<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN">
<HTML xmlns:o = "urn:schemas-microsoft-com:office:office"><HEAD>
<META http-equiv=Content-Type content="text/html; charset=iso-8859-1">
<META content="MSHTML 6.00.2900.3132" name=GENERATOR></HEAD>
<BODY style="FONT-FAMILY: Arial" text=#000000 bgColor=#ffffff><SPAN
style="mso-ansi-language: IT"><o:p><FONT face="Times New Roman">
<P class=MsoNormal style="MARGIN-BOTTOM: 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><SPAN
style="FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: 'Times','serif'">Primato bresciano anche
nel razzismo istituzionale? <o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN-BOTTOM: 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><SPAN
style="FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: 'Times','serif'"><o:p> </o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN-BOTTOM: 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><SPAN
style="FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: 'Times','serif'">L’assessore alla
sicurezza del comune di Brescia rivendica il primato in materia di repressione
dei lavavetri. L’assessore, inoltre, critica implicitamente la sentenza
della corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la norma penale
che punisce l’accattonaggio. <BR><o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><BR> </P>
<H3>I<B>NTANTO è DI QUESTE ORE LA NOTIZIA CHE OGGI PIù DI VENTI ROM RUMENI, FRA
I QUALI UNA DOZZINA DI BAMBINI, SON STATI CACCIATI DA BRESCIA, SCORTATI DALLA
POLIZIA
LOCALE. &
nbsp; IN QUESTO MOMENTO
SI TROVANO ALL'ADDIAGGIO IN UN PARCHEGGIO VICINO A VERONA</B></H3>
<H3> </H3>
<H3><SPAN
style="FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: 'Times','serif'"><o:p></o:p></SPAN> </H3>
<P class=MsoNormal style="MARGIN-BOTTOM: 0pt; LINE-HEIGHT: normal"><SPAN
style="FONT-SIZE: 13.5pt; FONT-FAMILY: 'Times','serif'">Giovedì 30 Agosto 2007
<SPAN> </SPAN>BRESCIAOGGI <BR><BR></SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="DISPLAY: none; FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"></SPAN> </P>
<P class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN
style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><BR><B>Beatrice
Foschetti <BR>L’ordinanza fiorentina contro i lavavetri continua a dividere: da
una parte chi plaude alla scelta della tolleranza zero del sindaco Leonardo
Dominici, dall’altra chi si dichiara preoccupato dall’improvvisa severità contro
«i più deboli». Ma il caso dell’estate, a Brescia è già vecchio, affrontato e
parzialmente risolto dalla vigilanza urbana dal 2002. <BR>«In seguito al vuoto
legislativo del 1999, originato dall’abrogazione del secondo comma dell’articolo
670 del codice penale in materia di accattonaggio - ricorda l’assessore alla
Sicurezza del Comune Dionigi Guindani - cinque anni fa inserimmo nel regolamento
della polizia urbana un’apposita norma». <BR>Nelle disposizioni sulla
salvaguardia della sicurezza e igiene ambientale, ecco così il divieto di
«qualsiasi forma di accattonaggio molesto o che rechi intralcio alla
circolazione pedonale o stradale». Non ricorda forse il provvedimento
fiorentino? <BR>Ciò che contraddistingue, e non poco, la realtà bresciana da
Firenze, è la gravità della sanzione prevista: 130 euro e l’allontanamento dal
luogo dell’accattonaggio nel primo caso, 206 euro di ammenda e sino a tre mesi
di reclusione nel secondo. Il provvedimento, non a caso, pare eccessivo a molti.
«E suscita dubbi circa la sua validità dal punto di vista giuridico», obietta
Guindani, che pure dice di «appoggiare la volontà del capoluogo toscano».
<BR>D’altra parte, ammette l’assessore in Loggia, risulta particolarmente
difficile per le amministrazioni comunali barcamenarsi nella confusione generata
dal vuoto legislativo statale del 1999. <BR>Per questo motivo, anziché lasciare
la materia alla libera interpretazione dei singoli sindaci, «sarebbe opportuna
una visione d’insieme a livello nazionale», auspica Guindani, perfettamente in
linea con le richieste avanzate nei giorni scorsi, fra gli altri, da Achille
Serra, prefetto di Roma, e da Walter Veltroni, sindaco della capitale. <BR>Il
candidato leader del Pd è stato uno dei primi a far emergere la questione dello
sfruttamento minorile, che spesso si cela dietro all’increscioso fenomeno
dell’accattonaggio. Niente di più vero, anche se l’utilizzo dei minori nella
richiesta di denaro non è mai stata oggetto di un vuoto legislativo. <BR>«La 671
del codice penale non è stata abrogata nel 1999», afferma Elsa Boemi, comandante
della Municipale, «per cui abbiamo continuato a debellare la triste pratica con
l’aiuto del tribunale dei minori». Undici le denunce in tal senso, con relativa
diffida dei genitori, nel 2006, 4 nel 2007. <BR>Forse, nel processo di ideazione
di una legge unitaria per il Paese, guardare con attenzione al caso bresciano,
strettamente connesso ai flussi migratori, potrebbe risultare utile. <BR>A
distanza di cinque anni dall’approvazione del comma 1 dell’articolo 5, Brescia è
di fatto estranea al fenomeno dei lavavetri, a eccezione del semaforo di via
Borgosatollo, tra la Volta e il casello autostradale, dove una tantum
presenziano due ragazzi rom del vicino campo nomadi, puntualmente multati ed
allontanati dalle forze dell’ordine. Un risultato dovuto anche al
ridimensionamento dei campi, passati dal 1999 al 2006, da tre a due, con un
totale di 312 presenze odierne contro le 1.029 di allora. <BR>Meno rosei i dati
dell’accattonaggio in generale. Dopo l’entrata nella comunità europea della
Romania (gennaio 2007) i numeri hanno registrato un’impennata preoccupante. Se
nel 2006 sono stati solo 26 i verbali per accattonaggio molesto, nel primo
semestre dell’anno in corso ammontano già a
20. <BR></B></SPAN></P></FONT></o:p></SPAN></BODY></HTML>