[Bsf] Rete Amici Amiche del Popolo Basco Euskal Herriaren Lagunak milano Lettera aperta al Manifesto
Paco
aggregatione a yahoo.com.ar
Mer 18 Feb 2009 09:15:15 CET
Sabato 21 febbraio a Milano ci sarà un corteo delle comunità kurde palestinesi e basche per il diritto alla autodeterminazione dei popoli titolato "tanti popoli un'unica lotta"
Questa è la lettera che è stata spedita al giornale "Il Manifesto" dopo l'articolo apparso il Venerdi 13 Febbraio sul quotidiano ; articolo che con totale disprezzo del lavoro che il comitato EHL Milano sta facendo , minimizza percorsi internazionali di lotta anticapitalista senza il minimo rispetto per la popolazione basca a fronte della durissima repressione che lo stato spagnolo e francese attuano da decenni in maniera indiscriminata e violenta.
17/2/2009
Euskal Herriarren Lagunak Milano
-Amici/Amiche di Euskal Herria-
Lettera aperta al Manifesto
Abbiamo letto con stupore nel "quotidiamo comunista" Il Manifesto un primo commento ironico sull'iniziativa organizzata giovedì 12 febbraio da "Amici e amiche di Euskal Herria - Milano" che apriva in Lombardia la settimana internazionale di solidarietà con il popolo basco (organizzata in altri 35 paesi nel mondo): "con tutto quello che succede in italia e nel mondo guarda di
cosa si vanno ad occupare alcuni centri sociali..."
Il giorno dopo un secondo articolo giustificava in tono stizzito la prima gravissima mancanza di rispetto politico, criticando pretestuosamente il percorso di solidarietà internazionalista intrapreso da diverse reti in tutto il paese, con la degna conclusione che le notizie erano state comunque riportate !!!!!!!! e che non c'era stata nessuna volontà censura, come se una prefazione denigratoria non rappresentasse una maniera più sottile di manipolare l'informazione e non rappresentasse, nei fatti, una forma di censura.
Consideriamo tutto ciò gravissimo ed ingiustificabile, proprio nel momento in cui la nostra Rete Amici e Amiche del Popolo Basco è stata responsabile, rivendicandola pienamente, dell'occupazione simbolica della Rai di Milano, Venerdi 13 febbraio, proprio per protestare contro la censura e contro il silenzio assordante, dei media governativi e non, sulle torture sulla repressione e sull' illegalizzazione delle espressioni politiche del popolo basco.
Ora comprendiamo il profondo smarrimento dei redattori del Manifesto davanti allo sfacelo delle prospettive della sinistra istituzionale di riferimento del suddetto quotidiano, e di come questo smarrimento possa causare crisi d'isteria e infantilismo e possa produrre un genericissimo appello alla mobilitazione contro la destre ma, comunque attribuendo il massimo della buona fede al redattore in questione, crediamo che questo suo commento sia stato un errore e una mancanza di rispetto gravissima.
Come Rete Amici e Amiche di Euskal Herria, siamo assolutamente convinti che un impegno militante, forte e schierato sulle questioni della solidarietà internazionalista, un approccio antimperialista alle modalità in cui la crisi strutturale del modo di produzione capitalistico si riverberi sugli scenari nazionali, rappresenti un salto di qualità per un movimento e una sinistra anticapitalista degna di questo nome.
Ma questo punto ci chiediamo se, per i giornalisti del manifesto, lo sterminio scientifico del popolo palestinese, per il quale tante pagine sono state riempite ( senza entrare nel merito dei contenuti), abbia un peso maggiore delle centinaia e centinaia di militanti baschi torturati e sequestrati nelle carceri francesi o spagnole, se si soppesa la valenza della solidarietà ai popoli in lotta per l'autodeterminazione in base alla drammaticità delle immagini che provengono da quei teatri di guerra o repressione, se per qualche "strano" calcolo umanitaristico, conta più la quantità di bambini trucidati dalle bombe o dal fosforo bianco dell'esercito sionista, delle centinaia di compagni e compagne, espressione della resistenza del popolo basco, assassinati in agguati dai servizi segreti spagnoli o apertamente dalla polizia nelle strade.
Noi, come rete e come strutture politiche che di questa rete fanno parte, siamo stati tra i primi a scendere in piazza a milano insieme alle migliaia e migliaia di persone che si sono mobilitate a sostegno dell'eroico Popolo Palestinese che, sotto le bombe e nel bagno di sangue di Gaza, riusciva a dare un messaggio di speranza e di Resistenza, e sappiamo e abbiamo verificato ancora una volta che con le guerre, la Verità e l'informazione corretta sono le prime cose che vengono meno, ma una delle qualità più trasparenti, più belle e pure che il compagno Stefano Chiarini, redattore dello stesso giornale in cui voi scrivete, ha cercato di trasmetterci in numerosi incontri, è stata che la determinazione, la perseveranza e il non darsi mai per vinti sono un fattore indispensabile per provare a costruire una sinistra anticapitalista e antimperialista ed esserne degnamente militanti.
E questa è una lezione che tutti noi dovremo sempre tenere presente, in piazza, nelle mobilitazioni, ma anche davanti a una penna o una tastiera di un computer.
Concludiamo, per chiudere questa inutile polemica, pretendendo un maggior rispetto per uno sforzo faticosissimo di costruzione e organizzazione di un percorso stabile di solidarietà internazionalista proprio perché la cosa, per noi, essenziale e che questo percorso esprima qualità nella continuità.
Sabato 21 febbraio a Milano ci sarà un corteo delle comunità kurde palestinesi e basche per il diritto alla autodeterminazione dei popoli titolato "tanti popoli un'unica lotta"
Di questo percorso noi ci sentiamo orgogliosi, perché chiaro e limpido nella sua strategia, senza alcun tentennamento e senza cedere alle lusinghe di sirene istituzionali o ex che vorranno portare l'antimperialismo sul terreno delle compatibilità politiche.
Forse, ora, minoritari ma convinti che, faticosamente ma con determinazione, questa sia l'unica strada percorribile per aprire prospettive per una reale trasformazione radicale dell'esistente.
Rete Amici Amiche del Popolo Basco
Euskal Herriaren Lagunak milano.
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