenti climatici, riducendone gli effetti ambientali e sociali. Che è
possibile, dunque, reagire ad una politica miserabile la quale, di fronte
alla drammatica questione del surriscaldamento del pianeta, cerca di
bloccare le scelte dell'Europa in nome di una cieca salvaguardia di
ristretti interessi.
Cambiare questo paese è possibile. A patto di praticare questa speranza che
oggi cresce d'intensità, di farla incontrare con una politica che sappia
anche cambiare se stessa per tradurre la speranza di oggi in realtà. E'
questo il compito primario di ciò che chiamiamo sinistra.
Viviamo in un paese e in un tempo che hanno bisogno di un ritrovato impegno
e di una nuova sinistra, ecologista, solidale e pacifista. La cronaca
quotidiana dei fatti è ormai una narrazione impietosa dell'Italia e della
crisi delle politiche neoliberiste su scala mondiale. Quando la condizione
sociale e materiale di tanta parte della popolazione precipita verso il
rischio di togliere ogni significato alla parola futuro; quando
cittadinanza, convivenza, riconoscimento dell'altro diventano valori sempre
più marginali; quando le donne e gli uomini di questo paese vedono crescere
la propria solitudine di fronte alle istituzioni, nei luoghi di lavoro -
spesso precario, talvolta assente - come in quelli del sapere; quando tutto
questo accade nessuna coscienza civile può star ferma ad aspettare. Siamo
di fronte ad una crisi che segna un vero spartiacque. Crollano i dogmi del
pensiero unico che hanno alimentato le forme del capitalismo di questi
ultimi 20 anni. Questa crisi rende più che mai attuale il bisogno di
sinistra, se essa sarà in grado di farsi portatrice di una vera alternativa
di società a livello globale.
E' alla politica che tocca il compito, qui ed ora, di produrre un'idea, un
progetto di società, un nuovo senso da attribuire alle nostre parole. Ed è
la politica che ha il compito di dire che un'alternativa allo stato presente
delle cose è necessaria ed è possibile. La destra orienta la sua pesante
azione di governo - tutto è già ben chiaro in soli pochi mesi - sulla base
di un'agenda che ha nell'esaltazione persino esasperata del mercato e nello
smantellamento della nostra Costituzione repubblicana i capisaldi che la
ispirano. Cosa saranno scuola e formazione, ambiente, sanità e welfare,
livelli di reddito e qualità del lavoro, diritti di cittadinanza e
autodeterminazione di donne e uomini nell'Italia di domani, quel domani che
è già dietro l'angolo, quando gli effetti di questa destra ora al governo
risulteranno dirompenti e colpiranno dritto al cuore le condizioni di vita,
già ora così difficili, di tante donne e uomini?
E' da qui che nasce l'urgenza e lo spazio - vero, reale, possibile,
crescente - di una nuova sinistra che susciti speranza e chiami all'impegno
politico, che lavori ad un progetto per il paese e sappia mobilitare anche
chi è deluso, distratto, distante. Una sinistra che rifiuti il rifugio
identitario fine a sé stesso, la fuga dalla politica, l'affannosa ricerca
dei segni del passato come nuovi feticci da agitare verso il presente. Una
sinistra che assuma la sconfitta di aprile come un momento di verità, non
solo di debolezza. E che dalle ragioni profonde di quella sconfitta vuole
ripartire, senza ripercorrerne gli errori, le presunzioni, i limiti. Una
sinistra che guardi all'Europa come luogo fondamentale del proprio agire e
di costruzione di un'alternativa a questa globalizzazione. Una sinistra del
lavoro capace di mostrare come la sua sistematica svalorizzazione sia parte
decisiva della crisi economica e sociale che viviamo.
Per far ciò pensiamo a una sinistra che riesca finalmente a mescolare i
segni e i semi di più culture politiche per farne un linguaggio diverso, un
diverso sguardo sulle cose di questo tempo e di questo mondo. Una politica
della pace, non solo come ripudio della guerra, anche come quotidiana
costruzione della cultura della non violenza e della cooperazione come
alternativa alla competizione. Una sinistra dei diritti civili, delle
libertà, dell'uguaglianza e delle differenze. Una sinistra che non sia più
ceto politico ma luogo di partecipazione, di ricerca, di responsabilità
condivise. Che sappia raccogliere la militanza civile, intellettuale e
politica superando i naturali recinti dei soggetti politici tradizionali. E
che si faccia carico di un'opposizione rigorosa , con l'impegno di costruire
un nuovo, positivo campo di forze e di idee per il paese. La difesa del
contratto nazionale di lavoro, che imprese e governo vogliono abolire per
rendere più diseguali e soli i lavoratori e le lavoratrici è per noi
l'immediata priorità, insieme all'affermazione del valore pubblico e
universale della scuola e dell'università e alla difesa del clima che
richiede una vera e propria rivoluzione ecologica nel modo di produrre e
consumare.
Lavorare da subito ad una fase costituente della sinistra italiana significa
anche spezzare una condizione di marginalità - politica e persino
democratica - e scongiurare la deriva bipartitista , avviando una
riforma delle pratiche politiche novecentesche.
L'obiettivo è quello di lavorare a un nuovo soggetto politico della sinistra
italiana attraverso un processo che deve avere concreti elementi di novità:
non la sommatoria di ceti politici ma un percorso democratico,
partecipativo, inclusivo. Per operare da subito promuoviamo l'associazione
politica "Per la Sinistra", uno strumento leggero per tutti coloro che sono
interessati a ridare voce, ruolo e progetto alla sinistra italiana, avviando
adesioni larghe e plurali.
Fin da ora si formino nei territori comitati promotori provvisori, aperti a
tutti coloro che sono interessati al processo costituente , con il compito
di partecipare alla realizzazione, sabato 13 dicembre, di una assemblea
nazionale. Punto di partenza di un processo da sottoporre a gennaio a una
consultazione di massa attorno a una carta d'intenti, un nome, un simbolo,
regole condivise. Proponiamo di arrivare all'assemblea del 13 dicembre
attraverso un calendario di iniziative che ci veda impegnati, già da
novembre, a costruire un appuntamento nazionale sulla scuola e campagne sui
temi del lavoro e dei diritti negati, dell'ambiente e contro il
nucleare civile e militare e per lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Sappiamo bene che non sarà un percorso semplice né breve, che richiederà
tempo, quel tempo che è il luogo vero dove si sviluppa la ricerca di altri
linguaggi, la produzione di nuova cultura politica, la formazione di nuove
classi dirigenti. Una sinistra che sia forza autonoma - sul piano culturale,
politico, organizzativo - non può prescindere da ciò. Ma il tempo di domani
è già qui ed è oggi che dobbiamo cominciare a misurarlo. Ecco perché diciamo
che questo nostro incontro segna, per noi che vi abbiamo preso parte, la
comune volontà di un'assunzione individuale e collettiva di responsabilità.
La responsabilità di partecipare a un percorso che finalmente prende avvio e
di voler contribuire ad estenderlo nelle diverse realtà del territorio, di
sottoporlo ad una verifica larga, di svilupparlo lavorando sui temi più
sensibili che riguardano tanta parte della popolazione e ai quali legare un
progetto politico della sinistra italiana, a cominciare dalla pace,
dall'equità sociale e dal lavoro, dai diritti e dall'ambiente alla laicità.
Noi ci impegniamo oggi in questo cammino. A costruirlo nel tempo che sarà
richiesto. A cominciare ora.
Roma, 7 novembre 2008
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