[Bsf] I: ANCONA 2 LUGLIO: TUTTI UNITI CONTRO LA PERSECUZIONE DEICOMUNISTI!

paolo vitale plovitale a virgilio.it
Mer 1 Lug 2009 09:13:58 CEST


ciao
a tutti questa ml ormai ospita quasi solo comunicati terribilmente noiosi 
con un linguaggio che nel '77 avremmo definito grigio e tetro.
Dove sono finite le nostre belle discussioni?
Sauro Walter e gli altri?
Tutti bene?
paolo

----- Original Message ----- 
From: "Cristian Bodei" <cristianbodei a yahoo.it>
To: <bsf a bresciasocialforum.org>
Sent: Tuesday, June 30, 2009 11:50 PM
Subject: [Bsf] I: ANCONA 2 LUGLIO: TUTTI UNITI CONTRO LA PERSECUZIONE 
DEICOMUNISTI!


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> Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
> Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
> e-mail: resistenza a carc.it – sito: www.carc.it
> Direzione Nazionale
>
> Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
> CP 380, 80133 Napoli – Italia
> e-mail: info a solidarietaproletaria.org – sito: 
> www.solidarietaproletaria.org
>
> 30.06.2009
>
> ANCONA 2 LUGLIO: TUTTI UNITI CONTRO LA PERSECUZIONE DEI COMUNISTI!
> Giovedì 2 luglio presso il Tribunale di Ancona (h. 9:00, Palazzo di 
> Giustizia, Corso Mazzini, 95) si terrà la prima udienza del processo 
> contro il Segretario Nazionale del Partito dei CARC e il Responsabile 
> Nazionale dell’Associazione Solidarietà Proletaria accusati di aver 
> diffamato il PM Paolo Giovagnoli chiamandolo “novello Torquemada” e 
> “giudice dal 270 bis facile”.
> Questo procedimento è stato aperto circa un anno e mezzo fa dal PM Marco 
> Pucilli di Ancona, su richiesta di Enrico Di Nicola (procuratore capo 
> uscente di Bologna - sul sito www.carc.it è disponile il curriculum di 
> questo persecutore dei comunisti) e dello stesso Giovagnoli che recitando 
> la parte dell’offeso ha materialmente sporto querela. I compagni inquisiti 
> erano il Segretario Nazionale del P-CARC (Pietro Vangeli), il Responsabile 
> Nazionale dell’ASP (Massimo Amore) e altri due compagni dell’ASP (Marco 
> Lenzoni e Romano Rosalba).
> Dopo due udienze preliminari (il 5 novembre ’08 e il 17 aprile ‘09) il GUP 
> Paola Mureddu, a dimostrazione del carattere persecutorio del 
> procedimento, ha dato un “colpo al cerchio e uno alla botte”: ha emesso il 
> non luogo a procedere per Marco Lenzoni e Romano Rosalba e ha rinviato a 
> giudizio il Segretario Nazionale del P-CARC e il Responsabile Nazionale 
> dell’ASP.
> Questo procedimento si inquadra nella ventennale persecuzione della 
> “carovana” del (n)PCI condotta dai “poteri forti”per cercare di impedire 
> che la classe operaia e il resto delle masse popolari del nostro paese si 
> dotino di un vero partito comunista in grado di guidarle nella lotta per 
> fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Dagli anni ’80 fino ad oggi 
> contro la nostra area politica sono stati condotti otto procedimenti 
> giudiziari per “associazione sovversiva” (art. 270 bis), tutti finiti con 
> il “non luogo a procedere” o con l’archiviazione dopo intercettazioni, 
> perquisizioni, arresti, sequestro di materiale, campagne stampa 
> diffamatorie, intimidazioni.
> Gli attacchi alla “carovana” del (n)PCI fanno parte dei tentativi della 
> destra reazionaria ed eversiva di cancellare quel che resta dei diritti 
> politici conquistati con la Resistenza Partigiana, mettere fuorilegge i 
> comunisti e tutti coloro che lottano per non pagare la crisi dei padroni, 
> istituire nuovi Tribunali Speciali.
> Il 2 luglio sarà una giornata di lotta, resistenza e solidarietà: terremo 
> un presidio davanti al Tribunale di Ancona e i nostri compagni inquisiti 
> all’interno dell’aula passeranno da accusati in accusatori,chiamando al 
> banco degli imputati il PM Giovagnoli e i suoi mandanti (alleghiamo la 
> dichiarazione che i nostri compagni faranno in aula).
> Lanciamo l’appello a tutti i comunisti, sinceri democratici, antifascisti, 
> sindacalisti onesti,comitati di lotta, associazione progressiste, 
> lavoratori, studenti, immigrati a partecipare al presidio che terremo il 2 
> luglio davanti al Tribunale di Ancona (h. 9:00, Palazzo di Giustizia, 
> Corso Mazzini, 95) per dire no alla persecuzione dei comunisti e all’istituzione 
> di nuovi tribunali speciali!
> Lanciamo l’appello a tutte le organizzazioni comuniste e progressiste, a 
> tutti i comitati di lotta e sindacati a prendere posizione 
> pubblicamentecon un comunicato contro questo procedimento che mira a fare 
> carta straccia di quel che resta dei diritti politici conquistati con la 
> Resistenza Partigiana e mettere fuorilegge i comunisti!
> Cogliamo l’occasione per rinnovare i nostri ringraziamenti all’ANPI 
> provinciale di Ancona, che il 22 giugno ci ha permesso di tenere presso la 
> sua sede l’assemblea contro questa persecuzione politica e ringraziamo 
> anche tutti i compagni e le organizzazioni che vi hanno preso parte 
> portando il loro contributo.
>
> La solidarietà è un’arma: usiamola!
> Passiamo da accusati in accusatori, mettiamo sotto processo la borghesia!
> Costruiamo un fronte unito contro la repressione!
> Usiamo anche la lotta contro la repressione per avanzare nella rinascita 
> del movimento comunista!
> Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!
>
> Dichiarazione del Segretario Nazionale del Partito dei CARC (Pietro 
> Vangeli) e del Responsabile Nazionale della Associazione Solidarietà 
> Proletaria, ASP (Massimo Amore) in merito al processo per diffamazione 
> intentato dal PM Paolo Giovagnoli, udienza del 2.07.09
>
> Oggi in quest’aula si tiene la prima udienza del procedimento giudiziario 
> per diffamazione intentato dal PM Paolo Giovagnoli, dopo le due udienze 
> preliminari del 5.11.08 e del 17.04.09 condotte dal GUP Paola Mureddu che 
> ha emesso il “non luogo a procedere” per due imputati e il nostro rinvio a 
> giudizio, non prendendo quindi una posizione chiara e netta contro questa 
> persecuzione politica in atto e, nei fatti, avvallandola.
> Sotto processo si trovano il Segretario Nazionale del Partito dei CARC e 
> il Responsabile Nazionale dell’ASP, accusati di aver “diffamato” il PM 
> Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna chiamandolo “novello Torquemada 
> e persecutore dei comunisti”. Questo processo e il suo iter sono la 
> conferma che è in atto un processo chiaramente politico, che si inserisce 
> in una lunga serie di tentativi di contrastare e di creare il maggior 
> danno possibile ad una precisa area politica. Il PM Giovagnoli, con l’appoggio 
> della Procura di Bologna e di quella di Ancona, quando aveva intuito il 
> possibile fallimento della sua inchiesta per associazione sovversiva (art. 
> 270 bis del cp) contro di noi (e altri esponenti di questa area politica), 
> per continuare (e far continuare) la sua opera di persecuzione politica e 
> di contrasto ha fatto aprire al PM Pucilli questo procedimento per 
> “diffamazione”.
> In realtà noi riteniamo che siamo stati noi ad essere stati diffamati dal 
> PM Giovagnoli, il quale per cinque anni ha condotto un’inchiesta per 
> “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (art. 270 bis del CP) 
> contro il (n)PCI, il P-CARC e l’ASP, additandoci via mezzo stampa agli 
> occhi dell’opinione pubblica come “terroristi”, ordinando decine e decine 
> di perquisizione, sequestrando il nostro materiale (computer, telefonini, 
> documenti) e trattenendolo per anni, emettendo commissioni rogatorie 
> internazionali, facendoci spiare e seguire, infiltrando il P-CARC con due 
> spioni (Foglia e Cancello), ordinando varie operazione poliziesche e di 
> intimidazione contro di noi e contro compagni a noi vicini. La sua 
> “personale” denuncia che ha dato l’avvio a questo procedimento è un 
> ulteriore dimostrazione di questo accanimento persecutorio.
> Per cinque anni il PM Giovagnoli ha operato per cercare di fare terra 
> bruciata intorno a noi per impedire o almeno ostacolare la nostra attività 
> politica finalizzata a mobilitare e organizzare una parte importante delle 
> masse popolari del nostro paese per porre fine a tutto ciò che rende 
> difficile, stentata e precaria la loro esistenza. Per cinque anni il PM 
> Giovagnoli ha sistematicamente violato i diritti politici di libertà di 
> opinione e di organizzazione conquistati nel nostro Paese con la 
> Resistenza antifascista e ha fatto carta straccia dei diritti 
> costituzionali e della divisione dei poteri, operando al servizio della 
> destra reazionaria ed eversiva che punta a mettere fuorilegge i comunisti 
> e istituire Tribunali Speciali. Abbiamo già depositato al GUP nell’udienza 
> del 17.04.09 diversi documenti che testimoniano l’accanimento giudiziario 
> di cui il PM Giovagnoli è stato l’artefice.
> Facciamo due esempi:
> - Il PM Giovagnoli non ha tenuto minimamente conto delle sette inchieste 
> sempre per “associazione sovversiva” (art. 270 bis del CP) condotte contro 
> la nostra area in vent’anni da varie Procure, tutte finite con “non luoghi 
> a procedere” o con “archiviazioni”. Oltre a violare in maniera palese il 
> principio “no bis in idem”, Giovagnoli ha fatto carta straccia anche di 
> sentenze emesse a qualche mese dall’apertura della sua inchiesta: come nel 
> caso del rigetto degli arresti cautelari da parte del GIP Umberto Antico 
> di Napoli richiesti dal PM Stefania Castaldi, allora titolare del settimo 
> procedimento giudiziario a carico della nostra area (già depositato la GUP 
> il 17.04.09).
> - un altro esempio: nel 2004 Giovagnoli ha creato il “Gruppo bilaterale 
> italo-francese sul terrorismo e le minacce gravi” ossia un organismo 
> composto da magistrati e uomini del governo italiano e francese 
> finalizzato a condurre la repressione nei confronti della nostra area, 
> utilizzando misure legali e illegali. (il 17.04.09 abbiamo depositato al 
> GUP un Dossier sulla questione).
> Il 1° luglio 2008 il GUP Rita Zaccariello di Bologna ha decretato il “non 
> luogo a procedere” per l’inchiesta per “associazione sovversiva” montata 
> da Giovagnoli contro la nostra area. Il GUP Zaccariello con la sua 
> sentenza (di cui abbiamo depositato copia al GUP Mureddu il 17.04.09) ha 
> riconosciuto che avevamo ragione a definire il PM Giovagnoli persecutore 
> dei comunisti. Come chiamare altrimenti un PM che per cinque anni, 
> nonostante la totale assenza di prove, ha condotto un’inchiesta per 
> associazione sovversiva, dando fondo senza limiti alle risorse pubbliche 
> per intimidire, spiare, schedare, seguire, controllare i compagni della 
> nostra area?
> Il nostro appello “No alla persecuzione dei comunisti!”, in cui definiamo 
> Giovagnoli un persecutore di comunisti, un “novello Torquemada”, è stato 
> firmato dal più di 7.500 persone, tra cui intellettuali e politici come 
> Dario Fo, Margherita Hack, Diliberto, Haidi Giuliani (ne abbiamo 
> depositato una copia al GUP il 17.04.09). Anche questi firmatari 
> dovrebbero essere processati per “diffamazione”? La Corte deve chiedersi 
> perché queste persone hanno aderito al nostro appello, se vuol fare 
> veramente luce sui fatti.
>
> La verità è che il PM Giovagnoli con le sue numerose inchieste per 
> “associazione sovversiva” condotte sotto la direzione della destra 
> reazionaria ed eversiva finite con il “non luogo a procedere” o l’“archiviazione”, 
> sta cercando di mettere in discussione i diritti politici conquistati con 
> la Resistenza partigiana, mettere fuorilegge i comunisti e tutti gli 
> oppositori politici, istituire Tribunali Speciali, rendendo la 
> Magistratura un fido servitore dei diktat dell’esecutivo.
> Il procedimento giudiziario orchestrato dal PM Pucilli, su richiesta del 
> PM Giovagnoli, di cui oggi è in atto il processo, grazie alla complicità 
> del GUP Mureddu, è soltanto una ulteriore dimostrazione dell’accanimento 
> giudiziario condotto contro di noi.
> Se lei, signor giudice, terrà conto dei fatti, non può che arrivare alla 
> conclusione che siamo stati noi ad essere stati perseguitati e diffamati 
> per cinque anni dal PM Giovagnoli e non viceversa. Quindi quello che lei, 
> signor giudice, è chiamato a decidere oggi è se avallare o meno (e quindi 
> se rendersi complice o meno) di questa serie di montature giudiziarie, di 
> questo accanimento giudiziario, di questi metodi, di questo uso del potere 
> giudiziario ai fini di intimidire, di contrastarne con ogni mezzo l’attività 
> politica e far fuori quanti si oppongono all’attuale stato di cose e 
> lavorano per costruire una nuova società non più basata sullo 
> sfruttamento, sull’oppressione e sulla miseria. In sintesi si tratta di 
> stabilire se nel nostro Paese sono ancora in vigore le libertà di opinione 
> e di organizzazione conquistate con la Resistenza antifascista e se queste 
> libertà sono solo ad appannaggio dei potenti ( e dei loro seguaci). Questa 
> è,
> in sintesi, la questione sotto processo!
>
> Pietro Vangeli, Segretario Nazionale del P-CARC
>
> Massimo Amore, Responsabile Nazionale dell’ASP
>
>
>
>
> Ancona, 2 luglio 2009
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