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<BODY bgColor=#ffffff>
<DIV><SPAN style="COLOR: #666666; mso-bidi-font-weight: bold">PER UNA
MOBILITAZIONE SOCIALE CONTRO L’ACCORDO<SPAN style="mso-spacerun: yes">
</SPAN>SUL WELFARE<o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666"> <o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666">per adesioni: <A
href="mailto:noallaccordo@libero.it">noallaccordo@libero.it</A><o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> <o:p></o:p></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666"> </SPAN><SPAN style="COLOR: #666666">L’accordo sulle
pensioni raggiunto da governo e sindacati , come previsto, conferma la natura
politica del governo Prodi: un governo legato al grande capitale,<SPAN
style="mso-spacerun: yes"> </SPAN>sordo alle ragioni dei lavoratori e in
sostanziale continuità con il liberismo e pronto a rispondere ai poteri forti
finanziari europei e alle loro politiche antisociali.<o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666">L’accordo, infatti, si rivela come un accordo bidone che
peggiora la stessa Legge Maroni, innalza l'età pensionistica, riduce le
aspettative future con i coefficienti ogni tre anni, mette i lavoratori gli uni
contro gli altri, ribadisce la logica finanziaria che aveva affermato già con
l’operazione scippo sul Tfr (per ora fallita). E’ un accordo da respingere in
modo netto e senza mediazioni</SPAN><SPAN
style="COLOR: #666666; mso-fareast-font-family: Batang"><BR>A peggiorare le cose
c’è poi l’accordo sul “mercato del lavoro” che conferma l’impianto della legge
30 che nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto essere “superata” e che viene
invece rafforzata. Si conferma lo “staff leasing”, leggi caporalato, e si
aumenta sia il lavoro straordinario che l’incentivo alla contrattazione
aziendale con ulteriori regali alle imprese. Un disastro sociale che si aggiunge
al</SPAN><SPAN style="COLOR: #666666">le gravissime scelte politiche di
destrutturazione del pubblico impiego, di mantenimento e incentivazione della
precarietà del lavoro e dei salari, di subalternità dei diritti sociali in
generale alle priorità del capitale finanziario.</SPAN><SPAN
style="COLOR: #666666; mso-fareast-font-family: Batang"><BR></SPAN><SPAN
style="COLOR: #666666">Ribadendo la necessità dell'abrogazione legge 30 e del
Pacchetto Treu intendiamo anche segnalare che i movimenti sociali e contro la
precarietà e lo stesso sindacalismo anticoncertativo devono metterci una marcia
in più nell’avanzare obiettivi che rompano il sistema della precarietà e
introducono fattori di certezza sul piano del reddito e del lavoro stabile per i
precari.</SPAN><SPAN
style="COLOR: #666666; mso-fareast-font-family: Batang"><o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666">Le linee guida del Dpef e lo spirito della prossima Legge
Finanziaria continuano a rendere risibili provvedimenti sostanziali e urgenti
sui diritti sociali, in primo luogo quello alla casa e i diritti per i migranti.
Sulla questione delle abitazioni, nel nostro paese continuano a farla da padroni
la rendita fondiaria e la speculazione immobiliari alle quali vengono consegnate
le priorità di sviluppo delle principali aree metropolitane, la decisionalità
sull’uso delle aree pubbliche (vedi le caserme) e sulle aree industriali
dismesse. Le spese sociali per l’edilizia popolare e per sottrarre gli affitti
ai prezzi proibitivi del mercato restano infime e continua a essere vigente la
liberalizzazione degli affitti che ha contribuito al boom della speculazione
sulle case.<o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666">La destinazione delle spese sociali continua ad essere
subordinata ai voleri e agli orientamenti strategici dei poteri forti e del
militarismo. Cresce la quota destinata alle spese militari e alla crescita del
complesso militare-industriale italiano, crescono i finanziamenti per le
missioni militari all’estero che hanno reintrodotto in questo capitolo anche il
ritorno dei Carabinieri italiani in Iraq oltre al mantenimento delle missioni in
corso in Afghanistan, Libano, Balcani.<o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666"> <o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666">Come reti sociali, sindacati anticoncertativi,
associazioni della sinistra anticapitalista, singoli militanti abbiamo
contribuito finora a praticare con le lotte e mobilitazioni una reale
alternativa sociale ai dogmi del liberismo e della guerra. Vogliamo continuare a
praticare il terreno del conflitto anche contro le politiche antisociali del
governo Prodi a partire dalle questioni indicate in questo appello. Invitiamo
tutti e tutte a un appuntamento per il 12 settembre per discutere
collettivamente delle modalità di questa mobilitazione che metta in campo sulle
questioni sociali la stessa forza e la stessa indipendenza messa in campo contro
la guerra.<B><o:p></o:p></B></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666"> <o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoBodyText dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><FONT
color=#666666>Action!, Confederazione Cobas, Rete dei Comunisti, Sinistra
Critica, Giorgio Cremaschi (Rete28 Aprile), Luigia Pasi (Sdl), Emidia Papi
(Cub), Vincenzo Siniscalchi (Sdl)</FONT></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><U><SPAN
style="COLOR: #666666"><o:p></o:p></SPAN></U> </DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="COLOR: #666666">per adesioni:
noallaccordo@libero.it<o:p></o:p></SPAN></DIV>
<DIV class=MsoNormal dir=ltr
style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> <o:p></o:p></DIV></BODY></HTML>