[Bsf] I: ANCONA 2 LUGLIO: TUTTI UNITI CONTRO LA PERSECUZIONE DEI COMUNISTI!

Cristian Bodei cristianbodei a yahoo.it
Mar 30 Giu 2009 23:50:06 CEST








Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
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30.06.2009
 
ANCONA 2 LUGLIO: TUTTI UNITI CONTRO LA PERSECUZIONE DEI COMUNISTI!
Giovedì 2 luglio presso il Tribunale di Ancona (h. 9:00, Palazzo di Giustizia, Corso Mazzini, 95) si terrà la prima udienza del processo contro il Segretario Nazionale del Partito dei CARC e il Responsabile Nazionale dell’Associazione Solidarietà Proletaria accusati di aver diffamato il PM Paolo Giovagnoli chiamandolo “novello Torquemada” e “giudice dal 270 bis facile”. 
Questo procedimento è stato aperto circa un anno e mezzo fa dal PM Marco Pucilli di Ancona, su richiesta di Enrico Di Nicola (procuratore capo uscente di Bologna - sul sito www.carc.it è disponile il curriculum di questo persecutore dei comunisti) e dello stesso Giovagnoli che recitando la parte dell’offeso ha materialmente sporto querela. I compagni inquisiti erano il Segretario Nazionale del P-CARC (Pietro Vangeli), il Responsabile Nazionale dell’ASP (Massimo Amore) e altri due compagni dell’ASP (Marco Lenzoni e Romano Rosalba). 
Dopo due udienze preliminari (il 5 novembre ’08 e il 17 aprile ‘09) il GUP Paola Mureddu, a dimostrazione del carattere persecutorio del procedimento, ha dato un “colpo al cerchio e uno alla botte”: ha emesso il non luogo a procedere per Marco Lenzoni e Romano Rosalba e ha rinviato a giudizio il Segretario Nazionale del P-CARC e il Responsabile Nazionale dell’ASP.
Questo procedimento si inquadra nella ventennale persecuzione della “carovana” del (n)PCI condotta dai “poteri forti”per cercare di impedire che la classe operaia e il resto delle masse popolari del nostro paese si dotino di un vero partito comunista in grado di guidarle nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Dagli anni ’80 fino ad oggi contro la nostra area politica sono stati condotti otto procedimenti giudiziari per “associazione sovversiva” (art. 270 bis), tutti finiti con il “non luogo a procedere” o con l’archiviazione dopo intercettazioni, perquisizioni, arresti, sequestro di materiale, campagne stampa diffamatorie, intimidazioni. 
Gli attacchi alla “carovana” del (n)PCI fanno parte dei tentativi della destra reazionaria ed eversiva di cancellare quel che resta dei diritti politici conquistati con la Resistenza Partigiana, mettere fuorilegge i comunisti e tutti coloro che lottano per non pagare la crisi dei padroni, istituire nuovi Tribunali Speciali. 
Il 2 luglio sarà una giornata di lotta, resistenza e solidarietà: terremo un presidio davanti al Tribunale di Ancona e i nostri compagni inquisiti all’interno dell’aula passeranno da accusati in accusatori,chiamando al banco degli imputati il PM Giovagnoli e i suoi mandanti (alleghiamo la dichiarazione che i nostri compagni faranno in aula). 
Lanciamo l’appello a tutti i comunisti, sinceri democratici, antifascisti, sindacalisti onesti,comitati di lotta, associazione progressiste, lavoratori, studenti, immigrati a partecipare al presidio che terremo il 2 luglio davanti al Tribunale di Ancona (h. 9:00, Palazzo di Giustizia, Corso Mazzini, 95) per dire no alla persecuzione dei comunisti e all’istituzione di nuovi tribunali speciali!
Lanciamo l’appello a tutte le organizzazioni comuniste e progressiste, a tutti i comitati di lotta e sindacati a prendere posizione pubblicamentecon un comunicato contro questo procedimento che mira a fare carta straccia di quel che resta dei diritti politici conquistati con la Resistenza Partigiana e mettere fuorilegge i comunisti!
Cogliamo l’occasione per rinnovare i nostri ringraziamenti all’ANPI provinciale di Ancona, che il 22 giugno ci ha permesso di tenere presso la sua sede l’assemblea contro questa persecuzione politica e ringraziamo anche tutti i compagni e le organizzazioni che vi hanno preso parte portando il loro contributo. 
 
La solidarietà è un’arma: usiamola!
Passiamo da accusati in accusatori, mettiamo sotto processo la borghesia!
Costruiamo un fronte unito contro la repressione!
Usiamo anche la lotta contro la repressione per avanzare nella rinascita del movimento comunista!
Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!
 
 Dichiarazione del Segretario Nazionale del Partito dei CARC (Pietro Vangeli) e del Responsabile Nazionale  della Associazione Solidarietā Proletaria, ASP (Massimo Amore) in merito al processo per diffamazione  intentato dal PM Paolo Giovagnoli, udienza del 2.07.09
 
Oggi in quest’aula si tiene la prima udienza del procedimento giudiziario per diffamazione intentato dal PM Paolo Giovagnoli, dopo le due udienze preliminari del 5.11.08 e del 17.04.09 condotte dal GUP Paola Mureddu che ha emesso il “non luogo a procedere” per due imputati e il nostro rinvio a giudizio, non prendendo quindi una posizione chiara e netta contro questa persecuzione politica in atto e, nei fatti, avvallandola. 
Sotto processo si trovano il Segretario Nazionale del Partito dei CARC e il Responsabile Nazionale dell’ASP, accusati di aver “diffamato” il PM Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna chiamandolo “novello Torquemada e persecutore dei comunisti”. Questo processo e il suo iter sono la conferma che è in atto un processo chiaramente politico, che  si inserisce in una lunga serie di tentativi di contrastare e di creare il maggior danno possibile ad una precisa area politica. Il PM Giovagnoli, con l’appoggio della Procura di Bologna e di quella di Ancona, quando aveva intuito il possibile fallimento della sua inchiesta per associazione sovversiva (art. 270 bis del cp) contro di noi (e altri esponenti di questa area politica), per continuare (e far continuare) la sua opera di persecuzione politica e di contrasto ha fatto aprire al PM Pucilli questo procedimento per “diffamazione”. 
In realtà noi riteniamo che siamo stati noi ad essere stati diffamati dal PM Giovagnoli, il quale per cinque anni ha condotto un’inchiesta per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (art. 270 bis del CP) contro il (n)PCI, il P-CARC e l’ASP, additandoci via mezzo stampa agli occhi dell’opinione pubblica come “terroristi”, ordinando decine e decine di perquisizione, sequestrando il nostro materiale (computer, telefonini, documenti) e trattenendolo per anni, emettendo commissioni rogatorie internazionali, facendoci spiare e seguire, infiltrando il P-CARC con due spioni (Foglia e Cancello), ordinando varie operazione poliziesche e di intimidazione contro di noi e contro compagni a noi vicini. La sua “personale” denuncia che ha dato l’avvio a questo procedimento è un ulteriore dimostrazione di questo accanimento persecutorio.
Per cinque anni il PM Giovagnoli ha operato per cercare di fare terra bruciata intorno a noi per impedire o almeno ostacolare la nostra attività politica finalizzata a mobilitare e organizzare una parte importante delle masse popolari del nostro paese per porre fine a tutto ciò che rende difficile, stentata e precaria la loro esistenza. Per cinque anni il PM Giovagnoli ha sistematicamente violato i diritti politici di libertà di opinione e di organizzazione conquistati nel nostro Paese con la Resistenza antifascista e ha fatto carta straccia dei diritti costituzionali e della divisione dei poteri, operando al servizio della destra reazionaria ed eversiva che punta a mettere fuorilegge i comunisti e istituire Tribunali Speciali. Abbiamo già depositato al GUP nell’udienza del 17.04.09 diversi documenti che testimoniano l’accanimento giudiziario di cui il PM Giovagnoli è stato l’artefice. 
Facciamo due esempi:
- Il PM Giovagnoli non ha tenuto minimamente conto delle sette inchieste sempre per “associazione sovversiva” (art. 270 bis del CP) condotte contro la nostra area in vent’anni da varie Procure, tutte finite con “non luoghi a procedere” o con “archiviazioni”. Oltre a violare in maniera palese il principio “no bis in idem”, Giovagnoli ha fatto carta straccia anche di sentenze emesse a qualche mese dall’apertura della sua inchiesta: come nel caso del rigetto degli arresti cautelari da parte del GIP Umberto Antico di Napoli richiesti dal PM Stefania Castaldi, allora titolare del settimo procedimento giudiziario a carico della nostra area (già depositato la GUP il 17.04.09).  
- un altro esempio: nel 2004 Giovagnoli ha creato il “Gruppo bilaterale italo-francese sul terrorismo e le minacce gravi” ossia un organismo composto da magistrati e uomini del governo italiano e francese finalizzato a condurre la repressione nei confronti della nostra area, utilizzando misure legali e illegali. (il 17.04.09 abbiamo depositato al GUP un Dossier sulla questione). 
Il 1° luglio 2008 il GUP Rita Zaccariello di Bologna ha decretato il “non luogo a procedere” per l’inchiesta per “associazione sovversiva” montata da Giovagnoli contro la nostra area. Il GUP Zaccariello con la sua sentenza (di cui abbiamo depositato copia al GUP Mureddu il 17.04.09) ha riconosciuto che avevamo ragione a definire il PM Giovagnoli persecutore dei comunisti. Come chiamare altrimenti un PM che per cinque anni, nonostante la totale assenza di prove, ha condotto un’inchiesta per associazione sovversiva, dando fondo senza limiti alle risorse pubbliche per intimidire, spiare, schedare, seguire, controllare i compagni della nostra area?
Il nostro appello “No alla persecuzione dei comunisti!”, in cui definiamo Giovagnoli un persecutore di comunisti, un “novello Torquemada”, è stato firmato dal più di 7.500 persone, tra cui intellettuali e politici come Dario Fo, Margherita Hack, Diliberto, Haidi Giuliani (ne abbiamo depositato una copia al GUP il 17.04.09). Anche questi firmatari dovrebbero essere processati per “diffamazione”? La Corte deve chiedersi perché queste persone hanno aderito al nostro appello, se vuol fare veramente luce sui fatti. 
 
La verità è che il PM Giovagnoli con le sue numerose inchieste per “associazione sovversiva” condotte sotto la direzione della destra reazionaria ed eversiva finite con il “non luogo a procedere” o l’“archiviazione”, sta cercando di mettere in discussione i diritti politici conquistati con la Resistenza partigiana, mettere fuorilegge i comunisti e tutti gli oppositori politici, istituire Tribunali Speciali, rendendo la Magistratura un fido servitore dei diktat dell’esecutivo.
Il  procedimento giudiziario orchestrato dal PM Pucilli, su richiesta del PM Giovagnoli, di cui oggi è in atto il processo, grazie alla complicità del GUP Mureddu, è soltanto una ulteriore dimostrazione dell’accanimento giudiziario condotto contro di noi.  
Se lei, signor giudice, terrà conto dei fatti, non può che arrivare alla conclusione che siamo stati noi ad essere stati perseguitati e diffamati per cinque anni dal PM Giovagnoli e non viceversa. Quindi quello che lei, signor giudice, è chiamato a decidere oggi è se avallare o meno (e quindi se rendersi complice o meno) di questa serie di montature giudiziarie, di questo accanimento giudiziario, di questi metodi, di questo uso del potere giudiziario ai fini di intimidire, di contrastarne con ogni mezzo l’attività politica e far fuori quanti si oppongono all’attuale stato di cose e lavorano per costruire una nuova società non più basata sullo sfruttamento, sull’oppressione e sulla miseria.  In sintesi si tratta di stabilire se nel nostro Paese sono ancora in vigore le libertà di opinione e di organizzazione conquistate con la Resistenza antifascista e se queste libertà sono solo ad appannaggio dei potenti ( e dei loro seguaci). Questa è,
 in sintesi, la questione sotto processo! 
 
Pietro Vangeli, Segretario Nazionale del P-CARC
 
Massimo Amore, Responsabile Nazionale dell’ASP
 
 
 
 
Ancona,  2 luglio 2009 


      
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