[Bsf] LASCIO IL PRC
beppe almansi
beppe.almansi a libero.it
Dom 8 Mar 2009 12:17:11 CET
Lascio il PRC. Lo faccio con quel dolore profondo che solo una storia intensa che si interrompe e si lacera sa provocare. Lo faccio con un senso di liberazione da tutta quella guerra interna e fratricida che ha perseguitato Rifondazione Comunista in questo ultimo anno. Lo faccio tristemente accompagnato dalla nausea e dal disgusto verso tutte le infamie e le menzogne che una parte del partito e dei compagni hanno dovuto produrre e inventarsi per giustificare una scelta e una deriva folle e antidemocratica. Lo faccio con la morte nel cuore perché il progetto e il percorso politico del PRC hanno rappresentato una parte importante della mia vita e su di loro ho investito con intensità e con passione il mio impegno e la mia militanza. Dentro Rifondazione ho vissuto Genova, l’immersione nei”movimenti”, le tante lotte e battaglie fatte per i diritti sociali e civili e per contrastare l’ascesa della destra con i suoi aberranti disvalori politici e culturali. Dentro Rifondazione ho vissuto la deprimente, inutile ma inevitabile esperienza di Governo con la speranza di mutare e invertire una situazione di degrado drammatica e inarrestabile.. Dentro e con Rifondazione ho cercato rifugio dopo il tracollo del 13 Aprile e ho provato a trovare la forza, gli stimoli e le idee per ricominciare le nostre lotte e le nostre battaglie di libertà e di giustizia sociale, per sancire quel bisogno irrefrenabile di un altro mondo possibile . Ma per quanto abbia amato questo partito non l’ho mai potuto ne voluto considerare come un “fine” o un approdo sicuro. Ho voluto bene a Rifondazione, ma Rifondazione non poteva e non doveva essere niente più che uno strumento funzionale a scardinare e a sovvertire lo “stato presente delle cose”. Ora questo strumento è diventato un rullo compressore in grado solo di frantumare le più elementari regole della democrazia e della decenza, assolutamente inadatto per rappresentare e guidare quella rinascita di valori e di ideali di cui il nostro paese ha tanto bisogno. Coloro che lo guidano, proprio come la peggiore razza padronale, hanno scelto la strada dell’arroganza, dei “licenziamenti”, dei processi sommari, delle epurazioni. Non solo chiedono obbedienza, subordinazione e assoluta condivisione dei percorsi, non solo non accettano critiche e dissenso, ma sono arrivati addirittura alla medioevale impudenza di pretendere deferenza e ossequiosità. Questa maggioranza insana, scorretta e scomposta è nata solo per la fobia e con l’ansia di distruggere e non può che sopravvivere mostrando i muscoli e calpestando il dissenso. Non hanno prospettiva se non quella della solitaria autoreferenzialità e dell’autodistruzione. E vi assicuro che questo non mi rallegra e non mi consola affatto perché in questo abisso trascinano una parte importante della nostra storia e disperdono il patrimonio di valori dei tanti compagni che in questo partito hanno vissuto, militato e lottato. Sento il bisogno di esprimere profonda riconoscenza e stima a Gianna Baresi, Osvaldo Squassina e Beppe Almansi. Nella triste vicenda della Federazione di Brescia loro, più di tutti, sono colpiti dal feroce linciaggio di un partito ormai snaturato e irriconoscibile. Li ringrazio di cuore per la totale disponibilità, l’impegno, la lucidità e la passione con cui hanno vissuto il loro incarico e sento il bisogno naturalmente, di abbracciare forte tutti i compagni con i quali ho lavorato e condiviso questi anni di militanza. Non possono essere quelli capaci di scatenare autentiche campagne d’odio che hanno rasentato l’isteria, ma non sono certo solo quelli che fanno riferimento alla mia area politica. Con loro sarà bellissimo rincontrarsi nelle mille piazze che frequenteremo e che riempiremo. Non smetto di lottare e soprattutto non smetto di essere comunista. Per quanto avvilito dallo squallido epilogo della nostra Federazione, mi butterò con passione nel progetto politico che ritengo irrinunciabile e che ha lo scopo di ricostruire e unire tutta la Sinistra. E’ una casa che ha già le fondamenta e voglio che sia una casa con porte e finestre spalancate, una casa costruita con un percorso pulito, trasparente e soprattutto capace di garantire e praticare democrazia. Rifondazione vecchia, stanca e così assurdamente ripiegata su se stessa è ormai sideralmente lontana da tutto ciò.
Francesco Filippini
Ex membro della segreteria provinciale del PRC di Brescia
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