[Bsf] I: Domani ronda antifascista e antirazzista a Napoli!

Cristian Bodei cristianbodei a yahoo.it
Gio 30 Lug 2009 20:59:02 CEST





La prima RONDA ANTIFASCISTAE ANTIRAZZISTA di Napoli
31 luglio 2009 ore 20,00
p.zzale Tecchio- Fuorigrotta
 
si muoverà a partire da Piazzale Tecchio da cui raggiungerà il centro storico di Napoli, percorrendo i luoghi dove sono avvenute le ultime aggressioni se non dichiaratamente fasciste, di chiaro stampo reazionario frutto avvelenato della cultura razzista, clericale e mafiosa di cui è promotore la banda al governo raccolta attorno a Berlusconi!
Chi promuove e partecipa alla ronda vuole lanciare un messaggio chiaro ai provocatori autori delle aggressioni a giovani militanti di sinistra, coppie omosessuali, immigrati ed anche a chi protegge questi criminali (la polizia e i suoi funzionari politici), li fomenta (il Vaticano)  e li finanzia (il governo e la camorra): a Napoli non hanno e non avranno alcuna agibilità, alcun asilo, alcuno spazio!
I gravissimi episodi avvenuti pochi giorni fa a Marina di Massa ci spingono a prendere una posizione chiara non solo di solidarietà incondizionata con i fermati ma soprattutto d’iniziativa sul nostro territorio per  togliere qualsiasi dubbio a chi stesse pensando di poter girare indisturbato per le nostre strade compiendo atti
terroristici su mandato di ricchi, padroni e cardinali al fine di instaurare un regime di controllo e paura, di divisione e odio tra le masse popolari. In questo senso i fascisti sono sempre stati giustamente definiti “servi dei padroni” e conta molto poco che oggi si cerchi di far passare come “bravate” le aggressioni di gruppo contro lavoratori immigrati, come è accaduto sabato scorso, da sempre per lavori sporchi come questo si arruolano gli elementi più arretrati e abbrutiti della società. Il fascismo non è una questione di opinione ma di pratiche! 
I lavoratori, i precari, i giovani possono invertire il corso degli eventi! Possiamo costringere i reazionari a rimangiarsi le misure repressive e razziste del Ministro Maroni e della sua combriccola!
Il sindaco e gli altri amministratori veramente democratici devono schierarsi apertamente, come ha fatto il sindaco di Massa, contro le ronde fasciste mascherate da provvedimenti di sicurezza per i cittadini, devono attivarsi per impedire l’applicazione sul proprio territorio delle misure fasciste contenute nel “pacchetto sicurezza”! Gli esponenti politici di “opposizione” alla banda Berlusconi (a partire da PRC e PdCI) possono dimostrare di essere contro questa manica di reazionari e razzisti partecipando alla mobilitazione antifascista e sviluppando solidarietà concreta con i compagni colpiti dalla repressione, il tempo delle chiacchiere e dell’antifascismo di facciata è finito! 
Invitiamo tutte le organizzazioni politiche e sindacali, i collettivi, i singoli compagni, i sinceri democratici ad aderire e a partecipare alla mobilitazione che si terrà domani sera e che sarà anche occasione per aprire un percorso di coordinamento tra le forze antifasciste locali al fine di promuovere altre iniziative.
 
Non pagheremo noi la crisi dei padroni! 
Cacciamo via la Banda Berlusconie il suo stuolo di fascisti, mafiosi e alti prelati!
Costringiamo le autorità a rimangiarsi le misure repressive e razziste del pacchetto sicurezza!
10,100, 1000 ronde popolari contro fascisti e razzisti!
Ora e sempre resistenza!
 
P. dei CARC- Federazione della Campania, Associazione Solidarietà Proletaria, Sindacato Lavoratori in Lotta, Associazione Iskra, ………..
 
Per contatti:  349.6631080, campaniacarc a libero.it
 
 
 
 
  
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
MINNITI, SORO, SERENI, BRESSA, AMICI, ZACCARIA, BORDO, D'ANTONA, FERRARI, FONTANELLI, GIOVANELLI, LANZILLOTTA, LO MORO, NACCARATO, PICCOLO, POLLASTRINI e VASSALLO. - Al Ministro dell'interno. 
-  Per sapere - premesso che: 
secondo quanto riportato dagli organi di informazione, è di cinque poliziotti feriti e di due ragazzi fermati il bilancio degli scontri avvenuti nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2009 a Marina di Massa (Massa Carrara). A scontrarsi sono stati alcuni esponenti dei «carc» (comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo), che stavano dando vita a una «ronda proletaria antifascista», contro giovani della destra locale, che hanno istituito delle ronde sotto la sigla «sss» (servizio sociale di sicurezza); 
agli scontri, secondo una notizia riportata dall'Ansa, di cui si chiede eventuale conferma al Ministro interrogato, avrebbe partecipato un maresciallo dei carabinieri in servizio a Pisa;
come questo episodio dimostra, l'istituzione delle ronde previste dal cosiddetto «disegno di legge sicurezza» del Governo, ora legge n. 94 del 2009, non solo non garantirà un miglior controllo del territorio, ma produrrà tensioni, confusione e, di fatto, maggiore insicurezza;
queste «ronde», su cui il Presidente della Repubblica ha espresso perplessità all'atto della promulgazione della legge n. 94 del 2009, da un lato mettono apertamente in discussione prerogative essenziali di uno Stato democratico e dall'altro fanno irrompere in un campo così delicato, come quello della sicurezza, il peggior spirito di fazione politica -:
se il Ministro interrogato intenda promuovere, nell'ambito dell'iniziativa legislativa del Governo, l'abrogazione della norma che istituisce le cosiddette «ronde», per fermare questa pericolosa deriva. (3-00627) 
(28 luglio 2009) 
 
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata
29 luglio 2009
(Iniziative per l'abrogazione della normativa che istituisce le cosiddette "ronde" - n. 3-00627) 
PRESIDENTE. L'onorevole Minniti ha facolta' di illustrare la sua interrogazione n. 3-00627, concernente iniziative per l'abrogazione della normativa che istituisce le cosiddette "ronde".
 MARCO MINNITI. Signor Presidente, noi siamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo: gli incidenti di Massa degli ultimi giorni, che sono l'ultimo episodio di una sequenza incominciata a Padova, le "SSS" di Massa Carrara, le "camicie brune" del signor Saya, ci testimoniano che c'e' il rischio di una lacerazione del tessuto di sicurezza nazionale. Le ronde hanno di fatto costituito una rottura dello Stato di diritto, di principi fondamentali dello Stato liberale, ed insieme hanno aperto le porte alla peggiore fazione politica nel campo della sicurezza. Noi pensiamo che su questo terreno bisogna mettere un punto fermo. Nei giorni scorsi vi sono stati autorevoli richiami da parte istituzionale; chiediamo al Governo e al Ministro dell'interno di intervenire per fermare questa deriva: una deriva che se verra' portata avanti rischia di esporre particolarmente le forze di polizia (vi sono stati cinque feriti negli incidenti di Massa), rischia di
 mortificarle, e rischia di consegnarci un Paese piu' insicuro, esattamente l'opposto di quello che il Governo ha voluto proclamare in queste ore, in questi giorni.
PRESIDENTE. Il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha facolta' di rispondere. 
ROBERTO MARONI, Ministro dell'interno. Signor Presidente, vorrei subito un precisare che l'episodio che e' avvenuto a Massa non ha nulla a che fare con le cosiddette ronde, o con i volontari della sicurezza previsti dal disegno di legge: si tratta di un episodio di intolleranza politica, anzi di violenza, vera e propria violenza politica stile anni Settanta. Il fenomeno delle associazioni di volontariato che si occupano di sicurezza sotto il controllo dei sindaci e' un fenomeno peraltro largamente diffuso: vi sono mappe che descrivono decine e decine di iniziative di questo tipo in comuni di tutti i colori politici; sul Corriere della Sera qualche giorno fa e' uscito un articolo molto dettagliato, Da Padova all'Emilia Romagna, dove la sinistra dice "si'" alle ronde; l'ex presidente della provincia di Milano ha addirittura stanziato dei fondi per favorire comuni che organizzassero questo tipo di attivita'. Proprio per questo motivo il Governo ha sentito
 l'esigenza di regolamentare questo fenomeno: per evitare "il fai da te", per evitare episodi come quello di Massa, dove la polizia non e' potuta intervenire, il prefetto non e' potuto intervenire, il sindaco non e' potuto intervenire preventivamente in assenza di normativa. La normativa adesso c'e', entra in vigore l' 8 agosto, quindi non ha nulla a che fare con quanto e' avvenuto finora, perche' si tratta di una legge che ancora non e' entrata in vigore. Per quella data sara' pronto il regolamento. E anche in questo caso vorrei richiamare (e' stata infatti citata) la lettera del Presidente della Repubblica, che contrariamente a quanto hanno scritto alcuni giornali non ha per nulla stigmatizzato questo passaggio della legge, anzi: richiama l'attenzione al successivo decreto del Ministro dell'interno, che deve determinare gli ambiti operativi delle disposizioni di legge, suggerendo la necessita' di procedere urgentemente per l'emanazione del decreto in
 termini di rigorosa aderenza ai limiti segnati dalla legge. E' esattamente cio' che il Ministro dell'interno fara', in assoluta aderenza ai limiti indicati da essa, cosi' come richiesto dal Presidente della Repubblica. L' 8 agosto entra in vigore il disegno di legge cosiddetto sicurezza, l' 8 agosto entrera' in vigore anche il decreto che da' ad esso attuazione, con i limiti molto severi previsti dalla legge, che oggi non vi sono: in primo luogo la sottoposizione di questa attivita' di controllo del territorio alla decisione del sindaco. 

PRESIDENTE. La invito a concludere.
ROBERTO MARONI, Ministro dell'interno. Il pacchetto sicurezza del Governo ha questo principio ispiratore: il sindaco valuta se serve oppure no. Se il sindaco decidera' che servono si faranno, cosi' come regolamentate dalla legge, altrimenti no. Se ho ancora dieci secondi per rispondere alla questione delle persone coinvolte, l'interrogante chiede se sia vero che c'era anche un maresciallo dei carabinieri. Confermo che fra queste persone vi era un maresciallo dei carabinieri in quel momento libero dal servizio e in abiti civili. La posizione disciplinare e di impiego del militare sara' valutata dall'Arma dei carabinieri anche in relazione agli accertamenti che verranno svolti dalla magistratura.
PRESIDENTE. L'onorevole Minniti ha facolta' di replicare. 
MARCO MINNITI. Signor Presidente, non posso nascondere la mia insoddisfazione. Cio' per due ragioni. La prima e' che si nega in radice l'evento che e' avvenuto a Massa: non si e' trattato di uno scontro tra fazioni politiche; si e' trattato di uno scontro fra ronde che, appunto perche' vi e' il rischio di introdurre le fazioni politiche nell'ambito della sicurezza, si contendevano il controllo del territorio. Trovo particolarmente grave che in una di queste ronde, le S.S.S. a Massa, addirittura facesse parte un maresciallo dei carabinieri fuori servizio. Tutto cio' dovrebbe preoccupare il Parlamento, dovrebbe preoccupare il Paese e dovrebbe preoccupare il Ministero dell'interno. Vi e' una cosa che non mi convince: vi ha fatto riferimento lo stesso ministro quando ha detto "Vi sono riferimenti di vario colore politico". Questo e' esattamente quello che io non vorrei: io non voglio che nelle politiche di sicurezza vi siano riferimenti di "vario colore
 politico". Il problema non e' se sono nere, rosse, verdi o gialle: il problema e' che io vorrei che la sicurezza non fosse di alcun colore e che fosse di garanzia per tutti cittadini. Infine, mi si consenta questo: su questi temi - lo dico al Ministro, che su altre questioni e' molto impegnato e sa che puo' contare sul nostro appoggio, che e' sicuramente importante - io vedo una astratta coerenza ideologica. 
Vi e' un aspetto che a volte non viene sufficientemente ricordato in politica: i romani dicevano cave a consequientiariis, cioe' "guardati da coloro che portano le cose alle estreme conseguenze". 
Ebbene, fermarsi, riflettere e cambiare posizione non e' certo senso di incoerenza: in alcuni momenti puo' essere segno di saggezza. E il fatto che il Governo possa cambiare opinione su questi temi, guardando in faccia la realta' e riflettendo su questo provvedimento non sarebbe un segno di drammatica debolezza, ma anzi un punto di forza nell'interesse del Paese. 
E' questo che l'opposizione chiede.
 
Fonte: www.camera.it


      
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