[Bsf] Lettera aperta di un operatore Emergency in Afghanistan

luigino beltrami luigino.beltrami1 a tin.it
Lun 31 Gen 2011 14:55:20 CET


31/01/201
_*Lettera aperta di un operatore Emergency in Afghanistan sul 
rifinanziamento della missione militare italiana*_

*Due milioni di euro al giorno* il costo della missione militare 
italiana in Afghanistan. E' questo l'ultimo *rifinanziamento della 
guerra* 
<http://it.peacereporter.net/articolo/26500/La+Camera+proroga+la+guerra> 
approvato per ora dalla Camera dei Deputati, verosimilmente composta da 
persone che probabilmente non sanno nemmeno con quali Stati confina 
l'Afghanistan o se sia bagnato dal mare.

Due milioni è anche il *costo annuo di un ospedale di Emergency in 
Afghanistan* (ce ne sono tre: a Kabul, ad Anabah e a Lashkargah). In un 
anno, con gli stessi soldi spesi dall'Italia per la guerra, si 
potrebbero far funzionare trecentosessantacinque ospedali, tutti di alto 
livello e completamente gratuiti per la popolazione. Con quei soldi, 
forse si potrebbe passare alla storia per aver cambiato il destino di un 
Paese.

L'Italia, con i suoi due milioni di euro al giorno, non passerà alla 
storia: questa scelta verrà probabilmente ricordata, un giorno, solo 
come *un errore, una violazione dell'articolo 11 della Costituzione, 
qualcosa che si poteva evitare*. Forse in questo sta la differenza tra 
la civiltà e l'ignoranza: saper spendere i soldi nel modo giusto.

Le *organizzazione internazionali*, Banca Mondiale in testa, riservano 
ogni anno alla sanità afgana cinque dollari a persona. Tradotto in 
numeri, significa che *una provincia di centomila abitanti riceve 500 
mila dollari all'anno* per l'intera gestione della sanità: con quei 
soldi può esistere solo una sanità di base, molto di base.

Un ospedale *Emergency* copre un bacino all'incirca di quelle 
dimensioni, ma vi destina uno stanziamento *quattro volte maggiore*. E 
occorre ricordare che, a causa della guerra, lo Stato afgano dipende 
integralmente dai fondi internazionali per i propri servizi essenziali.

Non c'è polemica. C'è *disincanto*.

C'è* il sorriso di un bambino* che ha illuminato la mia giornata. Un 
soffio di sfortuna gli ha portato via una mano: agita il braccio come se 
ancora volesse utilizzare l'anima dell'arto perduto. Lo osservo. Mi 
risponde con un sorriso, con occhi immensi, lucentissimi.

Per un attimo vedo, riflesso attraverso i suoi occhi, il mondo visto da 
un ragazzino. Con la stessa ingenuità, la stessa incomprensione degli 
stupidi atti da adulti. Il mondo è perfetto a quell'età, anche se *la 
stupidità degli adulti* ti ha privato di una mano.

*Alessandro Ingaria*
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