[Bsf] I: La questura di Massa tenta di impedire l'organizzazione popolare contro le ronde fasciste: libertà per Rinaldo, Marco, Alessandro e Samuele!

Cristian Bodei cristianbodei a yahoo.it
Dom 26 Lug 2009 14:20:28 CEST





Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380, 80133 Napoli – Italia
E-mail: info a solidarietaproletaria.org
Sito web: www.solidarietaproletaria.org
 
 
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza a carc.it – sito: www.carc.it
Direzione Nazionale
 
 
Chiediamo a tutte le forze democratiche, antifasciste e comuniste la più ampia diffusione di questo comunicato.
 
Provocazioni, manganellate, minacce, arresti: la questura di Massa tenta di impedire l’organizzazione popolare contro le ronde fasciste!
Le ronde popolari contro i fascisti e i razzisti sono legittime, anche se per la borghesia sono illegali!
Esigiamo l’immediata liberazione dei nostri compagni!
Lanciamo l’appello ai comunisti, agli antifascisti, ai sinceri democratici affinché prendano posizione e denuncino le violazioni dei diritti democratici conquistati con la vittoria della Resistenza!
Libertà per Rinaldo, Marco, Alessandro e Samuele!  
 
 
Per la sera del 25 luglio i compagni dell’ASP hanno promosso una ronda popolare antifascista e antirazzista a Massa, nella zona di Partaccia (località in cui si sta svolgendo la festa nazionale di Resistenza, che in questi giorni ospita la festa nazionale dell’ASP), per contrastare la campagna che La Destra ha fomentato negli ultimi mesi, con ronde, presidi e volantinaggi che inneggiavano al razzismo.
 
I compagni dell’ASP, del P. dei CARC e altri comunisti e antifascisti di Massa si sono diretti verso la zona in cui doveva svolgersi la ronda della Destra (le SSS, capitanate dall’ex maresciallo dei Carabinieri Calzetta, noto fascista implicato nei traffici di cadaveri del cimitero di Massa) e hanno “incrociato” alcuni fascisti che stazionavano fuori da un bar, scortati da alcune volanti della polizia. Subito ne sono nate delle provocazioni dei fascisti, sostenute dalla polizia. Davanti a queste intimidazioni non sono stati fatti passi indietro e i fascisti si sono dispersi.
I compagni sono rientrati nella zona della festa, ma poco dopo dei provocatori si sono presentati all’entrata e hanno attaccato alcuni giovani presenti: è intervenuto il servizio d’ordine e subito dopo è scattata la reazione di poliziotti e Digos che hanno aggredito e fermato i compagni, a dimostrazione che era una trappola.
I compagni con una telefonata sono riusciti ad avvertirne altri che sono sopraggiunti. La polizia ha iniziato a fermare a manganellate, calci e pugni i compagni e ne ha arrestati quattro: Rinaldo e Alessandro del P. dei CARC, Marco e Samuele dell’ASP. 
 
La notizia di questi arresti pretestuosi e provocatori ha raggiunto i compagni che erano rimasti a presidiare la zona della festa nazionale di Resistenza che si sono radunati, in qualche decina, prima alla caserma dei carabinieri di Marina di Massa e poi alla questura. All’arrivo in questura vi hanno trovato parcheggiata un’ambulanza e poco dopo ne sono sopraggiunte altre: hanno immediatamente pensato al peggio, anche a causa della famigerata fama di torturatori della Digos di Massa (quando il 6 novembre 1998 la polizia aveva sequestrato 12 compagni).
L’apprensione, la rabbia e la legittima indignazione per questi arresti sono salite ulteriormente alla notizia che uno dei compagni fermati a causa delle botte subite da Venturini, agente della Digos di Massa, ha avuto un malore e la polizia negava l’ingresso dell’ambulanza in questura!
 
Allo stato attuale solo Rinaldo è stato liberato, mentre gli altri compagni sono ancora in stato di fermo e non si hanno notizie delle loro condizioni di salute. Soltanto di Samuele si sa che è riuscito a farsi medicare all’ospedale e ad essere sottoposto a vari esami, piantonato in ospedale con un carabiniere che di fronte ai familiari del compagno inneggiava al fascismo. 
 
I compagni che per tutta la notte hanno presidiato la questura si sono spostati verso la stazione ferroviaria e l’hanno occupata causando il blocco del traffico ferroviario per varie ore. Adesso sono minacciati da uno schieramento di celerini che va ingrossandosi.
 
Appresa la notizia dei fermi e dei maltrattamenti sui compagni, a Napoli, in cui si sta svolgendo la Festa di Resistenza del Centro sud, qualche decina di compagni sono scesi in corteo spontaneo e scandendo slogan si sono diretti sotto un commissariato di polizia. Il presidio è continuato per alcune ore e al sopraggiungere delle volanti della polizia con determinazione i compagni hanno posto di voler avere notizie dei compagni fermati a Massa. Visto che la polizia non dava risposte se non evasive, anche a Napoli i compagni hanno occupato la stazione ferroviaria.
 
Nelle prossime ore seguiranno comunicati con aggiornamenti e notizie che raccoglieremo anche grazie alla mobilitazione di avvocati, giornalisti, esponenti dell’Amministrazione comunale di Massa.
 
Lanciamo l’appello ai comunisti, agli antifascisti, agli antirazzisti e ai sinceri democratici a chiamare la questura di Massa (tel. 0585-4941 o 0585-494602) per esigere il rilascio dei nostri compagni e ad organizzare iniziative di solidarietà.
 
Questa sera la Festa nazionale di Resistenza, che nei suoi ultimi tre giorni ospita la festa nazionale dell’Associazione Solidarietà Proletaria, si terrà regolarmente. 
Inoltre, durante tutta la giornata di oggi i compagni del P. dei CARC e dell’ASP continueranno la mobilitazione per la liberazione dei compagni arrestati con conferenze stampa, incontri con il sindaco Roberto Pucci e volantinaggi.
 
Non riusciranno i fascisti e i razzisti, i loro mandanti, i loro protettori in divisa e in borghese a fermare la lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista e non riusciranno a impedirci di usare la Festa di Resistenza come strumento di denuncia dei loro crimini e di organizzazione popolare. 
La solidarietà è un’arma!
Con la mobilitazione, la lotta e la solidarietà di classe avanziamo nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!


      
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