[Bsf] I: Lettera aperta del P-CARC al PdAC
Cristian Bodei
cristianbodei a yahoo.it
Mer 11 Mar 2009 22:05:11 CET
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza a carc.it – sito: www.carc.it
Direzione Nazionale
Ai compagni del Partito di Alternativa Comunista (PdAC). A tutti compagni e organismi interessati a costruire una lista unitaria per le prossime elezioni amministrative ed europee.
Milano, 10 marzo ‘09
Cari compagni e care compagne,
il partito dei CARC raccoglie con entusiasmo l’invito che avete lanciato e riportato anche sul vostro sito (www.alternativacomunista.it) a tutte le forze comuniste, anticapitaliste, antimperialiste e progressiste per costruire liste comuni, indipendenti dalla borghesia, con cui irrompere alle elezioni che si terranno a giugno con l’obiettivo di rafforzare la lotta delle masse popolari per non pagare la crisi dei padroni. Concordiamo con la vostra critica a quelle forze comuniste e anticapitaliste che hanno “pretese di autosufficienza” e si oppongono alla costruzione di liste unitarie, così come concordiamo sul fatto che il processo di costruzione della lista unitaria non deve portare a “nascondere le differenze né la rinuncia di nessuno al proprio profilo complessivo”.
La crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale che attraversa da trent’anni il sistema capitalista nell’ultimo anno è entrata nella sua fase acuta e irreversibile. La borghesia imperialista conosce un solo modo per farvi fronte: licenziamenti, delocalizzazioni, attacco ai diritti, guerra, razzismo e repressione. Contro questa “ricetta” dei padroni portata avanti dalla banda Berlusconi con il benestare del PD e la benedizione del Vaticano, sta crescendo la lotta e la mobilitazione dei lavoratori, studenti, casalinghe, pensionati e immigrati. La parola d’ordine “non pagheremo noi la vostra crisi” lanciata su ampia scala dall’Onda studentesca sta prendendo sempre più piede tra le masse popolari del nostro paese: dall’Alitalia alla Val Susa, da Vicenza alle popolazioni della Campania, dallo sciopero dei sindacati di base del 17 ottobre alla manifestazione in sostegno alla Resistenza Palestinese del 17 gennaio, dallo sciopero generale
indetto dalla CGIL il 12 dicembre allo sciopero della FIOM e Funzione Pubblica CGIL del 13 febbraio, dalle numerose mobilitazioni antirazziste e antifasciste che si stanno sviluppando nel nostro paese al movimento NO VAT, dalle centinaia di mobilitazioni della comunità araba contro il razzismo e il sionismo alla lotta di migliaia di operai minacciati di licenziamento, dai pensionati scesi in strada il 5 marzo ai lavoratori autonomi che protestano contro le quote latte fino ad arrivare alle centinaia di comitati ambientalisti che lottano contro la distruzione dell’ambiente ad opera dei padroni e dei loro lacchè.
E’ necessario lottare su tutti i fronti contro la crisi dei padroni, rafforzare la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari e avanzare verso una soluzione positiva, da sinistra, alla crisi. Bisogna dar battaglia anche nel “teatrino della politica borghese” con liste unitarie e anticapitaliste che irrompano alle prossime elezioni amministrative ed europee. Liste che raccolgano comunisti, anticapitalisti, antimperialisti, comitati di lotta, sinceri democratici. Bisogna rompere in maniera decisa e una volta per tutte con il settarismo e con la logica dell’“orticello”. La nuova situazione prodotta dal precipitare della crisi, richiede un passo in avanti in termini di concezione da parte di tutte le forze che lottano affinché a pagarla non siano le masse popolari.
Critichiamo l’atteggiamento settario ed elettoralista di chi, come il PCL, ha deciso di partecipare da solo alla prossima tornata elettorale, continuando così a mettere al centro la “cura dell’orticello” anziché utilizzare le elezioni per promuovere la costruzione di un ampio fronte di lotta anche in campo elettorale. Questa linea nuoce gravemente alla lotta che le masse popolari stanno conducendo per non pagare la crisi dei padroni e nasconde dietro frasi rivoluzionarie una logica da politicanti. Come si spiega altrimenti la linea: “fronte unito di lotta nelle piazze, ma soli alle elezioni”? Già lo scorso anno abbiamo pubblicamente criticato il PCL per questa sua concezione elettoralista, che lo portò, tra l’altro, ad impedire al suo circolo di Massa/Carrara a fare una lista unitaria con il nostro partito per le comunali e le provinciali… decisione mal digerita dal circolo locale che decise di non presentare una propria lista e di
sostenere la Lista Comunista per il Blocco Popolare da noi promossa.
Allo stesso tempo riteniamo altrettanto errata la concezione elettoralista che muove la proposta di una lista unitaria fatta dal PRC per le europee: questa proposta infatti poggia sulla necessità di superare lo sbarramento del 4% e non sulla necessità di costruire un fronte unitario che dia battaglia anche nel “teatrino della politica borghese” contro i padroni, il loro Stato e la loro crisi. Questa concezione elettoralista del PRC è inoltre confermata dal lavoro di costruzione di coalizioni con il PD condotto a livello locale, mettendo steccati a sinistra. Proprio in questi giorni, per fare un esempio, il direttivo provinciale del PRC di Pistoia ha posto il suo veto alla costruzione di una lista unitaria, popolare e anticapitalista per le comunali di Agliana tra il nostro partito e il circolo locale del PRC, obbligando quest’ultimo ad interrompere il lavoro unitario e ad intraprendere la costruzione di una coalizione con il PD. E’ forse
questa la strada per uscire dalla crisi “in basso a sinistra”? E’ forse questa la strada per rafforzare la lotta che le masse popolari stanno conducendo per non pagare la crisi dei padroni? E’ forse questa la strada per far avanzare la rinascita del movimento comunista del nostro paese e mettere fine al sistema dei padroni?
Siamo in una situazione straordinaria, che richiede misure straordinarie. E’ necessario instaurare un Governo di Blocco Popolare composto e sostenuto dalle organizzazioni operaie e popolari che adotti le misure d’emergenza per uscire dalla crisi e avanzare così nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista:
1- assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili e adatti alla sua natura secondo un piano: nessuna azienda deve essere chiusa!
2- eliminare tutte quelle attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo e per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti: basta con gli avvelenatori, gli speculatori e gli squali!
3- assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli in cambio le condizioni necessarie per una vita dignitosa e la partecipazione alla gestione della societā: nessun lavoratore deve essere licenziato!
4- distribuire i prodotti alle aziende, alle famiglie, agli individui e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, conosciuti e democraticamente decisi: a ogni adulto un lavoro utile, a ogni individuo una vita dignitosa, a ogni azienda quanto serve per funzionare!
5- stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con il governo di Blocco Popolare: dobbiamo aiutare e farci aiutare dagli altri paesi ad affrontare la crisi!
6- iniziare a riorganizzare le altre relazioni sociali in conformitā alla nuova base produttiva.
La costruzione e l’irruzione nel “teatrino della politica borghese” di lista unitarie, anticapitaliste, popolari, che lottano senza se e senza ma contro la crisi dei padroni, contribuisce alla costruzione del Governo di Blocco Popolare, unica via d’uscita positiva per le masse popolari dalla crisi dei padroni e del loro sistema.
Considerando i tempi stretti per procedere nella presentazione della lista comune ci rendiamo fin da subito disponibili a sviluppare il necessario lavoro comune con il PdAC, avviando incontri diretti e sviluppando iniziative per la sua costruzione (assemblee e altre iniziative pubbliche: manifestazioni, raccolta firme, ecc.).
Noi stiamo giā lavorando per la presentazione di liste comuniste alle elezioni amministrative e inizieremo ad attivarci anche per le europee, rimane inteso che nel caso si arrivasse alla presentazione di una lista comune questo nostro lavoro verrebbe convogliato nel lavoro comune.
In attesa di una risposta, vi salutiamo a pugno chiuso!
Non č borghesia che č forte, siamo noi lavoratori che dobbiamo far valere la nostra forza, la forza della nostra unitā, della nostra organizzazione, dei nostri interessi, delle nostre aspirazioni!
Diamo battaglia su tutti i fronti alla borghesia: costruiamo liste unitarie, popolari, anticapitaliste per irrompere alle prossime elezioni! Bando al settarismo e all’elettoralismo!
Non pagheremo noi la crisi dei padroni! Mandiamo a casa la banda Berlusconi! Costruiamo il Governo di Blocco Popolare!
Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!
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