[Bsf] GUERRA/G8 TRIESTE L'ITALIA INVIA ALTRI 500 SOLDATI - CONFUSIONE SEMANTICA DI FRATTINI
Luigino Beltrami
luigino.beltrami1 a tin.it
Mar 30 Giu 2009 18:36:50 CEST
*CONCLUSIONE G8 DI TRIESTE: *
*1) **L'ITALIA INVIERÀ UN BATTAGLIONE DI 500 SOLDATI *
*2) **CONFUSIONE LINGUISTICA DI FRATTINI: CHI SI OPPONE AGLI ESERCITI
INVASORI è DEFINITO ALTERNATIVAMENTE INSORTO, CRIMINALE O TERRORISTA.*
Fonte / Il Velino (organo semiufficiale del governo diretto da Daniele
Capezzone)/
* *
* *
*FRATTINI AL G8 2009 DI TRIESTE SU AFGHANISTAN E PAKISTAN (AFPACK)*
Il Velino EST - G8, le difficoltà e le priorità per la regione Afpak
Trieste, 27 giu (Velino) - La dichiarazione della presidenza su
Afghanistan e Pakistan ha concluso il G8 dei ministri degli Esteri,
riuniti a Trieste da giovedì sera. Dopo aver lavorato sui temi globali
(dalla proliferazione alla pirateria) e le crisi regionali (dall'Iran,
al Medio Oriente, alla Corea del Nord), i ministri degli Otto grandi, si
sono dedicati da venerdì sera alla questione Afpak. Il G8 ha lavorato su
cinque assi: il controllo delle frontiere e la lotta ai traffici di ogni
tipo (affrontati venerdì sera dagli inviati speciali) e ancora lo
sviluppo delle infrastrutture economiche, migrazioni e rifugiati e
politiche agricole e di sicurezza alimentare (discussi invece nella
sessione finale di sabato mattina). Un diplomatico che prefersice
l'anonimato ha spiegato che "per arrivare a un dovumento condiviso
sull'Afpak è servito un negoziato intenso". Afghanistan e Pakistan sono
"due realtà diverse di una regione instabile". Con molti interlocutori
interessati alla loro stabilizzazione.
Si pensi per esempio alla fascia di Paesi dell'Asia centrale che puntano
a un controllo dei traffici tra le frontiere. Oppure a come Arabia
Saudita e Emirati Arabi Uniti, Paesi non direttamente confinanti, siano
interessati alla stabilità dell'Afpak visto che ospitano larghe
comnunità di immigrati afgani e pachistani. Ai problemi di natura
strutturale (energia, economia, agricoltura) si aggiungono poi le
emergenze. é il caso della campagna militare scatenata dal Pakistan
contro le fortezze talebane nello Swat e progressivamente anche in
Waziristan. Con 250mila nuovi profughi che vivono in tende mentre vi
sono altri 2,3 milioni di sfollati alloggiati in villaggi lontani dalle
proprie zona di origine. "La situazione è sotto controllo -- ha
osservato il diplomatico -- ma è anche facilmente infiammbabile. Basti
pensare che un solo campo profughi può ospitare anche più di 20 mila
persone". Centrale anche il capitolo agricoltura, "che forse non è
redditizia come la coltivazione degli oppiacei, ma che certamente
contribuisce a togliere braccia all'*_INSORGENZA_*". Quello della
coltivazione è assieme alla formazione professionale uno dei capitoli
sui quali, punta molto l'Italia che non ha mai puntato le sue carte solo
sulla repressione militare dell'estremismo talebano.
EST - Afpak, Frattini: Catalizzato consenso regionale oltre sicurezza
Roma, 29 giu (Velino) - "Siamo tutti impegnati a trasformare
l'Afghanistan dal problema che molti considerano essere, in un vero
trampolino di lancio per ridargli quel ruolo nella cultura e nelle
tradizioni che ha sempre avuto nella regione. Questo è il messaggio che
noi e i nostri partner vorremmo che passasse". Sono le parole usate dal
ministro degli Esteri Franco Frattini nel corso della conferenza stampa
conclusiva della tre giorni dei capi delle diplomazie del G8 a Trieste.
La dichiarazione finale è stata tutta incentrata sul tema della
stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan (Afpak). Nel suo discorso
Frattini ha lasciato sullo sfondo il tema della sicurezza, mettendo a
fuoco invece le questioni sulle quali si sono concentrati gli otto
grandi e i Paesi invitati a Trieste per discutere di Afpak secondo un
approccio regionale. "L'Afghanistan - ha spiegato il ministro - merita
il nostro sostegno, va incoraggiato per moltiplicare gli sforzi che sta
facendo e che si stanno registrando. Il successo del Pakistan porterà al
successo in Afghanistan e viceversa. Sono due Paesi con storie diverse
che richiedono soluzioni diverse, ma che devono collaborare in una
prospettiva regionale, che è interesse non solo loro, ma anche noi - ha
puntualizzato - non vicini diretti, siamo interessati a che queste
nazioni consolidino la strada verso la stabilizzazione, il rafforzamento
delle istituzioni, la crescita economica e sociale. Serve poi dare
coerenza agli sforzi che molti stanno intraprendendo, ma che spesso non
sono coordinati tra loro. Oggi abbiamo avuto tutti seduti allo stesso
tavolo: organizzazioni internazionali, finanziarie, Stati membri, Stati
vicini e la dichiarazione finale rispecchia davvero l'azione coordinata
di tutti quelli che hanno qualcosa da dire sulla regione".
ELEZIONI - Che vi siamo in Afghanistan elezioni presidenziali credibili
e che si prosegua con il voto politico nella primavera del 2010. Ci
siamo impegnati a fare in modo che le elezioni si svolgano in sicurezza
e legittimate dal popolo afgano. Vi è un accordo pieno - ha spiegato il
ministro - per sostenere l'Afghanistan nel processo elettorale. Abbiamo
un duplice impegno: l'invio di Osservatori Ue per le presidenziali e
l'impegno come Osce per inviare una ulteriore missione parallela di
monitoraggio e di supporto. Come vedete Ue, Osce e G8 faranno la loro
parte. *_L'Italia, dal canto suo invierà un battaglione (fino a 500
uomini_*) per il periodo elettorale. Altri Stati faranno la stessa
cosa". "Abbiamo ribadito al collega Spanta - presente a Trieste ha
aggiunto Frattini - che vogliamo vedere una campagna basata sui
programmi dei rispettivi candidati. E lui ci ha annunciato che il
presidente Hamid Karzai ha programmato una serie di visite nelle
principali province dell'Afghanistan per presentare le sue proposte. Ci
sembra questo un intendimento che va nella direzione giusta". Quanto
all'appello di Karzai affinché i talebani vadano a votare, ha
evidenziato: "Vi è la convinzione, sottolineata anche dai paesi del
Golfo e della Lega araba, che quando consideriamo la galassia dei
talebani noi dobbiamo essere capaci di avviare un lavoro di distinzione
tra i gruppi tribali, che sono prigionieri del terrorismo e di Al Qaeda,
e quelli che possono essere ricondotti alla legalità costituzionale in
una ottica di riconciliazione. Questa è la dimensione dell'invito di
Karzai, che condividiamo".
FRONTIERE - "Tra gli altri aspetti evidenziati - ha spiegato il capo
della diplomazia italiana - c'è la gestione delle frontiere comuni, che
richiedono risposte comuni. Dalle frontiere passano i beni e i servizi
ma anche i *_CRIMINALI_* e i terroristi. Servono centri regionali
coordinati di controllo in cui personale afgano e pachistano lavorino
insieme, con le stesse procedure di valutazione, gli stessi criteri di
ispezioni e principi doganali. Perché se circolano le informazioni e i
dati di intelligence i *_CRIMINALI_* possono essere individuati". "Va
ricordato inoltre - ha precisato il ministro - che il 90 per cento degli
oppiacei sono prodotti in Afghanistan e il 40 per cento prende la strada
dell'Ovest, passando dall'Iran e poi verso l'Europa. L'Ufficio Unodc del
professor Costa ci ha spiegato come tutti i Paesi siano interessati alla
questione. Si pensi solo che il sei per cento della popolazione iraniana
è tossicodipendente: ecco una buona ragione perché l'Iran collabori con
noi. Abbiamo apprezzato l'idea che si sviluppi a Teheran un centro
dell'agenzia Unodc per coordinare gli sforzi regionali proprio sul
traffico della droga". "L'Italia - ha sostenuto Frattini - ha la
corresponsabilità sulla provincia di Herat, che ha 600 km di frontiera
con l'Iran ed è evidente che i nostri militari sottolineano la necessità
di una cooperazione con Teheran. Cooperazione che esiste sul terreno ma
non è né strutturata né organizzata, ma è basata sui buoni rapporti. Noi
avremmo chiesto di più: una collaborazione politica, strutturata e
organizzata, fermo restando quello che resta adesso a livello operativo".
Quanto alla mancata partecipazione dell'Iran alla conferenza di Trieste,
il capo della Farnesina ha dichiarato: "È stata una occasione perduta
per l'Iran che ha evidentemente un chiaro interesse a partecipare alla
stabilizzazione di questa regione. La droga, le infrastrutture, sono
tutti temi di interesse comune. Molti dei partecipanti regionali hanno
detto che esistono già rapporti bilaterali e trilaterali tra l'Iran e
l'Afpak, ma credo che Teheran dovrà impegnarsi non più solo a questo
livello, ma con tutta la comunità internazionale per concorrere in modo
costruttivo sui temi della droga e dello sviluppo agricolo. Spetta agli
iraniani trasformare questo interesse in una partecipazione".
ECONOMIA - "Se non c'è sviluppo economico non c'è rilancio sociale - ha
sottolineato il capo della diplomazia italiana -. Va quindi aiutato lo
scambio tra Afghanistan e Pakistan ma anche tra il Pakistan e l'Europa.
Il nostro continente dovrebbe avere più coraggio per arrivare presto a
un accordo di libero scambio con Islamabad. L'agricoltura è il capitolo
economico sul quale ci siamo più soffermati e abbiamo pensato con la Fao
a un 'piano Marshall verde' che si possa basare sul piano nazionale
afghano, appena varato, e che goda di incentivi per riattivare le
colture importanti e redditizie scomparse a favore dell'oppio. La
produzione vinicola e agricola sono la chiave del successo per i due
Paesi".
RIFUGIATI -- Sul tema dei rifugiati Frattini ha riferito: "L'Afpak si
trova davanti a una grande sfida. Richiamare cioè quelle migliaia, se
non milioni, di pachistani che hanno lasciato il Paese creando una serie
di condizioni attrattive per farli rientrare. Puntando cioè
sull'agricoltura e il ritorno dell'elettricità, che, alcuni
sorrideranno, è tornata, per esempio, a Kabul per tutto l'inverno solo
l'anno scorso. Ricostruire queste condizioni minime è la chiave per far
rientrare gli emigrati. Poi c'è anche la problematica degli oltre due
milioni di sfollati interni, della quale ci dovremo occupare".
LA SOCIETÀ CIVILE - "Centrale - aggiunge il ministro - è l'educazione e
noi crediamo che l'educazione capillare e precoce debba essere destinata
ai bambini e alle bambine, così come alle donne che sono tra le
categorie più deboli. Il sistema educativo dovrebbe essere sostenuto
dalle radio e da internet affinché passi un messaggio di inclusione.
Vorremmo inoltre che i programmi di inclusione sociale per le donne
fossero moltiplicati. Ne abbiamo parlato anche con la Lega araba e
porteremo le nostre conclusioni operative al G8 dei leader dell'Aquila.
Sia Pakistan che Afghanistan chiedono più contribuiti per i settori di
cui abbiamo parlato, ma quella di ieri e di oggi non era una conferenza
di donatori. Noi ci ritroveremo il 24 settembre a New York, a margine
dei lavori dell'Assemblea generale dell'Onu, per fare il punto su cosa è
accaduto da oggi a settembre nei dossier trattati ieri (Iran e non
proliferazione) e oggi (Afpak)". (Daniel Mosseri) 29 giu 2009 11:20
-------------- parte successiva --------------
Un allegato HTML è stato rimosso...
URL: <http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20090630/4a9e346b/attachment.htm>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale è stato rimosso....
Nome: FRATTINI AL G8 2009 DI TRIESTE SU AFGHANISTAN E PAKISTAN.doc
Tipo: application/msword
Dimensione: 33280 bytes
Descrizione: non disponibile
URL: <http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20090630/4a9e346b/attachment.doc>
Maggiori informazioni sulla lista
Bsf