[Bsf] I: Uniti contro le aggressioni dei padroni e per affermare senza se e senza ma gli interessi dei lavoratori!
Cristian Bodei
cristianbodei a yahoo.it
Mer 20 Maggio 2009 22:11:38 CEST
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
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Direzione Nazionale
Comunicato DN del 18.05.2009
Uniti contro le aggressioni dei padroni e per affermare senza se e senza ma gli interessi dei lavoratori!
Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni dello Slai Cobas oggetto di una vergognosa e strumentale campagna di criminalizzazione condotta a mezzo stampa. Questa campagna ha diversi obiettivi.
Inprimo luogo far passare in secondo piano la mobilitazione unitaria degli operai degli stabilimenti FIAT che al di là delle sigle sindacali di appartenenza sono scesi in piazza a Torino mettendo in chiaro che non è più tempo di chiacchiere, promesse e rassicurazioni: nessuno stabilimento FIAT deve essere chiuso e nessun lavoratore licenziato!
Insecondo luogo riportare la CGIL a più miti consigli frenando e ostacolando il percorso di convergenza e lotta comune tra la sinistra interna ai sindacati di regime e i sindacati di base iniziato con lo sciopero unitario del 12 dicembre: è questo che ha impedito ad Epifani e alla destra della CGIL di seguire Angeletti e Bonanni sulla strada della subordinazione alla banda Berlusconi e della resa senza condizioni degli interessi dei lavoratori alle esigenze dei padroni. E’ questo che ha fatto sì che la CGIL non firmasse l’Accordo del 22 gennaio, rompesse con gli altri sindacati di regime e fosse costretta a partecipare e promuovere la mobilitazione popolare contro gli effetti della crisi.
Interzo luogo dissuadere i lavoratori dalla lotta intransigente per non pagare la crisi dei padroni e spingerli ad affidare la vita e il futuro loro e delle loro famiglie alle imprese internazionali di Marchionne, facendo terra bruciata intorno alle organizzazioni sindacali che alzano la bandiera della lotta contro la linea della concertazione e della compatibilità seguita dai sindacati di regime.
In quarto luogo stendere un velo di silenzio su quanto il delegato dello Slai Cobas voleva denunciare dal palco della manifestazione, cioè la deportazione di 316 operai di Pomigliano nello stabilimento confino di Nola secondo l’ormai nota prassi inaugurata negli anni ’50 da Valletta contro gli operai più attivi e combattivi.
E’ evidente che questa campagna di criminalizzazione torna utile a quanti, dalla Marcegaglia a Sacconi, da Marchionne a Scajola, sono impegnati in prima fila per far pagare la crisi ai lavoratori e alle masse tutte, per dividere i lavoratori e indebolire la loro lotta e organizzazione, per seminare tra i lavoratori l’idea che potranno risolvere i loro problemi collaborando con i padroni nostrani a scapito dei lavoratori di altri paesi!
Far saltare il piano di ristrutturazione e licenziamenti orchestrato da Marchionne, acclamato dalla banda Berlusconi, benedetto dal Vaticano, applaudito dall’“opposizione” compiacente del PD, sostenuto dagli Angeletti e dai Bonanno! Impedire che gli stabilimenti FIAT, come anche le altre aziende che rischiano la chiusura, la ristrutturazione o la delocalizzazione, vengano chiusi e che i lavoratori vengano licenziati. Questa è la volontà e l’aspirazione degli operai FIAT scesi in piazza a Torino! Questo è quello che la sinistra interna ai sindacati di regime e i sindacati di base sono chiamati a mettere al centro respingendo al mittente le provocazioni di bassa lega, superando i settarismi, facendo fronte ai compiti che la situazione straordinaria pone, raccogliendo la spinta dei lavoratori all’unità d’azione per fare fronte in modo più efficace alla crisi e lottare con più forza contro i padroni e il governo Berlusconi!
Chi ha a cuore questi obiettivi, chi è determinato a raggiungerli non può contare sui tavoli di confronto con Marchionne o la banda Berlusconi per ottenere da loro promesse, impegni e garanzie che questa gentaglia non avrà nessuno scrupolo a rimangiarsi quando farà loro comodo! I Marchionne e i Berlusconi non ci porteranno fuori dalla crisi, non possono né vogliono neanche fare quello che serve per evitare almeno gli effetti peggiori della crisi!
Solo un governo d’emergenza formato e sostenuto dalle organizzazioni operaie e popolari che hanno a cuore la difesa e gli interessi dei lavoratori FIAT come anche degli altri lavoratori e delle masse tutte, un governo di Blocco Popolare, può attuare le misure necessarie a far fronte da subito alla crisi, può sbarrare la strada alla reazione, alla guerra tra poveri, al razzismo, allo squadrismo fascista che essa porta con sé.
Un governo così mostrerà concretamente, anche a chi oggi non ne è ancora convinto, che per uscire definitivamente dal pantano della crisi dei padroni e del capitalismo dobbiamo togliere il manico del coltello dalle mani dei Marchionne, dei Berlusconi, di tutti quelli della loro specie, dei loro complici e alleati e prendere nelle nostre mani la direzione del nostro paese, dobbiamo creare una società in cui l’attività economica non è più finalizzata al profitto di pochi ma organizzata e gestita in modo da produrre beni e servizi necessari al benessere della masse popolari, una società socialista! Un governo così rafforzerà il movimento comunista e farà avanzare la lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista fino alla vittoria!
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