[Bsf] R: I: I: R: lettera aperta di Osvaldo Squassina sul futuro dellasinistra
a.zinelli
a.zinelli a alice.it
Ven 10 Ott 2008 17:50:50 CEST
Chè cojoni!!!
Ricomincia esattamente la storia degli anonimi che scrivono balle, sempre
tenendo bordone a Squassina, come avveniva durante il congresso, imitando i
nomi di veri iscritti a Rifondazione. L'altra volta gli pseudonimi facevano
pensare ad almansi ed alla baresi, questa volta il nome fa pensare a mirko
lombardi, affettuosamente noto anche come mircolino.
Ovviamente sono tutte false piste; e che ci siano questi interventi
depistanti è davvero preoccupante.
Nel merito ognuno vede che non sono io a sostenere l'estraneità di Squassina
a Rifondazione Comunista, ma è lui stesso. Anche se l'astuto markorino ha
ritagliato solo un pezzo della "lettera aperta" di Squassina, che io mi
permetto di reintegrare, se qualche lettore l'avesse persa. Io aggiungo solo
la supposizione, del tutto logica, che Squassina non abbia cambiato parere
negli ultimi giorni, ma la pensasse così già quando è entrato in
Rifondazione.
Quanto alle tessere false, rivolgersi ad altri indirizzi.
Qui a Brescia non mi risultano tessere "tecnicamente" false.
Invece è certo che la mozione di Squassina ha vinto il congresso a Brescia
grazie ad un centinaio di "nuovi iscritti" gestiti del tutto al di fuori dei
normali canali del tesseramento in uso in Rifondazione da quando esiste; e,
se Squassina ha vinto il congresso, vuol dire che i nuovi iscritti erano
persone fisicamente esistenti che sono venute a votare. La scorrettezza
politica consiste nell'iscrivere persone ad una entità colletttiva per
sopprimerla.
Detto questo, sia chiaro che non risponderò più ai vari anonimisti anonimi.
Attilio
-----Messaggio originale-----
Da: bsf-bounces a bresciasocialforum.org
[mailto:bsf-bounces a bresciasocialforum.org] Per conto di markorino
Inviato: venerdì 10 ottobre 2008 16.09
A: bsf a bresciasocialforum.org
Oggetto: [Bsf] I: I: R: lettera aperta di Osvaldo Squassina sul futuro
dellasinistra
L'inquisitore Zinelli che ha sempre la verità in tasca ha emesso la sua
sentenza. Ha scomunicato Squassina
perchè ( dice lui) non ha mai avuto niente a che fare con il comunismo e di
essere un agente della borghesia
e del partito democratico.
Questi inquisitori fanno paura perchè vorrebbero
una società simile all'Albania degli anni 50... dopo aver fatto decine di
iscritti falsi a rifondazione
--- Ven 10/10/08, a.zinelli <a.zinelli a alice.it> ha scritto:
Da: a.zinelli <a.zinelli a alice.it>
Oggetto: [Bsf] R: lettera aperta di Osvaldo Squassina sul futuro della
sinistra
A: "'brescia social forum'" <bsf a bresciasocialforum.org>, "'movimenti
movimenti'" <movimenti a gnumerica.org>
Data: Venerdì 10 ottobre 2008, 14:37
Evviva la chiarezza, per una volta. Magari Squassina avesse detto queste
cose PRIMA del congresso di Brescia.
Avrebbe evitato di macinare Rifondazione.
Il minimo che ci si aspetta è che agisca in coerenza con quanto dice.
Questo non potrebbe che fare del bene alla sinistra.
Quella vera, non quella dei disastri che lui ha dato un contributo così
significativo a determinare.
Colpisce comunque il fatto che Squassina dà la colpa di questi disastri al
"corso del mondo". Si tratta di eccessiva modestia. Dovrebbe
rivendicare il
proprio contributo. Invece va ad ingrossare una schiera di quelli che danno
la colpa al mondo, che è già abbastanza folta.
La chiarezza però riguarda solo il fatto che Squassina ci dice che con
Rifondazione Comunista, e col comunismo in generale lui non ha nulla a che
fare. Poteva ben aggiungere che non ha MAI avuto nulla a che fare.
Ma su che cosa vuole regna invece nebbia fitta in val padana; a parte il
fatto che ci garantisce che il capitalismo gode ottima salute; anzi, che non
è mai stato così bene. Spero solo che la sua diagnosi abbia lo stesso esito
che ha avuto la sua scorribanda politica in Rifondazione. Purché questa
scorribanda sia davvero finita.
Mi permetto di rivolgere un appello a chi, come me, si è lasciato ingannare
sul reale significato politico della manovra che si nascondeva dietro
l'entrata in Rifondazione Comunista di Squassina e del suo gruppo - ricordo
che a suo tempo ho commesso il mortale errore di aver caldamente appoggiato
l'arrivo di Squassina e la sua candidatura a tutte le pregiate cariche a
lui
affidate - e che solo ora si rende conto di avere lavorato contro le proprie
idee, a riconoscere l'errore,ed a rimanere dentro Rifondazione comunista.
Ma rivolgo lo stesso appello di rimanere in Rifondazione Comunista anche a
tutti coloro che pensano sinceramente a processi innovativi per la sinistra;
ma che capisono che la strada intrapresa da Squassina ha come unico sbocco
quello di una confluenza più o meno mascherata nel Partito Democratico, o
comunque in una ennesima riedizione della vecchissima socialdemocrazia. Cioè
nella riedizione del partito di quelli che, in pratica, vogliono
innanzitutto dare una mano a tenere in piedi il capitalismo, in cambio, di
qualche posto a tavola, più o meno compartecipato dalle masse.
Nulla di male; ma si tratta appunto di un progetto che con Rifondazione
Comunista non ha nulla a che spartire, e che anche il Bertinotti di pochi
anni fa giudicava del tutto superato ed irrealizzabile in questa fase
storica. Chissà che cosa è successo in questi ultimi anni!
Attilio Zinelli
p.s. purtroppo, come è accaduto durante il congresso di Rifondazione
Comunista, non ho altro mezzo per rispondere a queste non richieste
irruzioni, che quello di usare lo stesso canale. Con tante scuse a chi non
c'entra.
-----Messaggio originale-----
Serve assolutamente una nuova Sinistra
Viviamo tempi drammatici segnati da rilevanti trasformazioni.
Il processo di globalizzazione neoliberista e capitalistica attraversa
senz’altro delle difficoltà ma non è affatto in crisi, anzi.
Il capitalismo è più in forma che mai e ha a disposizione tutti gli
strumenti (anche i meno liberisti, come l’intervento dello Stato che si
accolla i debiti delle banche) per risolvere i suoi disastri o le sue
smagliature perché è ovviamente consapevole delle ricadute che potrebbero
esserci sull’intero sistema economico e produttivo nazionale e
internazionale. Quanto sta avvenendo mette a nudo anche un’altra
caratteristica della situazione attuale: l’assenza della politica nei
processi economici e sociali.
Questo il testo integrale
Serve assolutamente una nuova Sinistra
Viviamo tempi drammatici segnati da rilevanti trasformazioni. Il processo di
globalizzazione neoliberista e capitalistica attraversa senz’altro delle
difficoltà ma non è affatto in crisi, anzi.
Il capitalismo è più in forma che mai e ha a disposizione tutti gli
strumenti (anche i meno liberisti, come l’intervento dello Stato che si
accolla i debiti delle banche) per risolvere i suoi disastri o le sue
smagliature perché è ovviamente consapevole delle ricadute che potrebbero
esserci sull’intero sistema economico e produttivo nazionale e
internazionale. Quanto sta avvenendo mette a nudo anche un’altra
caratteristica della situazione attuale: l’assenza della politica nei
processi economici e sociali.
Il sistema finanziario ha utilizzato, senza alcun controllo pubblico, una
quantità di risorse che non aveva con il rischio reale che ciò possa avere
conseguenze pesantissime sull’intero sistema.
Questa vicenda però non stupisce perché è la conseguenza di politiche
portate avanti da tantissimi anni.
I Governi, a partire da quello italiano, hanno sostenuto politiche di
espansione economica fondate sulla precarizzazione del lavoro, sulla
negazione o cancellazione dei diritti individuali e collettivi, sulla
riduzione dei salari, mettendo al primo posto gli interessi delle imprese e
l’implementazione dei profitti. Oggi i lavoratori sono più poveri e con meno
diritti, un intera generazione di giovani è condannata ad un futuro incerto
e precario, le persone immigrate subiscono uno sfruttamento spaventoso che
si tinge sempre più di razzismo, la vita e la libertà di scelta delle donne
sono sempre più relegate con il rischio di un destino di subalternità
totale. Dentro questo quadro dobbiamo registrare una contraddizione
evidente: proprio ora che le condizioni di vita e di lavoro di ampi strati
sociali potrebbero determinare una mobilitazione che si riproponga di
modificare i rapporti sociali e quindi migliori le condizioni di vita, in
Europa e in Italia (culla di lotte e di conquiste formidabili) la sinistra
macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è percorsa da profonde crisi di
identità ed è considerata, dalla stragrande maggioranza dei cittadini,
persino inutile. Quello che mi turba e dovrebbe turbare la sinistra è la
sensazione di impotenza sempre più diffusa rispetto a fenomeni che paiono
incontrollabili. Proviamo a guardare alla vicenda dei mutui a tasso
variabile, che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie che nel giro
di tre anni si sono viste triplicare le rette mensili. Le persone,
ovviamente, si incazzano ma non abbastanza e non reagiscono perché quello
che fanno le banche, come la globalizzazione capitalistica, è una sorta di
«mistero della fede»: l’unica cosa che le persone percepiscono è che non si
può contrastare. È difficile, quasi impossibile opporsi a ciò che non si
comprende, a ciò che viene deciso non si sa dove e non si sa da chi. È
fortissimo il rischio che una sorta di fatalismo si unisca a frustrazione e
aggressività soprattutto verso i soggetti più deboli della società. Qui sta
la drammaticità dell’oggi: mentre, all’interno della restaurazione
capitalista vi sarebbero tutte le condizioni per l’affermazione di una
sinistra sociale e politica, la realtà ci consegna il quadro disperante di
una sinistra silente, sconfitta, senza aggettivi, senza alfabeto né
grammatica, che sa solo guardare ad un passato che non solo non c’è più, ma
in molti casi è un passato di tragedie che ha provocato (in alcuni Stati)
molto dolore.
E oggi la destra vince e conquista consenso sociale, politico e culturale
perché parla, non solo alla «testa» ma soprattutto «alla pancia» delle
persone e stimola persino gli istinti peggiori e negativi, in questo modo si
comprende l’aumento della violenza, del razzismo e di un «nuovo fascismo». I
partiti di sinistra, Rifondazione compresa, attraversano innanzitutto una
crisi culturale perché non sono in grado di nutrire l’intelligenza delle
persone e si presentano, non a caso, con una classe politica prevalentemente
«vecchia» e che parla a se stessa, esaurendo così, a mio parere, la loro
funzione nella società.
Da questo punto di vista, nel nostro Paese, le elezioni politiche della
primavera scorsa hanno solamente reso visibile ciò che già era avvenuto
nella materialità dei processi in atto. Viviamo una situazione inedita, per
questo non mi attraggono coloro che mi rifilano facili ricette, slogan del
passato, recinti angusti. Per questo non reggo chi spiega lo sconquasso con
ciò che è stato fatto oppure no negli ultimi due anni, con i nostri recenti
errori (ne abbiamo fatti molti, ma non bastano per giustificare la nostra
inesistenza nella società). Intendiamoci non mi sfuggono né sottovaluto le
esperienze, le realtà, le mobilitazioni, le lotte che coraggiosamente, a
volte disperatamente, continuano ad agirsi per i diritti e contro le
politiche di Berlusconi. Né disconosco il ruolo importante di chi,
socialmente, sindacalmente, politicamente, cerca di tenere aperta una
qualche dinamica conflittuale. Dico che «quel che resta» è troppo
frammentato, disorganico, separato per poter diventare "movimento reale che
trasforma l’esistente" e non in grado di dare rappresentanza politica ai
nuovi e vecchi ceti sociali. Non possiamo rassegnarci all’idea che i ceti
popolari e le nuove generazioni siano costretti a vivere una condizione di
estremo disagio in totale solitudine. Il rischio, non troppo remoto perché
già visto, è quello di una ulteriore deriva a destra che comprometta per un
lungo periodo gli stessi spazi di libertà. Per invertire questa tendenza c’è
bisogno urgentemente di una nuova sinistra che sappia costruire cultura
politica, una progettualità e un forte rinnovamento. Per questo motivo
condivido la scelta, decisa a Roma il 27 settembre scorso, di dare vita a
una Associazione della sinistra finalizzata a realizzare un nuovo soggetto
politico, attraverso un percorso innovativo e autonomo dai tradizionali
partiti evitando l’assemblaggio fatto recentemente con la sinistra
arcobaleno. Il tempo a nostra disposizione non è però infinito e per quel
che mi riguarda, a questo progetto, dedicherò le mie energie. OSVALDO
SQUASSINA Consigliere regionale Prc Milano
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