[Bsf] Mirko Lombardi - Le mie dimissioni dal Collegio di garanzia del PRC

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Dom 8 Mar 2009 23:14:23 CET


Mercoledì scorso alla riunione del CNG era all’ordine del giorno il commissariamento  di Brescia, la mia Federazione.  All’ultimo congresso ha prevalso di buona misura  la mozione Vendola ed eletti i gruppi dirigenti: una segretaria (insegnante, non funzionaria) ed una segreteria  di tutti compagni  in produzione, operai, impiegate in imprese di pulizie ecc, a significare l’attenzione consolidata e praticata  del partito bresciano al  mondo del lavoro e alla rappresentanza di genere. A proposito di rappresentanza ricordo che nelle istituzioni abbiamo un unico consigliere comunale a Brescia ed è una donna, medico, in Provincia due consiglieri, un operaio in produzione ed una compagna insegnante, ed in Regione un consigliere pensionato metalmeccanico, Osvaldo Squassina, prestigioso dirigente della FIOM bresciana. Qualche tempo fa, ci dicevano, sorridendo, che eravamo troppo femministi ed operaisti! Questa è la storia aperta, accogliente del gruppo dirigente bresciano al quale appartengo con un pizzico di orgoglio in più (consideratelo un vezzo scusabile) della mia appartenenza al gruppo dirigente nazionale fin dalla nascita del PRC. Seconda Federazione della Lombardia, è soggetto riconosciuto nella città, dai movimenti e dalle associazioni. Una federazione con una pratica ambientalista consistente, con relazioni nazionali ed internazionali e con battaglie che sono servite a tutto il movimento, vedi quello sull’inquinamento da PCB e Diossine della Caffaro o la vertenza pilota contro l’inceneritore che ha fatto scuola in tutta Italia o nelle lotte con i migranti. Iniziative fatte sempre cercando la massima unita con tutti, fatte a volte con il simbolo di partito o senza, se solo si valutava che l’elemento simbolico potesse creare anche una sola perdita in situazioni in cui l’apporto di tutti era decisivo. Ci ha sempre guidato l’attenzione di Gramsci al rifuggire dalla “boria di Partito” cioè da quel agire identitario scollegato dai soggetti che spesso nasconde il minoritarismo e l’autoreferenzialità. Che fossimo comunisti era il nostro agire a farlo riconoscere. E così  si avvicinavano ai nostri simboli attraverso il nostro fare. E la politica fatta è fatica, è 40 giorni all’anno di festa di Liberazione con tutto il gruppo dirigente impegnato, dal montaggi alle pulizie, al servire ai tavoli. Tutti, minoranze e maggioranze a partecipare all’autofinanziamento perché la nostra è una Federazione che ha sempre dato, che si è sempre autofinanziata come è giusto che sia.

Questa è Brescia per come è conosciuta e rispettata.

Da alcuni anni abbiamo un periodico “La Sinistra” condiviso anche da chi oggi considera questo logo una iattura.  Attorno al giornale è cresciuto, molto prima degli arcobaleni o dei nostri congressi,un rapporto con realtà politiche, associative . Tant’è che abbiamo da anni  la Casa della Sinistra. Insomma abbiamo cercato di allargare, di interloquire, di imparare, anche , poiché la nostra idea di comunismo si alimenta anche delle altre culture. Per questo è naturale che lo sbocco alle elezioni provinciali si vada con una lista unitaria della Sinistra. Tenete conto poi che la Lega e centrodestra andranno divisi, ma mica perché litigano , perché sono in grado di giocarsi il ballottaggio e prendersi quasi tutto. Dunque a maggior ragione l’intelligenza politica spinge all’unità, al massimo di ricerca del minimo comun denominatore possibile presentandosi non in micropartitini ma con un modesto ma onesto progetto unitario. Questa è stata la discussione nel comitato federale.

Non una forzatura, ma una scelta politica. Ma questo è inaccettabile per la direzione nazionale che ha deciso: simbolo dappertutto! Altro che in basso a sinistra!! Obbedire ai diktat dall’alto. Sennò ti commissario . I muscoli contro il ragionamento politico. Io ho fatto il commissario per alcuni mesi a Genova, ma per la ragione che non riuscivano da mesi ad eleggere  gruppi dirigenti e segretario e la federazione era priva di direzione; l’opposto che a Brescia.

La CNG si è detta favorevole alla richiesta di Ferrero di commissariare Brescia.  Ho avvertito acuta la gravità del fatto che invece di tutelare le legittime ed argomentate diversità territoriali, si sia prestata ad essere megafono delle indicazioni di Ferrero. Ciò è incompatibile con la mia cultura politica. Non so stare in un organismo che opera da “normalizzatore” delle differenze e che commissaria legittimi organismi funzionanti e riconosciuti. Per questo le mie dimissioni.  Oggi la Direzione nazionale ha sancito definitivamente il commissariamento. Dalla federazione di Brescia si caccia via una esperienza unitaria  appassionata della politica e non della disciplina a prescindere. Si cercheranno e si  troveranno altri modi per esprimere il proprio essere comunisti impegnati per l’unità della sinistra.

Mirko Lombardi



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