[Bsf] Gli è tutto da rifare
a.zinelli
a.zinelli a alice.it
Ven 30 Gen 2009 16:27:25 CET
Era già mia intenzione intervenire su due importanti documenti politici
comparsi sulla lista, ad opera di Manlio Vicini e di Sinistra Critica. Per
la verità non è che i documenti di Sinistra Critica siano rari, ma l’ultimo
aveva un impianto (una pretesa?) di organicità che di solito non ravviso.
Evidentemente, visto che sono rimasto in Rifondazione Comunista, non
condivido la scelta strettametne “politica”, di schieramento, dei due
documenti, ma trovo in entrambi motivo di riflessione.
Non intendo mettermi ad analizzarli ed a commentarli analiticamente, ci
mancherebbe altro.
Per il documento di Sinistra Critica preciso subito che le riserve sulla
“pretesa” organicità si riferiscono ad una sensazione di ondeggiamento, al
limite di contraddittorietà, che ho avvertito durante la lettura del
documento. Accenno solo al tratto di fondo di questa “sensazione”: a me pare
di avvertire un oscillare tra una polarità costituita da una tensione alla
effettiva unità della sinistra di alternativa, ed una polarità in cui questa
unità sembra ridursi al solito “unitevi a noi”.
Dal mio punto di vista il passaggio più interesssante è naturalmente quello
che io leggo quasi come una ammissione sotto traccia dell’errore politico
compiuto con la scissione. Almeno così io avverto, probabilmente sbagliando,
il passaggio relativo all’essere stati in anticipo rispetto al sentire del
corpo vasto del partito, ai tempi della vicenda Turigliatto. Parlo di errore
politico, non perché mancassero abbondanti motivi per ripudiare la condotta
politica del PRC in quel momento; ma in semplici termini di valutazione
della efficacia e dei risultati conseguiti. Naturalmente, parlo di compagni
che sono stati in Rifondazione Comunista dalla sua nascita, e, come
onestamente ricorda il documento, hanno anche ricoperto funzioni di
direzione politica nazionale nel partito. Infatti l’unico risultato che io
riesco a vedere (ammetto, in questo caso, di soffrire di strabismo) è che a
Brescia l’uscita della massa di compagni della sinistra ha consegnato la
Federazione di Brescia al pool Zipponi, Squassina, Spera, ed a livello
nazionale ha rischiato di far vincere Vendola e soci. Su questo punto
ribadisco che i molti interventi, di compagni comunisti e no, che hanno
trattato la questione del congresso di Rifondazione Comunista come una bega
di comari da ballatoio su chi deve usare la soffitta, mostrano negli
estensori, a mio avviso naturalmente, non un semplice strabismo, ma una pura
cecità. A meno che non si tratti, ma mi sento di escluderlo, di cecità
interessata, dovuta al calcolo perdente di lucrare politicamente dalla
dissoluzione di Rifondazione Comunista chissà quali spazi per la propria
salvifica missione politica. Se così fosse, sarebbe la ripetizione di un
copione già fallito in Italia, dalla svolta di Occhetto in avanti. Comunque,
per quel che mi riguarda, raccolgo l’appello all’unità, anche se, per i
motivi suddetti, a Brescia, questa non può che essere l’espressione di una
buona volontà personale.
Per quanto riguarda l’intervento di Manlio Vicini, dico subito che lo
condividevo integralmente, ai tempi in cui Manlio lo aveva proposto. Ma
l’acqua è passata sotto i ponti, e non è più la stessa. Voglio dire che oggi
non condivido più, anzi ritengo il più grave errore di tutta la mia vita
politica non brevissima, il fatto di aver creduto che Squassina fosse il
rappresentante del nuovo che avanza a Sinistra, contro le vecchie cariatidi
staliniste del partito della Rifondazione Comunista. Di questo errore mi
assumo tutta la responsabilità che mi compete. Ma non posso fare a meno di
chiedermi come mai, a me, che lo ripeto per l’ennesima volta, ho fatto
politica per trent’anni quasi esclusivamente a livello di paese, al massimo
di Franciacorta, di Osvaldo Squassina era giunta, anche dopo il suo ingresso
in Rifondazione Comunista, l’immagine di una personalità eccezionale, un
grande Uomo di sinistra difensore dei lavoratori, eccetera, eccetera. Alla
prova dei fatti – dei comportamenti constatati! – a mio parere Squassina,
come Zipponi, col quale condivide i tempi di un ingresso tardivo e trionfale
in Rifondazione Comunista, e col quale ormai firma in comune proclami
gratutitamente denigratori su giornali come “Il riformista”, è entrato in
Rifondazione all’interno di un vasto progetto che prevedeva la distruzione
del partito nel quale entravano, in vista di altri traguardi che solo ora
cominciano a delinearsi concretamente. Di questo è un po’ che mi sono
accorto, e che ho denunciato nelle sedi politiche proprie. E su questa
mailing list mi pare di aver già segnalato che, certo per puro caso, questo
progetto politico viaggia in realtà in direzione di un
bipolarismo-bipartitismo perfetto, esattamente come quello disegnato dal
progetto politico della P2. Cioè lo schema istituzionale degli USA.
Anche gli articoli - segnalati da Paco – di Marco Revelli e di Gabriele
Polo, secondo me vanno nella stessa direzione sostanziale. Marco Revelli e
Gabriele Polo al soldo della P2? Certamente non ho perso il lume della
ragione fino a questo punto; e del resto ho detto che è un puro caso se
esiste una profonda affinità tra i reali sbocchi politici della operazione
vendoliana, e gli antichi progetti piduisti. Il fatto è che a mio parere sia
le posizioni politiche di Revelli, che quelle del Manifesto, non mi sembrano
neutrali. A dirla tutta, per gli echi che giungono a me (ognuno fa le sue
scelte per il tempo che ha disponibile, e la lettura di Revelli e del
Manifesto non è tra le occupazioni che considero prioritarie), sia Revelli
che il Manifesto mi sembrano strutturalmente vendoliani, ed i loro consigli
non mi sembrano “politicamente” disinteressati.
A dimostrazione che queste considerazioni, da me subodorate quando ancora
Felice Mometti era in Rifondazione – allora mi limitavo a dire nel comitato
politico bresciano che il contenzioso tra Zipponi e Turigliatto, per fare
due nomi nazionali, da un alto sfuggiva completamente nelle sue origini a
noi poveri attori di provincia, e dall’altro che sarebbe stato distruttivo
per tutti – non sono paranoie puramente personali, riproduco qui un articolo
di Liberazione di quest’ultimo 29 gennaio, firmato con uno pseudonimo. In
tanto cianciare a me pare che quel che viene detto lì sia una delle poche
cose sensate che ho letto ultimamente. Tanto è vero che nessuno ne parla. La
cosa curiosa è che simili affermazioni erano state attribuite direttametena
a Ferrero, su un televideo RAI di qualche giorno prima, sempre senza
suscitare nessuna eco. Meditate, gente, meditate.
Se la politica è come giocare a Risiko Le "certezze" di Rps
(e dei retroscenisti
di Palazzo)
Kamenev
Il Pd è in crisi di avvitamento, oltre che d'identità, di quelle letali.
Prenderà una "tramvata", alle prossime elezioni europee. Né si risolleverà,
da un risultato catastrofico ("27%? 25%? Meno, meno…"), il suo attuale
leader Veltroni, vero dead man walking della politica, la cui leadership è
alla fine. I "cacicchi" sui territori già gli hanno messo la museruola,
D'Alema sta per mangiarselo. Ecco, appunto: D'Alema, il magico Baffino, vero
e unico leader pronto alla bisogna e alla pugna quando la sinistra cui
ancora batte in petto un rosso antico, ancorché stinto, è in difficoltà. Il
capitano Achab del riformismo. Lui è lì, pronto a saltare sulla nave, o su
ciò che ne resta, e prenderne il timone. Direttamente, auspicano i fan. Per
interposta persona, sospettano i più tiepidi.
In ogni caso, è fatta. Via Veltroni, senza neanche un congresso, su D'Alema,
e tutti pronti a lavorare per la nascita di un vero, grande, partito
socialdemocratico all'italiana. Non gli è mai riuscito, in più di vent'anni
dal crollo del Muro di Berlino e dalla morte del Pci in qua, anche se c'ha
provato, cavolo se c'ha provato (ai tempi del Pds, quando era segretario
lui, e si sa com'è finita: male), ma ora, finalmente, lo farà. E allora sì
che "si riaprono i giochi". «Si rompe il Pd, poi si arriva noi». Chi "noi"?
La (ex) "Rifondazione per la Sinistra", l'attuale movimento "Per la
Sinistra", il futuro cartello elettorale "Per la Sinistra". «Siamo noi, i
cadetti di Guascogna, siamo noi, già pronti alla bisogna».
Già, i "cadetti di Guascogna". Pronti, compatti, ranghi serrati, tesi
all'obiettivo. Del resto, l'obiettivo è lineare, il quadro è chiaro, il
risultato praticamente verrà da sé, basta poco. Sicuri? Sicuri. Qualcuno lo
lascia filtrare a mezza bocca, qualcuno ammicca, qualche altro sorride. Solo
tu, povero stupido, non hai capito. Del resto, stai fuori dal Palazzo. O lo
frequenti troppo poco.
Eppure, i retroscenisti principe del Corsera lo hanno scritto, nero su
bianco: il Pd sta per rompersi, D'Alema sta per aprire il fuoco sul quartier
generale, la resistenza del pallido Walter sarà debole, fiacca e presto
vinta. L'ex Jena del manifesto , oggi editorialista de La Stampa , ha con
perizia (e malizia) collegato i piani di D'Alema con quelli di Vendola e dei
suoi: combaciano alla perfezione.
«Fausto è d'accordo», ha lasciato capire. Un paio di onorati intellettuali
ex comunisti (di destra, socialdemocratici veri da tempi non sospetti, ma
questa è un'altra storia) dal nome alto e prestigioso hanno detto, scritto e
fatto capire a destra e a manca che non aspettano altro, per benedire
l'operazione. Eppoi, appunto, «Fausto è d'accordo». Anzi, meglio: «Fausto
sostiene da tempo che finirà così». Trattasi del famoso "Big Bang". Il
resto, come diceva Bonaparte delle salmerie, suivrà, si adeguerà. Certo,
resteranno dei pochi nostalgici, quattro comunisti fuori dal mondo e dalla
Storia, a opporsi. Poveretti, poveracci. Gli era stata data l'occasione per
capire, e redimersi. O, almeno, farsi da parte. Niente, si sono incaponiti,
ma «il problema è loro, saranno spazzati via», rimasugli del comunismo.
Bene, "tutt'apposto", dunque. Nient'affatto, crediamo. E se il Pd "non si
rompe"? E se Veltroni non cede? E se il Partito democratico si avvita in un
gioco di accuse e contr'accuse che - alla lunga, certo - portano a un
congresso straordinario anticipato, dagli esiti oggi imprevedibili? E se la
Cgil - l'unica opposizione reale, vera e concreta, presente, oggi in Italia
- si mette in mezzo? E se il Partito di Centro Cattolico nasce, grazie a
Casini, Tabacci, Pezzotta, ma anche a un pezzo del Pd (Rutelli,
probabilmente, forse anche Letta) e invece di allearsi in posizione
subalterna al Nuovo Grande Partito Socialdemocratico all'Italiana che -
secondo i nostri (ex) compagni vendoliani - è lì pronto a nascere, pretende
di dettare linea (e alleanze) al Pd o quel che ne resta? E se D'Alema,
invece di far nascere il novello Psdi, punta a riprendersi il Pd ma così
com'è, solo esautorando Veltroni? E se viene fuori un Terzo Uomo? La
politica non si fa mai con i "se". Ma "se" il Gioco cui ci si vuole
predisporre è questo Risiko del Palazzo, bisognerà pur tenere a mente che
non tutti i pezzi potrebbero andare, stare al loro posto. Che gli elettori
(e le forze politiche) non sono solo pedine da conquistare come la Penisola
di Kamchatka del gioco medesimo.
Il problema di certi strateghi della domenica è che non tengono conto di
principali e subordinate. Hanno una sola strada, già segnata. Il Pd si
rompe, il partito socialdemocratico è pronto a nascere, il Prc è solo un
residuo. Il futuro, per loro, come una lunga linea retta, una marcia
inesorabile verso il sol dell'avvenire (rosa o rosso, dipende dalle
convenienze dell'ora). Non sono previste variabili.
Vedremo se sarà così. Magari lo sarà. Abbiamo qualche dubbio, ma il
tempo(storico) dirà in merito. E, forse, sarà galantuomo. Avanziamo, sin da
ora, una sola questione. Massimo D'Alema, per come lo conosce chi lo
conosce, è abituato a contarle una a una, le salmerie. Come le truppe, gli
alleati e gli avamposti. A lui interessano più di generali e colonnelli,
pieni di medaglie e di passati onori, ma privi di seguito. Conviene passare
in rassegna le truppe ed essere certi che ci siano, all'appello. Il
generalissimo non ama gli scherzi, ed ha scarso sense of humor . E,
soprattutto, sa far di conto.
29/01/2009
Ciao.
Attilio Zinelli
via Bettole 65a
25040 Camignone (BS)
tel-fax 030653237
Sito internet:
http://www.webalice.it/a.zinelli/
-------------- parte successiva --------------
Un allegato HTML è stato rimosso...
URL: <http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20090130/90069ba1/attachment.htm>
Maggiori informazioni sulla lista
Bsf