[Bsf] un "pirata" alla conferenza stampa...
Sinistra Critica
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Sab 25 Ott 2008 10:49:24 CEST
Bresciaoggi 25 ottobre 2008
IL «PIRATA». Sauro Di Giovanbattista, del Comitato per la difesa della scuola, tra i «forzisti»«Blitz» anti-ministro in conferenza stampa
Stavolta Sauro Di Giovanbattista colpisce con tutta l’efficacia e l’eleganza del fioretto. Lo fa a nome e per conto del Comitato bresciano per la difesa della scuola pubblica, e lascia Forza Italia tra stupore e sconcerto.
CON PERFETTO TEMPISMO entra nella sede di via Corfù e distribuisce il testo della legge 133 sull’università nel bel mezzo di una conferenza stampa di Giuseppe Romele. E per un momento tutti credono che sia uno del partito Azzurro. Un vero blitz da «pirata», che ferisce con modi gentili e si allontana con il sorriso sulle labbra.
L’onorevole, nonché coordinatore provinciale dei «forzisti», sta proprio invitando a leggere attentamente il decreto Gelmini per mettere in guardia contro la «logica diffamatoria e denigratoria dei Magazzini, dei Cobas e delle sinistre».
E lui entra tranquillo, distribuisce il testo e un paio di volantini come se fosse la cosa più naturale del mondo, e «leggetelo bene perché è il modo migliore per capire – dice – anzi pubblicatelo sui giornali così capiscono tutti». Sembra perfettamente congegnato.
SOLO DOPO UN PO’ qualcuno si prende la briga di leggere uno dei volantini, realizza che l’intruso era proprio Di Giovanbattista e si rende conto di aver avuto il «nemico» in casa. Ci vuole qualche attimo per riprendersi, dopo aver accusato il colpo. Romele tuona contro i «lazzaroni che s’intrufolano in casa d’altri e vanno a blaterare nelle piazze invece di guadagnarsi la giornata». Cerca di minimizzare per non dare eccessiva importanza alla cosa. Ma è troppo tardi, la frittata ormai è fatta. MI.VA.
Bresciaoggi 25 ottobre 2008
Gli avvocati chiedono chiarimenti alla Gelmini
L’Ordine degli avvocati di Brescia ha chiesto «chiarimenti» al ministro Mariastella Gelmini, iscritta all’Albo degli avvocati bresciani dal 2003. All’Ordine non sono piaciute le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, chiamata a motivare la scelta di aver sostenuto l’esame di Stato a Reggio Calabria. «Bacchettata» sui giornali per essersi fatta ingolosire dal 93 per cento di ammessi agli orali a Reggio Calabria, il ministro ha accusato l’esistenza di «logiche di casta» a Brescia.
IL MINISTRO GELMINI aveva dichiarato: «Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l’esame». Perchè non fece l’esame a Brescia? «La sensazione era che esistesse un tetto del 30 per cento che comprendeva i figli degli avvocati e altri pochi fortunati. Per gli altri nulla». Affermazioni che l’Ordine non ha gradito. Ora il ministro dovrà chiarire.W.P.
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