[Bsf] I: Prepariamo la Conferenza Mondiale delle Donne - Venezuela 2011

Cristian Bodei cristianbodei a yahoo.it
Sab 21 Mar 2009 16:40:24 CET






Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza a carc.it – sito: www.carc.it
 
In tutto il mondo uniamoci!
Prepariamo la Conferenza Mondiale delle Donne - Venezuela 2011
A fronte dei continui attacchi all’autodeterminazione, alla dignità e ai diritti delle donne da parte del Vaticano e della banda Berlusconi (che creano le condizioni sociali e culturali in cui maturano le violenze e le discriminazioni di genere), a fronte della mobilitazione reazionaria che la borghesia promuove per risolvere l’“emergenza stupri”, è importante rafforzare il coordinamento e l’autorganizzazione di organismi, associazioni e singole donne che si mettano alla testa della mobilitazione (politica, sociale e culturale) per la rinascita del movimento delle donne, consapevoli che il principale ostacolo alla piena emancipazione femminile è l’oppressione di classe che accomuna tutte le masse popolari e le contrappone alla borghesia imperialista. In questa ottica il Partito dei CARC ha raccolto l’appello lanciato l’08 marzo 2008 a Caracas dal Movimento delle Donne "Ana Soto" del Venezuela, da CONFEMEC - Confederazione delle Donne
 Ecuadoriane per il cambiamento e dal Consiglio Politico delle Donne/Consiglio Combattivo delle Donne di Germania di organizzare e partecipare alla Conferenza Mondiale delle Donne che si terrà in Venezuela nel 2001 e sarà aperta a tutte le donne e in particolare alle giovani, con l’esclusione di fascisti e rappresentanti di organizzazioni conosciute per i loro comportamenti ostili alle donne.
 
Qui, in Italia, il nostro Partito sta lavorando alla formazione di una Commissione nazionale preparatoria che, in accordo con l’appello e i principi del Comitato promotore, promuova la Conferenza Mondiale delle Donne del 2011 e, come prima tappa, organizzi un seminario che, oltre ad essere un momento di analisi e confronto sulla lotta di emancipazione delle donne, eleggerà le delegate alla Conferenza in Venezuela. 
Invitiamo quindi tutte le donne, le compagne e le organizzazioni interessate ad aderire e promuovere la Commissione nazionale preparatoria della Conferenza Mondiale delle Donne. 
Inoltriamo, in allegato,l’appello e i principi per la Conferenza Mondiale. Altre informazioni sono reperibili sul sito: www.worldwomensconference.org 
Per informazioni e adesioni alla Commissione Preparatoria della Conferenza Mondiale delle Donne - 2011 Venezuela contattate il Centro Nazionale del Partito dei CARC:  tel./Fax 02.2630.6454 - mail: resistenza a carc.it
 
Partecipiamo alla Conferenza Mondiale delle Donne, nel 2011 in Venezuela: per discutere, confrontarci, rafforzare la nostra lotta!
Nel nostro paese le donne hanno una lunga tradizione di lotta e di mobilitazione, hanno conquistato importanti vittorie nel campo dei diritti civili, hanno dato un contributo determinante al movimento operaio e comunista, democratico, popolare e antifascista. Anche oggi le donne sono in prima fila nell’organizzazione e nella promozione e direzione delle lotte delle masse popolari, da quelle contro la devastazione ambientale a quelle per la difesa della scuola e della sanità pubbliche. Che questo patrimonio di lotta, orgoglio, combattività si raccolga attorno al lavoro di preparazione della Conferenza Mondiale delle Donne e lo trasformi in un’occasione per sviluppare ancora più a fondo ed estendere il coordinamento, lo scambio di esperienza e solidarietà fra le donne del nostro paese e di tutto il mondo! 
 
 
I tempi sono maturi per la rinascita del movimento internazionale delle donne! 
Costruiamo la Conferenza mondiale delle donne di base nel 2011 in Venezuela!

Noi, milioni di donne di tutto il mondo, ci siamo appropriate del nostro futuro e ci stiamo mobilitando per rivendicare i nostri diritti economici, sociali, culturali e politici. Noi donne ci organizziamo e lottiamo insieme, a volte combattiamo sole e dobbiamo affrontare situazioni difficili e ostili. Da sempre, noi donne, abbiamo dovuto lottare costantemente per la nostra emancipazione.
 
Oggi questo impegno delle donne lavoratrici, sfruttate e discriminate di tutto il mondo è necessario per avanzare sempre più verso un futuro di solidarietà, uguaglianza e felicità per tutta l’umanità. In tutto il mondo, siamo noi donne che soffriamo con particolare intensità gli effetti dello sfruttamento e della crisi del sistema capitalista. Siamo milioni, noi donne, che in Africa, Asia, America, Oceania, Europa patiamo la fame, non abbiamo accesso alla sanità, casa, educazione, lavoro, sicurezza sociale, svago e in generale, ad avere una vita dignitosa.  
 
Le grandi trasformazioni e progressi scientifici e tecnologici degli ultimi anni non sono serviti per risolvere i problemi di vitale importanza della maggior parte dell’umanità, anzi, sono stati utilizzati affinché poche mani accumulassero ricchezza e potere. Stiamo attraversando un’epoca in cui le contraddizioni e i conflitti propri del capitalismo si stanno acutizzando. L’espansione dei grandi monopoli superano ogni confine del pianeta, supportati dai progressi scientifici e tecnologici che sono prodotto delle masse lavoratrici, le azioni dannose delle potenze imperialiste che si contendono tra loro i mercati, l’egemonia del potere politico e militare hanno dato luogo all’applicazione di politiche e meccanismi di sfruttamento delle classi lavoratrici e sottomissione della grande maggioranza di paesi e popoli.
 
Viviamo in un’epoca in cui è sempre più evidente come i paesi imperialisti si appropriano delle risorse naturali, delle aree strategiche e non hanno titubanze a generare conflitti, a invadere nazioni e promuovere guerre tra i popoli. Sono loro la causa dei gravi danni ecologici che stanno distruggendo l’ambiente e ciò conferma il carattere avido e saccheggiatore dell’imperialismo.
Noi, milioni di donne di tutti i continenti viviamo sulla nostra pelle la povertà, la disoccupazione, lavori con bassi salari e con pochissimi diritti alla sicurezza, subiamo la guerra e siamo obbligate a migrazioni di massa. Ci manca l’acqua potabile, l’aria sana, una completa assistenza sanitaria, educazione, casa, svago. La maggior parte di noi donne di tutto il mondo è doppiamente sfruttata e oppressa dal capitalismo, in quanto parte della classe lavoratrice e, allo stesso tempo, in quanto oppresse per la nostra condizione di genere e per ampie masse in quanto parte dei paesi dipendenti e dei popoli e culture oppressi.
 
L’imperialismo promuove forme aberranti di violenza contro le donne, bambini/e e giovani; il traffico sessuale, la pornografia e il commercio degli organi rappresentano un affare molto redditizio, che dimostra il disprezzo degli sfruttatori capitalisti per la vita umana.
 
Due miliardi di bambini/e, che sono il futuro di questo mondo, sono curati e educati dalle donne. In tutto il mondo, noi donne, non siamo libere di decidere del nostro corpo e della nostra sessualità; la violenza sessuale, le leggi e le tradizioni patriarcali, così come le mode e gli stereotipi diffusi dalla cultura dominante influenzano direttamente le nostre vite. I mezzi di comunicazione moderni promuovono la prostituzione, la pornografia e la perversione.
 
Oggi, in tutto il mondo, sta rinascendo la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici contro lo sfruttamento capitalista, così come la lotta di molti paesi e popoli per la loro liberazione e indipendenza.. I paesi si ribellano contro la dipendenza e il neocolonialismo. In particolare il Movimento Mondiale delle Donne è vivo e sta combattendo per le sue rivendicazioni più importanti ed è in marcia nella maggior parte dei paesi, unito ai movimenti degli operai, popolari e di liberazione..
 
Il Movimento Mondiale delle Donne, attraverso la sua esperienza, ha dimostrato che l’orientamento basato esclusivamente sulla lotta tra i generi, che la sua subordinazione e integrazione agli apparati statali e all’operato delle ONG - che sono finanziate dai partiti politici reazionari delle potenze imperialiste, da fondazioni e chiese e altre organizzazioni internazionali promosse dai centri di potere – non hanno risolto i nostri problemi. Anzi, hanno contribuito a frammentare e disorientare il Movimento delle Donne. Sta crescendo la coscienza del fatto che l’uguaglianza delle donne non è possibile solo attraverso l’uguaglianza formale giuridica. Cresce la consapevolezza che è necessario uno scambio internazionale delle esperienze, una cooperazione, azioni di solidarietà e lottare per la liberazione della donna in un mondo completamene liberato dallo sfruttamento e dall’oppressione.
 
In tutto il mondo crescono le condizioni per l’emancipazione delle donne e dell’umanità intera, per soddisfare completamente le necessità materiali e spirituali di uomini e donne, per una convivenza che garantisce lavoro, salute, educazione e benessere per tutti e tutte, visto che le grandi ricchezze create con il lavoro e lo sforzo di milioni di lavoratori, oggi servono solo per soddisfare l’insaziabile ansia di profitto dei capitalisti.
 
Per questo diciamo CHE I TEMPI SONO MATURI PER AVANZARE E RIPRENDERE IL CAMMINO DELLA LOTTA PER LA VERA EMANCIAPZIONE DELLE DONNE; è il momento di unire le nostre voci e ribellioni, di prenderci per mano per unirci nella prospettiva di costruire una nuova società senza sfruttatori e sfruttatrici ne sfruttati/e, dove gli uomini e le donne di tutti i continenti godano del frutto del loro lavoro, nel pieno rispetto delle diverse culture, di ogni popolo, che con la sua storia, è parte di un mondo che merita un futuro felice!
 
Chiamiamo tutte le donne del mondo che vivono e lottano con la speranza di un mondo migliore a partecipare alla CONFERENZA MONDIALE DELLE DONNE DELLA BASE CHE SI REALIZZERA’ IN VENEZUELA NEL 2011.
 
Nel 2011 arriveremo da ogni angolo del pianeta per fare nostra l’eredità rivoluzionaria di quelle donne che, con a capo Clara Zetkin, lottarono per istituire il GIORNO INTERNAZIONALE DELLA DONNA nel 1910 e la sua prima celebrazione nel 1911. Questi eventi aprirono il cammino alle grandi conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici e delle donne di tutto il  mondo, conquiste raggiunte con memorabili giornate di lotta e con il sacrificio di molte vite che si trasformarono in semi per una vita di libertà e uguaglianza per tutte le donne.
 
Noi, donne di base di tutti i continenti, proletarie, lavoratrici, contadine, migranti, disoccupate, intellettuali, artiste e scienziate, che facciamo parte del popolo e della cultura oppressa, giovani, che vogliamo essere parte di questa grande onda di cambiamenti profondi che si sta sviluppando nel mondo per la costruzione di un futuro di autentica uguaglianza e libertà, ci incontreremo in Venezuela, in questa terra generosa di uomini e donne combattenti, che oggi è diventata un simbolo e un esempio di lotta contro l’imperialismo, di difesa della dignità dei popoli oppressi e di integrazione dei popoli in un progetto di emancipazione sociale e politica.
 
Donne del mondo!
Uniamo le nostre volontà per dare un impulso al movimento mondiale combattivo delle donne!
La liberazione dell’umanità non sarà possibile senza la nostra azione!
Avanziamo tutte per la liberazione delle donne in una società senza sfruttamento e oppressione!
Mobilitiamoci per partecipare alla Conferenza Mondiale delle Donne di base nel 2011 in Venezuela!
 
Caracas, 8 marzo 2008
 
Il comitato promotore: 
Movimento delle Donne “Ana Soto” del Venezuela 
CONFEMEC – Confederazione delle Donne Ecuadoriane per il cambiamento, Equador
Consiglio Politico delle Donne/ Consiglio Combattivo delle Donne, Germania
 
 
 
 
Comitato delle promotrici - Caracas, 8 marzo 2008
Principi per la preparazione e la realizzazione di una Conferenza Mondiale delle Donne (CMD) nel 2011 in Venezuela
 
L’esperienza del Movimento Mondiale delle Donne durante l’ultimo secolo, rafforza la convinzione che la lotta di noi donne per la nostra liberazione deve essere diretta da noi stesse. Questo implica la necessità di forme di organizzazioni specifiche delle donne che leghino la loro lotta alle organizzazioni sociali, sindacali e politiche.
 
Le promotrici del Venezuela (Movimento delle Donne “Ana Soto”), dell’Equador (Confederazione delle Donne Ecuadoriane per il cambiamento - CONFEMEC) e della Germania (Consiglio Politico delle Donne) hanno ricevuto il sostegno, per il progetto della Conferenza Mondiale delle Donne da parte di organizzazioni e realtà di donne di 20 paesi di quattro continenti. Le promotrici hanno proposto l’idea di una Conferenza Mondiale delle Donne nel 2011 in Venezuela al governo, alle organizzazioni e istituzioni dello Stato venezuelano - anche per ragioni di solidarietà con il popolo del Venezuela. Il Comitato delle Promotrici è davvero soddisfatto per l’appoggio e l’entusiasmo espresso in una lunga intervista della S.ra Maria León, attuale Presidentessa dell’Istituto Nazionale delle Donne che oggi si trova di fronte al Ministero della Donna del Venezuela. Lo stesso appoggio è stato accolto con gioia dalla Commissione permanente della Donna, Famiglia
 e Gioventù dell’Assemblea Nazionale, da numerose attiviste, da varie organizzazioni di donne e anche da alcuni mezzi di comunicazione del Venezuela. Le molteplici offerte di cooperazione e l’appoggio per la preparazione e realizzazione della Conferenza Mondiale delle Donne della base nel 2011 dimostrano la possibilità di un grande sostegno politico e logistico, ad esempio per la sicurezza delle partecipanti alla Conferenza, rispettando  allo stesso tempo il carattere indipendente e autonomo del Comitato Internazionale per la preparazione della Conferenza. Tutto ciò sta a significare che è giunto il momento in cui noi, donne del mondo, dobbiamo prendere il futuro nelle nostre mani e fare affidamento sulle nostre stesse forze.
 
Per sua natura il Movimento Mondiale delle Donne presenta una grande quantità e varietà nella sua composizione sociale, nelle sue forme di organizzazione e nelle sue correnti politiche. Per questo motivo, la Conferenza Mondiale delle Donne deve essere molto rispettosa nella sua forma di organizzazione e nei metodi di lavoro, poiché deve coinvolgere le donne di tutti i paesi e di tutte le correnti democratiche, progressiste, che cercano l’uguaglianza e l’emancipazione delle donne, e rendere effettiva la loro partecipazione. È molto grande la capacità e la creatività delle donne per formare alleanze e per questo è necessario sfruttare questa potenzialità, per garantire il gran successo della Conferenza. Allo stesso tempo, il Movimento delle Donne ha una storia e caratteristiche differenti in ogni paese che quindi vanno rispettati e che devono dare il loro contributo.
In funzione di questi elementi, i Principi che regoleranno la Conferenza Mondiale delle Donne della base, sono i seguenti:
1. La Conferenza sarà preparata attraverso un processo internazionale di discussione e di organizzazione e saranno preparati e realizzati da diversi organizzatori e partecipanti in piena uguaglianza, parità, senza alcuna discriminazione e dipendenza dai partiti.
 
2. La  Conferenza farà proprie le risoluzioni secondo il principio dell’unanimità e le pubblicherà sempre secondo questo principio. Ciò significa che le rispettive assemblee adotteranno le risoluzioni sintetizzando le posizioni essenziali e si evidenzieranno le posizioni che non coincidono, così come le proposte per attività congiunte. In questo modo si eviteranno confronti e votazioni tra posizioni che possono generare divisioni nella Conferenza.
 
3. La Conferenza basa il suo sviluppo su due pilastri[1] o due parti fondamentali:
- in primo luogo, l’Assemblea Generale in cui saranno rappresentate le donne dei rispettivi paesi, come anche donne esiliate, migranti, secondo una determinata quota (stabilita con un criterio democratico, come per esempio in numero proporzionale agli abitanti del paese).
Il Movimento delle Donne in ogni paese deve trovare le sue forme per nominare i suoi rappresentanti, secondo le caratteristiche particolari del Movimento, i meccanismi di consenso, le esperienze e tradizioni e altre proprie forme di relazione. Il metodo dell’Assemblea Generale garantirà alle donne di tutti i paesi la loro partecipazione con uguaglianza di diritti e opportunità nella discussione e nelle diverse attività programmate. L’Assemblea Generale discute i temi centrali sulla situazione e sulle lotte delle donne su scala mondiale e sintetizza i suoi risultati secondo il principio dell’unanimità e li pubblica.
- in secondo luogo, la partecipazione di massa e aperta a persone singole, realtà e organizzazioni, che - nei limiti di tempo e spazio - possono preparare e realizzare vari atti, lavori e attività culturali o parteciparvi, sempre e quando si rispettino i termini della Convocazione e dei Principi della Conferenza.
 
4. La conferenza è aperta a tutte le donne con particolare riguardo per le giovani. Sono esclusi i fascisti[2] così come i rappresentanti di organizzazioni che sono conosciuti per i loro comportamenti e le loro proposte aggressivamente ostili contro le donne. 
 
5. Ogni donna e organizzazione deve mettere in pratica i maggiori e migliori sforzi per mobilitare i propri contatti e amicizie internazionali per convocarli alla Conferenza e per assumere insieme la responsabilità di lavorare per la riuscita della stessa.
 
6. La conferenza si finanzia autonomamente attraverso diverse iniziative e attività e accetta volentieri donazioni, che sono date senza alcun tipo di condizioni e riserve. La Conferenza organizza, sotto la sua responsabilità, un servizio d’ordine che garantirà la sicurezza delle presenti e degli eventi.
 
7. La Conferenza si realizzerà secondo una cultura di dibattito democratico che permetterà il raggiungimento della causa e degli obiettivi che sono comuni a tutto il Movimento delle Donne.
 
8. Ogni delegazione nazionale per principio finanzia il proprio lavoro, i viaggi, l’alloggio e la traduzione. Il Comitato Internazionale di preparazione della Conferenza lavora per creare un fondo economico che sarà utilizzato per contributi solidali a delegazioni dei paesi più poveri, e anche incoraggerà affinché vengano fatte sovvenzioni internazionali di solidarietà.  
 
9. Gli uomini sono invitati a partecipare, a patto che sostengano i diritti e la liberazione delle donne, non dominino e partecipino attivamente sostenendo l'organizzazione della Conferenza.     
 
10.. Alla fine la Conferenza si consulterà con le partecipanti per proporre la realizzazione di una prossima Conferenza Mondiale delle Donne e se la risoluzione è affermativa si definirà un nuovo Comitato di Preparazione.

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[1]il punto 3 dei principi ha avuto l’approvazione solo delle promotrici di Venezuela, Ecuador e Germania
[2]c’è stata la proposta in questo punto, però senza il consenso, di escludere esplicitamente dalla partecipazione anche i fondamentalisti religiosi


      
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