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<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><IMG height=155 hspace=12
src="cid:00fa01c746ed$3b932140$0100007f@Computer" width=167 align=left
v:shapes="_x0000_s1026"><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=3>COMUNICATO
STAMPA<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office"
/><o:p></o:p></FONT></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT
size=3> </FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT
size=3> </FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><B><SPAN style="FONT-SIZE: 18pt; FONT-FAMILY: Arial">DECRETI TRF:
L’ENNESIMO IMBROGLIO<o:p></o:p></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=3> </FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=3> </FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=3> </FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=3> </FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">I decreti emanati di concerto dai
ministri Damiano e Padua Schioppa e che dettano le modalità operative di
attuazione dell'ultima cosiddetta riforma previdenziale entrata in vigore il
primo gennaio di quest'anno, evidenziano nel concreto – se mai ce ne fosse stato
il bisogno – quali siano i reali obiettivi che si stanno
perseguendo.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">In primo luogo non si può non
rilevare come il semestre “concesso” ai lavoratori per esprimere il loro rifiuto
a vedersi sottrarre la liquidazione a favore di un prodotto finanziario (tali e
non<SPAN style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>altro sono i cosiddetti fondi
pensione) si riduce “per legge” a soli 5 mesi. Infatti e nonostante quanto
erroneamente riportato da autorevoli organi di informazione, il decreto prevede
una moratoria per chi avesse espresso la propria volontà su modelli “faidatè”
prima della pubblicazione del decreto, solo nel caso in cui questa volontà fosse
consistita nell'adesione ad un fondo (ma guarda un po'!).<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">In secondo luogo il compito di
fornire i moduli ufficiali – gli unici utilizzabili per legge – è demandato al
datore di lavoro. Ma il datore di lavoro che omettesse questo obbligo non
incorrerebbe in alcuna sanzione. Nella sostanza una scelta fondamentale per la
vita e il futuro delle persone è affidata al puro e semplice “buoncuore” e al
“senso civico” di altri.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Ma l'aspetto più illuminante è
quello che norma l'espressione della volontà dei nuovi
assunti.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Da oggi, il lavoratore che intende
tenersi la liquidazione è obbligato ad ogni cambio di lavoro a ribadire questa
sua scelta. Le espressioni della sua volontà precedenti verranno azzerate ogni
volta. In compenso sarà sufficiente una sola dimenticanza – per esempio su
un'assunzione a termine di quattro mesi, per perdere per sempre il diritto alla
liquidazione.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Queste sono le “regole”, un vero e
proprio percorso di guerra costellato di trappole e campi minati per aggirare la
reale volontà dei lavoratori, niente affatto abbacinati dagli specchietti per le
allodole messi in campo per convincerli della bontà dei
fondi.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Quanto dureranno, infatti, regime
fiscale agevolato, detrazione sui versamenti e le stesse quote datoriali
previste nei contratti collettivi, dopo che i lavoratori avranno aderito ai
fondi senza alcuna possibilità di ripensarci?<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Lavoratori niente affatto convinti,
nonostante la gazzarra massmediatica che la “grande armada” dei sostenitori dei
fondi ha scatenato.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Non ultimo dobbiamo assistere al
richiamo della Corte dei Conti a mettere mano nuovamente alle
pensioni.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Richiamo tanto eterodiretto quanto
singolare.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">La spesa previdenziale non incide in
alcun modo sul bilancio dello Stato (se non per le fiscalizzazioni – ovvero le
regalie concesse dallo Stato ai datori di lavoro) e, anzi, sono i soldi dei
lavoratori che manlevano il bilancio dello Stato dell’intera spesa
assistenziale.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Se, come è vero, i conti dell’Inps
non sono mai andati in rosso, questo ossessivo richiamo a ridurre la spesa
pensionistica non ha nulla a che vedere con i conti pubblici, ma mira solo a
“liberare” risorse per le imprese, spostandole dal costo del lavoro al
profitto.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Il teorema è semplice: riduciamo i
costi, liberiamo risorse e queste verranno impiegate in investimenti e nuova
occupazione.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Il teorema è vecchio: è lo stesso
che ha giustificato le politiche di moderazione salariale e gli accordi
concertativi dei primi anni ’90.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Il teorema è falso: gli unici
risultati che ha prodotto sono stati l’impoverimento dei lavoratori e i profitti
di pochi saliti alle stelle.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><SPAN
style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Arial">Cara Corte dei Conti, ai lavoratori,
i conti non tornano, i lavoratori hanno già dato.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="FONT-FAMILY: Arial"><o:p><FONT size=3> </FONT></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=3>COMITATO PER LA
DIFESA DELLA PENSIONE PUBBLICA E DEL TFR<o:p></o:p></FONT></SPAN></B></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial"><FONT size=3>Severo Lutrario
3382164837 – </FONT><A href="mailto:severo.lutrario@gmail.com"><FONT
size=3>severo.lutrario@gmail.com</FONT></A><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><SPAN
style="FONT-SIZE: 5pt; FONT-FAMILY: Arial"><o:p> </o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center"
align=center><B><SPAN style="FONT-FAMILY: Arial"><FONT
size=3>www.perlapensionepubblica.it<o:p></o:p></FONT></SPAN></B></P></FONT></DIV></BODY></HTML>