[Bsf] R: [noGelmini] Fw: [gc] Il sesso di Hamas

a.zinelli a.zinelli a alice.it
Mar 6 Gen 2009 15:45:34 CET


Ringrazio ancora una volta Paco per la puntualità con cui sottopone le
questioni. C’è una curiosità che mi assilla (un po’..., non esageriamo) da
sabato 3 gennaio, ore 15.00.

Da piazza Rovetta, con perfetta puntualità con quanto annunciato, parte una
grande manifestazione di protesta contro il massacro che Israele sta
compiendo a Gaza.

Per quanto io sia un ragazzo di paese con pochi contatti con gli eventi
cittadini, mi era l’informazione della manifestazione da due diverse fonti.

 

Per quanto abbia guardato in giro, non ho visto NESSUN rappresentante della
Brescia politica ufficale, nè di partito, nè di movimento. C’era solo una
rappresentanza della Franciacorta – diciamo genericamente, senza sigle – ed
un gruppo di “visi pallidi” a me, ripeto, ragazzo di campagna, perfettamente
sconosciuti – ma non alla polizia, nè alla compagna della radio, che era lì
per caso, mi pare. Per il mio vizio di dare un nome ed una collocazione, ho
supposto che appartenessero all’area “anarchica” in senso generico anche in
questo caso. In tutto i “visi pallidi” non superavano i venti, piuttosto un
po’ meno.

 

La domanda è questa: si è trattato di una assenza “politica”? il deserto era
dovuto al fatto che tutti i compagni erano a Milano o a Roma? C’entra
qualcosa il fatto che, come ho sentito dire lì, la manifestazione era
indetta dalla moschea? E se c’entra, in che senso c’entra? È perché gli
organizzatori hanno mantenuto il segreto? Eppure non era un segreto
assoluto, se l’ho saputo anch’io, che di canali segreti proprio non ne ho. E
se nessuno semplicemente l’ha saputo, non significa che “partiti” e
“movimenti” si muovono tutti in un mondo virtuale autoreferenziale?

 

Perché, se i “visi pallidi” erano meno di venti, in compenso i “colorati”
erano quasi duemila – o 1700, cifra realistica, non “politica”. E le donne
erano numerosissime, e molto combattive, mi è parso di vedere. E non le ho
viste nè sentite imprecare contro Hamas, che tiene prigioniera metà della
popolazione femminile di Gaza.

 

Non è una provocazione, nè una accusa, e nemmeno una polemica. Vorrei solo
capire. Attilio.

 

-----Messaggio originale-----
Da: perladifesadellascuolapubblica-bounces a gnumerica.org
[mailto:perladifesadellascuolapubblica-bounces a gnumerica.org] Per conto di
Paco
Inviato: martedì 6 gennaio 2009 1.23
A: perladifesadellascuolapubblica a gnumerica.org; movimenti;
bsf a bresciasocialforum.org
Oggetto: [noGelmini] Fw: [gc] Il sesso di Hamas

 

Ricevo e con il dolore e lo smarrimento negli occhi di questi bambini e pure
nei miei,  inoltro....

Paco

 

----- Original Message ----- 

From: Gennaro Carotenuto <mailto:posta a gennarocarotenuto.it>  

To: articoligennarocarotenuto a googlegroups.com 

Sent: Monday, January 05, 2009 3:29 PM

Subject: [gc] Il sesso di Hamas

 


Leggi subito dal sito: La
<http://www.gennarocarotenuto.it/5201-la-costituzione-in-bolivia-il-primo-ap
puntamento-del-2009-in-america-latina/>  Costituzione in Bolivia. Il primo
appuntamento del 2009 in America latina


Il sesso di Hamas <http://www.gennarocarotenuto.it/5225-il-sesso-di-hamas/> 


 
<http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/6a5ba89cc75a_13CA7/bambinipalestin
esi.jpg> bambinipalestinesi
<http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/6a5ba89cc75a_13CA7/bambinipalestin
esi.jpg> E’ possibile esecrare la politica dello Stato d’Israele senza per
questo diventare apologeti di Hamas? Secondo chi scrive la risposta è sì ma
a giudicare dalle molteplici reazioni
<http://it.blogbabel.com/crawler/backlinks/gennaro-carotenuto/>  al mio
pezzo su Gaza <http://www.gennarocarotenuto.it/5149-gaza-2/>  all’inizio dei
bombardamenti israeliani, la risposta che danno alcuni è un “no” che val la
pena commentare. Sembra proprio che il nemico del mio nemico (ammesso e non
concesso che Israele sia il nemico) debba essere mio amico e in quanto mio
amico vada difeso ben oltre la logica e principi che altrove consideriamo
ineludibili.

di Gennaro <http://www.gennarocarotenuto.it/>  Carotenuto

Se condanno Israele allora deve piacermi per forza chi a Israele si oppone?
Dovevano piacermi i talebani? E se chi si oppone ad Israele vaneggia tuttora
della distruzione dello Stato d’Israele tale dettaglio marginale va
trangugiato senza riflessione? Tutto ciò vale in maniera uguale e contraria
per l’altro campo, quello filoisraeliano: se penso che Israele sia nel
giusto (o sfumature digradanti) nell’infliggere inenarrabili sofferenze al
popolo palestinese (non vi girate dall’altra parte e non fate a
scaricabarile dando tutta la colpa ad Hamas), come è conciliabile questo con
la salvaguardia del diritto dei bambini palestinesi nella foto ad avere un
futuro?

E se non è conciliabile, e quindi i palestinesi (o gli arabi, o i migranti,
o i meridionali) sono tutti brutti, sporchi e cattivi (non dimentichiamo che
il discorso pubblico su Hamas terrorista è costruito in maniera identica a
quello fatto fino ad un paio d’anni fa per delegittimare Fatah e Arafat),
cosa vuol dire non riconoscere nulla ai palestinesi se non un sinonimo di un
colonialismo espansionista ottocentesco? Di fronte all’illegale
appropriazione pezzo per pezzo della Cisgiordania, di fronte alla rigida
chiusura sul diritto al ritorno dei profughi, di fronte alla trasformazione
di Gaza in uno zoo, una fogna, un campo di detenzione a cielo aperto con la
più alta densità abitativa al mondo, propugnate ancora la foglia di fico dei
“due popoli – due stati”? 

Il punto più interessante è però quello del giudizio su Hamas da parte di
chi condanna Israele. La politica di Israele è pretestuosa prima ancora di
quanto sia criminale, ma a chi serve il lancio di razzi se non ad Israele?
Antisemiti dichiarati come il fondamentalista cattolico Maurizio Blondet
(che piace tanto ad alcuni compagnetti rossobruni) sono giunti al ridicolo
di sostenere che siccome i razzi sono una cosa così stupida e
controproducente allora (incurante delle rivendicazioni di Hamas) dev’essere
senz’altro Israele a mandarseli da sola. Poi ci vuole un guitto della
politica come Maurizio Gasparri per far passare il massacratore per il
massacrato: “i palestinesi massacrano gli israeliani”, blatera dalla bassa
cucina del teatrino politico italiano. 

Durante la prima Intifada il rapporto tra le vittime era di tre palestinesi
per ogni israeliano. Nella seconda arrivò a nove a uno. Adesso siamo a cento
contro uno ma nei media italiani si può mentire spudoratamente e sostenere
che sono i palestinesi i massacratori, o come nel 2006 lo scontro di civiltà
<http://www.gennarocarotenuto.it/689-quei-volti-sorridenti-dei-soldatini-isr
aeliani/>  tra i bei ragazzi israeliani sbarbati e i barbuti islamisti a
rappresentare l’Occidente illustrato e l’Islam zotico. Del resto c’è apposta
un sicario manipolatore del giornalismo come Gianni Riotta e il suo
burattino Claudio Pagliara per farci commuovere del terrore del Neghev e
accettare senza battere ciglio quello infinitamente più grande a Jabalya. Ma
basta questo allora, il rifiuto dello stereotipo e della manipolazione per
fare il tifo per Hamas?

“Sono meno corrotti di Fatah” sento dire anche da persone che rispetto
molto. E allora? Altri pensano che il fatto che Hamas abbia vinto le
elezioni (come Berlusconi) lo emendi da ogni macchia e renda ogni sua
decisione legittima come rappresentante democratico del popolo palestinese.
Rispetto all’obiezione sul sessismo sento dire: “non sono questi i tempi”.
Infatti questi per Hamas sono tempi (per esempio) per usare donne
“svergognate” per fare le kamikaze e ristabilire così l’onore della
famiglia. Le avete viste o non le avete viste (e se non ci andate in Medio
Oriente, fatevi raccontare) in questi anni velarsi sempre di più le donne in
Palestina? Folklore? Vi sta bene? Perché vi girate dall’altra parte? 

Perché dovrei appoggiare un movimento che segrega la metà dei cittadini
palestinesi, le donne? Vi sollevate per infinitamente meno rispetto a
Giuseppe Ratzinger e al fondamentalismo cattolico, ma siccome un criminale
di guerra come George Bush si è inventato la “guerra al terrorismo” fate
finta di non vedere che il fondamentalismo islamico esiste, fa schifo almeno
come quello protestante o indù o ebraico, e non è pericoloso per noi, ma per
chi vive nei paesi governati da tali figuri, come la striscia di Gaza sotto
Hamas.

Ma soprattutto, ed è il nodo centrale, quella parte di opinione pubblica che
dopo aver denunciato i crimini di Israele, finisce per simpatizzare, o
schierarsi apertamente (“oggi Hamas rappresenta tutti i palestinesi” come
Bush l’11 settembre rappresentava l’Occidente), come si pone di fronte alla
pretesa di Hamas della distruzione dello Stato d’Israele? Se è pura
propaganda, o è uno scherzo, non è utile ed è macabro oltre che per fortuna
irrealizzabile. Se invece è un programma politico reale vi ci riconoscete?
Pensate davvero che invece di fare il tifo per l’espulsione e la diaspora di
milioni di palestinesi, come fa scandalosamente mezzo Occidente tacendo sui
crimini contro l’umanità di Tsahal, la soluzione sia fare il tifo per
l’espulsione e la diaspora degli israeliani?

Se, come credo, non pensate che la soluzione del conflitto mediorientale sia
la distruzione dello Stato di Israele propugnata tuttora da Hamas e quindi
pensate che un processo di pace sia comunque necessario, nonostante Israele
e l’estremismo politico della sua classe dirigente, i suoi crimini contro
l’umanità e le sue manipolazioni dell’informazione, qual è la strategia di
Hamas per essere la classe dirigente che porterà i palestinesi fuori dal
guado? Sparare quattro razzi? Cosa pensano i convertiti italiani filo-Hamas?
Che vuol dire Intifada fino alla vittoria oggi? A quale prospettiva di pace
pensano? Perché pensare si deve, non ci si può schierare come allo stadio,
Milan o Inter, Roma o Lazio. La domanda non può essere elusa: siete con
Hamas per la distruzione dello Stato d’Israele?

Tutto questo non vuol dire essere neutrale o chiudere gli occhi di fronte a
quanto sta commettendo Israele a Gaza. Vuol dire rifiutare la logica di
guerra da qualunque parte essa provenga. E ripudiare l’estetica della bella
morte e del martirio utilizzata da Hamas. Israele ha dalla sua l’obbrobrio
della sua forza militare. Che vi piaccia o no la forza del più forte paga,
la violenza del più forte paga e il più debole per vincere può solo essere
più intelligente del più forte. Gli israeliani stanno vincendo mentre i
palestinesi, che restano le vere vittime, con i Qassam di Hamas, questa
guerra la stanno perdendo.

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