[Bsf] fw: APPELLO URGENTE ddl sicurezza contro neonati di migranti
Luigino Beltrami
luigino.beltrami1 a tin.it
Lun 9 Mar 2009 18:58:51 CET
ciao
vi inoltro questo urgente appello dell'ASGI - ASSOCIAZIONE STUDI
GIURIDICI SULL'IMMIGRAZIONE,con invito alla sottoscrizione
ciao
Luigino
---- Original Message -----
*From:* Elena Rozzi <mailto:elena.rozzi a gmail.com>
*Sent:* Monday, March 09, 2009 11:25 AM
*Subject:* urgente: ddl sicurezza / registrazione alla nascita
Care/i,
il ddl sicurezza prevede una norma, passata quasi inosservata, che
impedisce la registrazione alla nascita dei figli di cittadini stranieri
irregolari, in palese violazione della Costituzione e della Convenzione
ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Le conseguenze di tale modifica normativa sarebbero gravissime: i
bambini non registrati alla nascita resterebbero senza identità,
completamente invisibili; vi è inoltre il forte rischio che i bambini
nati in ospedale non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di
soggiorno e siano dichiarati in stato d'abbandono; per evitare questo, è
probabile che molte donne in condizione irregolare decidano di non
partorire in ospedale, con serissimi rischi per la salute della madre e
del bambino.
Vi inviamo in allegato una lettera che intendiamo inviare (a firma di
ASGI e di tutte le altre organizzazioni che vorranno aderire) alle
Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, alla
Commissione Infanzia e ai capigruppo.
Preghiamo tutte le organizzazioni che volessero aderire, di inviare
*l'adesione all'indirizzo info a asgi.it <mailto:info a asgi.it> entro
martedì sera 10 marzo*.
Ci scusiamo con il brevissimo tempo a disposizione, ma l'esame del ddl
inizia martedì e dunque i tempi sono strettissimi.
Grazie e a presto,
Elena Rozzi
*APPELLO*
*Alla cortese attenzione dei membri della Commissione Affari
Costituzionali della Camera dei Deputati*
*Dei membri della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati*
*Dei membri della Commissione parlamentare per l'Infanzia*
*Dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati 9 marzo 2009*
*Oggetto: Conseguenze dell'art. 45, comma 1, lett. f) del ddl C. 2180
sul diritto del minore a essere registrato alla nascita*
L'art. 45, comma 1, lett. f) del disegno di legge "Disposizioni in
materia di sicurezza", approvato dal Senato e attualmente all'esame
della Camera (C. 2180), introduce l'obbligo per il cittadino straniero
di esibire il permesso di soggiorno in sede di richiesta di
provvedimenti riguardanti gli atti di stato civile, tra i quali sono
inclusi anche gli atti di nascita[1] <#_ftn1>.
L'ufficiale dello stato civile non potrà dunque ricevere la
dichiarazione di nascita né di riconoscimento del figlio naturale da
parte di genitori stranieri privi di permesso di soggiorno.
La norma che impedisce la registrazione della nascita si configura come
una misura che oggettivamente scoraggia una protezione del minore e
della maternità. Una simile norma appare dunque *incostituzionale* sotto
diversi profili. In primo luogo comporta una palese violazione del
dovere per la Repubblica di proteggere la maternità, l'infanzia e la
gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo (art. 31, comma
2 Cost.) e sfavorisce il diritto-dovere costituzionale dei genitori di
mantenere i figli (art. 30, comma 1 Cost.). In secondo luogo viola il
divieto costituzionale di privare della capacità giuridica e del nome
una persona per motivi politici (art. 22 Cost.) ed è noto che la
dottrina si riferisce alle privazioni per qualsiasi motivo di interesse
politico dello Stato.
La norma è altresì incostituzionale per violazione del limite previsto
dall'art. 117, comma 1 Cost. che impone alla legge di rispettare gli
obblighi internazionali. Essa si pone infatti in palese contrasto con la
Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del 20
novembre 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n.
176 che agli articoli 7 e 8 riconosce a ogni minore, senza alcuna
discriminazione (dunque indipendentemente dalla nazionalità e dalla
regolarità del soggiorno del genitore), il *diritto di essere
"registrato immediatamente al momento della sua nascita"*, il diritto
"ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del
possibile, a conoscere i suoi genitori ed a essere allevato da essi",
nonché il diritto "a preservare la propria identità, ivi compresa la sua
nazionalità, il suo nome e le sue relazioni famigliari". La
disposizione in oggetto violerebbe inoltre l'art. 24, comma 2 del Patto
internazionale sui diritti civili e politici, firmato a New York il 16
dicembre 1966, ratificato e reso esecutivo con legge 25 ottobre 1977, n.
881, che espressamente prevede che ogni bambino deve essere registrato
immediatamente dopo la nascita ed avere un nome.
Le conseguenze di tale modifica normativa sui bambini che nascono in
Italia da genitori irregolari sarebbero gravissime.
I minori che non saranno registrati alla nascita, infatti, resteranno
privi di qualsiasi documento e totalmente sconosciuti alle istituzioni:
*bambini invisibili, senza identità*, e dunque esposti a ogni violazione
di quei diritti fondamentali che ai sensi della Convenzione ONU sui
diritti dell'infanzia e dell'adolescenza devono essere riconosciuti a
ogni minore. Ad esempio, in mancanza di un documento da cui risulti il
rapporto di filiazione, molti di questi bambini non potranno acquisire
la cittadinanza dei genitori e diventeranno dunque apolidi di fatto. Per
tutta la vita incontreranno ostacoli nel rapportarsi con qualsiasi
istituzione, inclusa la scuola. Proprio a causa della loro invisibilità,
saranno assai più facilmente vittime di abusi, di sfruttamento e della
tratta di esseri umani.
In secondo luogo, vi è il forte rischio che i bambini nati in ospedale
non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno,
essendo a quest'ultimi impedito il riconoscimento del figlio, e che in
tali casi venga aperto un procedimento per la dichiarazione dello stato
d'abbandono. Questi bambini, dunque, potranno essere *separati dai loro
genitori*, in violazione del diritto fondamentale di ogni minore a
crescere nella propria famiglia (ad eccezione dei casi in cui ciò sia
contrario all'interesse del minore), sancito dalla Convenzione ONU sui
diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e dalla legislazione italiana.
E' probabile, infine, che molte donne prive di permesso di soggiorno,
temendo che il figlio venga loro tolto, decidano di *non partorire in
ospedale*. Anche in considerazione delle condizioni estremamente
precarie in cui vivono molti immigrati irregolari, sono evidenti gli
elevatissimi rischi che questo comporterebbe per la salute sia del
bambino che della madre, con un conseguente aumento delle morti di parto
e delle morti alla nascita.
Per evitare queste gravissime violazioni dei diritti dei minori (oltre
che dei loro genitori), rivolgiamo un appello ai Parlamentari affinché
*respingano la disposizione di **cui all'art. 45, comma 1, lett. f)* del
disegno di legge "Disposizioni in materia di sicurezza" (C. 2180).
A.S.G.I.
...
------------------------------------------------------------------------
[1] <#_ftnref1> La citata disposizione del disegno di legge modifica
l'art. 6 comma 2 del D. Lgs. 286/1998, eliminando l'eccezione
attualmente prevista in base a cui il cittadino straniero è esonerato
dall'obbligo di presentare il documento di soggiorno per i provvedimenti
riguardanti gli atti di stato civile.
-------------- parte successiva --------------
Un allegato HTML è stato rimosso...
URL: <http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20090309/6693e52b/attachment.htm>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale è stato rimosso....
Nome: APPELLO CONTRO DECRETO SICUREZZA 090309.doc
Tipo: application/msword
Dimensione: 28672 bytes
Descrizione: non disponibile
URL: <http://lists.circolab.net/pipermail/bsf/attachments/20090309/6693e52b/attachment.doc>
Maggiori informazioni sulla lista
Bsf