[Bsf] Guadalupa in fiamme, Guadalupa: rivoluzione antifrancese, La Guadalupa a ferro e fuoco: un morto, La Guadalupe verso la lotta armata

Paco aggregatione a yahoo.com.ar
Ven 20 Feb 2009 11:10:21 CET


http://www.lemonde.fr/societe/article/2009/02/20/guadeloupe-le-lkp-retourne-a-la-table-des-negociations_1157881_3224.html#ens_id=1146113

Guadeloupe : le LKP retourne à la table des négociations
LEMONDE.FR avec AFP | 20.02.09 | 06h18  .  Mis à jour le 20.02.09 | 08h11 
Le LKP a décidé jeudi soir de reprendre les négociations tout en se montrant assez méfiant sur les propositions de l'exécutif et sans appeler à la fin de la grève qui paralyse l'île depuis un mois et marquée par trois nuits d'émeutes ayant fait un mort.

Après une réunion avec le préfet de Guadeloupe, Nicolas Desforges, et les deux émissaires du gouvernement, le leader du collectif contre l'exploitation (LKP), Elie Domota, a annoncé la reprise des discussions, officiellement interrompues depuis une semaine, dès vendredi. Il est cependant resté très prudent sur leur issue estimant que "les propositions" de Nicolas Sarkozy étaient "particulièrement floues".

"Mais demain, a-t-il ajouté, nous débuterons les négociations à 15 heures (20 heures, heure de Paris) toujours dans le même esprit, celui de trouver des solutions sur la base du document négocié dans la nuit du 7 au 8 février", un accord dont s'est toujours réclamé le LKP mais que le gouvernement conteste avoir signé.

A l'exception de quelques "barrages", dont un complètement étanche à Sainte-Rose et certains où le passage "se monnaye", la préfecture assurait jeudi à 21 heures, heure locale, que tout était "calme".


Le leader du collectif LKP, Elie Domota, jeudi 19 février, à Pointe-à-Pitre.

19 Feb 09
Guadalupa in fiamme
 Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 12:56 in Esteri


A quanto pare la Francia sta cedendo rispetto alla Guadalupa, ma solo sul piano "sindacale" concedendo cioé i 200 euro di aumenti richiesti dagli scioperanti. La questione però resta quella dell'indipendentismo. Il morto di ieri, il quadro politico: leggere qui.


http://leguerrecivili.splinder.com/post/19887886/Guadalupa%3A+rivoluzione+antifra

19/02/2009 

Guadalupa: rivoluzione antifrancese

Il re è nudo. E' nuda la patria dei Diritti civili, la Francia alla Carla Bruni, che ora dovrebbe vergognarsi anche di essere francese, oltre che italiana, se fosse coerente.
Attraverso la rivolta della Guadalupa si svela il colonialismo di un paese europeo citato come modello universale. Immaginiamo la costernazione delle Amnesty International e dei bonzi della Conferenza Onu contro il razzismo, ma sappiamo che i grandi media staranno zitti, come hanno fatto in tutte le crisi internazionali che non coinvolgono nazioni "anglo-pluto-giudee", per dirla alla Mussolini.
E invece soffia un vento di indipendentismo dalla Martinica alla Guyana, dall'isola di Réunion e da Mayotte nell'arcipelago delle Comore, a Tahiti. 
L'occhio del ciclone è Guadalupa con i suoi 450.000 abitanti, dove la miseria e le diseguaglianze rispetto alla Francia sono palesi (inflazione al 70%, salari bassi, uso di pesticidi cancerogeni vietati in Europa). L'arcipelago caraibico è in sciopero da 30 giorni, con manifestazioni da 60.000 persone, guidate da Elie Domota, neo segretario del sindacato UGTG vicino al partito comunista, il quale guida anche l'LKP, punto di riferimento di una rivolta che precipita verso la lotta armata. 

Infatti non si tratta più di offrire agli isolani 200 euro di aumenti, ma di capire che nemmeno i comunisti sono più in grado di controllare la situazione. Il MIR, movimento francese terzomondista, invita gli isolani a sospendere la lotta, perché l'indipendenza potrebbe essere fomentata da "multinazionali straniere". Ma ormai ci sono pochi spazi per i "pipo", come li definisce il sito Carib Creole One, vicino al LKP. I "pipo" (populisti) sono gli incapaci parlamentari e amministratori guadalupegni, vicini alle sinistre, che non hanno mai cambiato nulla, anche sotto il lungo regno di François Mitterrand.  
Sono cominciati gli incendi di auto, le barricate. Ieri notte nella capitale Pointe à Pitre un sindacalista è stato ucciso da pallottole provenienti dai rivoltosi, secondo quanto sostiene il procuratore capo della capitale dell'isola. Tre poliziotti francesi sono stati feriti. La polizia (tutta formata da bianchi) ha perso il controllo della situazione: "la situazione è vicina alla guerriglia", ammette Christian Vainqueur, responsabile militare dell'isola.
Il primo ministro Fillon ha condannato le violenze. Adesso o si trova un accordo economico, com'è avvenuto ieri in Martinica, oppure la Guadalupa "esploderà", come dice Elie Domota. Domani ci sarà un incontro tra Sarkozy e la rappresentanza di Guadalupa al parlamento francese (i "pipos" di cui sopra).
L'alternativa è bellica, come si capisce in un appello apparso su un forum francese vicino all'estremismo islamico (La banlieue s'exprime). Il comunicato fa capire molte cose: "Cari compatrioti, siamo entrati nella lotta armata e la nostra vita non sarà più la stessa. lotteremo per la liberazione dei nostri territori da quelle bestie selvagge e malefiche che ci tengono sotto giogo da secoli". Il messaggio, censurato in Europa, circola formidabilmente in Guadalupa e nelle altre colonie d'Oltremare, che invece ascoltano "I leader che si alzano contro l'oppressore razzista, avido e vampiro. I leader come Elie Domota, che lottano per il popolo e non per fini personali. Alle armi!". 
Intanto l'ex leader del movimento anti Ogm, José Bové, è volato nei Caraibi per portare solidarietà, ma "senza soffiare sulle braci". E' stato preceduto da una delegazione del PCF. Questi mazzi di garofani sono però respinti dagli indipendentisti, che invece discutono coi delegati giunti dalla Corsica. Nei prossimi giorni ci sarà la repressione totale, oppure una rivolta generalizzata. Per qualche settimana la Martinica e Guadalupa dei Turisti per caso non sarà visitabile: la realtà è diversa dalle spiagge di sogno cubaneggianti e guevariste immaginate dai tamburini del caspitalismo equo e solidale.

http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/02/la-guadalupa-a-ferro-e-fuoco-un-morto.html
La Guadalupa a ferro e fuoco: un morto
Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 14:20 in Esteri  18 Feb 09 
Ieri questo blog è stata tra le prime fonti in Italia a lanciare l'allarme sulla situazione esplosiva che c'è nei territori francesi nei Caraibi, Guadalupa (o Guadalupe) e la Martinica, così come nell'isola africana di La Réunion. 
In particolare abbiamo presentato un documento esplosivo, che appare solo in siti dell'ultrasinistra islamica francese, nel quale si lancia un forte appello ai cittadini dei Territori francesi d'Oltremare, perché combattano con le armi gli invasori francesi.
Di questo documento non c'è ancora oggi traccia nella stampa ufficiale francese, per quanto ho visto ieri. Le ragioni sono evidenti: sminuire la crisi, per meglio intervenire.
Oggi l'esercito francese è intervenuto, e ci è scappato il morto: un delegato sindacale che si trovava vicino a una delle centinaia di barricate elevate dopo un mese di sciopero generale (secondo la versione ufficiale, ferito da colpi provenienti dai rivoltosi). Ma è iniziata anche la fase più violenta e dura di questa battaglia che è -sia chiaro- indipendentista, e non più limitata alle rivendicazioni di equità sociale cui vorrebbero legarla i partiti e le organizzazioni della sinistra radicale in Francia e nei territori d'Oltremare. Rivendicazioni sociali che hanno una base più che fondata, sia chiaro: salari e redditi sono molto peggiori che in Francia, mentre queste isole sono una grande fonte di reddito per il turismo e per le piantagioni presenti.
Naturalmente, Carla Bruni non si vergogna di essere francese, dopo questa crisi.
Naturalmente, Amnesty International, l'Onu, la UE, e D'Alerma non hanno battuto ciglio per un mese intero, visto che non si trattava di Israele o degli USA. Ci si immagini cosa sarebbe successo se tutto ciò fosse successo nelle isole Hawai, dove pure c'è un forte movimento indipendentista (qui ne abbiamo parlato, da altre parti no).



http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/02/la-guadalupe-verso-la-lotta-armata.html
La Guadalupe verso la lotta armata
Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 12:06 in Esteri 17 Feb 09 
Addio isole felici: la Guadalupe e la Martinica (come La Réunion in Africa) sono in rivolta durissima. Sui siti e sulla stampa ufficiale affiora la parte legale della rivolta, ma altrove affiora quella violenta che ha iniziato la lotta armata. Fillon dice che con le barricate non si va da nessuna parte...
La guida della rivolta è il collettivo sindacale LKP della Guadalupe. Si legga la dichiarazione di lotta contro la Francia del leader LKP Elie Domota, da me tradotta dal francese. P.S. Leggete a Carla Bruni queste parole: forse si vergognerà di essere francese?
16-02-2009/16:27 --- Scuole e università chiuse, trasporti pubblici paralizzati, chiuse anche le poste ed i comuni, bloccati gli accessi all'aeroporto di Pointe-a-Pitre, fermi la maggior parte dei villaggi turistici. Ogni giorno migliaia di persone manifestano nelle strade. Blocchi stradali e presidi nelle strade della Guadalupa sono in corso anche oggi in tutta l'isola in segno di protesta contro il carovita e il rifiuto del dialogo da parte del governo di Parigi; ad annunciarlo è il collettivo "Liyannaj kont pwofitasyon" (Lkp, Contro lo sfruttamento a oltranza), che dallo scorso 20 gennaio guida lo sciopero generale chiedendo "un generale miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro" per gli abitanti dei territori francesi d'Oltremare nel cuore delle Antille. Nel fine-settimana più di 20.000 persone hanno manifestato a Point-a-Pitre, capoluogo della Guadalupa, denunciando la scelta della "repressione" da parte delle autorità francesi e il predominio della minoranza bianca sull'economia locale a scapito dei diritti della maggioranza della popolazione creola. "Considerato il numero di gendarmi che sono arrivati in Guadalupa armati fino ai denti - ha detto il portavoce del collettivo Lkp, Elie Domota, ricordando una manifestazione del 14 febbraio 1952, quando la polizia uccise a Moule quattro persone che partecipavano ad un corteo di operai e contadini - lo stato francese ha scelto la sua via naturale: quella di uccidere, come ha già fatto, gli abitanti della Guadalupa". Iniziato come reazione all'aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità (l'inflazione in Guadalupa è salita del 70% nel 2008, mentre i salari sono cresciuti in media solo del 3%, lo sciopero a oltranza si è esteso alle vicine isole di Martinica e Réunion. E ora non solo il Governo di Parigi, ma anche il 63% dei francesi teme che un contagio della protesta arrivi proprio da quelle province d'Oltremare che tanto si sentono emarginate. Si sentono offesi gli abitanti della Guadalupa, dal governo che - tramite il ministro d'Oltremare Yves Jego - ha fatto sapere loro che per quelle richieste di aiuto non c'è proprio niente da fare. E dal presidente Nicolas Sarkozy, pronto a comparire ovunque ci sia il minimo sintomo di disagio - fabbriche, citta' francesi, banlieue - ma finora talmente sordo al grido di dolore delle Antille da non averle neppure nominate nel discorso dall'Eliseo, trasmesso in diretta tv, che ancora fa discutere. Eppure gli abitanti della Guadalupa, sono in sciopero generale da quattro settimane e l'incendio si è già propagato alla Martinica, paralizzata da 11 giorni, e agli altri cosiddetti Dom-Tom, ciò che resta delle colonie francesi in giro per il sud del mondo. 

I sindacati, quello legato al partito comunista Cgt in testa, tentano di mantenere l'unità tra i lavoratori e di continuare la mobilitazione... (Da Radio città aperta).



Cari compatrioti Ultramarini (D'Oltremare),
siamo entrati in una fase della lotta armata e la nostra vita non sarà più la stessa. Sarà difficile, incerta, ma sarà appassionata perché lotteremo per un'esistenza degna e per la liberazione dei nostri territori da quelle bestie selvagge e malefiche che ci tengono sotto giogo da secoli.
Se siamo pronti ad abbandonari i nostri piccoli privilegi per un certo periodo -che potrebbe essere lungo- potremmo dare un futuro ai nostri figli. Ma dobbiamo respingere gli imperialisti razzisti fuori dalle nostre frontiere, dobbiamo far cessare la razzia dello Stato francese nei nostri confronti...
Dobbiamo sollevarci e lottare. Questa lotta sarà sanguinosa come la lotta armata fatta da Toussaint Louverture e da tutti coloro che hanno lottato per la liberazione del loro popolo e del loro paese. Non ascoltiamo i politici: devono sapere che con la lotta perderanno il potere e le prebende alle quali sono attaccati, e si dovranno mettere a lavorare per guadagnarsi il pane, cosa che non hanno voglia di fare. D'altra parte, visto che fanno da maggiordomi, finiranno così... Non li ascoltiamo. Ascoltiamo i leader che si alzano contro l'oppressore razzista, avido e vampiro. I leader come Elie Domota a Guadalupe. Loro lottano per tutto il popolo e non per fini personali. 
Alle armi! E' suonata l'ora della verità! E' il momento di mostrare i nostri attributi. E' il momento dei coraggiosi e dei tenaci, se vogliamo riprendere il controllo dei nostri territori e delle nostre vite. Lottiamo insieme per il nostro futuro comune!

Chers Compatriotes Ultramarins, 
Nous sommes rentrés dans une phase de lutte armée et notre vie ne sera plus la même sous peu. Elle sera difficile, elle sera incertaine, mais elle sera vibrante car nous lutterons pour une existence dans la dignité et pour la libération de nos territoires de ces bêtes sauvages et maléfiques qui nous maintiennent sous leur joug depuis des siècles.

Si nous sommes prêts à abandonner notre petit confort pour un temps -qui risque d'être long- nous oeuvrerons au futur de nos enfants. Il nous faut repousser les impérialistes racistes hors de nos frontières, il nous faut faire cesser la mainmise de l'Etat français sur nos territoires et nos vies (surtout quand on voit ce qu'il en fait).
 Il nous faut nous lever ; il nous faut lutter. Cette lutte sera sanglante comme l'ont été celles qu'a menées Toussaint Louverture, et tous ceux qui ont lutté pour la libération de leur peuple et de leur pays. Nos élus nous dissuaderons de lutter car ils savent bien qu'avec la lutte ils perdront leur pouvoir et leurs prébendes auxquelles ils sont attachés et devront se mettre enfin à travailler pour gagner leur vie, ce qu'ils n'ont pas envie de faire : après tout, s'ils servent la soupe, c'est que ça rapporte !!! Ne les écoutons pas. ! Ecoutons les leaders qui se lèvent contre l'oppresseur raciste, avide et suceur de sang. Les leaders tels qu'Elie Domota en Guadeloupe. Ceux-là luttent pour le peuple dans son ensemble et non pour rafler la mise à des fins personnelles. Aux Armes Ultramarins ! L'heure de la vérité nue a sonné ! C'est le moment de montrer ce que nous avons dans le ventre. C'est le moment de faire preuve de tout le courage et de la ténacité dont nous sommes capables et de toute la détermination à reprendre le contrôle de nos territoires et de nos vies. Ensemble, ayons ce courage et cette ténacité et, ensemble, luttons pour notre futur et celui de nos enfants !

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