[Bsf] lettera aperta di Osvaldo Squassina sul futuro della sinistra

beppe almansi beppe.almansi a libero.it
Ven 10 Ott 2008 11:42:28 CEST


Serve assolutamente una nuova Sinistra

Viviamo tempi drammatici segnati da rilevanti trasformazioni.
Il processo di globalizzazione neoliberista e capitalistica attraversa senz’altro delle difficoltà ma non è affatto in crisi, anzi. 
Il capitalismo è più in forma che mai e ha a disposizione tutti gli strumenti (anche i meno liberisti, come l’intervento dello Stato che si accolla i debiti delle banche) per risolvere i suoi disastri o le sue smagliature perché è ovviamente consapevole delle ricadute che potrebbero esserci sull’intero sistema economico e produttivo nazionale e internazionale. Quanto sta avvenendo mette a nudo anche un’altra caratteristica della situazione attuale: l’assenza della politica nei processi economici e sociali.
Il sistema finanziario ha utilizzato, senza alcun controllo pubblico, una quantità di risorse che non aveva con il rischio reale che ciò possa avere conseguenze pesantissime sull’intero sistema. 
Questa vicenda però non stupisce perché è la conseguenza di politiche portate avanti da tantissimi anni. 
I Governi, a partire da quello italiano, hanno sostenuto politiche di espansione economica fondate sulla precarizzazione del lavoro, sulla negazione o cancellazione dei diritti individuali e collettivi, sulla riduzione dei salari, mettendo al primo posto gli interessi delle imprese e l’implementazione dei profitti.
Oggi i lavoratori sono più poveri e con meno diritti, un intera generazione di giovani è condannata ad un futuro incerto e precario, le persone immigrate subiscono uno sfruttamento spaventoso che si tinge sempre più di razzismo, la vita e la libertà di scelta delle donne sono sempre più relegate con il rischio di un destino di subalternità totale.
Dentro questo quadro dobbiamo registrare una contraddizione evidente: proprio ora che le condizioni di vita e di lavoro di ampi strati sociali potrebbero determinare una mobilitazione che si riproponga di modificare i rapporti sociali e quindi migliori le condizioni di vita, in Europa e in Italia (culla di lotte e di conquiste formidabili) la sinistra macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è percorsa da profonde crisi di identità ed è considerata, dalla stragrande maggioranza dei cittadini, persino inutile.
Quello che mi turba e dovrebbe turbare la sinistra è la sensazione di impotenza sempre più diffusa rispetto a fenomeni che paiono incontrollabili.
Proviamo a guardare alla vicenda dei mutui a tasso variabile, che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie che nel giro di tre anni si sono viste triplicare le rette mensili. Le persone, ovviamente, si incazzano ma non abbastanza e non reagiscono perché quello che fanno le banche, come la globalizzazione capitalistica, è una sorta di «mistero della fede»: l’unica cosa che le persone percepiscono è che non si può contrastare. È difficile, quasi impossibile opporsi a ciò che non si comprende, a ciò che viene deciso non si sa dove e non si sa da chi. È fortissimo il rischio che una sorta di fatalismo si unisca a frustrazione e aggressività soprattutto verso i soggetti più deboli della società.
Qui sta la drammaticità dell’oggi: mentre, all’interno della restaurazione capitalista vi sarebbero tutte le condizioni per l’affermazione di una sinistra sociale e politica, la realtà ci consegna il quadro disperante di una sinistra silente, sconfitta, senza aggettivi, senza alfabeto né grammatica, che sa solo guardare ad un passato che non solo non c’è più, ma in molti casi è un passato di tragedie che ha provocato (in alcuni Stati) molto dolore. 
E oggi la destra vince e conquista consenso sociale, politico e culturale perché parla, non solo alla «testa» ma soprattutto «alla pancia» delle persone e stimola persino gli istinti peggiori e negativi, in questo modo si comprende l’aumento della violenza, del razzismo e di un «nuovo fascismo». I partiti di sinistra, Rifondazione compresa, attraversano innanzitutto una crisi culturale perché non sono in grado di nutrire l’intelligenza delle persone e si presentano, non a caso, con una classe politica prevalentemente «vecchia» e che parla a se stessa, esaurendo così, a mio parere, la loro funzione nella società. 
Da questo punto di vista, nel nostro Paese, le elezioni politiche della primavera scorsa hanno solamente reso visibile ciò che già era avvenuto nella materialità dei processi in atto.
Viviamo una situazione inedita, per questo non mi attraggono coloro che mi rifilano facili ricette, slogan del passato, recinti angusti. Per questo non reggo chi spiega lo sconquasso con ciò che è stato fatto oppure no negli ultimi due anni, con i nostri recenti errori (ne abbiamo fatti molti, ma non bastano per giustificare la nostra inesistenza nella società).
Intendiamoci non mi sfuggono né sottovaluto le esperienze, le realtà, le mobilitazioni, le lotte che coraggiosamente, a volte disperatamente, continuano ad agirsi per i diritti e contro le politiche di Berlusconi. Né disconosco il ruolo importante di chi, socialmente, sindacalmente, politicamente, cerca di tenere aperta una qualche dinamica conflittuale.
Dico che «quel che resta» è troppo frammentato, disorganico, separato per poter diventare "movimento reale che trasforma l’esistente" e non in grado di dare rappresentanza politica ai nuovi e vecchi ceti sociali.
Non possiamo rassegnarci all’idea che i ceti popolari e le nuove generazioni siano costretti a vivere una condizione di estremo disagio in totale solitudine. Il rischio, non troppo remoto perché già visto, è quello di una ulteriore deriva a destra che comprometta per un lungo periodo gli stessi spazi di libertà.
Per invertire questa tendenza c’è bisogno urgentemente di una nuova sinistra che sappia costruire cultura politica, una progettualità e un forte rinnovamento. Per questo motivo condivido la scelta, decisa a Roma il 27 settembre scorso, di dare vita a una Associazione della sinistra finalizzata a realizzare un nuovo soggetto politico, attraverso un percorso innovativo e autonomo dai tradizionali partiti evitando l’assemblaggio fatto recentemente con la sinistra arcobaleno. Il tempo a nostra disposizione non è però infinito e per quel che mi riguarda, a questo progetto, dedicherò le mie energie.
OSVALDO SQUASSINA
Consigliere regionale Prc
Milano






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