[Bsf] Fw: SUL MOVIMENTO STUDENTESCO FRANCESE
Paco
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Lun 26 Gen 2009 22:17:01 CET
Ricevo ed inoltro. Paco
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From: collettivo autorganizzato - coll.autorg.universitario a gmail.com
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Sent: Sunday, January 25, 2009 5:38 PM
Subject: movimento studentesco francese
SUL MOVIMENTO STUDENTESCO FRANCESE
Traduciamo e diffondiamo due documenti che vengono dalla Francia, dove un forte movimento di
studenti, dottorandi, ricercatori e personale tecnico-amministrativo non smette di opporsi alla
legge LRU, anche detta "Legge sulle Autonomie". Una riforma approvata nell'autunno del 2007 dal
Ministro dell'Istruzione del governo di destra, Valerie Pécresse, nonostante due mesi di forte
mobilitazione, che videro picchetti, scioperi, assemblee partecipatissime, e l'occupazione di
decine di atenei in tutta la Francia (fra cui la Sorbona, dove la polizia intervenne in massa dopo
solo tre ore, e Nanterre, dove le forze dell'ordine manganellarono centinaia di studenti).
Purtroppo il movimento fallì perché non seppe legarsi alle lotte dei lavoratori colpiti negli
stessi mesi dai provvedimenti di Sarkozy sull'innalzamento dell'età pensionabile e sullo
smantellamento del contratto collettivo nazionale...
La LRU, dettata anche lei dal processo di Bologna, ha molto a che vedere con la cosidetta "Riforma
Gelmini": anch'essa prevede una riduzione dei finanziamenti e delle assunzioni, e la possibilità
di trasformare lo statuto delle Università. Seppure i tagli siano di minore entità rispetto ai
nostri, nell'arco di 5 anni tutte le università francesi potrebbero domandare l'autonomia, ovvero
la gestione delle loro risorse umane e finanziarie, e diventare le proprietarie dei beni
immobiliari.
Si tratta di un processo di privatizzazione senza precedenti, a cui fanno seguito un'altra serie
di disposizioni: chiamata diretta di ricercatori e professori da parte dei Presidenti delle
Università, che acquisiscono poteri enormi, riduzione delle rappresentanze studentesche in seno
agli organi accademici, ingresso dei privati nei Consigli di Amministrazione, possibilità per ogni
ateneo di elaborare piani didattici in base ai finanziamenti ricevuti, abolizione del valore
nazionale del titolo di laurea etc. Anche lì le conseguenze sono evidenti: asservimento degli
studi ai piani delle imprese, tempi e spazi maggiormente costretti, maggiore controllo della
ricerca... un vero e proprio tentativo di rendere l'Università funzionale alle esigenze del
capitale.
Nonostante la legge sia stata approvata, i compagni francesi non demordono, e si oppongono
all'applicazione dei provvedimenti, continuando a rivendicarne l'abrogazione, e a far partire
mobilitazioni che mettano in questione tutto l'assetto della nostra società... già all'inizio
dell'anno ci sono state significative mobilitazioni. Ora ricominciano le assemblee generali, gli
scioperi, le occupazioni... e si prepara una grande giornata di mobilitazione per il 29 gennaio!
Il primo documento è un articolo del 21 gennaio de L'Humanité, giornale del PCF, sullo stato
generale della mobilitazione.
Il secondo documento è il combattivo comunicato del Comitato degli studenti di Grenoble che ha
occupato la loro università (venendo poi sgomberati dalla polizia).
- solidarietà militante ai compagni francesi!
- la sola lotta che si perde è quella che non si combatte!
COLLETTIVO AUTORGANIZZATO UNIVERSITARIO - NAPOLI
coll.autorg.universitario a gmail.com
http://cau.noblogs.org/
UNIVERSITÀ AD ALTA TENSIONE
72 degli 85 consigli di amministrazione delle università hanno votato delle mozioni che rilevano
la loro sfiducia verso le riforme del governo. Oggi, la contestazione si radicalizza, gli
scioperi amministrativi si moltiplicano. Una "coordinazione nazionale" si riunisce oggi a Parigi
per organizzare la giornata di sciopero del 29 gennaio e stabilire una data per il secondo
semestre.
Mentre il movimento della scuola superiore stenta a rilanciarsi, quello dei docenti - ricercatori
è in piena ascesa. Gli effetti della legge LRU (Libertà e Responsabilità delle Università), votata
nell'agosto 2007, continuano a farsi sentire. Modifica dello statuto dei docenti - ricercatori,
"masterizzazione" dei concorsi , mancata sostituzione dei posti lasciati dai pensionati,
smantellamento degli organismi di ricerca (CNRS, INSERM).Per i docenti, il vaso è colmo. Da tre
settimane, nelle università si susseguono petizioni, mozioni, assemblee generali, scioperi e
manifestazioni, rigettando così la filosofia della legge nel suo insieme. Oggi si tiene in un
locale annesso all'Université Paris-I Panthéon Sorbonne [1], la prima riunione della coordinazione
nazionale delle università, alla quale parteciperanno una ventina di istituti. All'ordine del
giorno, le modalità di come continuare la mobilitazione. Panoramica sulle ragioni della collera.
Statuto dei docenti - ricercatori: il decreto di troppo
Il 1° dicembre 2008 Valérie Pécresse invia una lettera ai rettori delle università. Questa fa
parte del progetto di decreto che modifica lo statuto dei docenti - ricercatori. Un capovolgimento
fondamentale nella carriera degli universitari. La divisione del tempo di servizio tra
insegnamento, ricerca e impegni amministrativi sarà ormai modulata dall'università. Il 5 gennaio
2009, nella lettera inviata al presidente Sarkozy, la conferenza dei rettori delle università
(CPU) mostra questa viva inquietudine : "Ciò che crea il malessere è il concetto stesso della
modulazione dei servizi, (.) che ritorna infatti ad appesantire il tempo di insegnamento di quelli
che il consiglio nazionale delle università avrà giudicato meno produttivi nella ricerca. (.) Ciò
ritorna a considerare l'insegnamento universitario come un'attività per difetto, mentre che l'insegnamento
è al contrario l'attività più nobile, quella che corona le produzioni della ricerca, quella che fa
la scommessa dell'avvenire attraverso le competenze dei giovani laureati".
Il decreto dunque è stato vissuto come un affronto del governo verso la professione. "Gli
universitari sono sospettati di non compiere correttamente il loro doppio compito di insegnamento
e di ricerca. Far dipendere il servizio di insegnamento da criteri di valutazione della ricerca è
rischiare di assimilare la nobile attività che è l'insegnamento ad una sanzione", analizzano
alcuni insegnanti firmatari del testo, "Niente normalizzazione dal basso". Chi deciderà del
livello della ricerca di ogni docente? Sulla base di quali criteri? Valérie Pécresse ha
assicurato che il consiglio nazionale delle università (CNU), istanza nazionale consultiva e
decisionale, continuerebbe a incaricarsi della qualificazione, dell'assunzione e della carriera
degli insegnanti - ricercatori. Ciò che lei non dice, è che la valutazione del CNU servirà
unicamente come base ad una decisione finale pronunciata dal rettore dell'università. L'istanza
universitaria locale allora vedrebbe i suoi poteri decuplicati. "Le lotte di potere si
moltiplicheranno. Ognuno cercherà di tirarsi di impiccio e il rettore dell'università servendosi
di ciò potrà imporre i propri punti di vista", spiega Bertrand Binoche, professore di filosofia di
Parigi I. E aggiunge "Come i giudici, come per la televisione i ricercatori sono sul punto di
perdere la loro indipendenza intellettuale". I docenti denunciano ugualmente la volontà di far
pesare su di loro sempre più incarichi amministrativi : tutorato, seguito dagli stages, ricerca di
finanziamenti, funzioni di intendenza e di segretariato.
Formazione dei docenti: master obbligatorio ma senza stage pagato
Studenti e docenti si oppongono ad una "masterizzazione" dei concorsi di assunzione dei docenti di
primo e di secondo grado. La prima misura governativa riguarda la valorizzazione della formazione
in IUFM grazie ad una laurea (il master). Questa qualifica dovrebbe comportare un migliore
compenso. Quello che non è precisato : il progetto prevede la soppressione dell'anno di stage
pagato. La rivalutazione annunciata non riguarda che gli inizi della carriera. Il calendario di
assunzione riduce il master ad un semestre di corso e ad un altro di stage. Infine, il livello di
esigenza dei futuri concorsi sarà quello del terzo anno di diploma universitario. Presenti alla
manifestazione dei docenti del 20 gennaio, Audrey e Floriane, studentesse laureande di storia e
geografia a Parigi 7, sono destinate all'insegnamento nella scuola secondaria. Esse logicamente si
sentono riguardate dal movimento : "Io non vedo come in un anno, si arriverebbe a fare la tesi e a
preparare il concorso. E poi vedersi buttate in una classe senza nessuna esperienza". Da parte
sua, Thomas ingloba questo movimento in un contesto più vasto : "Le università sono un servizio
pubblico di qualità. È l'insieme del sistema pubblico francese che non smette di subire attacchi.
Si sbloccano miliardi di euro per le banche. E per l'educazione, per la salute? Niente".
Accordo Francia - Vaticano: la laicità minacciata
Passato un po' inosservato tra la valanga dei progetti di riforma, l'accordo tra la Francia e il
Vaticano comporta un riconoscimento nazionale e statale delle lauree rilasciate dagli istituti
cattolici controllati dal Vaticano paragonandoli a quelli delle università pubbliche. Dopo l'appello
lanciato dall'università di Strasburgo (vedi l'Humanité del 13 gennaio), che richiedeva una
riforma concertata dell'università, quest'accordo è presentato come "la goccia d'acqua": "Ecco
infine che i valori repubblicani e laici sono rimessi in discussione dal riconoscimento
internazionale, su iniziativa del nostro ministero degli Affari esteri, dalle lauree rilasciate
dagli istituti cattolici". Per i rettori delle università, questa convenzione costituisce "un
precedente inaccettabile": "Che necessità c'è di aggiungere questa clausola provocatoria, (.) la
quale può solamente sollevare le proteste dell'insieme della comunità universitaria?". L'accavallarsi
delle riforme, i testi poco definiti e l'inflessibilità del ministro dell'Insegnamento superiore
sono la somma di ingredienti necessari per far continuare a ribollire il movimento intrapreso da
docenti, studenti e personale dell'università. Il punto massimo di ebollizione, oggi è alla
Sorbona. Ixchel Delaporte L'Appello dei comitati: ''Dal momento che i nostri rispettivi mestieri,
che si tratti della salute, della cura, del lavoro sociale, dell'educazione, della ricerca, della
giustizia, dell'informazione e della cultura, subiscono un attacco senza precedenti da perte del
governo - dal momento che appelli di reazione e di proteste sono lanciati a decine nel paese - è
giunto il tempo, ci sembra di coordinare questi movimenti differenti e di trarne tutto il senso
politico...''.
VIVA LA LOTTA ! VIVA LO SCIOPERO ! NOI NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI !
Nel pomeriggio del 19 gennaio 2009, alcuni studenti e precari hanno preso possesso di una parte
dei locali dell'Università Stendhal (Grenoble 3). Quest'occupazione, chiamata e organizzata dal
Comitato di mobilitazione degli studenti e precari delle università di Grenoble, costituisce la
prima tappa nella costruzione di un movimento di sciopero sul Campus. Con quest'azione noi
vogliamo denunciare e contrapporci ad una politica antisociale e basata sulla sicurezza, messa in
opera dal governo Fillon e dal capo dello stato. Questa politica ha ogni giorno degli effetti
devastanti sulla società francese: distruzione totale del sistema educativo francese dalla scuola
Materna all'Università, distrugge la Sanità, smantella il Servizio Pubblico e la politica razzista
a base di retate sugli stranieri. La repressione violenta dei movimenti sociali è la condizione
preliminare della costituzione di questa società liberale. Noi non siamo sorpresi dal forte
livello di repressione delle lotte del 2008 (universitari, studenti...), la fine della franchigia
universitaria e dall'esercizio delle leggi antiterrorismo che sono ai nostri occhi delle leggi
scellerate. Queste misure servono a garantire l'ordine basato sulla sicurezza, unico quadro agli
occhi dei potenti nel quale far sbocciare la dominazione del Mercato. Su questo registro, Michèle
Alliot Marie non ha niente da invidiare a Raymond Marcellin ou Michel Ponitowski. Ancora una
volta, la stessa paranoia securitaria è all'opera. Noi non ci piegheremo di fronte alla
repressione che ci attende. Non farà altro che rinforzare la nostra determinazione e non potrà in
alcun caso mettere in discussione la nostra battaglia.A questa società autoritaria e fascista che
ci propongono, noi rispondiamo con la riappropriazione dei nostri luoghi di studio.Questa è la
base sulla quale noi pensiamo di espandere la nostra lotta. Noi ci batteremo affinché l'educazione
cambi radicalmente natura. Che sia realmente emancipatrice, che sia integralmente gratuita e
egalitaria, la riproduzione sociale attraverso gli studi è durata giàtroppo. Che l'educazione sia
al servizio degli individui e della Società, non più al Servizio delle imprese e dei mercati. Per
realizzare questi obiettivi, l'occupazione della nostra università è necessaria. Ha per ambizione
di divenire un luogo di cambiamento e di incontro (con le Assemblee generali, dibattiti,
conferenze, proiezioni...), di vita (cucina, dormitori..) e ugualmente di lotta. Infine, chiediamo
all'insieme dei lavoratori, dei disoccupati, degli immigrati irregolari, degli studenti e liceali
di organizzarsi in vista di una lotta compatta e di riprodurre il nostro esempio ovunque esso sia
realizzabile.Per preparare la giornata di mobilitazione del 29 gennaio 2009 e per costruire lo
sciopero Generale che farà piegare questo governo.
E, così, costruire su una base egualitaria, sociale e solidale, la Società di domani.
Viva la lotta !
Viva lo Sciopero!
Non pagheremo la vostra crisi!
Il Comitato degli Studenti e dei Precari in lotta delle Università di Grenoble
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