From luigino.beltrami1 a tin.it Tue Jun 1 01:45:17 2010
From: luigino.beltrami1 a tin.it (Luigino Beltrami)
Date: Mon, 31 May 2010 16:45:17 -0700
Subject: [Bsf] =?utf-8?q?Gran_Bretagna_e_Germania=3A_=E2=80=9CIn_Afghanist?=
=?utf-8?q?an_combattiamo_per_i_nostri_interessi=E2=80=9D?=
Message-ID: <4C044A0D.3050002@tin.it>
Gran Bretagna e Germania: ?In Afghanistan combattiamo per i nostri
interessi?
Il nuovo ministro britannico della Difesa, *Liam Fox*, in un?intervista
rilasciata al Times, Fox ha definito l?Afghanistan *un ?paese
medievale*?*,* precisando che ?non siamo in Afghanistan per educare un
paese rimasto al tredicesimo secolo . Siamo lì perché il popolo
britannico e i suoi interessi nel mondo non siano minacciati/?. /(1)
Quasi contestualmente il presidente tedesco, Horst Köhler, ha affermato
che le missioni di pace in Afghanistan e in altri Paesi servono anche a
difendere interessi economici. In un?intervista alla radio
/Deutschlandfunk / al rientro da una visita
in Afghanistan, Koehler ha affermato che ?un grande Paese orientato
all?export come la Germania deve sapere che *può essere necessario anche
un intervento militare* per difendere i propri interessi?.(2)
In particolare, ha aggiunto, questi interessi riguardano ?le libere vie
di comunicazione commerciale, ma anche il contrasto all?instabilità
regionale che sicuramente si ripercuoterebbero negativamente sulle
nostre possibilità *in termini di commercio, posti di lavoro e salari.*
*Le ultime parole del presidente tedesco Köhler appaiono molto vicine al
retropensiero della sedicente sinistra radicale che ha votato, e di
fatto ancora appoggia, per le guerre imperialiste italiane: _
alla la lotta di classe non crediamo più da un pezzo, meglio sostenere
guerre sanguinarie e di aggressione così qualche briciola dei bottini
arriverà pure ai lavoratori_ .*
*Ciao*
*Luigino*
*P.S: bene oggi il presidio contro l?ennesimo eccidio di Israele, a
quando un presidio contro le guerre assassine dell?Italia? (in
Afghanistan l'anno scorso 2500 civili massacrati e fra essi una media
di tre bambini al giorno)*
* *
* *
(1)/ ?We are not in Afghanistan for the sake of the education policy in
a broken 13th-century country. We are there //so the people of Britain
and our global interests are not threatened.?
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/politics/article7133539.ece/**
(2) /he seemed to justify his country's military missions abroad with
the need to protect economic interests. "A country of our size, with its
focus on exports and thus reliance on foreign trade, must be aware that
... military deployments are necessary in an emergency to protect our
interests -- for example when it comes to trade routes, for example when
it comes to preventing regional instabilities that could negatively
influence our trade, jobs and incomes," Köhler said.
http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,697302,00.html// /
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URL:
From frazamp a gmail.com Tue Jun 1 23:58:11 2010
From: frazamp a gmail.com (Francesco Zambelli)
Date: Tue, 1 Jun 2010 23:58:11 +0200
Subject: [Bsf] "Capitalism: A love story" di M Moore sabato al CS MAG47
Message-ID:
Sabato 5 giugno serata dedicata al tema del diritto alla casa, anche
negli Stati Uniti.
Alle ore 22 proiezione del film capolavoro di Michael Moore
"Capitalismo: una storia d'amore".
Il film parla della crisi finanziaria e del famoso sogno americano che
va in frantumi: a pagarne il prezzo più alto sono le famiglie, che
perdono il lavoro, le case e i risparmi. Ma alcune di loro si
organizzano e resistono anche agli espropri delle banche. e si sa, le
case americane sono piene di fucili...
dopo il film, dj set con "Nessuno sfratta DJ Balbo": reggae e hiphop
dal dj di Radio onda d'urto.
Per chi vuole dare una mano, appuntamento alle 15 con "PIC e PALA":
sistemiamo insieme gli spazi esterni del centro sociale e prepariamo
il portico esterno per la serata di musica.
From fernando.sca a virgilio.it Wed Jun 2 17:52:51 2010
From: fernando.sca a virgilio.it (F. Scarlata)
Date: Wed, 2 Jun 2010 17:52:51 +0200
Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=22Le_arance_di_Rosarno=22_al_Caff=E9_Letter?=
=?iso-8859-1?q?ario?=
Message-ID: <000d01cb026b$b080fa30$9a90fea9@piv>
Sabato 5 giugno 2010 alle ore 20 al Caffè Letterario "Un mondo di carta"
Vicolo Beccaria, 10 Brescia
Le arance di Rosarno
A quattro mesi di distanza dalla rivolta degli africani di Rosarno (RC) torniamo a parlare di quella vicenda con esponenti dell'Arci del comune calabrese, in viaggio per l'Italia per vendere le arance di Rosarno.
La vendita delle arance serve per finanziare un progetto che consiste nel creare, attraverso i circoli Arci, una "rete" di distribuzione delle loro arance e mandarini a prezzi più bassi rispetto a quelli con cui oggi arrivano sulle tavole dei cittadini italiani. Se riusciranno a realizzare questo progetto, potranno costituire una cooperativa di lavoro che potrà assumere lavoratori migranti.
Le arance sono prodotte ancora come 50 anni fa, quando (prima della globalizzazione) gli agrumi calabresi erano conosciuti e graditi in tutta Europa. Oggi la situazione è diversa. Intere piantagioni (migliaia di quintali) vengono lasciate marcire sulle piante in quanto non c'è mercato e questa profonda crisi è anche alla base delle rivolte dei braccianti stranieri che oggi non trovano lavoro, sono sottopagati e, insieme ai braccianti e agricoltori di Rosarno, sono vittime di uno stesso sistema che fa arricchire pochi commercianti senza scrupoli a discapito di tutti gli altri.
Le arance sono vendute direttamente al consumatore, saltando l'intera filiera. Con un aiuto riusciranno così a dare una mano ai tanti soci produttori ed a far arrivare sulle nostre tavole prodotti di eccellenza a prezzi più bassi, sapendo che così si eviterà anche l'infiltrazione di forze oscure che opprimono il territorio calabrese facendola da padrone ed affamando agricoltori e braccianti rosarnesi e migranti.
Interverranno:
Antonio Bottiglieri, segretario del Circolo Arci "G. Valarioti" di Rosarno
Demetrio Cacciamo, del Circolo Arci "G. Valarioti" di Rosarno
Modera:
Fernando Scarlata, coordinatore del Comitato Antimafia di Brescia "Peppino Impastato"
Nel corso della serata è possibile acquistare le arance di Rosarno e degustare spremute e coktail a base di arance rosarnesi
Organizzano:
Caffè Letterario, Un mondo di carta e il Comitato Antimafia di Brescia "Peppino Impastato"
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From cristianbodei a yahoo.it Wed Jun 2 22:34:27 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Wed, 2 Jun 2010 13:34:27 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] I: I: COMUNICATO STAMPA su attacco israeliano convoglio
umanitario
In-Reply-To: <2A52B573-D5D6-4F05-8BFD-7815C354587B@virgilio.it>
References: <998225.14972.qm@web28107.mail.ukl.yahoo.com>
<2A52B573-D5D6-4F05-8BFD-7815C354587B@virgilio.it>
Message-ID: <983449.21853.qm@web28104.mail.ukl.yahoo.com>
C'è chi capisce quel che ha voglia di capire! Hitler e Mussolini non erano criminali come tanti altri. Non lo sono neppure i sionisti che basano la loro idea di nazione ebraica sull'annientamento del popolo palestinese.
Cristian
________________________________
Da: paolo vitale
A: brescia social forum
Inviato: Lun 31 maggio 2010, 23:32:44
Oggetto: Re: [Bsf] I: I: COMUNICATO STAMPA su attacco israeliano convoglio umanitario
Non so chi siano di preciso questi carc. Lego che si coglie l'occasione per fare il solito giochetto e sostenere che tutto sommato Hitler e Mussolini erano criminali come tanti altri. in fondo cosa hanno fatto di così particolare, se ogni volta che un governo commette crimini evidenti lo si mette sullo stesso piano dei nazisti? Non vedo nessuna differenza tra questi ragionamenti e quelli di forza nuova o dei negazionisti di vario colore.
Non è questa la solidarietà che è necessaria al popolo palestinese e ai pacifisti contro la violenza barbara con cui sono stati attaccati.
Nè capisco perché mai dovremmo essere vicini a Hamas o a chi massacra i la gente nelle piazze dell'iran per essere contro la violenza dell'esercito israeliano.
paolo
Il giorno 31/mag/2010, alle ore 19.07, Cristian Bodei ha scritto:
>
>
>
>
>
> ________________________________
>
> Da:CARC CN [mailto:resistenza a carc.it]
> Inviato: lunedì 31 maggio 2010 15.46
> A: ' CARC CN '
> Oggetto: COMUNICATO STAMPA su attacco israeliano convoglio umanitario
>
> COMUNICATO STAMPA
>
> Ha ragione Ahmadi Nejad: non è possibile nessuna coesistenza con lo Stato sionista, razzista e teocratico d?Israele!
> Il Vaticano e il governo italiano, se le loro condanne contro l?attacco israeliano non sono solo uno strumento per ingannare l?opinione pubblica e mettersi al riparo dallo sdegno popolare, devono dare seguito concreto alle loro prese di posizione: rompere immediatamente le relazioni diplomatiche con questo Stato canaglia, !
>
> L?assalto della marina militare israeliana contro il convoglio Freedom Flotilla, l?uccisione di almeno 16 passeggeri e il ferimento di altri 30 è un?operazione degna dei peggiori crimini nazisti e fascisti!
> I sionisti che dirigono lo Stato di Israele sono gli eredi dei nazisti e dei fascisti: da quasi quattro anni tengono sotto assedio la Striscia di Gaza come fecero le truppe naziste a Stalingrado e l?hanno trasformata in un enorme campo di concentramento come quelli di Auschwitz e Mauthausen. La strage odierna, l?operazione ?Piombo fuso? con cui nel 2009 hanno messo a ferro e fuoco Gaza, bombardato con armi al fosforo e all?uranio scuole e ospedali e sterminato migliaia di civili, le incursioni militari, gli omicidi extragiudiziali contro i dirigenti di Hamas e di tutte le organizzazioni della resistenza palestinese che compiono in Palestina, in Libano e nel resto del mondo non sono da meno per brutalità e barbarie alle stragi compiute dai nazisti a Marzabotto e alle Fosse Ardeatine. Come i nazisti che per ogni soldato tedesco ucciso giustiziavano dieci civili per mettere la popolazione contro i partigiani, così i sionisti a Gaza affamano,
> tengono imprigionati e bombardano più di un milione di palestinesi per cercare di spezzare la loro eroica resistenza e l?appoggio popolare al legittimo governo di Hamas, che dirige la lotta contro la colonizzazione e l?aggressione senza sottostare ai disegni e alle regole degli imperialisti USA e sionisti.
>
> Non è possibile nessuna coesistenza con lo Stato sionista, razzista e teocratico d?Israele: solo una Palestina libera e democratica, senza discriminazioni razziali, nazionali e religiose porrà fine alla colonizzazione e all?aggressione nel Medio Oriente e soddisferà le giuste aspirazioni di tutti i suoi abitanti!
> Solidarietà con i compagni e i familiari degli attivisti della Freedom Flotilla uccisi e feriti dai sionisti!
> Solidarietà con Hamas e tutte le altre forze che lottano contro la colonizzazione e l?aggressione sionista! Sosteniamo l?eroica resistenza del popolo palestinese!
> Solidarietà con gli ebrei progressisti che anche in Palestina lottano contro il sionismo e il governo israeliano! I sionisti stanno agli ebrei come i fascisti stavano agli italiani e i nazisti ai tedeschi! La lotta contro il sionismo è l?unica reale forma di lotta contro l?antisemitismo!
> Lo sviluppo della solidarietà internazionale e la lotta contro i reazionari che appoggiano lo Stato sionista sono la strada che possiamo e dobbiamo percorrere. Il miglior aiuto che possiamo dare al popolo palestinese è cacciare via il governo Berlusconi complice dei sionisti e dei loro crimini!
>
> Milano 31 maggio 2010
> Direzione Nazionale del P. dei CARC
>
>
>
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> URL:
> _______________________________________________
> Bsf mailing list
> https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf
_______________________________________________
Bsf mailing list
https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/bsf
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URL:
From cristianbodei a yahoo.it Wed Jun 2 22:36:05 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Wed, 2 Jun 2010 13:36:05 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] =?utf-8?q?I=3A_Newsletter_del_1=C2=B0_giugno_2010_del_Setto?=
=?utf-8?q?re_Relazioni_Internazionali?=
Message-ID: <804336.12661.qm@web28108.mail.ukl.yahoo.com>
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza a carc.it ? sito: www.carc.it
Direzione Nazionale / Settore delle Relazioni Internazionali
Tel. +39 0226306454 - e-mail: carc.ri a libero.it
Newsletter del 1° giugno 2010 del Settore Relazioni Internazionali
Riceviamo e inoltriamo:
- il comunicato del Network Antimperialista del Social Forum Europeo che si terra ad Istanbul (1-4 luglio 2010)
- la comunicazione del Comitato contro la Guerra contro il Popolo dell?India riguardo all?incidente ferroviario del 28 maggio nel Bengala Occidentale
Inoltre, sempre in allegato, trovate il comunicato sul rientro al governo dei Maoisti nepalesi.
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Nome: Dichiarazioni del Network Antimperialista del SFE riunito a Istanbul il 22 maggio.pdf
Tipo: application/pdf
Dimensione: 13434 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:
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Nome: 100531 SRI - Smentita sul disastro ferroviario del 28 maggio nel Bengala Occidentale.pdf
Tipo: application/pdf
Dimensione: 97260 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:
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Nome: 100529 SRI - I Maoisti rientrano al governo in Nepal.pdf
Tipo: application/pdf
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Descrizione: non disponibile
URL:
From cristianbodei a yahoo.it Thu Jun 3 22:17:43 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Thu, 3 Jun 2010 20:17:43 +0000 (GMT)
Subject: [Bsf] I: Adesione manifestazioni 05 giugno promosse da
Confederazione Cobas, USB e SLAI Cobas
Message-ID: <652936.7733.qm@web28101.mail.ukl.yahoo.com>
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza a carc.it ? sito: www.carc.it
Direzione Nazionale
Milano, 03 giugno 2010
Il Partito dei CARC aderisce alle mobilitazioni del 5 giugno per non pagare la crisi dei padroni e contro la finanziaria della banda Berlusconi e partecipa alle manifestazioni promosse da Confederazione Cobas, USB e SLAI Cobas.
* Roma, piazza Santi Apostoli - ore 15
* Milano, Largo Cairoli - ore 15
Gli interventi ?anticrisi? attuati dai governi e dalle autorità borghesi in questi due anni sono stati solo palliativi, misure temporanee, rimedi inutili o precari! Hanno saccheggiato le masse popolari, non hanno posto fine alla crisi, anzi, hanno aggravato la situazione.
Con la manovra correttiva da 24 miliardi di euro il governo Berlusconi spolpa le masse popolari (pensioni da lavoro e da invalidità, salari dei dipendenti pubblici, distruzione ?indiretta? - salassando regioni, provincie e comuni - dei servizi pubblici e sociali), concede nuovi condoni (questa volta ai costruttori abusivi), esenta la pubblica amministrazione, comprese le scuole, dal rispetto delle leggi sulla sicurezza del lavoro, grazia i grandi speculatori e i ricchi? in nome dell?equità, del ?non possiamo continuare a vivere al di sopra delle nostre possibilità?, dell? ?eliminiamo privilegi e sprechi?.
Occorre ridurre la spesa pubblica?
* Basta smettere di dare soldi al Vaticano e alla Chiesa cattolica: che si reggano sulle offerte dei fedeli!
* Basta tagliare i compensi d?oro agli alti funzionari e dirigenti pubblici: che provino anche lorsignori a vivere con il salario di un dipendente pubblico!
* Basta mettere fine alle missioni di guerra, eliminare le spese per le basi militari, per gli armamenti, sospendere le grandi opere di regime, bloccare gli appalti milionari agli amici degli amici e le mazzette!
Anche solo così ne salterebbero fuori non 24 di miliardi, ma dieci volte tanto!
E? impossibile che la banda Berlusconi, il governo del Vaticano e delle organizzazioni criminali, faccia cose del genere! E? per questo che dobbiamo cacciarlo via!
Per questo occorre che le organizzazioni operaie e popolari instaurino un loro governo di emergenza!
Le prossime settimane e i prossimi mesi sono decisivi.
Con la mobilitazione e la lotta i lavoratori del pubblico impiego, quelli del privato, i giovani, i pensionati, le donne, devono respingere la finanziaria di Tremonti! Se la manovra non sarà respinta, aprirà ancora di più la strada alla mobilitazione reazionaria: per fare fronte alle condizioni si precarietà e miseria si svilupperà la guerra fra poveri più di quanto non sia sviluppata oggi (razzismo, lavoratori contro disoccupati, statali contro privati, nord contro sud, ecc.) e alimenterà la guerra fra stati (cioè gli interessi degli specifici gruppi imperialisti nazionali non potranno più essere garantiti dai patti e dalla manovre congiunte, lo scontro fra capitali sarà risolto a cannonate, anziché tramite i ricatti e le estorsioni).
La lotta per respingere la finanziaria non è solo e non è principalmente lotta per rivendicazioni economiche: a questa lotta sono legate le sorti anche dell?assetto politico e sociale, non solo economico, del paese.Nelle prossime settimane i passi avanti compiuti dalle organizzazioni operaie e popolari, in termini di sviluppo dell?unità, del coordinamento e capacità di mobilitazione si dimostreranno tanto più efficaci, quanto più saranno stati utili a creare un fronte comune di lotta che respinga la manovra finanziaria, renda ingovernabile il paese alle autorità dei padroni, degli speculatori, del Vaticano e dei ricchi e dia al movimento di resistenza alla crisi uno sbocco ben definito: la costruzione di un governo d?emergenza per far fronte alla crisi. La sinistra sindacale (FIOM, Funzione Pubblica CGIL) e i sindacati di base (processo di unificazione nell?USB, Confederazione Cobas e SLAI Cobas) sono quelli che, più di tutti e per primi,
sono chiamati a costruirlo insieme alle organizzazioni democratiche, progressiste, antirazziste, ai coordinamento di immigrati, di studenti, alla ?società civile? e a tutti gli organismi che promuoveranno e dirigeranno le mobilitazioni per respingere al finanziaria. Vuol dire assumere un ruolo superiore rispetto a quello che hanno oggi e che hanno avuto fino ad oggi.
Non è più tempo di quelli che gridano al disastro del capitalismo senza saper o voler indicare una via di uscita dalla crisi realistica, praticabile e costruttiva.
Cosa fare nel nostro paese per far fronte rapidamente almeno alle conseguenze più gravi della crisi?
Occorre costituire un governo d?emergenza, formato dalle personalità che già godono della fiducia dei lavoratori e delle masse popolari organizzate, da individui che sono decisi ad adottare i provvedimenti particolari che realizzino le seguenti sei misure:
1. assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa),
2. distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi,
3. assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato),
4. eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l?uomo o per l?ambiente, assegnando alle aziende altri compiti,
5. avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione,
6. stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi?
*************************************************************
LA CRISI VA PAGATA DA CHI L'HA PROVOCATA IMPEDIAMO LA FINANZIARIA ? MASSACRO
SABATO 5 GIUGNO MANIFESTAZIONI
NAZIONALE A ROMA e REGIONALE A MILANO
In questo biennio i lavoratori sono stati ulteriormente spremuti dal potere economico e politico:
a milioni di licenziati e cassaintegrati scadono gli ammortizzatori sociali;
dilaga un precariato senza speranze;
tagli impressionanti dei servizi sociali;
massacro nella scuola pubblica (41 mila posti di lavoro in meno per settembre) e l'espulsione in massa del precariato scolastico; incessante attacco al pubblico impiego, mentre cresce a dismisura l'evasione fiscale e il dilagare della corruzione; la pressione del fisco sui salari e sulle pensioni è diventata intollerabile.
In più, il governo vuole eliminare l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori e annuncia ulteriori attacchi al diritto di sciopero, continuando a negare rappresentanza e diritti, vuole cancellare definitivamente funzione e portata dello Statuto dei lavoratori.
Per impedire le riduzioni salariali, il blocco della contrattazione e congelamento dei contratti nazionali, l'elevamento dell'età pensionabile e la drastica riduzione delle pensioni, l'abolizione di ogni garanzia contro i licenziamenti, i massicci tagli di posti di lavoro nella scuola e in tutto il settore pubblico, l'unica via di salvezza è la crescita rapida della solidarietà e dell'unità nella lotta contro i poteri economici e politici europei.
In questa direzione il 5 giugno, a fianco della manifestazione nazionale a Roma, se ne svolgerà una in Lombardia, proposta a tutti coloro che si battono contro le catastrofiche ricette di ?uscita dalla crisi" del potere economico e politico.
Il popolo greco rappresenta oggi l'avanguardia europea della lotta contro un capitalismo che ha portato l'Europa e il mondo nella più catastrofica crisi economica del dopoguerra, per questo proponiamo che il 5 giugno diventi una giornata di mobilitazione europea.
Ai lavoratori italiani serve un sindacato di classe che oltre a portare al centro delle lotte i propri interessi economici, smascheri la politica di appoggio di CGIL-CISL-UIL-UGL a questo sistema, getti le basi solide, con le organizzazioni sindacali di base per contrapporsi, partendo con le lotte nei propri posti di lavoro, alla politica dei governi italiano ed europei e al loro progetto per far pagare la crisi ai lavoratori!
No alla finanziaria massacro !
No ai licenziamenti, all?attacco alla spesa sociale e ai lavoratori pubblici e privati !
Si alla tutela dei pensionati, dei precari, dei disoccupati !
Lottiamo per abolire le leggi Brunetta !
Cancellazione del Collegato Lavoro, dei tagli nella Scuola e nei servizi pubblici !
Tassiamo i grandi patrimoni e le operazioni !
Respingiamo l?attacco al diritto di sciopero, ai diritti sindacali e del lavoro, ai contratti, alle pensioni, ai beni comuni, per la regolarizzazione degli immigrati e il prolungamento dei permessi di soggiorno per disoccupazione!
A fianco dei lavoratori greci ed europei in lotta !
Confederazione COBAS - USB Unione Sindacale di Base - Slai Cobas
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Nome: 100603 DN - Adesione manifestazione 05 giugno USB-Cobas-Slai Cobas.doc
Tipo: application/msword
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Nome: Manifestazione 05 giugno.gif
Tipo: image/gif
Dimensione: 56857 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:
From cristianbodei a yahoo.it Sun Jun 6 18:28:09 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Sun, 6 Jun 2010 09:28:09 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] I: [AntifabassaBs] INIZIATIVE CONTRO IL RAZZISMO - MONTICHIARI
Message-ID: <175698.29300.qm@web28108.mail.ukl.yahoo.com>
----- Messaggio inoltrato -----
Da: Coordinamento Antifascista
A: ca a gnumerica.org; coordinamentoantifabassabs a gnumerica.org
Inviato: Sab 5 giugno 2010, 08:30:16
Oggetto: [AntifabassaBs] INIZIATIVE CONTRO IL RAZZISMO - MONTICHIARI
In allegato le iniziative contro il razzismo che si svolgeranno il 12 e il 19 giugno. partecipate e diffondete!!!
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Nome: MONTI.JPG
Tipo: image/jpeg
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Descrizione: non disponibile
URL:
-------------- parte successiva --------------
_______________________________________________
Coordinamentoantifabassabs mailing list
Coordinamentoantifabassabs a gnumerica.org
https://lists.circolab.net/mailman/listinfo/coordinamentoantifabassabs
From cristianbodei a yahoo.it Sun Jun 6 18:34:38 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Sun, 6 Jun 2010 16:34:38 +0000 (GMT)
Subject: [Bsf] I: Fwd: Festa Resistenza
In-Reply-To:
References:
Message-ID: <378608.12386.qm@web28105.mail.ukl.yahoo.com>
Con cortese richiesta di diffusione-pubblicazione
In allegato il programma della festa che si terrà a Brescia in via Nino Bixio
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Nome: resistenza_2010.pdf
Tipo: application/pdf
Dimensione: 118908 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:
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Nome: antifa_linke.pdf
Tipo: application/pdf
Dimensione: 150583 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:
From sinistracritica1 a yahoo.it Mon Jun 7 16:35:41 2010
From: sinistracritica1 a yahoo.it (Sinistra Critica Brescia)
Date: Mon, 7 Jun 2010 07:35:41 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] =?utf-8?q?Comunisti_Eretici=2E_Mercoled=C3=AC_9_giugno_ore_?=
=?utf-8?q?20=2E45?=
Message-ID: <836887.10108.qm@web26606.mail.ukl.yahoo.com>
luxemburg, trotski, bucharin, bordiga, serge,
lukacs, korsch, gramsci, benjamin, bloch, brecht, berneri, orwell, sorel,
reich, bataille?
COMUNISTI ERETICI E PENSATORI CRITICI
Mercoledì 9 giugno ore 20.45
in via Duranti, 6 (zona via Cremona)- Brescia
presentazione
di ?L?età del comunismo sovietico?
I°
volume di L?Altronovecento
? Comunismo eretico e pensiero critico ?
interverrà
PIER PAOLO POGGIO
curatore del progetto e direttore della Fondazione
Luigi Micheletti
L?Altronovecento è un progetto in 5 volumi concepito e
sviluppato dalla Fondazione Micheletti di Brescia e dall?Editoriale Jaca Book, coinvolgendo decine di
studiosi affinché si venisse a delineare un percorso di movimenti e singole
personalità protagonisti del comunismo critico ed eretico del Novecento in
Europa e nel mondo. Questo viaggio fra intellettuali,
autori e attivisti politici - personalità di assoluto valore, qualche volta di
grande fama, in altri casi sconosciute oggi al grande pubblico - raccoglie
esperienze e posizioni fra loro diversissime, ma accomunate da alcuni elementi
che ne definiscono l?atteggiamento due volte critico e la conseguente duplice
eresia. Essi furono anzitutto critici sia
del capitalismo liberal-democratico, sia del nazi-fascismo; ma furono anche
critici delle varie forme novecentesche di comunismo realizzato, pur muovendo
dall?adesione all?idea di comunismo e dal concetto di una sua qualche forma di
concreta attuabilità storico-politica. Figure ed esperienze che sono
quindi senz?altro eretiche per l?ideologia liberale, ma che sono state tali
anche per i regimi storici del comunismo novecentesco e non a caso molti di
questi protagonisti sono stati oggetto di attacchi anche furiosi da parte dei
portavoce ideologici di tali Stati e dai partiti comunisti che ad essi si
rifacevano. Con
quest?opera, di cui qui si presenta il primo volume, si intende quindi restituire
un immenso patrimonio di idee e di esperienze, un Novecento «altro» che è tempo
di svelare dopo decenni di oblio o di incomprensione.
organizza
SINISTRA CRITICA
BRESCIA
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From sauro a gnumerica.org Tue Jun 8 15:02:46 2010
From: sauro a gnumerica.org (sauro)
Date: Tue, 08 Jun 2010 15:02:46 +0200
Subject: [Bsf] Presentazione libro:Comunisti eretici e pensatori critici
Message-ID:
Presentazione libro:Comunisti eretici e pensatori critici
luxemburg,
trotski, bucharin, bordiga, serge, lukacs, korsch, gramsci, benjamin, bloch,
brecht, berneri, orwell, sorel, reich, bataille?
comunisti eretici e pensatori critici
Mercoledì 9 giugno ore 20.45
in via
Duranti, 6 (zona via Cremona)- Brescia
presentazione
di ?L?età del comunismo sovietico?
I° volume di L?Altronovecento
? Comunismo
eretico e pensiero critico ?
interverrà
Pier Paolo
Poggio
curatore del
progetto e direttore della Fondazione Luigi Micheletti
L?Altronovecento è un progetto in 5 volumi
concepito e sviluppato dalla Fondazione Micheletti di Brescia e
dall?Editoriale
Jaca Book, coinvolgendo
decine di studiosi affinché si venisse a delineare un percorso di movimenti e
singole personalità protagonisti del comunismo critico ed eretico del
Novecento
in Europa e nel mondo. Questo
viaggio fra intellettuali, autori e attivisti politici - personalità di
assoluto valore, qualche volta di grande fama, in altri casi sconosciute oggi
al grande pubblico - raccoglie esperienze e posizioni fra loro diversissime, ma
accomunate da alcuni elementi che ne definiscono l?atteggiamento due volte
critico
e la conseguente duplice eresia. Essi furono
anzitutto critici sia del capitalismo liberal-democratico, sia del
nazi-fascismo; ma furono anche critici delle varie forme novecentesche di
comunismo realizzato, pur muovendo dall?adesione all?idea di comunismo e
dal
concetto di una sua qualche forma di concreta attuabilità storico-politica.
Figure ed
esperienze che sono quindi senz?altro eretiche per l?ideologia liberale, ma
che
sono state tali anche per i regimi storici del comunismo novecentesco e non a
caso molti di questi protagonisti sono stati oggetto di attacchi anche furiosi
da parte dei portavoce ideologici di tali Stati e dai partiti comunisti che ad
essi si rifacevano. Con
quest?opera, di cui qui si presenta il primo volume, si intende quindi
restituire
un immenso patrimonio di idee e di esperienze, un Novecento «altro» che è
tempo
di svelare dopo decenni di oblio o di incomprensione.
organizza
Sinistra
Critica Brescia
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Nome: message_2.txt
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From rifondazionebrescia a gmail.com Tue Jun 8 19:19:42 2010
From: rifondazionebrescia a gmail.com (rifondazione brescia)
Date: Tue, 8 Jun 2010 19:19:42 +0200
Subject: [Bsf] Presentazione del libro di Paolo Ferrero
In-Reply-To:
References:
Message-ID:
*La libreria Rinascita e Rifondazione Comunista sono liete di invitarLa alla
presentazione del libro*
*Quel che il futuro dirà di noi*
*Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica*
*di*
*Paolo Ferrero*
*Venerdì 11 giugno 2010*
*ore 17.30*
*presso la sede della libreria in via Calzavellia, 26 Brescia*
*Introduce*
*Fiorenzo Bertocchi** ? Segretario Provinciale della Federazione di
Rifondazione Comunista di Brescia*
*a seguire*
*intervista ? dibattito con l'autore*
*conduce*
*Daniele Piacentini **? Giornalista*
*In allegato la locandina in formato pdf*
*Si ringrazia anticipatamente tutti coloro che saranno presenti
*
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Nome: locandina libro ferrero.pdf
Tipo: application/pdf
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From mariadom54 a yahoo.it Wed Jun 9 23:29:38 2010
From: mariadom54 a yahoo.it (Maria)
Date: Wed, 9 Jun 2010 14:29:38 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] Campagna referendaria l'acqua non si vende. Incontro Pubblico
: LENO 16 giugno 2010 ore 20.45
Message-ID: <743684.19973.qm@web28411.mail.ukl.yahoo.com>
MERCOLEDI' 16 GIUGNO ORE 20.45
AUDITORIUM della BIBLIOTECA
COMUNALE
LENO
Confronto
pubblico sul tema
L'ACQUA NON SI VENDE
(si scrive acqua, ma si legge democrazia)
Intervengono
FABRIZIO VALLI
Comitato
promotore della campagna referendaria
DAMIANO DI SIMINE
Presidente regionale Legambiente Lombardia
ALESSANDRO DOMENIGHINI
Sindaco del Comune di Malegno
PIETRO BISINELLA
Sindaco del Comune di Leno
Aderiscono e promuovono
l?iniziativa
Legambiente Circolo Fiume Mella - Acli Leno - SPI C.G.I.L. di Leno -
Commissione Missionaria Parrocchiale - Gruppo Giovani Oratorio - Pro Loco
Partito Democratico di Leno
(Durante la serata sarà
possibile sottoscrivere le proposte referendarie)
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Descrizione: non disponibile
URL:
From lalghisi a libero.it Thu Jun 10 13:09:20 2010
From: lalghisi a libero.it (lalghisi a libero.it)
Date: Thu, 10 Jun 2010 13:09:20 +0200 (CEST)
Subject: [Bsf] i vigili di montichiari aggrediscono una donna immigrata
Message-ID: <27743552.1847541276168160993.JavaMail.defaultUser@defaultHost>
Mi ha dato la mail Mattia per informarti della questione di Montichiari
Ogg: i vigili di montichiari aggrediscono una donna immigrata
.hmmessage P
{
margin:0px;
padding:0px
}
body.hmmessage
{
font-size: 10pt;
font-family:Verdana
}
->.hmmessage P
{
margin:0px;
padding:0px
}
body.hmmessage
{
font-size: 10pt;
font-family:Verdana
}
->
-->
Ieri Emilia si è recata in comune per chiedere delucidazioni sulla residenza del fratello, ma qui come sempre è stata trattata con poco rispetto. Le hanno detto che il vicesindaco non riceveva, nonostante abbia ricevuto tutte le persone prima di emilia. Emilia si è seduta, e ha aspettato, dicendo che il vicesindaco doveva riceverla visto che aveva ricevuto tutti. Ad un tratto sono intervenuti i solerti vigili di Montichiari che in un delirio di onnipotenza hanno deciso che emilia andava portata in centrale. Uscita dal comune emilia si è rifiutata di salire sulla gazzella se prima non le dicevano di cosa era accusata. Nel tentativo di caricarla in macchina un vigile l'ha scaraventata a terra e ammanettata, torcendole un braccio. Emilia è stata trattenuta ore nella postazione dei vigili, senza poter ricevere cure, e quando è stata fatta visitare, i dottori le hanno ingessato il braccio. Riportata in caserma è stata trattenuta ancora in una stanza chiusa a chiave, senza acqua ne cibo. Si è rifiutata di firmare tutte le carte che i vigili volevano obbligarla a firmare, ed infine è stata rilasciata con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. E il gesso al braccio. Emilia è parte attiva delle mobilitazioni antirazziste che stanno attraversando Montichiari in questi tempi. Giovedi 10 giugno dalle ore 18 alla piazza del comune di Montichiari il coordinamento antirazzista di Montichiari chiama alla mobilitazione. Presidio per portare solidarietà ad Emilia e dire basta a politiche razziste e abusi di potere ai danni dei migranti.
per partecipazione e diffusione
Messenger Radio. La radio che si fa cliccare!
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From cristianbodei a yahoo.it Mon Jun 14 19:33:33 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Mon, 14 Jun 2010 10:33:33 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] =?utf-8?q?I=3A_=5B=28n=29PCI=5D_La_sorte_degli_operai_della?=
=?utf-8?q?_FIAT_di_Pomigliano_=C3=A8_la_sorte_degli_operai_e_delle_masse_?=
=?utf-8?q?popolari_di_tutta_Italia!?=
Message-ID: <566674.19205.qm@web28108.mail.ukl.yahoo.com>
----- Messaggio inoltrato -----
Da: (nuovo)Partito comunista italiano
A: uni. pop. com
Inviato: Lun 14 giugno 2010, 09:56:37
Oggetto: [(n)PCI] La sorte degli operai della FIAT di Pomigliano è la sorte degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
(nuovo)Partito comunista italiano
Comitato Centrale
Sito: http://www.nuovopci.it
e.mail: lavocenpci40 a yahoo.com
Delegazione
BP3 4, rue Lénine 93451 L'Île St Denis (Francia)
e.mail: delegazionecpnpci a yahoo.it La Voce 34
Scaricate Stampate e Diffondete la rivista
Il testoPDF e Open Office
Comitati di Partito
>>>SCARICATE <<<
la nuova versione delle istruzioni per utilizzare Tor con Firefox 3.5.5
Dilaga la resistenza delle masse popolari al procedere della crisi generale del sistema capitalista
________________________________
Comunicato CC 11/10 - 13 giugno 2010
>
>[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word / PDF]
>
>La sorte degli operai della FIAT di Pomigliano è la sorte degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
>
>Pomigliano, Termini Imerese, Vinyls e le altre mille aziende a rischio chiusura, ridimensionamento o delocalizzazione dicono tutte la stessa cosa: che la manovra finanziaria di Tremonti e il ricatto di Marchionne sono una questione sola, la questione della crisi del capitalismo!
>
>Marchionne, Sacconi, Tremonti, Marcegaglia, Berlusconi: facciamone un unico mazzo e buttiamoli tutti via!
>
>Basta con la banda di ricattatori, criminali, speculatori, fascisti, ladri e clericali che ci governa!
>
>Facciamo del posto di lavoro un problema di ordine pubblico!
>
>Nessuna pace sociale senza giustizia sociale!
>Senza giustizia sociale, pace sociale significa lasciare sola ogni persona che i padroni mettono nei guai!
>
>Un governo d?emergenza deve prendere il potere e rimettere in sesto il paese devastato dalla banda Berlusconi, dai suoi accoliti e dai suoi padrini!
>
>Marchionne ricatta gli operai di Pomigliano, la FIOM e tutti i lavoratori. O accettano le condizioni che Marchionne detta o Marchionne chiude la fabbrica. Saranno sulla strada loro, le loro famiglie e le famiglie di una tutta una regione.
>Marchionne ha già condannato gli operai di Termini Imerese e della Sicilia. Ora è la volta di quelli di Pomigliano e della Campania. E se Marchionne vince, non saranno gli ultimi. Toccherà ad altre centinaia e migliaia di fabbriche e aziende. La manovra finanziaria Tremonti lo dimostra.
>Se Marchionne vince, le sue pretese non saranno finite. Prima di portare anche in Italia i lavoratori alle condizioni di vita e di lavoro che Marchionne già impone in Polonia e in Brasile, ha ancora molto da togliere. Prima di portare anche in Italia i lavoratori alle condizioni che impongono in India, in Brasile o in Cina, i padroni devono ancora farne molti di ricatti. I padroni già sbavano: abolire lo Statuto dei lavoratori. Abolire l?articolo 41 della Costituzione. Niente più diritti per i lavoratori. Niente più sindacati dei lavoratori, solo sindacati ligi al padrone. Niente più leggi e regolamenti per i padroni. In fabbrica comandano loro e basta, la loro volontà è legge. Nel paese comandano loro. Marchionne apre la strada a Tremonti, Tremonti spalleggia Marchionne.
>
>Marchionne è spalleggiato dai padroni, dal loro governo, dai loro sindacalisti di regime, dai padrini della banda Berlusconi, in primo luogo dal Vaticano che di fronte al ricatto di Marchionne si guarda bene dal parlare di diritto alla vita e di chiamare all?obiezione di coscienza.
>Marchionne è diventato l?eroe dei padroni e dei loro portavoce. Marchionne apre la strada che tutti i padroni vogliono percorrere. Marcegaglia e Sacconi parlano già chiaro. Tremonti ha già proclamato che bisogna abolire ogni laccio, ogni limite allo sfruttamento: l?unico diritto è la proprietà, il diritto del padrone.
>
>Ridurre la questione solo a Pomigliano, è già accettare il ricatto di Marchionne e subire le sue imposizioni. Cosa dovrebbero fare gli operai di Pomigliano se davvero ognuno di loro fosse di fronte all?alternativa: o lavorare alle condizioni di Marchionne o perdere anche quel lavoro?
>Ma la realtà non è questa. La sorte degli operai di Pomigliano non riguarda solo loro. Nei fatti non è così. Oggi loro sono solo diventati i primi della lista dei lavoratori a cui i padroni pongono il ricatto. Le cose si sono fatte in modo che oggi a Pomigliano sono in ballo le condizioni di vita e di lavoro di tutti gli operai e più in generale di tutte le masse popolari del nostro paese. Chi lo nasconde imbroglia. Chiunque segue le vicende del paese e della crisi lo sa. Se non lo dice, è complice dei padroni.
>Gli operai di Pomigliano non devono accettare che Marchionne scarichi su di loro la responsabilità di decidere della sorte degli altri.
>Gli operai e i lavoratori del resto del paese non devono accettare la manovra Marchionne: non devono lasciare soli gli operai di Pomigliano.
>
>Da qui dobbiamo partire per far fronte alla situazione. Gli operai e le masse popolari di tutta Italia devono mettersi con gli operai di Pomigliano.
>Gli operai di Pomigliano devono mettere il loro domani nelle mani degli altri operai e del resto delle masse popolari. Non possono decidere da soli. Non è la sorte degli operai di Pomigliano che è in ballo. È la sorte degli operai e del resto delle masse popolari di tutta Italia che è in ballo.
>Marchionne e il resto dei padroni hanno tutto l?interesse a dividere e isolare, per batterci uno alla volta. Se li affrontiamo uno alla volta, è certo che la partita la vincono loro.
>Ma se li affrontiamo insieme, la partita la vinciamo noi. Non solo Pomigliano: nessuna fabbrica da sola può risolvere il problema della sua sopravvivenza. Uniti con un governo nostro possiamo risolvere il problema di ogni fabbrica, di ogni lavoratore, di ogni persona.
>
>Il ricatto di Marchionne è la più chiara dimostrazione che la soluzione della crisi per le masse popolari è politica. La banda Berlusconi non ha una soluzione per la crisi in corso. La manovra finanziaria Tremonti, se passa, è solo un salto di una triste storia già in corso per le masse popolari.
>La vita per le masse popolari diventa di giorno in giorno più difficile. I posti di lavoro diminuiscono, quelli che non sono eliminati diventano precari, con meno diritti, con salari inferiori. La crisi si aggrava di giorno in giorno. Ma la crisi non è una cosa misteriosa: è quello che può fare il capitale finanziario che domina l?economia reale e non può non dominarla. L?umanità non è diretta da un dio misterioso. È diretta da una classe di finanzieri, banchieri e speculatori (spesso una stessa persona è tutte e tre le cose) a cui sono subordinati i capitalisti imprenditori (industriali, produttori di merci (beni e servizi) che spesso sono anche personalmente finanzieri e speculatori) e dalla sua corte di preti, ricchi ed esponenti della criminalità organizzata. Questo è il loro mondo e la loro civiltà. Il corso della cose che subiamo è quello che corrisponde alla loro direzione, ai loro interessi, ai loro privilegi, alla loro
mentalità, alle loro abitudini. Da parte delle masse popolari, da parte di quei loro esponenti che più o meno sistematicamente riflettono sulla situazione (chiamiamoli intellettuali), è inutile continuare a dirsi l?un l?altro che bisogna avere una prospettiva, che bisogna indicare una prospettiva. La prospettiva c?è ed è una sola. Bisogna avere il coraggio di imboccarla, di lottare per realizzarla. Bisogna instaurare il socialismo. Il primo passo oggi è che le masse popolari organizzate costituiscano un governo d?emergenza.
>
>Gli operai e le masse popolari possono far fronte alla crisi. Ma per farlo bisogna che le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari, cioè i lavoratori e le masse popolari organizzate, costituiscano esse stesse un governo d?emergenza che prenda in mano il paese e applichi sistematicamente le seguenti sei misure generali:
>1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).
>>>2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
>>>3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato).
>>>4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l?uomo o per l?ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
>>>5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
>>>6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
>Questo governo d?emergenza costituito da organismi e da personaggi che già godono di una qualche autorità presso gli operai e le masse popolari e che opera con il loro sostegno, è il Governo di Blocco Popolare (GBP).
>Un similegoverno avràuna grande capacità d?azione. Le OO e delle OP assolveranno al compito di
>- indicare caso per caso al GBP i provvedimenti particolari e concreti che deve adottare per realizzare nel caso concreto le sei misure generali,
>- far attuare i provvedimenti che il GBP adotta e attuarli direttamente quando i funzionari pubblici recalcitrano ad attuarli,
>- stroncare le manovre a cui certamente i gruppi più reazionari e criminali della borghesia, del clero e dei loro accoliti, complici e alleati ricorreranno per boicottare e sabotare l?azione del GBP.
>In questo modo le masse popolari organizzate impareranno a governare.
>Si creeranno così le condizioni per accelerare la rinascita del movimento comunista e deludere le speranze della classe dominante (la borghesia imperialista, il Vaticano, le Organizzazioni Criminali, con i loro padrini esteri: gli imperialisti USA e i gruppi sionisti) di riprendere in mano la situazione.
>
>È possibile costituire un simile governo?
>Sì, se le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari che già esistono e quelle che si formeranno, mobiliteranno le masse popolari in proteste, dimostrazioni, scioperi e incanaleranno tutte le lotte verso l?obiettivo centrale di costituire un proprio governo d?emergenza.
>Non dobbiamo lasciarci uccidere uno a uno, lasciare che i padroni e il loro governo eliminino le aziende una a una. La solidarietà è la nostra arma. L?organizzazione serve per metterla in opera.
>Se le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari che già esistono e quelle che si formeranno renderannoil paese ingovernabileda ogni governo padronale, se faranno del posto di lavoro per tutti il principale problema politico, la condizione base e indispensabile dell?ordine pubblico, certamente riusciranno a costituire un governo d?emergenza formato da persone che godono della loro fiducia.
>
>Non occorrerannoneanche nuove elezioni.
>Cade in questi giorni il 50° anniversario del Luglio ?60.
>Cosa successe tra giugno e luglio del 1960? Il Vaticano e il resto della classe dominante avevano dato il via al primo governo della Repubblica Pontificia sostenuto apertamente dagli ex repubblichini di Salò, dai fascisti del boia Almirante: il governo Tambroni. E il Parlamento lo aveva votato a larga maggioranza.
>Ma le masse popolari non accettarono l?imposizione. A partire da Genova si sparse per l?intero paese un moto di ribellione. Esso mise tanta paura al Vaticano e al resto della classe dominante, che signori e monsignori abbandonarono Tambroni al suo destino e per placare gli animi formarono il primo governo della Repubblica Pontificia sostenuto apertamente dal PSI di Nenni e sottobanco dal PCI di Togliatti: il governo Fanfani. E lo stesso Parlamento che aveva votato a larga maggioranza il governo Tambroni, votò a larga maggioranza il governo Fanfani.
>Così succederà ora, se gli metteremo abbastanza paura. Starà poi a noi fare in modo che il nostro governo d?emergenza non abbia lo stesso ruolo salva-padroni che ebbe allora il governo Fanfani.
>
>La sorte di Pomigliano non la deve decidere la FIOM, come non la deve decidere Marchionne!
>
>FIOM, USB, CGIL, ogni organizzazione che per qualsiasi motivo ha voce in capitolo nella questione Pomigliano, se è realmente dalla parte degli operai di Pomigliano deve mettersi alla testa della mobilitazione delle masse popolari di tutto il paese per costituire un simile governo d?emergenza!
>Non servono lotte e scioperi di testimonianza, fatti per spompare i lavoratori: serve un movimento che cambi il governo del paese!
>
>Questa è la sola via che consente di risolvere la questione di Pomigliano a favore degli operai di Pomigliano e degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
>
>La questione di Pomigliano si risolve in tutta Italia! Marchionne, Berlusconi e i loro complici e padrini vogliono isolarla a Pomigliano, ma è una questione che riguarda tutti gli operai e tutte le masse popolari del nostro paese!
>
>Gli operai di Pomigliano e di Termini Imerese devono mettersi alla testa della riscossa di tutti i lavoratori!
>Sono così salvano anche se stessi!
>
>Che in ogni fabbrica e in ogni azienda si formi un comitato di solidarietà con gli operai di Pomigliano, di Termini Imerese, della Vinyls, di tutte le aziende minacciate di chiusura, ridimensionamento o delocalizzazione!
>
>Che da ogni fabbrica e da ogni azienda, da ogni quartiere e da ogni paese parta un movimento di riscossa dei lavoratori e delle masse popolari che costituisca un governo d?emergenza capace di far fronte alla crisi!
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- rispondete al nostro messaggio richiedendo la cancellazione
Saluti comunisti - Comitato Centrale del (n)PCI
From sauro a gnumerica.org Fri Jun 18 06:00:46 2010
From: sauro a gnumerica.org (sauro)
Date: Fri, 18 Jun 2010 06:00:46 +0200
Subject: [Bsf] da http://antoniomoscato.altervista.org
Message-ID: <2cc76d6f7a056fe2ddf09e9d924003b4@webmail5.gnumerica.org>
L?affare sanità: don Verzè, Berlusconi e Nichi Vendola
· Pubblicato il: 13 giugno 2010
di Nino Sangerardo
?Pecunia non olet?: vero, governatore Vendola?
Il 28 maggio 2010 nelle stanze della Cittadella della Carità di Taranto,
innanzi un notaio, si costituisce la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo.
Gestirà il complesso ospedaliero da costruire nel quartiere Paolo VI del
capoluogo jonico.
Presidente della Fondazione San Raffaele Monte Tabor di Milano, ispiratore e
protagonista della Fondazione San Raffaele del Meditteraneo, è Don Luigi
Verzè.
Triste scherzo del destino ecclesiastico: nell?anno 1964 fu Papa Paolo VI,
Giovanni Battista Montini, a sospendere dal sacerdozio Don Luigi Maria Verzè
con l?ammonimento ?? occupati più di sacramenti che degli affari?.
Sono presenti e firmano l?atto il presidente della Regione Puglia, Nichi
Vendola, Angelo Domenico Colasanto per l?Asl Taranto e Vito Santoro del San
Raffaele di Milano. Il Consiglio di amministrazione è formato da Paolo Ciaccia
(presidente, avvocato, designato dalla Regione Puglia), Renato Botti(
vicepresidente, nonchè direttore Area Sanità San Raffaele di Milano), Vittorio
Dell?Atti (presidente Collegio sindacale, professore Ordinario Economia
aziendale Università di Bari). Consiglieri i signori: Enrico Piana e Vito
Santoro in rappresentanza della Fondazione San Raffaele di Milano, il professor
Gianvito Giannelli e Rosa Moscogiuri in rappresentanza della Regione Puglia. Il
costo del nuovo Ospedale Polo Tecnologico è di 120 milioni di euro, versati
interamente dalla Regione Puglia.
Perplessità affiorano in merito al?opzione della Fondazione San Raffaele di
Milano fatta dalla Giunta regionale pugliese. Il Consiglio di Stato di recente
ha sentenziato che la Fondazione San Raffaele milanese ?? svolge attività
commerciale?il fatto che non persegua utili o che gli utili siano reinvestiti
nell?attività non esclude che essa svolge iniziative di carattere economico
con modalità tali da consentirle di permanere sul mercato e di concorrere con
altre strutture enti e società che operano nel settore sanità?.
E allora, perchè il Governo pugliese non ha indetto la dovuta gara d?appalto
per la conduzione del nosocomio tarantino? Il possibile conflitto d?interessi
della famiglia Berlusconi a fronte della Fondazione San Raffaele del
Mediterraneo si evince dal fatto che a fine dicembre 2009 i Berlusconi si
aggiudicano, con il 24% delle azioni, la maggioranza della MolMed spa, sede a
Milano. Quest?ultima che cosa è? Acronimo che vuol dire ?molecular
medicine?, sodalizio imprenditoriale specializzato in biomedicina e sviluppo
di terapie inerenti le patologie del cancro....
Chi c?è dentro? Luigi Berlusconi,figlio di Silvio, Renato Botti, Maurizio
Carfagna, Riccardo Cortese, Sabina Grossi,Marina Del Bue, Alessandro De Nicola,
Alfredo Messina, Paolo Michele Castelli, Massimiliano Frank. Azionisti di Molmed
spa sono due sodali dell?on. Silvio Berlusconi: Ennio Doris con l?8%(
presidente di Banca Mediolanum, consigliere della Fondazione San Raffaele Monte
Tabor di Milano, consigliere della Fondazione Biblioteca via Senato a Milano del
senatore Pdl Marcello Dell?Utri) e Leonardo Del Vecchio presidente di
Luxottica spa. Ricapitolando: Renato Botti è vicepresidente della neonata
Fondazione San Raffaele del Mediterraneo e contemporaneamente consigliere di
amministrazione di MolMed spa ? posseduta in parte rilevante dal consigliere
Luigi Berlusconi con soci spettabili e amici in affari(Doris e Del Vecchio) ?
direttore Area Sanità del San Raffaele di Milano il cui fondatore è Don Luigi
Verzè padre spirituale di Silvio Berlusconi,....
A chi spetta la vigilanza e il controllo amministrativo e politico degli
ospedali vecchi e nuovi italiani? Al Ministero della Sanità. Ministro della
Sanità è Ferruccio Fazio, nominato dal Primo Ministro Silvio Berlusconi, già
direttore dei Servizi di radioterapia al San Raffaele di Milano, socio di
Tecnodim spa con sede nel San Raffaele di Milano, presidente del Laboratorio San
Raffaele di Cefalù. Siamo dinanzi a un conflitto d?interessi?
Il 15 febbraio 2010 Don Luigi Verzè nel corso di una riunione in quel di
Taranto ha esclamato: ?Vengo in Puglia per trovare un amico: Vendola. Nichi,
fossero come te tutti i politici. Non dovrei parlare di politica ma ve lo
confesso: Silvio Berlusconi è entusiasta di Vendola?.
Non è facile comprendere il motivo per cui il Governatore Nichi Vendola
sceglie di creare una Fondazione ospedaliera con Don Luigi Maria Verzè, Renato
Botti e contorno di Luigi Berlusconi, Ennio Doris e varia comitiva familiare e
politica di stampo berlusconiano.
E i nosocomi pubblici che fine faranno?
La prima pietra del Polo Biomedico e Oncologico del Sud Italia di proprietà
della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo verrà adagiata il 5 novembre
2010, in quanto ricorre il centenario della nascita di Monsignor Guglielmo
Motolese che pare abbia illuminato la mente del reverendo Don Verzè sulla
sanità pugliese: ?Un progetto ispirato da Dio?, declamò il prete
meneghino. Alla cerimonia parteciperà anche il capostipite della famiglia
Berlusconi, in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri?
From sauro a gnumerica.org Sat Jun 19 06:39:30 2010
From: sauro a gnumerica.org (sauro)
Date: Sat, 19 Jun 2010 06:39:30 +0200
Subject: [Bsf] =?iso-8859-1?q?=28senza_oggetto=29?=
Message-ID: <403a0d039f465c6115b809b12aa04ddc@webmail5.gnumerica.org>
-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: Feltrinelli
Data: Fri, 18 Jun 2010 20:57:14 +0000
Da: flavio g
La Feltrinelli mi ha appena scritto che il mio libro su Berneri e il gruppo di
"Guerra di Classe" sarà distribuito nelle sue librerie nei prossimi giorni.
Quelli che mi hanno scritto dicendo che non riuscivano a trovarlo potranno
quindi (spero) trovarlo.
From sinistracritica1 a yahoo.it Sat Jun 19 08:27:50 2010
From: sinistracritica1 a yahoo.it (Sinistra Critica Brescia)
Date: Sat, 19 Jun 2010 06:27:50 +0000 (GMT)
Subject: [Bsf] Campeggio internazionalista 24-30 luglio a Perugia
Message-ID: <381747.38591.qm@web26608.mail.ukl.yahoo.com>
Dal 24 al 30
luglio si terrà a Perugia
il 27°
campeggio giovani internazionale rivoluzionario, femminista ed ecologista
Nel momento in cui più pesantemente nel nostro paese si
sentono gli effetti della crisi del capitalismo e delle politiche neoliberiste
del governo Berlusconi, questo campeggio in Italia assume un importanza
particolare. Un'occasione concreta per discutere, confrontare lotte ed
esperienze, per progettare campagne contro la crisi, la guerra, la precarietà,
la privatizzazione dei beni comuni e dell'istruzione, così come sui temi di
genere ed lgibt.
Un momento importante per chi è impegnato nei movimenti sociali e nei comitati territoriali, nelle
scuole e nelle università e nella costruzione di una sinistra
anticapitalista europea, senza se e senza ma, alternativa alle destre
ma anche alla "sinistra" liberista.
Ospitare in Italia questo appuntamento si rivela un'occasione importante per
tutt* quell* che non si arrendono alle derive autoritarie e razziste del
governo Berlusconi, ai licenziamenti e alla mercificazione di ogni diritto e
bene essenziale, non rinunciando mai a costruire nei e con i movimenti sociali
un'alternativa di società, una rivoluzione.
Solidarietà internazionale, femminismo, ecologismo, giovani e movimenti
sociali, strategie, migranti, scuola e università, marxismo, antifascismo, beni
comuni, guerra, precarietà, lgibt, saranno i temi al centro dei sette giorni.
Un campeggio totalmente autogestito dai/le partecipanti, per provare a
dimostrare, anche se nel piccolo e per poco tempo, che un altro mondo oltre che
necessario è possibile, e che sono possibili altri tipi di relazioni umane, di
divertimento, di gestione degli spazi comuni. All'interno del campo è prevista
la presenza di uno spazio femminista ed uno lgibt, che permetteranno
l'approfondimento, il confronto e l'autorganizzazione di soggetti che vivono
oppressioni specifiche, quella di genere e quella sessuale: due spazi per
rimettere in discussione categorie imposte dalla società... e ancora workshop,
forum, formazioni, meeting e feste tutte le sere, tra cui quella donne e quella
lgibt.
Il costo del campeggio è di 135? comprensivi di posto tenda
e pasti. E' necessario portare con sè
una tenda, una torcia, sacco a pelo, gavetta (o piatto e posate) per avere una
sostenibilità ambientale del campeggio senza un utilizzo eccessivo di plastica.
Promuovono: Sinistra Critica (Italia), NPA (Francia),
OKDE-Spartakos e Kokkino (Grecia), Associação Política Socialista
Revolucionária (Portogallo), Sat Alleanza Rosso-Verde (Danimarca), Isquierda
Anticapitalista (Spagna), Attac-Tunisia, JGS (Belgio), MPS-Solidaritè
(Svizzera), Ungsocialisterna (Svezia), RSD (Germania), Rebel (Olanda),
collettivi giovanili di Polonia e Lussemburgo.
Programma
24 Luglio: FORUM
D'APERTURA
25 Luglio: CRISI
ED INTERNAZIONALISMO
formazione: la crisi in una prospettiva storica
meeting serale: lotte sociali contro la crisi
26 Luglio: ECOLOGIA
formazione: ecosocialismo vs capitalismo verde
meeting serale: da Seattle a Copenaghen, un nuovo movimento
27 Luglio: CLASSE,
GENERE, IDENTITA'
formazione: composizione della classe
meeting serale: femminismo e anticapitalismo, uno strano matrimonio
festa donne
28 Luglio: CLASSE,
GENERE, IDENTITA'
formazione: coscienza di classe e autorganizzazione
meeting serale: quali diritti per i soggetti lgibt?
29 Luglio: CLASSE,
GENERE, IDENTITA'
escursione
meeting serale: per una sinistra anticapitalista - dedicato a Daniel
Bensaid
30 Luglio: STRATEGIE
formazione: costruire partiti anticapitalisti per cambiare il mondo
meeting di chiusura
Ogni giorno workshop tematici e permanenti
(ecologia, lavoro e crisi, università, scuola, antirazzismo, America Latina,
Anti-NATO), workshop pratici, spazio donne, spazio lgibt, incontri
interdelegazione, feste.
www.sinistracritica.org
www.ilmegafonoquotidiano.it
mail: sinistracritica1 a yahoo.it
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From cristianbodei a yahoo.it Sun Jun 20 22:06:35 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Sun, 20 Jun 2010 20:06:35 +0000 (GMT)
Subject: [Bsf] =?utf-8?q?I=3A_=5B=28n=29PCI=5D_Ricordiamoci_del_Luglio_?=
=?utf-8?q?=E2=80=9960=2C_cinquanta_anni_fa_e_della_fine_del_governo_Tambr?=
=?utf-8?q?oni!?=
Message-ID: <765979.49680.qm@web28105.mail.ukl.yahoo.com>
----- Messaggio inoltrato -----
Da: (nuovo)Partito comunista italiano
A: uni. pop. com
Inviato: Ven 18 giugno 2010, 10:15:42
Oggetto: [(n)PCI] Ricordiamoci del Luglio ?60, cinquanta anni fa e della fine del governo Tambroni!
(nuovo)Partito comunista italiano
Comitato Centrale
Sito: http://www.nuovopci.it
e.mail: lavocenpci40 a yahoo.com
Delegazione
BP3 4, rue Lénine 93451 L'Île St Denis (Francia)
e.mail: delegazionecpnpci a yahoo.it La Voce 34
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La sorte degli operai della FIAT di Pomigliano è la sorte degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
Comunicato del Comitato Centrale
13 giugno 2010
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la nuova versione delle istruzioni per utilizzare Tor con Firefox 3.5.5
________________________________
Comunicato CC 12/10 - 18 giugno 2010
>>
>>[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word / PDF]
>Ricordiamoci del Luglio ?60, cinquanta anni fa e della
>fine del governo Tambroni!
>
>Cedere oggi al ricatto di Marchionne non salverà i lavoratori di Pomigliano e della Campania!
>
>Chi detta le condizioni a Marchionne?
>Chi garantisce che la FIAT manterrà le sue promesse? Fino a quando?
>
>Solo mettendosi alla testa della protesta e della lotta dei lavoratori di tutto il paese per costituire un governo di emergenza è possibile garantire lavoro a tutti e uscire dalla crisi dove i Marchionne ci hanno chiuso!
>
>Pomigliano, Termini Imerese, Vinyls e le altre mille aziende a rischio chiusura, ridimensionamento o delocalizzazione dicono tutte la stessa cosa: che la manovra finanziaria di Tremonti e il ricatto di Marchionne sono una questione sola, la questione della crisi del capitalismo!
>
>Occorre finirla col capitalismo!
>Occorre una società nuova, in Italia e nel mondo!
>Ogni lavoratore che non vuole subire i padroni deve contribuire a costruirla! Può contribuire a costruirla!
>
>La sorte degli operai della FIAT di Pomigliano è la sorte degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
>
>Facciamo del posto di lavoro un problema di ordine pubblico!
>
>Nessuna pace sociale senza giustizia sociale!
>Senza giustizia sociale, pace sociale significa lasciare sola ogni persona che i padroni mettono nei guai!
>
>Un governo d?emergenza deve prendere il potere e rimettere in sesto il paese devastato dalla banda Berlusconi, dai suoi accoliti e dai suoi padrini!
>
>La sorte degli operai di Pomigliano, si decide nelle strade e nelle piazze di tutto il paese, dove si decide anche la sorte degli altri lavoratori!
>
>Marchionne e Tremonti vogliono ridurre anche in Italia i lavoratori al livello in cui sono in Brasile, in Polonia, in India o in Cina. Berlusconi è il loro padrino, con il Vaticano e la Criminalità Organizzata.
>Brunetta e Marcegalia predicano che i lavoratori di Pomigliano sono dei fannulloni assenteisti, perché si darebbero malati per vedere la partita e quando ci sono le elezioni. Ma chi chiede conto ai ricchi e ai preti di cosa fanno loro? Dove è l?uguaglianza di diritti e doveri in Italia?
>Gli amici e complici di Scaiola e di Bertolaso fanno la morale agli operai!
>Brelusconi predica la morale! In quale delle sue ville dormirà stasera? Se a Veronica Lario che chiede 3 milioni di euro al mese è disposto a dargliene solo 300 mila al mese, da dove gli viene tanta ricchezza? Se ha potuto comperare Bossi e la Lega Nord e assoldare i migliori piazzisti, pubblicitari e organizzatori di campagne elettorali che c?erano sulla piazza, che eguaglianza c?è tra lui e un operaio ricattato per mantenere un posto da 1.000 e pochi euro al mese quando gli va bene?
>Noi comunisti vogliamo certo una società in cui ogni persona adempie scrupolosamente il suo dovere. Ma in cui ogni persona abbia un lavoro che risulta alla luce del sole e che la regola valga per tutti, a partire dall?alto!
>Oggi i doveri valgono solo per chi non è ricco! Chi non è ricco non ha diritti. Chi è ricco ha tutti i diritti. Berlusconi è la dimostrazione vivente!
>
>Il mondo è cambiato, ma i padroni vogliono costringere i proletari a vivere e lavorare come cento anni fa!
>Novanta anni fa, quando si trovò alle strette per l?occupazione delle fabbriche (biennio rosso!), Agnelli propose agli operai di rilevare loro la FIAT e gestirla in cooperativa. Non sognò neanche di trasferirla altrove, perché la ricchezza degli Agnelli era lo stabilimento. Altri tempi. Ora Marchionne e gli Agnelli ricattano e agli operai dicono: o fate come vogliamo noi o chiudiamo e andiamo in India o in Polonia, in Brasile o in Cina: e perché no in Sudafrica?
>Cosa sono 700 milioni di investimenti per la FIAT? I signori oggi ragionano a miliardi. La BP in questi giorni senza battere ciglio ha accantonato 20 miliardi di dollari come garanzia per l?inquinamento che ha prodotto nel Golfo del Messico (per risparmiare alcune centinaia di migliaia di dollari di misure di sicurezza). 700 milioni di euro, fanno neanche 150.000 euro (il costo di un modesto appartamento, non di quelli a cui sono abituati gli Scaiola e i Bertolaso) per ogni operaio che promettono di far lavorare. Se anche li investissero davvero, credete che sia un vincolo per restare a Pomigliano se troveranno da fare affari più grossi altrove? E se le auto non le vendono? Se chiudono Termini Imerese, quanti milioni buttano al vento? Anche per le fabbriche che chiudono una dopo l?altra hanno buttato soldi: ma di soldi ne hanno quanti ne vogliono. I soldi li creano le banche e se i padroni sono d?accordo tra loro, le banche ne possono creare
quanti ne vogliono.
>Questa è la realtà del mondo di oggi. E in questo mondo, agli operai invece pretendono misurare i minuti per andare al cesso!
>
>Cedere oggi ai ricatti di questi personaggi, in queste condizioni, vuol dire trovarsi peggio ancora domani.
>Uno a uno loro ci riducono alla fame e peggio. Ma uniti siamo noi più forti dei padroni.
>Possiamo creare un mondo fondato sull?uguaglianza di diritti e doveri!
>È quello che vogliamo. È quello di cui hanno bisogno i lavoratori e le masse popolari.
>È quello per cui lottiamo noi comunisti!
>Per questo i padroni e i preti, Berlusconi e il Vaticano, la Criminalità Organizzata e la Confindustria, Marcegaglia e Brunetta odiano tanto i comunisti e denigrano tanto il comunismo!
>Se la FIOM è veramente dalla parte degli operai, deve mettersi alla testa della mobilitazione dei lavoratori da una parte all?altra d?Italia per costituire un governo d?emergenza che faccia fronte alla crisi!
>Ogni organizzazione e ogni personaggio che ha un qualche seguito, se è veramente e concretamente dalla parte degli operai, deve usare il credito e il prestigio che ha per mobilitare i lavoratori a costituire un governo d?emergenza!
>Nessun ordine pubblico finché c?è miseria e disoccupazione!
>Nessuna pace sociale senza giustizia sociale!
>Le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni popolari devono costituire loro un governo d?emergenza che prenda in mano il paese e applichi sistematicamente le seguenti sei misure generali:
>1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).
>2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
>3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato).
>4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l?uomo o per l?ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
>5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
>6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
>Questo governo d?emergenza costituito da organismi e da personaggi che già godono di una qualche autorità presso gli operai e le masse popolari e che opera con il loro sostegno, è il Governo di Blocco Popolare (GBP).
>Un simile governo avrà una grande capacità d?azione. Le OO e delle OP assolveranno in ogni angolo del paese al compito di
>- indicare caso per caso al GBP i provvedimenti particolari e concreti che deve adottare per realizzare nel caso concreto le sei misure generali,
>- far attuare i provvedimenti che il GBP adotta e attuarli direttamente quando i funzionari pubblici recalcitrano ad attuarli,
>- stroncare le manovre a cui certamente i gruppi più reazionari e criminali della borghesia, del clero e dei loro accoliti, complici e alleati ricorreranno per boicottare e sabotare l?azione del GBP.
>In questo modo le masse popolari organizzate impareranno a governare.
>Si creeranno così le condizioni per accelerare la rinascita del movimento comunista e deludere le speranze della classe dominante (la borghesia imperialista, il Vaticano, le Organizzazioni Criminali, con i loro padrini esteri: gli imperialisti USA e i gruppi sionisti) di riprendere in mano la situazione.
>Allora anche con i Marchionne e i tipi come lui ragioneremo alla pari! Spiacerà forse a Veronica Lario che non avrà i suoi 300 mila euro al mese, ma sarà meglio così anche per lei e il suo ex marito sarà curato come si deve.
>E della Finanziaria di Tremonti, non ne avremo più bisogno!
>
>Questa è la sola via che ci consente di risolvere stabilmente la questione di Pomigliano, di Termini Imerese, della Vinyls e delle mille altre aziende che i padroni minacciano di chiusura, ridimensionamento o delocalizzazione, di risolverla a favore degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
>È la sola via che ci consente di impostare una relazione di collaborazione con gli operai, i lavoratori e le masse popolari di Tychy, della Polonia e di tutti gli altri paesi del mondo, invece della guerra tra poveri a cui invece ci spingono Marchionne, Berlusconi, Tremonti, Bossi e i loro padrini e mandanti, dal Vaticano agli imperialisti USA, dai banchieri franco-tedeschi ai gruppi sionisti!
>
>La questione di Pomigliano si risolve in tutta Italia! Marchionne, Berlusconi e i loro complici e padrini vogliono isolarla a Pomigliano, ma è una questione che riguarda tutti gli operai e tutte le masse popolari del nostro paese!
>
>FIOM, USB, CGIL, ogni organizzazione che per qualsiasi motivo ha voce in capitolo nella questione Pomigliano, se è realmente dalla parte degli operai di Pomigliano deve mettersi alla testa della mobilitazione delle masse popolari di tutto il paese per costituire un governo d?emergenza che faccia fronte alla crisi!
>Non servono lotte e scioperi di testimonianza, fatti per spompare i lavoratori: serve un movimento che cambi il governo del paese!
>
>Gli operai di Pomigliano e di Termini Imerese devono mettersi alla testa della riscossa di tutti i lavoratori!
>Sono così salvano anche se stessi!
>
>Che in ogni fabbrica e in ogni azienda si formi un comitato di solidarietà con gli operai di Pomigliano, di Termini Imerese, della Vinyls, di tutte le aziende minacciate di chiusura, ridimensionamento o delocalizzazione!
>
>Che da ogni fabbrica e da ogni azienda, da ogni quartiere e da ogni paese parta un movimento di riscossa dei lavoratori e delle masse popolari che costituisca un governo d?emergenza capace di far fronte alla crisi!
>
>
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- rispondete al nostro messaggio richiedendo la cancellazione
Saluti comunisti - Comitato Centrale del (n)PCI
From rifondazionebrescia a gmail.com Mon Jun 21 10:32:35 2010
From: rifondazionebrescia a gmail.com (rifondazione brescia)
Date: Mon, 21 Jun 2010 10:32:35 +0200
Subject: [Bsf] Fwd: falla girare
In-Reply-To: <004501cb104e$b07fa540$86171a0a@wina6be346c64d>
References: <004501cb104e$b07fa540$86171a0a@wina6be346c64d>
Message-ID:
Giro la e-mail. Notare la presenza di Mazzatorta, sindaco-senatore di
Chiari. E pensare che come Rifondazione avevamo scherzato su Lancini
"pedofilo" (vedi
http://rifondazionebrescia.blogspot.com/2010/04/adro-giu-ancora-di-un-giro-nel-gorgo-di.html
).
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Giacomo Bazzani
Date: 20 giugno 2010 10.00
Oggetto: falla girare
A: "Undisclosed-Recipient:;"@mx5b.aemcom.net
*MI FANNO SCHIFO!!!!!!!!!!*
**
Ola
Giacumin
----- Original Message -----
*To:* rifondazione comunista lodi
*Sent:* Saturday, June 19, 2010 11:45 AM
*Subject:* Fw: falla girare
SESSUALE "LIEVE" AI MINORI: ECCO I NOMI DEI SENATORI!
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, *nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato
l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale
di lieve entità" nei confronti di minori.*
Firmatari, alcuni senatori di *Pdl e Lega* che *proponevano l'abolizione
dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei
confronti di minori, se - appunto - di "minore entità". *
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, *una violenza
sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino*.
Dopo la denuncia del Partito Democratico,* nel Centrodestra c'è stato il
fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo
che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete
frainteso".
*
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto *i firmatari
dell'emendamento 1707.*
*Annotateli bene:
*
*sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
sen. Roberto Centaro (Pdl),
sen. Filippo Berselli (Pdl),
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).*
Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che *proponeva il "carcere per chi
rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o
mette un dito dentro ad una bambina);*
il sen. Berselli è colui che ha dichiarato *"di essere stato iniziato al
sesso da una prostituta"* (e da qui si capisce molto...);
il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento
vari *"emendamenti
per impedire i matrimoni misti"; *
mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che *"i
trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del
bastone"* (citazione di una frase di Mussolini).
*Complimenti alle carogne.*
*E a chi li ha votati.* *Complimenti..., bella gente.*
*******
Se posso aggiungere: sicuramente chi li ha votati non li ha scelti, la
nostra legge elettorale è una porcata che non ci consente di scegliere le
persone ma di votare un partito? è il partito che si sceglie le carogne di
cui sopra?. Ognuno tragga le proprie considerazioni su cosa sarà opportuno
fare la prossima volta in cabina elettorale?..
*Alice Messenger* *;-) *chatti anche con gli amici di Windows Live Messenger
e tutti i telefonini
TIM!
-------------- parte successiva --------------
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URL:
From sauro a gnumerica.org Tue Jun 22 16:55:08 2010
From: sauro a gnumerica.org (sauro)
Date: Tue, 22 Jun 2010 16:55:08 +0200
Subject: [Bsf] Fw: [Sinistracritica-bs] presidio azzano mella
Message-ID:
Original Message
----------------
Subject: [Sinistracritica-bs] presidio azzano mella
From: felice mometti
Date: Tue, 22 Jun 2010 15:56:48 +0200
*stamattina i carabinieri di bagnolo e verolanuova hanno reagito
violentemente al blocco di uno sfratto*
*arrestando in un primo momento 11 persone, tra cui molti immigrati.*
*E' stato indetto un presidio davanti al municipio di Azzano Mella con una
tenda in cui ci staranno*
*le famiglie sfrattate.*
*Tutti/e coloro che possono sono invitati/e ad andare ad Azzano in *
*modo che non ci siano altri interventi dei carabinieri.*
*f.*
-------------- parte successiva --------------
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Nome: message_2.txt
URL:
From point.fabrizio a virgilio.it Tue Jun 22 17:29:26 2010
From: point.fabrizio a virgilio.it (point.fabrizio a virgilio.it)
Date: Tue, 22 Jun 2010 17:29:26 +0200
Subject: [Bsf] referendum contro la privatizzazione dell'acqua: unmilione di
firme
Message-ID: <2E4A6443712E444EB9B8C3827B0CEB77@pcfabrizio>
Refendum contro la privatizzazione dell'acqua: Un milione di firme
Un milione. Abbiamo raccolto un milione di firme e siamo nella storia di questo paese. Visti i dati che ci arrivano da tutta Italia possiamo dire con certezza che ieri è stata apposta la milionesima firma per i 3 referendum contro la mercificazione dell'acqua. Manca ancora un mese alla consegna delle firme in Cassazione, e questo numero impressionante potrebbe diventare ancora più grande. L'obiettivo è oggi quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011. Con questo entusiasmo, con questa partecipazione, con questa voglia di bene comune ce la possiamo fare, tutti insieme. Un milione di grazie ai tutti i cittadini che hanno firmato. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Forum Movimenti per L'acqua
-------------- parte successiva --------------
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URL:
From point.fabrizio a virgilio.it Tue Jun 22 17:31:43 2010
From: point.fabrizio a virgilio.it (point.fabrizio a virgilio.it)
Date: Tue, 22 Jun 2010 17:31:43 +0200
Subject: [Bsf] Referendum acqua firme raccolte in Lombardia fino al 20giugno
Message-ID: <042B94C2C3FD4BC19A30DCE49B229F06@pcfabrizio>
LOMBARDIA 22/giu
Provincia settim. tot. progress.
Milano città 1.198 22.873
Milano prov. 2.078 21.895
Bergamo 564 9.998
Brescia 1.660 20.342
Como 1.035 9.280
Cremona 808 4.508
Lecco 1.059 10.301
Lodi 191 3.453
Mantova 80 4.093
Monza-Brianza 234 11.616
Pavia 688 9.424
Sondrio 288 3.267
Varese 50 4.275
LOMBARDIA 9.933 135.325
-------------- parte successiva --------------
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URL:
From cristianbodei a yahoo.it Tue Jun 22 22:51:37 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Tue, 22 Jun 2010 20:51:37 +0000 (GMT)
Subject: [Bsf] I: [(n)PCI] Gli operai di Pomigliano devono mettersi alla
testa di un movimento che cambi la situazione,
del movimento per costituire un Governo di Blocco Popolare!
Message-ID: <180952.64085.qm@web28102.mail.ukl.yahoo.com>
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Da: (nuovo)Partito comunista italiano
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Inviato: Dom 20 giugno 2010, 13:02:14
Oggetto: [(n)PCI] Gli operai di Pomigliano devono mettersi alla testa di un movimento che cambi la situazione, del movimento per costituire un Governo di Blocco Popolare!
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18 giugno 2010
La sorte degli operai della FIAT di Pomigliano è la sorte degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
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Comunicato CC 13/10 - 20 giugno 2010
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>>>>>
>>>>>Gli operai di Pomigliano devono mettersi alla testa di un movimento che cambi la situazione, del movimento per costituire un Governo di Blocco Popolare!
>
>Solo ribellandosi al ricatto di Marchionne e di Berlusconi salveranno anche il loro posto di lavoro!
>
>Gli operai di una grande fabbrica come Pomigliano sono parte integrante degli operai FIAT, del nucleo più organizzato della classe operaia che va da Torino a Termini Imerese. Possono diventare il centro promotore del movimento per la costituzione di un governo d?emergenza delle Organizzazioni Operaie e delle Organizzazioni Popolari di tutto il paese, di un governo che faccia fronte alla crisi.
>
>È anche l?unica via reale per salvare la fabbrica di Pomigliano!
>
>Marchionne vuole chiudere sia la fabbrica di Tychy sia la fabbrica di Pomigliano, perché le auto non le vende e nei paesi imperialisti i soldi si fanno meglio speculando in Borsa che facendo lavorare gli operai nelle fabbriche.
>Berlusconi, Tremonti, Marcegaglia, Sacconi, Bossi e compagnia si sono messi d?accordo con Marchionne per approfittare dell?occasione e stringere ancora più i panni a tutti i lavoratori e alle masse popolari di tutto il paese.
>Questo è l?operazione che Marchionne conduce a Pomigliano. Tutta la gente di Palazzo, da Napolitano al Vaticano, tutti i politicanti conoscono bene il segreto dell?operazione Pomigliano: stanno zitti perché sono complici, perché fanno i loro sporchi interessi.
>
>Ecco l?amara esperienza degli operai di Tychy (Polonia) dove oggi si produce la Panda, che Marchionne l?imbroglione fa balenare agli occhi dei lavoratori di Pomigliano, per convincerli a suicidarsi trascinando nella loro rovina gli operai di tutto il paese:
>
>?La Fiat gioca sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato duro e superato tutte le norme di produzione, avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d'Europa e la direzione non ha niente di cui lamentarsi (fatta eccezione quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi o contrattano i turni del fine settimana).
>A un certo punto verso la fine dell'anno scorso è iniziata a girare la voce che la Fiat aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calata la paura. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. I bonus che ci danno sono solo il 40% dei bonus dell?anno scorso, eppure abbiamo superato ogni record di produzione.
>Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo arrabbiati. Il terzo "Giorno di Protesta" dei lavoratori di Tychy non si svolgerà in guanti gialli come il precedente. Oramai, che cosa abbiamo da perdere?
>Adesso i signori della FIAT chiedono ai lavoratori italiani di accettare di peggiorare le loro condizioni. Come hanno già fatto più volte, a chi lavora per loro dicono che se non accettano, perderanno il lavoro. Se non accettano di lavorare come schiavi, qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Capiamo bene che danno per scontato che i nostri colleghi italiani chineranno le spalle, proprio come abbiamo fatto noi.
>In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non perché possiamo mantenere noi il lavoro a Tychy, ma per mostrare ai signori della Fiat che ci sono lavoratori disposti a resistere ai loro ricatti. Da noi i sindacati sono stati deboli e noi lavoratori anche. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato la FIAT per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani e ci siamo i loro posti di lavoro. Adesso è venuto anche il nostro turno.
>E' chiaro però che per noi lavoratori non è questa la via per tirarci fuori dai guai. Non possiamo continuare così, a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci internazionalmente e internazionalmente lottare per i nostri interessi.
>Per noi a Tychy non c'è altro da fare che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi esortiamo i nostri colleghi a resistere e a sabotare la pretesa della FIAT che ci ha dissanguato per anni e ora ci sputa addosso.
>Lavoratori, è ora di cambiare!?
>(Lettera inviata il 13 giugno da un gruppo clandestino di lavoratori della Fiat di Tychy (Polonia) a quelli di Pomigliano)
>
>Cedere oggi al ricatto di Marchionne non salverà i lavoratori di Pomigliano e della Campania!
>
>Invece gli operai di Pomigliano e della Campania oggi possono rivoltare contro i signori della FIAT e i loro complici e padrini, dalle Organizzazioni Criminali di Berlusconi al Vaticano di Ratzinger, il loro ricatto!
>Possono appellarsi agli operai di Termini Imerese e della Sicilia e assieme mobilitare gli altri operai FIAT e tutti gli operai e le masse popolari del paese a costituire un Governo di Blocco Popolare che faccia fronte alla crisi e attui le seguenti sei misure generali:
>
>1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).
>2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
>3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato).
>4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l?uomo o per l?ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
>5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
>6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
>Un simile governo avrà una grande capacità d?azione e una forza irresistibile. Le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari che già esistono e quelle che si formeranno in tutto il paese se gli operai FIAT si mettono alla testa del movimento, assolveranno al compito di
>- indicare caso per caso al GBP i provvedimenti particolari e concreti che deve adottare per realizzare nel caso concreto le sei misure generali,
>- far attuare i provvedimenti che il GBP adotta e attuarli direttamente quando i funzionari pubblici recalcitrano ad attuarli,
>- stroncare le manovre a cui certamente i gruppi più reazionari e criminali della borghesia, del clero e dei loro accoliti, complici e alleati ricorreranno per boicottare e sabotare l?azione del GBP.
>In questo modo le masse popolari organizzate impareranno a governare.
>Si creeranno così le condizioni per accelerare la rinascita del movimento comunista e deludere le speranze della classe dominante (la borghesia imperialista, il Vaticano, le Organizzazioni Criminali, con i loro padrini esteri: gli imperialisti USA e i gruppi sionisti) di riprendere in mano la situazione e reimporre il loro marcio mondo.
>
>È possibile costituire un simile governo?
>Sì, se le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari che già esistono e quelle che si formeranno, mobiliteranno le masse popolari in proteste, dimostrazioni, scioperi e incanaleranno tutte le lotte verso l?obiettivo centrale di costituire un proprio governo d?emergenza.
>Non dobbiamo lasciarci uccidere uno a uno, lasciare che i padroni e il loro governo eliminino le aziende una a una. La solidarietà è la nostra arma. L?organizzazione serve per metterla in opera.
>Se le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari che già esistono e quelle che si formeranno renderanno il paese ingovernabile da ogni governo padronale, se faranno del posto di lavoro per tutti il principale problema politico, la condizione base e indispensabile dell?ordine pubblico, certamente riusciranno a costituire un governo d?emergenza formato da persone che godono della loro fiducia.
>
>Questa è l?unica via per salvare il posto di lavoro anche a Pomigliano!
>
>Marchionne non farà neanche gli investimenti promessi: di auto nel mondo ne producono già più di quelle che riescono a vendere!
>
>Marchionne e i suoi complici e padrini sono sorpassati dagli eventi!
>Vogliono regolare la situazione di oggi con i mezzi di un?epoca passata. Il denaro, il capitale e i profitti sono cose che andavano bene in altri tempi!
>
>La via del Governo di Blocco Popolare è la via del futuro!
>Il GBP metterà subito fine agli effetti più disastrosi della crisi e avvierà la riorganizzazione dell?intersa società!
>
>Un tempo bisognava rompersi la schiena per produrre quello che occorreva.
>Oggi ogni operaio produce cento, mille volte quello che producevano i suoi nonni. La produzione si getta. Ma i padroni pretendono sempre che alcuni operai si rompano la schiena mentre gettano gli altri sul lastrico! E questi mostri corrotti d?altri tempi vorrebbero pure far la morale!
>
>Occorre finirla col capitalismo!
>Occorre una società nuova, in Italia e nel mondo!
>Ogni lavoratore che non vuole subire i padroni deve contribuire a costruirla! Può contribuire a costruirla!
>
>La sorte degli operai della FIAT di Pomigliano è la sorte degli operai e delle masse popolari di tutta Italia!
>
>Facciamo del posto di lavoro un problema di ordine pubblico!
>
>Nessuna pace sociale senza giustizia sociale!
>Senza giustizia sociale, pace sociale significa lasciare sola ogni persona che i padroni mettono nei guai!
>
>Un governo d?emergenza deve prendere il potere e rimettere in sesto il paese devastato dalla banda Berlusconi, dai suoi accoliti e dai suoi padrini!
>
>
>FIOM, USB, CGIL, SLAI Cobas, ogni organizzazione che per qualsiasi motivo ha voce in capitolo nella questione Pomigliano, se è realmente dalla parte degli operai di Pomigliano deve mettersi alla testa della mobilitazione delle masse popolari di tutto il paese per costituire un governo d?emergenza che faccia fronte alla crisi!
>
>Gli operai di Pomigliano e di Termini Imerese devono mettersi alla testa della riscossa di tutti i lavoratori!
>Sono così salvano anche se stessi!
>
>Che in ogni fabbrica e in ogni azienda si formi un comitato di solidarietà con gli operai di Pomigliano, di Termini Imerese, della Vinyls, di tutte le aziende minacciate di chiusura, ridimensionamento o delocalizzazione!
>
>Che da ogni fabbrica e da ogni azienda, da ogni quartiere e da ogni paese parta un movimento di riscossa dei lavoratori e delle masse popolari che costituisca un governo d?emergenza capace di far fronte alla crisi!
>
>
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Saluti comunisti - Comitato Centrale del (n)PCI
From stefanomori2 a tele2.it Wed Jun 23 18:36:55 2010
From: stefanomori2 a tele2.it (stefano mori)
Date: Wed, 23 Jun 2010 18:36:55 +0200 (ora legale Europa occidentale)
Subject: [Bsf] 25 giugno ore 9.30 manifestazione contro la manovra in Piazza
Loggia
Message-ID: <4C223827.000016.05252@USER>
http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/18941/218/
Venerdì 23 giugno 2010 manifestazione contro la manovra in Piazza Loggia
I delegati Rsu di SdL intercategoriale-Usb del comune di Brescia invitano le
lavoratrici e i lavoratori a manifestare a Brescia venerdì 25 giugno alle 9
30 in Piazza Loggia “contro la manovra che ruba ai poveri per dare ai ricchi
.
"Contro un governo che salva banchieri e faccendieri con i nostri soldi e ci
prospetta un futuro di miseriacon la manovra finanziaria mette le mani in
tasca a tutti: famiglie, lavoratori, disoccupati, invalidi e malati riserva
ancora condoni, scudi fiscali e ministeri per chi specula ed evade le
tasse”si legge in una nota. “E' evidente anche ai più disattenti che
l’ultima manovra economica del governo porterà un impoverimento dei
lavoratori e di coloro che cercano lavoro, di chi è o era prossimo alla
pensione, della popolazione più debole”.
“Alla diffusa consapevolezza della portata di questo attacco alle condizioni
presenti e future di tutti i lavoratori non è corrisposta da parte delle
organizzazioni sindacali un’univoca bocciatura delle misure contenute nel D
L. n. 78 del 31 maggio 2010 e non ci sono proposte di iniziative
comuni”prosegue il comunicato. “Alcuni dei provvedimenti più gravi contenuti
nella manovra (quelli che colpiscono i dipendenti pubblici) sono stati
illustrati durante l’assemblea dello scorso 9 giugno all’Auditorium di San
Barnaba promossa dalle Rsu del comune di Brescia e di altri enti alla
presenza di alcune centinaia di lavoratrici e lavoratori pubblici”.
“Come delegati Rsu di SdL-Usb del comune di Brescia abbiamo valutato
positivamente l’assemblea perché ha rappresentato quantomeno il tentativo di
avviare una discussione collettiva su ciò che sarebbe opportuno fare per
cominciare ad invertire la china che ci sta portando a perdere potere
d’acquisto diritti e la speranza stessa di un futuro migliore”si legge
ancora. “Per dare seguito a quell’assemblea abbiamo proposto ai delegati che
l’hanno organizzata di promuovere iniziative comuni contro la manovra che
cerchino di coinvolgere i lavoratori al di là delle appartenenze sindacali e
di promuovere fra i lavoratori dei propri enti la partecipazione ad una
manifestazione a Brescia il 25 giugno che consenta di concretizzare da
subito un’azione comune contro la manovra".
"Abbiamo prenotato Piazza della Loggia per poter proseguire e allargare anche ad altri la discussione avviata lo scorso 9 giugnoper supplire a ciò che le organizzazioni sindacali non sono in grado di fareper consentire a tutti quelli/e che lo vorranno di portare quel giorno in piazza la loro rumorosa contrarietà al futuro di povertà che ci viene prospettato. Quello che proponiamo non è la solita manifestazione organizzata da sigle funzionari e apparati. Ciò che mettiamo a disposizione è una data e un luogo per dare la possibilità a tutti/e quelli che lo vorranno di dire no a questa manovra”.
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From cristianbodei a yahoo.it Sat Jun 26 15:39:38 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Sat, 26 Jun 2010 06:39:38 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] I: AR [sport popolare] - Corso intensivo di TAI-CHI CHUAN
Message-ID: <632263.98953.qm@web28106.mail.ukl.yahoo.com>
----- Messaggio inoltrato -----
Da: Associazione Resistenza
A: ass.resistenza a libero.it
Inviato: Ven 25 giugno 2010, 17:41:41
Oggetto: AR [sport popolare] - Corso intensivo di TAI-CHI CHUAN
Circolo ARCI Fuorirotta di Treviglio e Associazione Resistenza
Organizzano
Corso intensivo di TAI-CHI CHUAN
Tenuto da June Castillo
sabato 10 e domenica 11 luglio
Dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Costo - 50 euro
Per informazioni tel. 333.5633317 - arci_furoirotta a hotmail.it
Associazione Resistenza
Associazione culturale - Codice Fiscale 97439540150
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/fax. 02.26306454
e-mail: ass.resistenza a libero.it
sito: http://digilander.libero.it/ass.resistenza
facebook: [link]
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From cristianbodei a yahoo.it Sat Jun 26 16:04:31 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Sat, 26 Jun 2010 14:04:31 +0000 (GMT)
Subject: [Bsf] I: Comunicato su Pomigliano e sciopero generale
Message-ID: <151873.85453.qm@web28102.mail.ukl.yahoo.com>
----- Messaggio inoltrato -----
Da: CARC CN
A: CARC CN
Inviato: Sab 26 giugno 2010, 14:56:49
Oggetto: Comunicato su Pomigliano e sciopero generale
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza a carc.it - sito: www.carc.it
Direzione Nazionale
Milano, 26 giugno 2010
Gli operai di Pomigliano diffondono un messaggio di fiducia, solidarietà e
riscossa a tutti i lavoratori.
In centinaia di migliaia lo raccolgono e il 25 giugno aderiscono e
partecipano allo sciopero generale indetto alla CGIL. E' un segnale chiaro:
NO ai ricatti e ai sacrifici per salvare i profitti di padroni, finanzieri e
speculatori.
Per far fronte alla crisi occorre un governo d'emergenza popolare!
A Pomigliano Marchionne, Confindustria e governo Berlusconi contavano di
fare il colpo grosso: via ogni diritto per i lavoratori, via i lacci e
lacciuoli imposti con la lotta allo sfruttamento e allo strapotere
padronale, via lo Statuto dei Lavoratori, il CCNL e l'art. 41 della
Costituzione. Via i sindacati non asserviti ai voleri dei padroni, in
fabbrica comandano i padroni e basta, la loro volontà è l'unica legge. I
lavoratori devono tornare indietro di 100 anni, rassegnarsi a lavorare e
vivere, anche in Italia, alle stesse condizioni che i padroni impongono in
Polonia, in India, in Brasile e, nel nostro paese, agli immigrati!
Ma nonostante il ricatto del posto di lavoro, le minacce e le pressioni dei
partiti di governo e opposizione, degli stessi dirigenti della CGIL, di
economisti, esperti e giornalisti prezzolati, il 40 e passa per cento degli
operai di Pomigliano ha detto NO, ha detto a tutti i lavoratori e alle masse
popolari: il nostro futuro non mettiamolo nelle mani di speculatori e
imbroglioni come Marchionne, Marcegaglia, Sacconi e Tremonti! Il futuro
nostro e dei nostri figli, prendiamolo nelle nostre mani! A Pomigliano e in
tutto il paese!
Sono queste la forza e la determinazione che sostengono e spingono avanti le
lotte per respingere gli attacchi ai diritti, alle condizioni di vita e di
lavoro promossi dalla banda Berlusconi.
Il piano Marchionne (personaggio osannato a destra e a sinistra, in Italia e
in Usa come il nuovo guru a cui affidare la ripresa dell'economia mondiale)
non è un caso isolato! Va a braccetto con la manovra Tremonti, con il
collegato lavoro e la riforma Gelmini, fa il paio con la legge bavaglio e
l'eliminazione del diritto di sciopero, di organizzazione e degli altri
diritti democratici, politici e sindacali ancora sanciti (almeno
formalmente) dalla Costituzione nata dalla Resistenza, si combina con le
nuove leggi razziali e i campi di concentramento (CIE), con le missioni di
guerra, con la mano libera allo squadrismo fascista e razzista.
Né la banda Berlusconi né alcun governo integrato nel sistema imperialista o
che gode della fiducia del sistema finanziario internazionale e del Vaticano
(gli artefici dell'attuale marasma economico e sociale) può prendere rimedi
efficaci per far fronte alla crisi! I loro piani, le loro soluzioni e le
loro misure sono (e non possono che essere) le mosse schizofreniche di una
classe di parassiti che cercano disperatamente di tenere in vita un sistema
marcio e superato. Sono il disperato tentativo di chi è alla guida di un
meccanismo infernale (il sistema capitalista immerso nella crisi generale)
che non riesce a controllare e può solo menare colpi contro lavoratori,
immigrati, pensionati, alimentare una lotta fratricida tra gruppi di
lavoratori e tra gruppi di masse popolari di un paese contro l'altro
(italiani contro polacchi, polacchi contro slovacchi, europei contro i
cinesi, ecc.), ridurre i lavoratori a livello di "robot" umani asserviti a
produttività e profitto.
Il sistema capitalista, con l'inizio della fase acuta e irreversibile della
crisi, è entrato anche nella fase della schizofrenia conclamata. Lo
dimostrano le misure a cui padroni, economisti ed esperti affidano la
ripresa: da una parte ci sono milioni di giovani che non lavorano e che
secondo loro fanno i fannulloni e dall'altra costringono chi lavora a
lavorare sempre di più e per più anni; predicano sacrifici e rinunce per
lavoratori, pensionati, mentre plaudono e indicano a simboli sociali quanti
gozzovigliano, sperperano e vivono nel lusso e nello spreco; a Pomigliano
vogliono costringere gli operai a sfiancarsi di lavoro e a Napoli caricano e
processano i disoccupati che vogliono un posto di lavoro; chiudono le
aziende però aprono banche e ipermercati; un numero crescente di persone non
può permettersi nemmeno il necessario per vivere e i grandi magazzini
scoppiano di merci; sostengono che bisogna ridurre la spesa pubblica però
spendono miliardi e miliardi di euro in regali al Vaticano e alla Chiesa, in
compensi d'oro agli alti funzionari, in missioni di guerra e armi, in
appalti agli amici degli amici e mazzette; costruiscono il Ponte sullo
Stretto però non hanno i soldi per rimettere in sesto il territorio che
affonda e sbriciola nelle frane e nei crolli...
In questa situazione cercare di aggiustare qua e là la finanziaria-massacro,
chiedere al governo Berlusconi un impegno straordinario per creare posti di
lavoro, accettare sacrifici oggi in cambio di promesse e garanzie per domani
vuol dire ficcarsi in un vicolo cieco e aprire la strada a nuove pretese,
ricatti e sacrifici!
Sostituire il sistema capitalista con un nuovo sistema capace di mettere al
servizio del benessere collettivo le risorse e le conoscenze accumulati fino
ad oggi e capace di rispondere alle esigenze, alle migliori aspirazioni e
sentimenti di milioni di uomini e donne è una questione vitale per gli
esseri umani e per l'ambiente.
I lavoratori Fiat di Pomigliano, come quelli di Termini Imerese e di Melfi
(e a seguire di Mirafiori, perché se il piano Marchione non verrà fermato
con una battaglia politica e sindacale, in gioco non ci sarà solo la
chiusura di alcune fabbriche in Italia, ma lo smantellamento della FIAT
stessa) sono di fatto diventati il centro promotore della battaglia politica
contro lo smantellamento e la chiusura di aziende e per mantenere e
conquistare condizioni dignitose di lavoro.
Questo è chiaro a quel 40% di operai che hanno respinto il piano Marchionne
ed è chiaro alle centinaia di migliaia di lavoratori, operai, impiegati nel
pubblico impiego che il 25 giugno hanno scioperato rispondendo all'appello
allo sciopero generale lanciato dalla CGIL, dalla FIOM e da alcuni sindacati
di base come la Cub, l'Usi Ait, il S.I.Cobas e parti dell'Unicobas e della
Confederazione Cobas. Quello che non è ancora chiaro, o non è completamente
chiaro, è quale soluzione realistica, positiva e costruttiva è possibile
costruire per fare fronte agli effetti della crisi, come fare per dare
seguito alla parola d'ordine che riecheggia dalle officine alle aziende di
servizi, dalle scuole alle campagne del nostro paese e dell'Europa intera:
la crisi la paghi chi l'ha provocata.
Piano Marchionne, finanziaria massacro, legge bavaglio, attacco al diritto
di sciopero, carovita: protestare e opporsi non basta. Perché non possiamo
più lasciare l'iniziativa in mano ai padroni, ai banchieri, agli
speculatori, al Vaticano, alle organizzazioni criminali e alle loro
autorità, cioè a quelli che ci hanno trascinato nel disastro della crisi!
Nella loro schizofrenia, non troveranno nessuna soluzione positiva (tranne
che per loro stessi, la loro classe e i loro amici e compari) per fare
fronte alla crisi.
Per non pagare la crisi dei padroni, per tirarci fuori dal disastro della
crisi dobbiamo instaurare un sistema che prescinde dal mercato: non c'è
un'altra strada realistica e positiva. E' possibile? Sì e lo abbiamo anche
visto e toccato con mano! Per anni persino nei paesi capitalisti hanno
funzionato aziende e servizi pubblici, cioè non in mano ai singoli
capitalisti ma statali e gestiti non secondo criteri di mercato ma in
funzione delle esigenze collettive. Nei primi paesi socialisti, finché sono
stati diretti dai comunisti, fabbriche, strade, ferrovie, reti elettriche,
scuole, ospedali hanno funzionato per soddisfare le esigenze dei lavoratori
e delle masse popolari anziché per il profitto di padroni, speculatori e
parassiti.
Un governo di emergenza popolare non solo oggi è necessario ma è l'unica
realistica alternativa per contrastare e fermare la deriva reazionaria e
invertire il corso delle cose. Occorre un governo che attui misure concrete
e praticabili:
1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi)
utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda
deve essere chiusa).
2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende
e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e
democraticamente decisi.
3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e
garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni
necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione
della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo
deve essere emarginato).
4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l'uomo o per
l'ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in
conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri
paesi disposti a stabilirle con noi.
E' una prospettiva realistica!
Instaurare un governo con questo programma è lo sbocco positivo e unitario
alla mobilitazione contro la finanziaria, alla lotta degli operai di
Pomigliano, della Vinyls, dell'Alcoa, alle proteste contro le violazioni
della Costituzione, lo smantellamento della scuola e della sanità. Così le
mobilitazioni, le lotte, le rivendicazioni e le proteste contro la crisi dei
padroni e i suoi effetti possono essere vincenti e rafforzarsi l'una con
l'altra anziché esaurirsi per la mancanza o l'esiguità di risultati
immediati, sfiancare i lavoratori ed essere travolte dalla "guerra tra
poveri"! Uniti con un governo d'emergenza formato dagli esponenti delle
organizzazioni operaie e popolari che già godono della fiducia delle masse
possiamo iniziare a risolvere i problemi di ogni azienda, di ogni
lavoratore, di ogni persona. L'alternativa è quella che Tremonti definisce
economia sociale di mercato di cui la finanziaria massacro è una delle più
altre espressioni, l'alternativa è la deriva reazionaria impersonata dai
Berlusconi, Bossi e La Russa.
E' una soluzione possibile!
Il sistema capitalista mondiale è immerso in una crisi generale che non può
essere gestita con le misure normali e da cui non si esce con politiche
alternative rimanendo nel sistema di relazioni capitaliste come fanno
intendere alcuni esponenti politici e sindacali di "sinistra" (conversione
ambientale del sistema produttivo, dei consumi e del modello di società).
Questa "conversione" è possibile solo se al centro del cambiamento si
mettono le esigenze, gli interessi e i diritti delle masse popolari e dei
lavoratori, è possibile (e necessaria) solo se le organizzazioni operaie e
popolari (partiti progressisti, sindacati, associazioni e reti di cittadini
che già esistono e che già si mobilitano, alle quale si rifanno anche quanti
hanno detto No al Piano Marchionne, quelli che partecipano agli scioperi e
alle proteste), gli esponenti di queste organizzazioni si mettono in prima
linea per instaurare un Governo di Blocco Popolare per fare fronte agli
effetti della crisi e attuare le misure più urgenti per fermare il degrado
morale e materiale della società.
Sono le centinaia di migliaia di lavoratori che hanno scioperato il 25
giugno, sono i milioni di elementi delle masse popolari protagonisti, a
vario titolo e in varie forme, delle mobilitazioni per difendere la
Costituzione, i diritti democratici, per contrastare il razzismo e lo
squadrismo, per difendere e migliorare l'ambiente che possono spingere
coloro che hanno i mezzi e l'influenza per formare un governo di Blocco
Popolare a farlo. I Landini, i Cremaschi, i Leonardi, i Grillo, i Gino
Strada e gli altri esponenti delle organizzazioni sindacali, democratiche,
popolari e progressiste hanno i mezzi, il seguito e l'influenza per lanciare
e mettersi alla testa di un movimento di massa per cacciare Berlusconi e
instaurare un governo d'emergenza popolare capace e deciso ad affidare a
ogni azienda compiti produttivi (non dannosi per l'ambiente e la salute dei
lavoratori e pubblica) e le risorse necessarie per svolgerli, ad assegnare a
ogni individuo un lavoro socialmente utile, ad eliminare lavori e attività
inutili e dannose per l'uomo e l'ambiente, a distribuire i prodotti alle
aziende, alle famiglie, agli individui e ad usi collettivi secondo piani e
criteri chiari, conosciuti e democraticamente decisi.
La battaglia per l'attuazione di queste misure spingerà in avanti tutto il
processo di organizzazione e mobilitazione dei lavoratori e delle masse
popolari e alimenterà la fiducia e la forza in quanti vogliono farla finita
con questo marasma e costruire un percorso di sviluppo di nuove relazioni
umane, politiche e sociali, che concretamente significa costruire una
società diretta e gestita dai lavoratori: il socialismo.
Fare dell'Italia un nuovo paese socialista, un paese dove ci sia un posto e
un ruolo dignitoso per ogni uomo, donna, giovane e anziano delle masse
popolari è necessario e possibile! L'instaurazione di un governo di
emergenza popolare è il primo passo in questa direzione! E' il passo che
dobbiamo e possiamo compiere qui e oggi in questa direzione!
Da Resistenza n. 02 (febbraio 2010)
Per Marchionne "è da pazzi tenere aperto lo stabilimento di Termini Imerese
perché non è competitivo".
Per noi lavoratori l'unica cosa veramente da pazzi è che le aziende siano
gestite da Marchionne e da gente come lui che decide se, cosa e quanto
produrre in base al profitto che ne può ricavare, per cui va bene solo
quello che gli permette di moltiplicare denaro altrimenti va lasciato
perdere o tutt'al più affidato alla carità. E' da pazzi che attività che
riguardano e coinvolgono, direttamente o indirettamente, migliaia e migliaia
di persone, e per di più ampiamente finanziate con denaro pubblico, siano
ancora gestite, da Marchionne e dai suoi simili, come un affare loro, come
una questione privata.
Viviamo in un mondo che va a pezzi perché funziona e si regola secondo
questi criteri da pazzi.
Noi possiamo e dobbiamo costruire un mondo in cui siano gli operai e gli
altri lavoratori associati a decidere cosa e come produrre quanto occorre
per soddisfare le esigenze della popolazione, nel modo più rispettoso
possibile della loro salute e sicurezza e della tutela dell'ambiente.
E gli operai di Termini Imerese? A quel punto produrranno il numero di
automobili assegnato alla loro unità produttiva da un piano nazionale
elaborato con la partecipazione attiva loro e di tutti gli altri lavoratori
e riceveranno quanto necessario per farlo. Quante auto? Quelle che
risulteranno mettendo assieme le auto necessarie complessivamente (per il
fabbisogno nazionale), la promozione dei trasporti pubblici e di quelli
collettivi (pullman che vadano a prendere e riportino a casa i lavoratori di
ogni azienda, o gli studenti di ogni scuola, ecc.) che avranno contribuito a
ridurre di un bel po' il bisogno di nuove macchine, le macchine che vanno
sostituite perché inquinanti e insicure, la capacità produttiva che secondo
gli operai di Termini Imerese e quelli delle altre aziende di macchine ha la
loro unità di lavoro, ecc.
Se non servirà che producano automobili semplicemente impareranno e si
metteranno a produrre qualcos'altro.
Siccome tutti quelli in grado di farlo avranno un lavoro e saranno tenuti a
lavorare, gli operai di Termini Imerese potranno lavorare per meno ore e
avere più tempo per le relazioni sociali e le attività culturali,
artistiche, sportive, ecc.: quelle che adesso sono riservate a chi non è
costretto a dedicare la maggior parte del suo tempo e delle sue energie alla
sopravvivenza.
Una parte del loro tempo di lavoro lo dedicheranno a studiare e trovare
insieme come migliorare l'organizzazione del lavoro, la qualità dei
prodotti, l'ambiente di lavoro, ecc. Insomma tutte cose per cui già adesso
ci sono le conoscenze, le risorse e i mezzi necessari... però bisogna
liberarsi di Marchionne, di quelli come lui e dei loro compari.
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Nome: 250610 DN - Comunicato su Pomigliano e sciopero generale.pdf
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Descrizione: non disponibile
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From l.mazzu a yahoo.it Mon Jun 28 09:57:44 2010
From: l.mazzu a yahoo.it (Lorenzo Mazzù)
Date: Mon, 28 Jun 2010 03:57:44 -0400
Subject: Invito personale da Lorenzo Mazzù
Message-ID: <7plag0$1fhksr4@ironport-b.unyk.com>
Buongiorno,
Il 6/18/2010 3:08:03 AM, Lorenzo Mazzù vi ha chiesto di fare parte della sua rubrica Unyk per avere un accesso costante alle vostre coordinate e perché voi possiate fare altrettanto con quelle della Unyk.
Per accettare, cliccate qui.
http://www.unyk.com/ml/69/5/?i=FCDA8052B00E4542900700EF0DED1967&s=19209812&w=1277696917
Unyk è un sistema semplice ed intelligente per gestire i vostri contatti senza perderli mai.
Non dovete più preoccuparvi delle coordinate dei vostri contatti. Adesso sono direttamente i contatti che le gestiscono per voi. Se modificano le loro coordinate nella Unyk.com, la vostra rubrica è aggiornata automaticamente. E viceversa, cioè se voi modificate le vostre coordinate nella Unyk.com, la loro rubrica Unyk sarà aggiornata.
È veramente semplice e gratuito... già 30 milioni di utenti vi aderiscono.
Non rispondete direttamente a questa e-mail. Domande? Contattateci - http://unyk.com/it/Contattateci
UNYK Inc., 1010 de Serigny, bureau 820, Longueuil, QC, J4K 5G7, Canada.
Non voglio più ricevere alcun invito ad utilizzare UNYK da parte di Lorenzo Mazzù: cancella la mia iscrizione
http://www.unyk.com/ml/607/235/?mid=9E9AA4A4827C849F&email=bsf a bresciasocialforum.org&s=19209812&w=1277696917
Non voglio mai più ricevere alcun invito ad utilizzare UNYK: cancella la mia iscrizione
http://www.unyk.com/ml/69/6/?i=FCDA8052B00E4542900700EF0DED1967&s=19209812&w=1277696917
UNYK, la prima rubrica intelligente che si aggiorna da sola!
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From cristianbodei a yahoo.it Tue Jun 29 20:37:26 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Tue, 29 Jun 2010 11:37:26 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] comunicato sfratti
Message-ID: <116626.34410.qm@web28107.mail.ukl.yahoo.com>
DI SEGUITO E IN ALLEGATO IL COMUNICATO SULLA QUESTIONE SFRATTI DEL PARTITO DEI CARC.
BRESCIA, 29 GIUGNO 2010
L?emergenza sfratti nel territorio bresciano ha ormai raggiunto il livello di vero e proprio allarme sociale. In ogni angolo della provincia ci sono famiglie di lavoratori, sia italiane che immigrate, che perdendo il lavoro a causa della crisi, si trovano impossibilitate a pagare gli esosi affitti imposti da padroni e speculatori, che non esitano a gettare in mezzo alla strada uomini, donne, anziani e bambini. Doppiamente grave diviene la situazione delle famiglie straniere, costrette a fare i conti col lavoro e la casa che manca e con le scadenze dei permessi di soggiorno.
Un grande lavoro viene portato avanti dal Comitato Antisfratti, formato da militanti e sfrattati italiani e non, che ad ogni scadenza si oppone con la mobilitazione diretta all?esecuzione dell?infame rituale della sottrazione della casa. L?azione diretta in molti casi ha portato alla sospensione e al rinvio delle esecuzioni di sfratto e alla identificazione di soluzioni provvisorie per le famiglie bisognose; la conseguente creazione di cosiddetti problemi di ordine pubblico e l?intervento diretto anche nelle contraddizioni interne alle istituzioni, come l?occupazione del dismesso hotel di via Capriolo a Brescia o l?irruzione alla sede bresciana della regione Lombardia, hanno portato la questione alla ribalta dei media locali e costretto le istituzioni ad occuparsi della questione, aprendo un tavolo prefettizio per la ricerca di una soluzione politica, che però al momento pare in fase di stallo.
Le raccomandazioni del Prefetto, che invita i padroni degli immobili e le forze della repressione a non calcare troppo la mano e restare in attesa degli sviluppi del tavolo, risultano però inascoltate, e gli sfratti continuano inesorabili, con epiloghi anche violenti: di pochi giorni fa è l?esecuzione coatta da parte dei Carabinieri di uno sfratto ad Azzano Mella, con tanto di fermo dei compagni intervenuti in solidarietà. Non contenti sono state inscenate in seguito continue provocazioni ai danni di altri compagni intervenuti per richiedere la liberazione dei fermati, fino ai tentativi di carica contro i manifestanti che hanno occupato il municipio di Azzano Mella per esigere la restituzione del diritto alla casa degli sfrattati in mattinata. Anche questa mobilitazione ha registrato una vittoria, ritorcendo tempestivamente contro agli esecutori la loro intimidatoria azione repressiva.
Bisogna continuare sulla strada tracciata, promuovere l?allargamento del coordinamento e dei contatti, individuare autonomamente le soluzioni abitative e costringere le istituzioni a fare il loro lavoro e prendersi carico delle situazioni di bisogno anche prima che arrivino all?epilogo dello sfratto. Bisogna continuare a spingere per l?individuazione di una soluzione politica con ogni mezzo necessario senza farsi legare le mani dalla burocrazia, rivendicando la legittimità delle azioni, anche se vengono considerate illegali da chi ?legalmente? toglie un tetto a intere famiglie con tanto di bambini! Il territorio pullula di case e appartamenti che vengono lasciati sfitti, ben saldi nelle mani della borghesia, del clero, delle agenzie immobiliari. La loro legalità sancisce il loro diritto a lasciarli inutilizzati e in tanti casi a farli marcire inutilmente, mentre vediamo sempre più urgente l?esigenza di case per le masse popolari! A questa
legalità rispondiamo con un forte NO! Dobbiamo approfittare del fatto che la creazione di quelli che loro chiamano problemi di ordine pubblico, e il conseguente clamore mediatico, insinuano nelle istituzioni la paura di ritrovarsi con una situazione ingestibile e con il dilagare di una coscienza che cercano in ogni modo di prevenire.
Dobbiamo essere coscienti che ogni soluzione che riusciamo giustamente a strappare sarà messa in discussione alla prima occasione: gli sfratti rinviati si ripresenteranno fra qualche mese, le soluzioni provvisorie hanno limiti temporali. Il problema non è solo bresciano, in tutta Italia si è sviluppata la lotta per la casa, da qui fino a Palermo. Questa è una delle tante facce della crisi che attanaglia il paese e che lorsignori vorrebbero farci pagare senza tanti complimenti, da Brescia fino a Pomigliano e con la loro manovra di lacrime e sangue!
Finchè la direzione della società resterà in mano a questi farabutti ogni soluzione che riusciamo a strappare sarà provvisoria e da difendere con i denti! Nessuna soluzione vera e duratura verrà da chi ha provocato la crisi continuando a gozzovigliare su di essa a danno delle nostre tasche, delle nostre vite, del futuro nostro e dei nostri figli.
Le Organizzazioni Operaie e Popolari, i comitati, i sindacalisti onesti, i sinceri democratici, gli esponenti sinceri dei partiti di sinistra devono coordinarsi sempre più, dare una prospettiva politica alle lotte sparse già in corso in tutto il paese, rivendicando la necessità di instaurare un governo di emergenza che prenda i provvedimenti necessari alla massa di persone che cercano di vivere del loro lavoro. La natura della crisi in corso spinge parte delle classi dominanti sempre più verso un loro governo d?emergenza reazionario, che spinga il paese sempre più nel baratro della guerra fra poveri e della guerra imperialista per risolvere a modo loro la loro crisi. La nostra alternativa è l?instaurazione di un nostro governo, è l?unica strada realistica che abbiamo davanti di fronte a questo, ed è l?unica strada che hanno anche gli esponenti più in vista e con un certo seguito da parte delle masse popolari. Cremaschi, Landini, Grillo,
Gino Strada, se non voglio essere spazzati via dalla mobilitazione reazionaria promossa dalla borghesia non hanno altre alternative se non promuovere un vasto movimento che abbia come obbiettivo la cacciata della banda Berlusconi e l?instaurazione di un governo di Blocco Popolare. Ne hanno le possibilità, il seguito e la forza organizzativa.
Per risolvere almeno gli effetti peggiori della crisi serve un simile governo che attui sei semplici punti:
1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).
2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato).
4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l?uomo o per l?ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
Un simile governo, con il sostegno attivo delle Organizzazioni Operaie e Popolari, potrà prendere su larga scala anche i provvedimenti necessari a risolvere il problema della casa, proteggendone il diritto e contrastando i burocrati!
La lotta per l?instaurazione e la vita di un simile governo innalzerà la capacità di autorganizzarsi delle masse popolari tutte, spingendo in avanti la coscienza della necessità di farla definitivamente finita con il capitalismo e la sua nefasta crisi, lottando per instaurare il socialismo.
10, 100, 1000 comitati antisfratti in tutta Italia!
La casa è un diritto inalienabile di tutti, facciamolo rispettare con ogni mezzo necessario!
E? legittimo tutto ciò che è conforme agli interessi delle masse popolari!
Cacciamo la banda Berlusconi, lottiamo per costruire un Governo di Blocco Popolare!
Facciamo dell?Italia un paese socialista!
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Nome: comunicato sfratti.doc
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From cristianbodei a yahoo.it Wed Jun 30 21:30:50 2010
From: cristianbodei a yahoo.it (Cristian Bodei)
Date: Wed, 30 Jun 2010 12:30:50 -0700 (PDT)
Subject: [Bsf] =?utf-8?q?I=3A_=5B=28n=29PCI=5D_Pomigliano_conferma=2C_a_un?=
=?utf-8?q?_livello_superiore=2C_gli_insegnamenti_dell=E2=80=99INNSE_=2E?=
=?utf-8?b?Li4=?=
Message-ID: <559532.32337.qm@web28106.mail.ukl.yahoo.com>
----- Messaggio inoltrato -----
Da: delegazione npci
A: uni.pop.com a lists.riseup.net
Inviato: Mer 30 giugno 2010, 12:53:10
Oggetto: [(n)PCI] Pomigliano conferma, a un livello superiore, gli insegnamenti dell?INNSE ...
(nuovo)Partito comunista italiano
Comitato Centrale
Sito: http://www.nuovopci.it
e.mail: lavocenpci40 a yahoo.com
Delegazione
BP3 4, rue Lénine 93451 L'Île St Denis (Francia)
e.mail: delegazionecpnpci a yahoo.it Gli operai di Pomigliano devono mettersi alla testa di un movimento che cambi la situazione, del movimento per costituire un Governo di Blocco Popolare!
Comunicato del Comitato Centrale
20 giugno 2010
Ricordiamoci del Luglio ?60, cinquanta anni fa e della fine del governo Tambroni!
Comunicato del Comitato Centrale
18 giugno 2010
>>>SCARICATE <<<
la nuova versione delle istruzioni per utilizzare Tor con Firefox 3.5.5
________________________________
Comunicato CC 14/10 - 30 giugno 2010
>>[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word / PDF]
>>Pomigliano conferma, a un livello superiore, gli insegnamenti
>>dell?INNSE e delle elezioni regionali di marzo!
>>
>>Avanti, verso un governo d?emergenza delle Organizzazioni Operaie
>>e delle Organizzazioni Popolari che faccia fronte alla crisi!
>>
>>Marchionne e i suoi soci con in prima linea Sacconi, Marcegaglia, Tremonti, Brunetta e i loro complici Bonanni e Angeletti, avevano sollevato una pietra per scagliarla contro i lavoratori e le masse popolari. La pietra si chiamava Pomigliano. La pietra gli è ricaduta sui piedi. Ora bisogna incalzarli, passare all?offensiva, non dargli tregua finché non si sarà costituito un governo d?emergenza delle OO e delle OP, il Governo di Blocco Popolare.
>>Se non passeremo all?offensiva, i nemici dei lavoratori si riprenderanno dalla sconfitta che hanno subito e attaccheranno da un?altra parte. Per Pomigliano, passeranno alla chiusura dello stabilimento. Confermeranno la condanna di Termini Imerese. Poi l?offensiva di Marchionne raggiungerà le altre fabbriche FIAT: Melfi, Cassino, Val di Sangro, Mirafiori. Finché non è costituito il GBP, le aziende FIAT sono dove a Marchionne e agli Agnellini conviene: sono cosa loro. La manovra Tremonti colpirà servizi sociali (cioè tutte le masse popolari), pensionati e impiegati della Pubblica Amministrazione, della sanità, della scuola, dell?università e della ricerca. L?offensiva padronale si svilupperà in attacco al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, allo Statuto dei lavoratori e ai diritti sindacali e politici dei lavoratori, persino a quelli sanciti dalla Costituzione e dalle leggi, in riduzione dei posti di lavoro e degli ammortizzatori
sociali, nell?innalzamento dell?età pensionabile e nei cento altri fronti su cui oggi borghesia e clero attaccano le masse popolari.
>>Pomigliano ha mostrato, su scala più grande dell?INNSE, che la vittoria dei padroni non è fatale e che i padroni non hanno affatto già vinto. Ha smentito i depressi, i rassegnati e i disfattisti. Gli operai che hanno votato no a Marchionne nonostante il ricatto e la campagna di intimidazione e di criminalizzazione, hanno dato una lezione di coraggio e di forza morale ma soprattutto hanno mostrato la riserva di forze di cui disponiamo. Hanno dimostrato che quando le organizzazioni e i dirigenti impostano una battaglia giusta, la massa risponde.
>>Ora sta alle forze organizzate e ai capi fare la loro parte. Noi comunisti la faremo. Dobbiamo partire da noi. Dobbiamo non lasciare in pace quei dirigenti che addossano alle masse compiti che le masse per loro natura non possono svolgere senza il lavoro delle organizzazioni e dei dirigenti, per pararsi dietro le masse: per spiegare e giustificare la loro inerzia (l?inadempienza del loro ruolo di intellettuali e dirigenti), con il fatto che la masse non fanno quello che le masse non possono fare.
>>Le masse popolari sono disposte a combattere se hanno una direzione che promuove la guerra: indica la direzione giusta e organizza la guerra. Se le masse non rispondono, vuol dire che la direzione non è giusta. Se la direzione è giusta, le masse popolari combattono e possono vincere: la partita è tutt?altro che chiusa. Possiamo vincere. Ma il nostro campo deve alzare il tiro, passare rapidamente dalla difesa all?attacco. La FIOM, lo SLAI Cobas e la Confederazione Cobas che si sono impegnati a Pomigliano contro il ricatto di Marchionne & C hanno visto ripagato il loro impegno: tanto più quanto più si sono impegnati. Ora devono assumere la responsabilità della vittoria. Bando al basso profilo e alla rassegnazione: a ridursi a contrattare la misura o le forme della resa a Marchionne & C.
>>L?idea che Landini e del resto del gruppo dirigente della FIOM pubblicamente propone, non sta in piedi. Vuol dire contrattare come gli uomini e le donne direttamente addette alla produzione si spremono di più. Ma proprio questa è la causa della crisi dell?attuale sistema sociale. Non possiamo accettare nel particolare di ogni singola azienda, ogni volta come eccezione, quello che rifiutiamo come stato generale del paese. Di questo passo, si avvelena l?intero paese e il risultato sarebbe quello che Marchionne, Berlusconi, Marcegaglia e soci dicono.
>>Oggi a livello mondiale il tempo dedicato direttamente alla produzione è diventato una frazione enormemente piccola del tempo di cui l?umanità dispone. Ma il sistema capitalista lo fa dare da una frazione sempre più ridotta di uomini e donne: gli altri li butta fuori come disoccupati, precari, immigrati. Stanno in piedi solo le aziende che stanno a questa regola. Per fare lo stesso numero di vetture nell?industria automobilistica oggi sono impiegati un decimo dei lavoratori che erano impiegati 50 anni fa. Sempre meno persone sono direttamente addette alla produzione e quelle devono produrre sempre di più; e quanto più producono tanto più il Marchionne di turno riduce il loro numero, ?se no, va fuori mercato?, non vende. Il sistema impiega direttamente nella produzione sempre meno persone e queste le soffoca per il troppo lavoro. Mentre esclude dalla partecipazione diretta alla produzione una parte crescente dell?umanità e a queste
persone rende la vita impossibile perché disoccupate o precarie.
>>Questo sistema è incompatibile con i diritti dei lavoratori e anche con i diritti dei disoccupati e dei precari. È incompatibile con la democrazia. Ci sta avvelenando fisicamente, moralmente e intellettualmente. Dobbiamo regolare diversamente le cose. Per questo occorre che le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari, d?azienda e territoriali, costituiscano un governo d?emergenza. I sindacati devono mettersi alla testa del loro movimento per costituire un governo che attui le seguenti sei misure generali.
>>1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).
>>2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
>>3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato).
>>4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l?uomo o per l?ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
>>5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
>>6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
>>Un simile governo avrà una grande capacità d?azione e una forza irresistibile. Le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari che già esistono e quelle che si formeranno in tutto il paese man mano che il movimento si svilupperà, assolveranno al compito di
>>- indicare caso per caso al GBP i provvedimenti particolari e concreti che deve adottare per realizzare nel caso concreto le sei misure generali,
>>- far attuare i provvedimenti che il GBP adotta e attuarli direttamente quando i funzionari pubblici recalcitrano ad attuarli,
>>- stroncare le manovre a cui certamente i gruppi più reazionari e criminali della borghesia, del clero e dei loro accoliti, complici e alleati ricorreranno per boicottare e sabotare l?azione del GBP.
>>In questo modo le masse popolari organizzate impareranno a governare.
>>Si creeranno così le condizioni per accelerare la rinascita del movimento comunista e deludere le speranze della classe dominante (la borghesia imperialista, il Vaticano, le Organizzazioni Criminali, con i loro padrini esteri: gli imperialisti USA e i gruppi sionisti) di riprendere in mano la situazione e reimporre il loro assurdo mondo.
>>
>>Se ora, dopo che gli operai di Pomigliano hanno sonoramente battuto Marchionne e i suoi soci e servi (i sindacati asserviti), la FIOM, lo SLAI Cobas, la USB, la Confederazione Cobas e gli altri sindacati non legati al governo della banda Berlusconi, non si mettono con le OO e le OP a costituire un simile governo d?emergenza, le fabbriche di Pomigliano, di Termini Imerese, tutte le fabbriche FIAT e le fabbriche e aziende dell?intero paese resteranno a disposizione dei vari Marchionne e Marcegaglia. Allora perfino la contrattazione che oggi Landini propone sarà stata inutile perché appena gli conviene, Marchionne si rimangerà ogni impegno, col pretesto vero o inventato del mercato. Invece i lavoratori avranno perso il vantaggio della vittoria attuale. La contrattazione è al più una mossa ausiliaria, la mossa principale oggi è lanciare la lotta per il GBP. Nessuna azienda deve essere chiusa, ad ogni adulto un lavoro dignitoso, ad ogni azienda
quanto le serve per funzionare: in breve le sei misure generali del GBP. Solo così gli operai di Pomigliano consolidano la loro vittoria: mobilitando gli altri operai FIAT, i disoccupati di Napoli, gli altri operai, gli immigrati, le masse popolari di tutto il paese per costituire un governo d?emergenza che faccia fronte alla crisi.
>>Per vincere, anzitutto bisogna voler vincere, bisogna essere decisi a combattere, bisogna non dare tregua al nemico quando è in difficoltà. La campagna di Pomigliano non è finita e ha i suoi tempi. Finirà quando sarà costituito il GBP. Allora si aprirà una nuova campagna. Non bisogna lasciare che il nemico si riprenda, ora che gli operai di Pomigliano gli hanno inferto una sonora batosta. Non bisogna lasciare la direzione della guerra a chi non la vuole combattere: solo se siamo decisi a combattere, possiamo mettere a frutto anche gli indecisi e gli oscillanti.
>>
>>La crisi è un dramma che sta andando verso uno scioglimento, almeno provvisorio: una svolta nel corso degli avvenimenti. Vi sta andando in molti paesi e nelle relazioni internazionali. Per non guardare la realtà in faccia o per imbrogliare il pubblico, ogni giorno qualcuno dei signori dichiara che la crisi è finita. In realtà nessuno può arrestare questo processo senza una svolta politica: la crisi economica e la crisi ambientale sono diventate crisi politica. Trovano la loro soluzione nella crisi politica. La crisi è il prodotto del sistema di governo che l?attuale classe dominante ha ereditato dalla sua storia di lotta vincente contro il movimento comunista e la prima ondata della rivoluzione proletaria. Noi comunisti non siamo stati capaci di estendere la rivoluzione proletaria e il socialismo a tutto il mondo, quindi l?umanità è impantanata nella seconda crisi generale del capitalismo.
>>La crisi è la manifestazione che il sistema di governo della società messo in opera dall?attuale classe dominante, a livello dei singoli paesi e a livello delle relazioni internazionali, non è più in grado di assicurare né alla classe dominante la prosecuzione degli affari (mette istituzioni, gruppi e Stati in antitesi l?uno con l?altro) né alle masse popolari, alla massa della popolazione, la riproduzione delle condizioni materiali di vita. Quindi il sistema di governo deve cambiare e cambierà. Il problema è in quale direzione cambierà. Sta a noi farlo cambiare nella direzione dell?instaurazione del socialismo.
>>Andare in questa direzione, nell?immediato nel nostro paese vuol dire costituire un governo d?emergenza che faccia fronte alla crisi: le OO e le OP e primi tra esse i sindacati che non vogliono essere travolti dalla mobilitazione reazionaria, devono costituire il GBP.
>>Nel nostro paese stiamo andando a grandi passi verso una svolta. Ma ancora non è deciso in che senso sarà la svolta. Mobilitazione rivoluzionaria, cioè nell?immediato Governo di Blocco Popolare? O mobilitazione reazionaria, cioè la sistematizzazione e l?aggravamento delle iniziative prese in questi ultimi tempi da Berlusconi, da Sacconi, da Tremonti, da Marchionne, da Brunetta, da Maroni, da Bossi e dai suoi, fino a costituire un regime di diversa qualità? Niente è fatale, niente avviene da sé. Non è vero che i padroni hanno già vinto. Ma non è vero neanche che noi stiamo già vincendo. Quello che avverrà, sarà quello che saremo capaci di fare!
>>
>>Nel nostro paese i poli dei due opposti schieramenti si stanno meglio definendo, di giorno in giorno. Lo schieramento continuerà nei prossimi mesi, mentre si moltiplicheranno gli scontri.
>>Il nuovo Partito comunista occupa con determinazione la sua posizione di direzione nel campo della masse popolari grazie alla sua concezione strategica (illustrata nel nostro Manifesto Programma - www.nuovopci.it) e impegna tutte le sue ancora deboli forze a diffondere orientamento (fare del posto di lavoro il problema centrale dell?ordine pubblico fino a costituire il GBP) e a tessere la rete delle sue relazioni con le masse popolari organizzate, le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari, perché costituiscano il GBP.
>>Questa è la strada della mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari, la via per uscire dall?attuale crisi e riprendere la strada del progresso che è, anche nel nostro paese, la strada verso la costituzione di nuovi paesi socialisti. Non è un processo automatico, non avviene da solo, per forza delle cose. Ma è un processo possibile, realistico, conforme alla logica delle cose: Pomigliano, l?INNSE, le elezioni regionali di marzo, mille altri episodi confermano che dispone delle forze necessarie per vincere. Noi comunisti faremo di tutto perché sia quello che si realizza. Si realizzerà se saremo capaci di comporre una dopo l?altra le tessere del mosaico, partendo da quelle che già ci sono e grazie a quelle creandone altre e raccogliendo quelle che la situazione generale, al contorno suscita. C?è lavoro per ognuno, per tutti quelli che sono abbastanza generosi e attivi per mettersi al lavoro. La funzione di ogni organismo e la regola
principale di condotta (la morale) di ogni individuo in questa fase si misurano su questo: su quanto contribuisce alla costituzione del GBP. I discorsi di politica e di morale che prescindono da questo, sono chiacchiere o imbrogli. Obiezioni se ne possono fare molte e alcune sono del tutto ragionevoli. Ma questa è la strada e questa dobbiamo percorrere, meglio che siamo capaci, migliorando via via quello che siamo capaci di migliorare.
>>In questo tutti si misurano e si rinnovano. Dopo il Comunicato del 1° maggio (www.nuovopci.it) con cui il nostro CC salutò il 16° Congresso della CGIL, alcuni compagni e lavoratori avanzati sono insorti contro il nostro appello ai membri e ai dirigenti della CGIL. Ci hanno ricordato le malefatte della FIOM e della CGIL. Come abbiamo già ampiamente spiegato in VO 34 (pag. 40, seconda colonna - www.nuovopci.it), nelle cose vi è una logica che trascina e travolge gli individui che non hanno convinzioni forti, socialmente radicate, ?ideologiche? (e lo stesso vale per gli organismi). I compagni che si fanno guidare dai risentimenti per i crimini, gli errori e i limiti del passato, i Vittorio Granillo per mille buone ragioni pieni di livore contro la FIOM e la CGIL, se si fanno guidare dai loro risentimenti, oggi fanno alla causa delle masse popolari un danno non inferiore a quello che hanno fatto nel passato i dirigenti della FIOM e della CGIL che
collaboravano con la Confindustria e col Vaticano.
>>Oggi chi ne ha, deve mettere a frutto l?esperienza del passato per contribuire di più e meglio alla costituzione del GBP. Veramente non ci sono che due vie e la mobilitazione reazionaria comporta l?eliminazione della CGIL oltre che della FIOM. Quindi anche solo per questo gran parte della FIOM e anche della CGIL si metteranno sulla strada che noi indichiamo: la costituzione del GBP. Le buone ragioni del passato si dimostrano e confermano mettendosi davanti sulla strada della costituzione del GBP e costringendo con l?esempio e con il metodo delle leve la FIOM e la CGIL a seguire la stessa strada. È sbagliato limitarsi a imprecare e recriminare per quello che gli altri non fanno: bisogna anzitutto mettersi a fare!
>>
>>La lotta per la costituzione di un governo d?emergenza delle OO e delle OP si sta sviluppando, passo dopo passo.
>>Nel mese di aprile (24 e 25 aprile) a Roma vi è stato il primo congresso nazionale dei Comitati degli Immigrati in Italia. Dopo Castelvolturno, Rosarno, via Padova-MI e le manifestazioni del PrimoMarzo2010, è stato un passo importante sulla via dell?organizzazione degli immigrati, componente delle masse popolari del nostro paese da cui nessun movimento per porre fine alla crisi può prescindere, che anzi deve farne un elemento di forza internazionale.
>>Il mese di maggio 2010 è stata la stagione dei congressi sindacali: FIOM e altri sindacati di categoria della CGIL, CGIL, SLAI Cobas, USB.
>>Si sono riuniti a congresso gran parte dei sindacati che per scelta o per tradizione (per la realtà creata dalla storia che hanno alle spalle) sono tali che la mobilitazione reazionaria per prevalere, dovrebbe eliminarli. I sindacati che già oggi si distinguono dai sindacati collusi con il governo della banda Berlusconi (CISL, UIL, UGL in primo luogo), di Bossi e dei fascisti, dai sindacati che per la loro storia, formazione e composizione sono disponibili a diventare agenzie che forniscono servizi ai loro iscritti, dai sindacati territoriali o comunitari, agenzie delle ?comunità di lavoro? costituite e governate dal padrone.
>>Si sono riuniti a congresso gran parte dei sindacati su cui noi comunisti possiamo e dobbiamo agire (con la linea di massa, con il metodo delle leve, con il metodo della seconda gamba) per farli diventare promotori del movimento per costituire un governo di emergenza delle OO e delle OP, il Governo di Blocco Popolare. Sia perché i loro dirigenti non possono prescindere totalmente dall?orientamento e dallo stato d?animo della massa dei lavoratori, anche se non adottano ancora lo slogan coniato nel ?94 dall?allora segretario della FIOM Claudio Sabattini: ?Mai più un accordo che non abbia il consenso dei lavoratori?. Quindi noi possiamo far leva sulla sinistra dei lavoratori attivisti o iscritti a questi sindacati per agire sui dirigenti e sul complesso del sindacato. Sia perché i dirigenti stessi sarebbero travolti dalla mobilitazione reazionaria. Questo resta vero benché nella CGIL sia forte la nidiata di socialisti di formazione
craxiana (a partire da Susanna Camusso, la probabile futura segretaria generale della CGIL dal prossimo settembre), stretti colleghi di Cazzola, Sacconi, Brunetta, Tremonti, Cicchitto, Brancher e di altri loschi personaggi passati dal servizio indiretto (mediato da Craxi) che per anni hanno reso al Vaticano e alle Organizzazioni Criminali capeggiate da Berlusconi, al servizio diretto di Berlusconi.
>>È importante per noi che persino il capo della destra della CGIL, Guglielmo Epifani, abbia esplicitamente proclamato che la crisi in corso non ha niente a che vedere con le crisi cicliche e con le crisi settoriali del passato. In termini d?analisi anche la destra riconosce che non è in vista alcuna uscita dal tunnel e che la crisi economica è combinata con la crisi politica: eliminazione dei diritti dei lavoratori, delle donne, ecc. È importante perché vuol dire che è coscienza diffusa che la crisi andrà per le lunghe, che si aggraverà, che ci vogliono misure d?emergenza. Le proclamazioni della destra CGIL rafforzano questa coscienza e la diffondono ancora di più. Certo la destra si limita a chiedere al governo in carica di fare quello che il governo ovviamente non farà: anche per questo è la destra.
>>Un passo più avanti, Rinaldini, Cremaschi, Landini, il gruppo dirigente della FIOM e i promotori dell?area programmatica ?La CGIL che vogliamo?, hanno proposto la costruzione di un movimento di lotta, sindacale e politico, di opposizione, ?in grado di cambiare la situazione?. Quindi affidano le sorti non al governo in carica, ma alle masse popolari, a se stessi, non dicono chiaramente a chi. Siamo ancora ai capi che si appellano ad altri.
>>Se qualcuno dei sindacati alternativi si porrà con decisione e coraggio a promuovere simile movimento dando ad esso un obiettivo adeguato al momento (il GBP), il sistema delle leve farà il resto: muoverà la FIOM che è in grado anche da sola di promuovere il movimento che Rinaldini ha indicato a nome di gran parte della FIOM. Ma la FIOM, quando si muoverà, non si muoverà da sola. Certamente trascinerà più di metà del resto della CGIL. Già nello scontro ancora solo elettorale tra le due Mozioni del Congresso CGIL, alla Mozione 2 (maggioritaria nella FIOM) è andato il 17% dei membri votanti, ma erano già il 24% tra i lavoratori in attività e la Mozione 2 è stata presentata solo nel 52% delle assemblee congressuali. Adesione a una mozione congressuale non è ancora militanza e lo schieramento in definitiva sarà determinato sia dalla capacità di mobilitazione del nostro campo, sia dalla rivolta che susciterà tra i lavoratori e le masse
popolari l?iniziativa del campo nemico. Ben lo si è visto nel referendum del 22 giugno alla Giambattista Vico di Pomigliano. Lo scarso 29% di adesioni a FIOM e SLAI Cobas al tesseramento, è diventato più del 42% del voto degli operai (esclusi gli impiegati e i capi-operai).
>>Arriviamo quindi ai sindacati di base e ai sindacati alternativi. Anche una parte importante dei loro dirigenti è ancora tentata dal nascondersi dietro l?iniziativa delle masse popolari, di affidare alle masse popolari compiti che esse per loro natura non possono svolgere. O di fare quello che con maggiore forza e seguito fanno la CGIL e la FIOM: limitarsi a convocare dimostrazioni e scioperi rivendicativi e poi lamentarsi che i lavoratori non li seguono. Nel passato i sindacati di base e alternativi hanno avuto seguito quando hanno fatto quello che FIOM e CGIL non facevano, hanno riempito il vuoto che FIOM e CGIL lasciavano: ma in questo ruolo restavano subalterni a FIOM e CGIL, scomparivano quando quelle si mettevano in moto. I sindacati di base e alternativi avranno un ruolo chiave, e possono avere un ruolo chiave nella situazione attuale, se si fanno promotori dell?offensiva, se combinano le lotte rivendicative con il movimento per costituire
un governo d?emergenza che faccia fronte alla crisi, il GBP. Altrimenti non hanno futuro. Come promotori di lotte rivendicative saranno surclassati dalla FIOM e dalla CGIL e come queste avranno via via meno seguito, man mano che sarà evidenza comune che le lotte rivendicative da sole non pagano.
>>Perché i sindacati sono importanti per la costituzione del GBP?
>>Per determinare un cambiamento di governo, un governo d?emergenza come il GBP, attraverso un movimento di piazza (?fare del posto di lavoro un problema di ordine pubblico?, ?rendere ingovernabile il paese?), ci vuole una struttura diffusa e che goda della fiducia di elementi decisivi ai fini della mobilitazione di massa, capaci di mobilitare a partecipare al movimento centri (come le aziende metalmeccaniche e le altre grandi aziende) egemoni e autorevoli, trainanti tra la massa della popolazione. I sindacati come la CGIL, la FIOM, la USB e gli altri sindacati di base e alternativi in misura diversa lo sono.
>>
>>In nessuno dei sindacati riunitisi a congresso vi sono oggi correnti di un certo rilievo apertamente sensibili al nostro appello ad approfittare dei loro legami con i lavoratori per promuovere un movimento per la costituzione del GBP. Ma vi sono mille sintomi e accenni in questa direzione. E stanno già pagando le conseguenze del loro ostinato limitarsi all?ambito rivendicativo. In primo luogo le sta pagando la FIOM: la manovra Pomigliano promossa da Marchionne, per passare doveva passare sopra il cadavere della FIOM. E per chi si ostina a sbagliare contro la sua propria natura, non c?è miglior maestro che il nemico. Gli operai della FIAT di Pomigliano per il momento hanno tolto le castagne dal fuoco per la FIOM. I risultati del referendum non solo hanno scornacchiato Marchionne, ma hanno salvato la FIOM e hanno lanciato un segnale a tutti gli operai e alle masse popolari dell?intero paese. Lo SLAI Cobas e la Confederazione Cobas a Pomigliano
hanno mostrato cosa possono fare organizzazioni sindacali anche piccole ma che seguono una linea giusta. Il sistema delle leve, prima di esistere nell?armamentario dei nostri metodi di lavoro, esiste nelle relazioni reali tra organismi e tra organismi e masse.
>>
>>Al di là dei sindacati di base e alternativi si sono moltiplicate e si moltiplicano nel paese le OO e le OP suscitate dalla crisi economica, dalla crisi politica e dalla crisi ambientale. Sono già numerose e il loro numero cresce di giorno in giorno e sempre più si coordinano in reti locali o nazionali. l?INNSE, Pomigliano, la Vinyls, l?ALCOA, l?Eutelia e la altre lotte di fabbrica le rafforzano e le moltiplicano. La classe operaia diventa sempre più influente. Tutte le OO e OP che già sviluppano iniziative pratiche da sole (difesa dell?acqua, ricostruzione di L?Aquila, Gruppi di Acquisto Solidale, ecc.) o in collaborazione con alcune autorità (comunali) già disponibili, concorrono al movimento per costituire il Governo di Blocco Popolare.
>>Si può fare, la parola d?ordine che noi abbiamo lanciato e che sosteniamo può avere successo. La situazione spinge in quella direzione. Il successo della nostra azione sulle OO e sulle OP dipende solo dal nostro metodo di lavoro e dalla concezione del mondo che guida effettivamente la nostra attività: non quella che diciamo, ma quella che si materializza nelle nostre iniziative nazionali e più ancora in quelle particolari e concrete. Il nostro successo non dipende dalle idee prevalenti attualmente nelle OO e nelle OP. Siamo effettivamente in un?epoca in cui le ideologie sono morte?. Questo in negativo vuol dire che sono venute meno, che la borghesia e il clero sono riusciti, in larga misura, a cancellare quelle ferme convinzioni comuniste e di solidarietà popolare nate e consolidate profondamente in milioni di operai, di lavoratori e di casalinghe nel corso delle dure lotte che li avevano uniti durante la prima ondata della rivoluzione
proletaria, convinzioni che i revisionisti del PCI (eurocomunisti & C) per un verso e la sinistra dogmatica del PCI (brezneviani & C) per l?altro avevano reso gusci vuoti: articoli di fede avulsi dalla attività pratica di adesione alla Repubblica Pontificia cui i revisionisti del PCI avevano costretto le masse popolari. Ma in positivo vuol dire che l?orientamento di ogni OO e di ogni OP, e persino di ogni membro di OO e di OP è precario, fragile, può cambiare facilmente e repentinamente. Mentre l?interesse pratico che ha fatto sorgere ognuna di esse è ben stabile e ha la testa dura. E noi comunisti, per la nostra linea generale e per la concezione espressa nel nostro Manifesto Programma, ne siamo gli interpreti più avanzati. Sta quindi a noi portare l?orientamento di cui le masse popolari hanno bisogno perché riflette il loro interesse reale. Dipende da noi, solo da noi, portarlo in modo efficace.
>>
>>Per costituire il GBP, le OO, le OP e i sindacati devono mobilitare i lavoratori e le masse popolari al punto da rendere il paese ingovernabile da un normale governo emanazione del Vaticano e della borghesia imperialista, devono ripetere su grande scala il Luglio ?60. Ma ora a rendere ingovernabile il paese da parte di un normale governo del Vaticano e dei padroni, non concorreranno solo le rivolte, le dimostrazioni, gli scioperi, gli espropri e le occupazioni. Vi concorreranno anche i contrasti che già si sviluppano in campo nemico, sui più diversi terreni: dalle Regioni che restituiscono al governo centrale le competenze che la manovra Tremonti ha privato del finanziamento, alla ribellione di tanta parte della Lega Nord alla beffa Brancher e all?affossamento del federalismo, alla rivolta dei giornalisti che contro la legge bavaglio fanno quello che noi abbiamo fatto con il nostro sito www.nuovopci.it e con il sito ?Caccia allo sbirro?, ai
magistrati che protestano contro l?impunità di Berlusconi e dei suoi accoliti, al clero che protesta contro la pedofilia e la corruzione cui il cardinal Sepe e la banda Berlusconi (quello che non avrebbe rubato, ?perché era già tanto ricco?!) hanno dato nuovo lustro.
>>
>>Quindi grandi sono le nostre possibilità di vittoria. Sostanzialmente dipende da noi.
>>Noi dobbiamo combattere con forza e determinazione, senza esitazioni. Ma anche con serenità e senza catastrofismi. Bando al panico. Nessuno può abolire la lotta di classe, non è nel potere di nessuno. I padroni e i preti possono aspirare e aspirano ad abolirla, ma non ne hanno né la capacità né la forza. I gruppi fascisti fanno dell?abolizione della lotta di classe il loro programma consapevolmente perseguito. Il programma dei gruppi fascisti si riassume in ?unità di operai e padroni per far fronte al comune destino? della comunità locale o della nazione o della razza.
>>Padroni e preti possono reprimere, interdire, vietare, denigrare. Ma la lotta di classe per sua natura non scompare finché vi sono classi oppresse: e la borghesia non può fare a meno del proletariato. Se viene bloccata una via, la lotta di classe si esprime in un?altra. Neanche i nazisti di Hitler sono riusciti ad abolirla, neanche in Germania. Noi combatteremo con ogni mezzo per far prevalere la mobilitazione rivoluzionaria. Ma se nell?immediato dovesse prevalere la mobilitazione reazionaria, cosa che non possiamo in assoluto escludere, l?umanità e con essa il nostro paese andranno egualmente verso il socialismo. Solo che vi andremo per una strada più lunga, più tormentosa e più distruttiva di uomini, di cose e di relazioni di quella che percorreremo se nell?immediato la mobilitazione rivoluzionaria sbarrerà la strada alla mobilitazione reazionaria e riusciremo a costituire il Governo di Blocco Popolare.
>>Quindi combattiamo serenamente, con determinazione, accanimento e intelligenza. Possiamo vincere. la situazione internazionale ci è favorevole. Il sistema imperialista fa acqua da tutte le parti. Gli Stati e i gruppi imperialisti hanno già disperso le loro forze su cento fronti. Il movimento comunista rinasce in tutto il mondo.
>>
>>Occorre farla finita col capitalismo!
>>Occorre una società nuova, in Italia e nel mondo!
>>Ogni lavoratore che non vuole subire i padroni deve contribuire a costruirla! Può contribuire a costruirla!
>>
>>Facciamo del posto di lavoro un problema di ordine pubblico!
>>
>>Nessuna pace sociale senza giustizia sociale!
>>Senza giustizia sociale, pace sociale significa lasciare sola ogni persona che i padroni mettono nei guai!
>>
>>Un governo d?emergenza deve prendere il potere e rimettere in sesto il paese devastato dalla Repubblica Pontificia, dalla banda Berlusconi, dai suoi accoliti e dai suoi padrini!
>>
>>FIOM, USB, CGIL, SLAI Cobas, ogni organizzazione che per qualsiasi motivo hanno voce in capitolo nella campagna di Pomigliano, se è realmente dalla parte degli operai di Pomigliano deve mettersi alla testa della mobilitazione delle masse popolari di tutto il paese per costituire un governo d?emergenza che faccia fronte alla crisi!
>>
>>Gli operai di Pomigliano e di Termini Imerese devono mettersi alla testa della riscossa di tutti i lavoratori!
>>Sono così salvano anche se stessi!
>>
>>Che in ogni fabbrica, in ogni azienda e in ogni quartiere e paese si formi un comitato di solidarietà con gli operai delle aziende minacciate di chiusura, ridimensionamento o delocalizzazione!
>>
>>Che in ogni zona si formino comitati e associazioni che mobilitino tutti affinché ognuno abbia dignitose condizioni di vita!
>>
>>Che da ogni fabbrica e da ogni azienda, da ogni quartiere e da ogni paese parta un movimento di riscossa dei lavoratori e delle masse popolari che costituisca un governo d?emergenza capace di far fronte alla crisi!
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