[Bsf] Decapitate un'esperienza giornalistica unica

beppe almansi beppe.almansi a libero.it
Sab 10 Gen 2009 21:57:54 CET


Decapitate un'esperienza giornalistica unica 
 
Una pagina nera, nerissima, nella storia di una sinistra agonizzante. Rivendicata esplicitamente: «E' ora che il partito si riprenda il giornale», annunciava alle agenzie di stampa il segretario Ferrero qualche settimana fa. 
Tant'è. Chi ha preordinato queste scelte, chi le sottoscrive e chi non le contrasta con la necessaria efficacia se ne assume la responsabilità.
A noi preme solo chiarire senza possibilità di equivoco una cosa: non di sostituzione di un direttore si tratta, ma della decapitazione di un esperimento giornalistico che ci ha visto appassionatamente partecipi. Con tutte le differenze e le sfumature, talvolta anche critiche, di una situazione collettiva libera e viva. Con Sansonetti vengono di fatto neutralizzati l'intero gruppo dirigente della testata, e il collettivo redazionale allargato nella sua parte attiva. Sì perché il giornale che abbiamo fatto in questi anni non sarebbe esistito senza il suo invidiabile parterre di collaboratrici e collaboratori: già note/i o "lanciate/i" da noi, diverse/i per collocazione, età, esperienza, ma accomunate/i da una disponibilità e una adesione al progetto che ci hanno scaldato il cuore.
Piero Sansonetti ha spalancato porte e finestre del giornale, ha fatto circolare aria nuova, idee, progetti editoriali e interlocutori nuovi. E noi con lui. Una sperimentazione che, proprio perché condotta all'interno di un giornale di partito, rivendichiamo con orgoglio. A partire dai temi che hanno incontrato più resistenza e fatto più scandalo: il femminismo, la cultura glbtq, le battaglie antisecuritarie, anticarcerarie, antirazziste, non violente, antitotalitarie, antiproibizioniste, contro gli omicidi sul lavoro, in generale di libertà. Senza mai cedere alla indegna contrapposizione tra diritti sociali e diritti civili. E senza mai dimenticare la storia da cui proveniamo, il movimento operaio e la passione per la politica anche partitica.
Ma la ricerca giornalistica e la dignità della nostra testata vengono da molto più lontano: del quindicennio che abbiamo alle spalle, fatto di tante luci e tante ombre, vogliamo citare qui almeno le due esperienze più importanti, quella con Lucio Manisco e quella con l'indimenticabile Sandro Curzi.
Tutto questo arriva oggi al capolinea. Noi non siamo donne e uomini per tutte le stagioni. E del resto l'operazione in corso è stata annunciata con la massima chiarezza: vuole marcare una «discontinuità forte» con il giornale così come noi lo abbiamo fatto. 
Al commissario politico (chiunque egli o ella sia) che arriva a fare la guardia all'avvizzito orticello a cui si è voluto ridurre il grande sogno di Rifondazione comunista, e al/alla giornalista che si presterà a dargli la copertura, diciamo che purtroppo una simile "presa di una redazione" azzera i margini di incontro: non c'è profilo personale, non ci sono ipotetiche "buone intenzioni", non c'è preteso superiore interesse che possano edulcorare la sostanza oggettivamente repressiva del lavoro che accettano di svolgere.
Noi abbiamo un'altra idea del giornalismo, della politica, delle relazioni collettive. 
Alla fine di questa importante avventura, ringraziamo con grandissimo affetto e riconoscenza Piero Sansonetti che l'ha resa possibile. E ringraziamo compagne/i di strada, salutiamo lettrici, lettori: quelle/i che ci hanno comprato o letto gratuitamente su internet o sulle metropolitane di Roma e Milano. Nessuna/o intende regalare il bene inestimabile di un posto di lavoro (onorato negli anni da un massimo di impegno e coinvolgimento) agli irresponsabili che da mesi e mesi lo mettono a repentaglio mischiando crisi economica e scontro politico. Anzi a qualcuno di noi è già stato scippato. Ma da oggi ci riteniamo tutte/i imbavagliate/i. 

Angela Azzaro, Stefano Bocconetti, Monia Cappuccini, Simonetta Cossu, Carla Cotti, Giuseppe D'Agata, Anubi D'Avossa Lussurgiu, Sabrina Deligia, Laura Eduati, Rina Gagliardi, Claudio Jampaglia, Antonella Marrone, Angela Mauro, Martino Mazzonis, Andrea Milluzzi, Frida Nacinovich, Angela Nocioni, Paolo Persichetti, Paola Pittei, Sandro Podda, Stefania Podda, Roberta Ronconi, Davide Varì, Daniele Zaccaria


10/01/2009
 




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