[Bsf] I: 090711 DN - Comunicato_Alcune considerazioni sulla manifestazione di ieri a l'Aquila contro il G8

Cristian Bodei cristianbodei a yahoo.it
Dom 12 Lug 2009 00:16:26 CEST






Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)

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Direzione Nazionale



Comunicato DN del 11.07.09

Alcune considerazioni sulla manifestazione di ieri a l'Aquila contro il G8 



Contro la repressione, le provocazioni e le intimidazioni usiamo fino in
fondo la mobilitazione e la solidarietà di classe!

Non partecipiamo al gioco della borghesia di dividere buoni e cattivi, non
cediamo ai suoi ricatti morali!

Usiamo ogni occasione per rafforzare la lotta per cacciare la banda
Berlusconi e non pagare la crisi dei padroni!



Alle h. 18.30 di ieri sono stati rilasciati il segretario della Federazione
Toscana del P.CARC e i tre giovani simpatizzanti sequestrati dalla Guardia
di Finanza ad Avezzano mentre si recavano alla manifestazione contro il G8
all'Aquila e per i quali la Guardia di Finanza aveva predisposto un fermo di
48 ore presso la caserma della Forestale di Assergi con la motivazione che
avevano un manico di scopa, di due caschi da motorino e un coltellino (!). 

E' grazie alla mobilitazione e alla solidarietà che non sono stati tenuti
sequestrati per due giorni dalla Guardia di Finanza e sono stati rilasciati!
Numerosi compagni, accogliendo il nostro appello, hanno telefonato alla
caserma della Guardia di Finanza, che si è giustificata dicendo che stava
solo eseguendo gli ordini del questore dell'Aquila e del magistrato di
turno. Vari avvocati si sono subito attivati per contrastare
quest'operazione poliziesca che, insieme ai numerosi blocchi, controlli e
perquisizioni ai caselli autostradali e nelle stazioni effettuati dalle
forze dell'ordine nella giornata di ieri, si inserisce nelle manovre con cui
la banda Berlusconi ha cercato in ogni modo di scoraggiare e impedire la
partecipazione alla manifestazione contro il G8 e in solidarietà con la
popolazione dell'Aquila (arresti del 10 giugno di sei compagni, tra cui un
dirigente di A Manca Pro S'Indipendentzia, accusati di "preparare degli
attentati contro il G8"; arresto di 21 studenti che parteciparono nel maggio
al corteo di Torino contro il G8 dei rettori, con la motivazione che
potevano "reiterare il reato" di aver osato portare la protesta contro lo
smantellamento della scuola pubblica nella zona rossa; arresto di otto
attivisti che hanno partecipato alle proteste contro il G8 a Roma). I
Giovani Comunisti di Napoli hanno pubblicamente espresso la loro solidarietà
con un comunicato su Indymedia. A Massa il presidio organizzato dal P.CARC e
dall'ASP in solidarietà con i 21 studenti arrestati per la manifestazione di
Torino ha allargato la protesta anche contro il fermo dei nostri compagni: è
stata fatta un'irruzione in comune, è stata occupata l'Aurelia, è stato
fatto un corteo per la città.

La solidarietà e la mobilitazione sono un'arma contro la repressione. Sono
le armi principali che abbiamo contro la repressione. Con la mobilitazione e
la solidarietà ritorciamo la repressione contro i suoi promotori: quello che
la borghesia usa per mettere fuori gioco i più combattivi e spezzarne la
determinazione, per fare terra bruciata intorno a loro, per intimorire gli
indecisi e indurli alla rassegnazione, diventa uno strumento per rafforzare
la coscienza di classe, l'indignazione, l'organizzazione e la volontà di
lotta delle masse popolari. Con la mobilitazione e la solidarietà facciamo
toccare con mano a ogni compagno, a ogni studente, a ogni lavoratore colpito
dalla repressione che non è solo, ma siamo tutti con lui, che può contare
sul sostegno di tutti noi, perché, indipendentemente dalle divergenze
ideologiche e politiche, siamo uniti contro il nemico comune, contro chi
reprime, affama, uccide e calpesta i diritti e la dignità della stragrande
maggioranza della popolazione nel nostro paese come nel resto del mondo. 

Dobbiamo usarle, fino in fondo! Per questo riteniamo sbagliato e grave
quanto successo ieri al termine della manifestazione dell'Aquila. Una
compagna del P.CARC aveva preso il microfono del camion dei Cobas per
denunciare il fermo dei compagni e chiedere il loro immediato rilascio.
Mentre parlava, degli esponenti dei Cobas glielo hanno strappato di mano.
Davanti a questa situazione i collettivi studenteschi di Napoli e parte
della base dei Cobas hanno allora contestato l'atteggiamento dei dirigenti
dei Cobas, costringendoli a ridare di nuovo il microfono alla nostra
compagna. Dopo aver detto una sola frase, però, il microfono però le è stato
di nuovo strappato di mano da Piero Bernocchi, uno dei leader dei Cobas (che
precedentemente aveva anche cercato di far togliere, senza però riuscirci,
ai compagni turchi del TIKB il loro striscione perché raffigurante il loro
simbolo: falce, martello e mitra), il quale ha detto che non era vero
niente, che non c'erano stati arresti, che non bisognava dare notizie del
genere perché non ci si poteva permettere di fare casino ("Oggi non deve
succedere niente! Gli accordi erano chiari!") e ha invitato tutti a tornare
ai pullman per rientrare a casa, anziché restare in presidio fino alla
liberazione dei compagni. 

Non è in questo modo che facciamo fronte alla repressione, compagni! Non è
in questo modo che  otterremo la liberazione di tutti i compagni, gli
studenti e gli attivisti che la banda Berlusconi ha fatto arrestare tra
giugno e luglio. 

Compagni, non si tratta di "fare casino" o meno. Si tratta di andare fino in
fondo nel non accettare i ricatti e le manovre della banda Berlusconi per
prevenire e impedire contestazioni e  proteste, per evitare che la lotta
contro il G8 si saldasse con quella degli abitanti dell'Aquila rafforzando
entrambe, per dividere il fronte di lotta tra "buoni e responsabili" da una
parte e "cattivi e facinorosi" dall'altra. Si tratta di andare fino in fondo
nell'usare ogni occasione per rafforzare la lotta popolare contro la crisi
dei padroni e del loro sistema, per cacciare il governo della miseria, della
guerra e della devastazione ambientale e costruire un governo d'emergenza
delle organizzazioni operaie e popolari, il solo che nella situazione
attuale può fare quello che serve per evitare almeno gli effetti più gravi
della crisi e sbarrare la strada alla mobilitazione reazionaria.  



La solidarietà è un'arma: usiamola! Libertà per tutti i compagni arrestati!

Costruiamo un fronte unito contro la repressione! Usiamo anche la lotta
contro la repressione per rafforzare la mobilitazione e l'organizzazione
popolare, per far avanzare la rinascita del movimento comunista!

Cacciamo la banda Berlusconi, il suo codazzo di solerti servitori in toga e
divisa e la sua corte di giullari, veline ed escort! 

Promuoviamo la costruzione di un governo formato e sostenuto dalle
organizzazioni popolari che adotti le misure d'emergenza necessarie per fare
fronte agli effetti più gravi della crisi! 

Avanti nella lotta per fare dell'Italia un nuovo paese socialista!


      
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