[Bsf] I: Venerdì 17 aprile 2009 presso il tribunale di Ancona la seconda udienza

Cristian Bodei cristianbodei a yahoo.it
Gio 16 Apr 2009 12:54:38 CEST





Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
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Direzione Nazionale
 
Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380, 80133 Napoli – Italia
e-mail: info a solidarietaproletaria.org – sito: www.solidarietaproletaria.org 
 
Venerdì 17 aprile seconda udienza preliminare per alcuni compagni del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria accusati di aver diffamato il PM Paolo Giovagnoli.
 
Dopo la prima udienza tenutasi il 5 novembre 2008, venerdì 17 aprile 2009 si terrà presso il tribunale di Ancona la seconda udienza del procedimento penale per “diffamazione” a carico di alcuni compagni e compagne del Partito dei CARC e dell’ASP  accusati di aver diffamato il PM Paolo Giovagnoli di Bologna per averlo definito quello che è nella sostanza: “novello Torquemada” e “giudice dal 270 bis facile”. 
Questo ennesimo procedimento contro la Carovana del nuovo Partito Comunista Italiano è stato aperto circa un anno e mezzo fa dal PM Marco Pucilli di Ancona, su richiesta di Enrico Di Nicola (procuratore capo uscente di Bologna - sul sito www.carc.it è disponile il curriculum di questo persecutore dei comunisti) e dello stesso Giovagnoli che recitando la parte dell’offeso ha materialmente sporto querela. 
Questo è il decimo procedimento giudiziario contro la “carovana” del (n)PCI e si inscrive nella ventennale persecuzione condotta contro quest’area dalla destra reazionaria ed eversiva, con l’obiettivo di “soffocare il bambino nella culla” e contrastare la lotta per dotare la classe operaia e le masse popolari del nostro paese di un vero partito comunista che sappia guidarle verso l’instaurazione del socialismo. 
Il procedimento fatto montare al PM Pucilli si va ad aggiungere al ricorso in Cassazione fatto dal novello Torquemada Giovagnoli contro il “non luogo a procedere” emesso dal GUP Rita Zaccariello il 1° luglio nei confronti della sua inchiesta per “associazione sovversiva” contro la “carovana” del (n)PCI e con il ricorso in Cassazione fatto al riguardo anche da Marcello Branca, Avvocato Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bologna, cosa del tutto straordinaria che dimostra la concertazione e la volontà delle destra eversiva e reazionaria di ribaltare il verdetto del 1° luglio perché costituisce un “cattivo esempio”, un fallimento e un precedente che va cancellato per poter avanzare nella messa fuorilegge dei comunisti e nell’istituzione di Tribunali Speciali. 
Per questo motivo lanciamo l’appello a tutti i comunisti e sinceri democratici a
-  aderire e partecipare al presidio che il Partito dei CARC e l’ASP stanno organizzando per venerdì 17 aprile, a partire dalle h. 9:00, davanti al Tribunale di Ancona (Palazzo di Giustizia, Corso Mazzini, 95) 
-     inviare e far inviare fax al GUP Paola Mureddu contro la persecuzione della “carovana” del (n)PCI e in difesa dei diritti politici conquistati con la Resistenza antifascista (Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, fax 0712072863; e-mail: procura.ancona a giustizia.it) 
-     prendere e far prendere posizione pubblica contro la persecuzione dei comunisti
-  firmare e far firmare l’appello “No alla persecuzione dei comunisti!” (disponibile sul sito www.carc.it )
 
La solidarietà è un’arma!
Costruiamo un fronte unito contro la repressione!
La repressione non fermerà le lotte!
Basta con la Repubblica Pontificia !  Basta con il governo Berlusconi! Instauriamo un governo di Blocco Popolare!
 
La lotta per porre fine all´eredità medioevale che soffoca il nostro paese si combina per sua natura con la lotta contro gli effetti della fase terminale della crisi generale del capitalismo. Nessun governo nato con la benedizione della Corte Pontificia è in grado di porre fine neanche agli effetti più gravi della crisi generale: alla disoccupazione, ai licenziamenti, alla chiusura delle aziende, alla precarietà, all´insicurezza, alla malavita dilagante, alla barbarie contro immigrati, donne, emarginati e gli altri settori più deboli della popolazione.
Ogni governo nato con la benedizione della Corte Pontificia e degli imperialisti americani è un governo di ricchi: governo della prepotenza e della repressione, del razzismo e della guerra.
La bande fasciste che ricominciano a insanguinare il nostro paese con le loro vigliacche aggressioni ai più deboli, sono benedette dai preti, sono promosse da figli di buona famiglia cresciuti nelle scuole dei preti!
Solo un governo d´emergenza (di Blocco Popolare) formato dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari può prendere le misure indispensabili contro le conseguenze più gravi della crisi. 
Queste si riassumono nelle seguenti sei misure.
1.       Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).
2.       Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
3.       Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato).
4.       Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l´uomo o per l´ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
5.       Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva.
6.       Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
Queste misure le può realizzare solo un governo d´emergenza costituito dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari. Queste sono già in gran numero nel nostro paese. Altre bisogna costituirne. Bisogna elevare la loro combattività, la loro fiducia in se stesse, il loro coordinamento. La solidarietà con le vittime che l´incuria delle Autorità Pubbliche ha fatto in provincia di L´Aquila le fa crescere. Per questo il governo Berlusconi non vuole volontari.
Le masse popolari organizzandosi non solo possono far fronte alla crisi e tutelare i loro interessi immediati, ma sono anche in grado di alimentare un clima di solidarietà diffuso e potente, di dare il via a una nuova epoca di progresso, di dare vita a un´umanità superiore.
Già da subito le organizzazioni operaie e popolari possono fare di più e molto meglio di quanto già fanno per difendere i loro quartieri, le loro città e il territorio dal degrado, dalla violenza e dall´inquinamento generati dalla borghesia, dagli speculatori, dalle Organizzazioni Criminali, dal clero e dai loro servi, per far fronte da subito almeno agli effetti più gravi della crisi generale del capitalismo.
 
Le organizzazioni operaie e le organizzazioni popolari devono costituire un governo d´emergenza! 
Un governo di Blocco Popolare formato e sostenuto dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari sparse nel territorio, deve prendere in mano il paese!
Le grandi aziende non devono più essere dei padroni! 
Le aziende non devono più produrre profitti! Devono produrre beni e servizi per chi lavora! 
Nessuna attività sociale, collettiva, che implica il concorso e la collaborazione di più persone deve più essere lasciata all´arbitrio di un singolo!


      
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