[Bsf] Serve una nuova Sinistra ma non solo...

beppe almansi beppe.almansi a libero.it
Dom 26 Ott 2008 13:20:15 CET


dal giornale di Brescia 26 ottobre 2008

Serve una nuova Sinistra ma non solo...

scrivo perché ho letto nella sua rubrica una lettera apparsa il giorno 10 ottobre a firma del Consigliere regionale di Rifondazione comunista Osvaldo Squassina e dal titolo «Serve assolutamente una nuova sinistra».
La risposta potrebbe essere immediata e sintetica e sarebbe sicuramente un «sì», ma vorrei spiegare questa mia affermazione con una serie di argomenti che intendono far riflettere tanti di coloro che in questi anni hanno cercato di cambiare questo modello di società.
L’introduzione e l’analisi che Squassina svolge sulla situazione attuale è condivisibile, perché parte proprio dal presupposto che con il continuo perdurare della «cattiva gestione dell’economia globale», le condizioni dei lavoratori, dei giovani, delle donne siano considerevolmente peggiorate e drammaticamente esposte alla precarietà, allo sfruttamento e negazione dei diritti.
Molti a sinistra sono convinti che questi presupposti dovrebbero inevitabilmente portare ad una «rivolta» di massa ed alla nascita di movimenti di lotta politicizzati e radicali.
Purtroppo evidenzio invece un’apatia generale, una ineluttabilità dei fatti e delle condizioni di vita che avvolge le persone nel loro complesso.
Potremmo cercare varie motivazioni; ne evidenzio una che ritengo alquanto simbolica e chiarisce a mio parere quanto «una parte della Sinistra» abbia avuto «un innamoramento» del mercato, del liberismo e delle sue regole, portando ad una «atrofizzazione» delle proposte alternative, vanificando le aspettative di tante persone che sognavano un modello di società diversa e alternativa a questo capitalismo esasperato, a questa politica delle continue rinunce (capitanata dalla Confindustria), in cui le conquiste dei lavoratori sono messe continuamente in discussione, i diritti vanno continuamente negati ed i rapporti di forza si sono squilibrati a favore dei più ricchi ripresentando una chiara e netta divisione in classi della nostra società. Qualcuno obietterà che possono sembrare parole «vecchie» da pronunciare, ma purtroppo questa è la realtà dei fatti.
Gli ultimi studi presentati da numerose società specializzate evidenziano un’impermeabilità ed ingessatura all’interno dei ceti sociali, tutto è drammaticamente bloccato, con molti giovani che finiscono con lo svolgere lo stesso mestiere dei genitori. Nel 2008 questa situazione è veramente scandalosa, perché le giovani generazioni rischiano di vedere negata qualsiasi prospettiva di riscatto sociale. È la prima volta dal dopo guerra che i giovani vivono condizioni peggiori dei loro genitori. Prevedo un conflitto che potrebbe essere difficile da gestire, anche perché, aggiungo un ulteriore argomento, esiste oggi un egoismo di classe ed una esasperazione nei rapporti sociali e personali che mette tutti contro tutti (lavoratori dipendenti contro lavoratori autonomi, dipendenti pubblici contro dipendenti privati, pensionati contro giovani, donne contro uomini, ecc...) ma soprattutto si cementa la parte più esposta della società contro l’anello più debole della scala sociale che in questi anni è rappresentata dagli immigrati extracomunitari.
Di fronte ad una prospettiva simile, al perdurare delle politiche di questo governo di Destra, alle soluzioni che i movimenti pseudo razzisti stanno perpetrando, appare chiaro che si deve costruire un soggetto politico nuovo che sappia guardare oltre i vecchi steccati e le vecchie logiche di partito, che tra l’altro i giovani non comprendono neppure più, per progettare e ricostruire una nuova cultura politica, un progetto di società alternativa che sappia rispondere alle aspettative di milioni di persone, che sappia parlare alla gente in modo nuovo, che sappia rinnovarsi e togliere privilegi, che sappia sconfiggere queste ingiustizie e disparità sociali. Lavoro difficile, lo confesso, ma se non ora, quando!?
Dopo le sconfitte elettorali, sarebbe logico ripartire, senza arretramenti, siamo fuori dal Parlamento ma non siamo fuori dal gioco politico, raggrupparsi sotto i propri simboli e bandiere, anche se gloriose, oggi sarebbe sbagliato, ognuno porti il proprio «bagaglio» ma per andare verso una prospettiva nuova e credo inevitabilmente unitaria, anche se il primo passo è stato un inciampo (vedi ultime elezioni politiche), non si disperde il patrimonio di consensi e lotte costruite negli anni, bisogna ricostruire invece un nuovo soggetto politico di Sinistra, permeabile ai movimenti, aperto alle esperienze locali, ideologicamente «ancorato» ma non pregiudizialmente contro, vicino alle tematiche ambientali, allenato a confrontarsi nelle fabbriche, nella scuola, nella società civile, capace di dialogare con tutte quelle forze che intendono battere le politiche della Destra-leghista.
Ecco perché ribadisco il mio convinto «sì».
Alberto Rizzinelli
Consigliere
Comunale
a Gardone Vt




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