<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN">
<HTML xmlns="http://www.w3.org/TR/REC-html40" xmlns:v =
"urn:schemas-microsoft-com:vml" xmlns:o =
"urn:schemas-microsoft-com:office:office" xmlns:w =
"urn:schemas-microsoft-com:office:word" xmlns:m =
"http://schemas.microsoft.com/office/2004/12/omml"><HEAD>
<META http-equiv=Content-Type content="text/html; charset=windows-1252">
<META content="MSHTML 6.00.6000.16788" name=GENERATOR><!--[if !mso]>
<STYLE>v\:* {
        BEHAVIOR: url(#default#VML)
}
o\:* {
        BEHAVIOR: url(#default#VML)
}
w\:* {
        BEHAVIOR: url(#default#VML)
}
.shape {
        BEHAVIOR: url(#default#VML)
}
</STYLE>
<![endif]-->
<STYLE>
<!--
/* Font Definitions */
@font-face
        {font-family:"Cambria Math";
        panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;}
@font-face
        {font-family:Calibri;
        panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;}
/* Style Definitions */
p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal
        {margin:0cm;
        margin-bottom:.0001pt;
        font-size:11.0pt;
        font-family:"Calibri","sans-serif";}
h1
        {mso-style-priority:9;
        mso-style-link:"Titolo 1 Carattere";
        mso-margin-top-alt:auto;
        margin-right:0cm;
        mso-margin-bottom-alt:auto;
        margin-left:0cm;
        font-size:24.0pt;
        font-family:"Times New Roman","serif";
        font-weight:bold;}
a:link, span.MsoHyperlink
        {mso-style-priority:99;
        color:blue;
        text-decoration:underline;}
a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed
        {mso-style-priority:99;
        color:purple;
        text-decoration:underline;}
p
        {mso-style-priority:99;
        mso-margin-top-alt:auto;
        margin-right:0cm;
        mso-margin-bottom-alt:auto;
        margin-left:0cm;
        font-size:12.0pt;
        font-family:"Times New Roman","serif";}
span.StileMessaggioDiPostaElettronica17
        {mso-style-type:personal-compose;
        font-family:"Calibri","sans-serif";
        color:windowtext;}
span.Titolo1Carattere
        {mso-style-name:"Titolo 1 Carattere";
        mso-style-priority:9;
        mso-style-link:"Titolo 1";
        font-family:"Times New Roman","serif";
        font-weight:bold;}
span.author
        {mso-style-name:author;}
span.category
        {mso-style-name:category;}
.MsoChpDefault
        {mso-style-type:export-only;}
@page Section1
        {size:612.0pt 792.0pt;
        margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;}
div.Section1
        {page:Section1;}
-->
</STYLE>
<!--[if gte mso 9]><xml>
<o:shapedefaults v:ext="edit" spidmax="2050" />
</xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>
<o:shapelayout v:ext="edit">
<o:idmap v:ext="edit" data="1" />
</o:shapelayout></xml><![endif]--></HEAD>
<BODY lang=IT vLink=purple link=blue bgColor=#ffffff>
<DIV> </DIV>
<DIV style="FONT: 10pt arial">----- Original Message -----
<DIV style="BACKGROUND: #e4e4e4; font-color: black"><B>From:</B> <A
title=posta@gennarocarotenuto.it
href="mailto:posta@gennarocarotenuto.it">Gennaro Carotenuto</A> </DIV>
<DIV><B>To:</B> <A title=articoligennarocarotenuto@googlegroups.com
href="mailto:articoligennarocarotenuto@googlegroups.com">articoligennarocarotenuto@googlegroups.com</A>
</DIV>
<DIV><B>Sent:</B> Wednesday, January 07, 2009 1:16 PM</DIV>
<DIV><B>Subject:</B> [gc] Primo blitz 2009 del governo, il 7 gennaio voto di
fiducia sulla riforma di Mariastella Gelmini per l'Università</DIV></DIV>
<DIV><BR></DIV>
<DIV class=Section1>
<H1><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'"><A
title="Permanent Link to Primo blitz 2009 del governo, il 7 gennaio voto di fiducia sulla riforma di Mariastella Gelmini per l’Università"
href="http://www.gennarocarotenuto.it/5237-primo-blitz-2009-del-governo-il-7-gennaio-voto-di-fiducia-sulla-riforma-di-mariastella-gelmini-per-luniversit/">Primo
blitz 2009 del governo, il 7 gennaio voto di fiducia sulla riforma di
Mariastella Gelmini per l’Università</A><o:p></o:p></SPAN></H1>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'"><A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Primoblitz2009delgovernoil7gennaiovotodi_FFD2/08_12_19_gelmini_300x200.jpg"></A></SPAN><!--[if gte vml 1]><v:shapetype
id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" o:spt="75" o:preferrelative="t"
path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f">
<v:stroke joinstyle="miter" />
<v:formulas>
<v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0" />
<v:f eqn="sum @0 1 0" />
<v:f eqn="sum 0 0 @1" />
<v:f eqn="prod @2 1 2" />
<v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth" />
<v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight" />
<v:f eqn="sum @0 0 1" />
<v:f eqn="prod @6 1 2" />
<v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth" />
<v:f eqn="sum @8 21600 0" />
<v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight" />
<v:f eqn="sum @10 21600 0" />
</v:formulas>
<v:path o:extrusionok="f" gradientshapeok="t" o:connecttype="rect" />
<o:lock v:ext="edit" aspectratio="t" />
</v:shapetype><v:shape id="Immagine_x0020_2" o:spid="_x0000_s1027" type="#_x0000_t75"
alt="08_12_19_gelmini_300x200"
href="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Primoblitz2009delgovernoil7gennaiovotodi_FFD2/08_12_19_gelmini_300x200.jpg"
style='position:absolute;margin-left:176.8pt;margin-top:0;width:228pt;
height:153pt;z-index:1;visibility:visible;mso-wrap-style:square;
mso-wrap-distance-left:8.5pt;mso-wrap-distance-top:0;
mso-wrap-distance-right:0;mso-wrap-distance-bottom:8.5pt;
mso-position-horizontal:right;mso-position-horizontal-relative:text;
mso-position-vertical:absolute;mso-position-vertical-relative:line'
o:allowoverlap="f" o:button="t">
<v:imagedata src="cid:image001.jpg@01C970C9.DE638010" o:title="08_12_19_gelmini_300x200" />
<w:wrap type="square" anchory="line"/>
</v:shape><![endif]--><![if !vml]><A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Primoblitz2009delgovernoil7gennaiovotodi_FFD2/08_12_19_gelmini_300x200.jpg"><IMG
title="" style="MARGIN: 0px -5px 11px 5px" height=204
alt=08_12_19_gelmini_300x200 hspace=6
src="cid:63B0E5DDC7F745FFBCFDE846B7219A15@haj" width=304 align=right border=0
v:shapes="Immagine_x0020_2"></A><![endif]><A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Primoblitz2009delgovernoil7gennaiovotodi_FFD2/08_12_19_gelmini_300x200.jpg"></A><SPAN
style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Oggi pomeriggio alle 16, con
l’ennesimo grave blitz festivo, il decreto legge 180, approvato dal Senato il 28
novembre 2008 e non modificato alla Camera, verrà convertito in legge con voto
di fiducia. Al di là dell’uso ossessivo e contro il dettato costituzionale del
voto di fiducia, l’anno prossimo 40.000 insegnamenti universitari potrebbero
rimanere scoperti mettendo a rischio il funzionamento di interi corsi di
laurea.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">di <A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/">Gennaro
Carotenuto</A><o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Mariastella Gelmini <A
href="http://www.francesco.musacchia.name/2008/11/30/nuovo-dl-180senato/">la
presenta</A> come legge antibaroni ma tale definizione è solo l’ultima
grembiulata, la formula ad effetto che serve a far parlar d’altro l’opinione
pubblica come per i grembiuli o il voto in condotta. Sarebbe una svolta epocale
che premierebbe chi fa ricerca penalizzando chi non lavora. Norme antibaroni?
Valorizzazione degli atenei virtuosi? Svolta nel sistema universitario? Premiare
chi lavora? In realtà la riforma di Mariastella Gelmini concentra ancora di più
tutto il potere sugli ordinari che saranno gli unici a far parte di commissioni
di concorso, crea paurosi buchi generazionali e avvia l’Università pubblica
verso il collasso definitivo. E lo concentra perché così ha preteso con un
semplice editoriale sul “Corriere della Sera” il baronissimo Francesco Giavazzi,
uomo della COMIT con cattedra alla Bocconi. In questo articolo spieghiamo perché
l’Università sta per bloccarsi.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Concentriamoci sulla norma
presentata come rivoluzionaria e che è invece solo l’ennesima <A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/4107-mariastella-gelmini-come-barak-obama-due-appunti-sullennesima-grembiulata-di-santa-ignoranza/"
target=_blank>grembiulata</A> di una ministra brava solo a nascondere la <A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/2842-mariastella-gelmini-fantastica-e-ha-centinaia-di-complici-nelle-redazioni-dei-giornali-e-tg/"
target=_blank>spazzatura</A> sotto il tappeto: solo chi produce ricerca vedrà il
suo stipendio aumentato, dice la Gelmini. Viva! Bene! Brava! Peccato che invece
legittima proprio chi ricerca non la fa e induce chi lavora nelle facoltà ad
abbandonare la docenza.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Per i non addetti ai lavori
va spiegato che i docenti universitari non hanno contrattazione nazionale ma un
aumento biennale dell’8%. Questo ha molti difetti, a malapena recupera
l’inflazione e a parità di ruolo un anziano guadagna il doppio di un giovane ma
può lavorare la metà. E’ un meccanismo che andrebbe cambiato profondamente ma la
Gelmini si limita a dimezzare lo scatto biennale (4% invece di 8%) per chi non
dimostrerà di avere svolto ricerca. Giusto? Forse, a patto di notare con due
obiezioni che ancora una volta non si premia il merito ma si finge di punire il
demerito:<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">1) Il mezzo scatto in
questione vale circa 30 euro al mese per i giovani e meno di 100 per i
pochissimi baroni con 30 anni da ordinario alle spalle. Questa è tutta la
portata economica della presunta norma antibaroni sbandierata dalla Gelmini!
Chiunque abbia altro da fare sarà legittimato (al modico prezzo di 30 Euro al
mese) a non fare ricerca. Grazie Gelmini, stanno già dicendo. Per gli altri,
quelli che fanno ricerca, i 30 euro non tolti non sono né un premio né uno
stimolo a lavorare meglio. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">2) Il lavoro universitario
è composto di molte cose in precario equilibrio tra loro. Proviamo per comodità
a suddividerle in tre. Oltre alla fondamentale ricerca, per la quale
contemporaneamente si tagliano i fondi, c’è l’altrettanto fondamentale docenza
(che include gli esami, ricevere gli studenti, seguire le tesi…) che è
un’attività comprensibile a tutti a meno di non prendere posizioni demagogiche
come quella dei calunniatori di professione de “<A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/2702-la-riforma-che-uccide-luniversit/">Il
Giornale</A>”. Infine c’è l’attività di gestione della struttura, i
dipartimenti, le facoltà, l’organizzazione pratica, convegni, master, dottorati,
e-learning, la partecipazione a una pletora di riunioni, consigli, commissioni.
Una parte importante (una buona metà?) del personale docente strutturato dedica
molte ore alla settimana (10 ore? 20 ore?) a queste attività quasi mai
retribuite a parte, volontarie, eppure indispensabili al funzionamento
dell’Università. Non stiamo parlando di generico (per quanto importante)
“studio”, ma di attività spesso verificabili e misurabili anche con i tornelli
di Brunetta. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Perché si fa? Intanto
perché (incomprensibile per alcuni) molte, moltissime persone lavorano con
coscienza come stile di vita, e tengono molto alla struttura (dipartimento,
facoltà, ateneo) dove lavorano e agli studenti. E’ allo stesso tempo evidente
che a più lavoro, incarichi, responsabilità per gli ordinari corrisponde più
potere e per i giovani corrisponde maggiore possibilità di rendersi utili alla
struttura e sperare di accelerare la carriera.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Con la legge approvata
definitivamente oggi la Gelmini decide arbitrariamente e demagogicamente di
valutare <B>SOLO</B> la ricerca, che sarebbe, a suo dire, facilmente misurabile.
Ma con quali conseguenze? Il 4% dello scatto, come abbiamo dimostrato, non è
quantitativamente importante, è pura demagogia. Ma il combinato disposto dello
spostamento su concorsi nazionali, più la valutazione della sola ricerca, più il
taglio massiccio dei fondi che fa sì che le possibilità di progressione saranno
sempre meno in futuro rischia di creare un corto circuito in grado di bloccare
l’Università. Se per molti anni, soprattutto per esigenze delle strutture, i
ricercatori sono stati considerati “terza fascia docente”, adesso la terza
fascia docente può scomparire senza che scompaiano le esigenze didattiche che
avevano nei fatti trasformato il ruolo di ricercatore in
docente.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><STRONG><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">COSA MI CONVIENE
FARE? </SPAN></STRONG><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">I
giovani, soprattutto i ricercatori, sanno da oggi che tutto quello che fanno
nelle strutture avrà un impatto minimo sulle loro carriere future. Non serve più
caricarsi di impegni, non serve più accettare docenza extra, pagata ogni anno
meno, né serve seguire con diligenza le tesi degli studenti. Per progredire
serve fare altro, soprattutto pubblicare. Altro che seguire tesi, stare in
commissioni e andare a riunioni!<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Alcuni rinunceranno alla
docenza, si sottrarranno, punteranno i piedi, magari nascerà un movimento più o
meno organizzato che l’anno prossimo porterà una parte importante dei 20.000
ricercatori italiani a rinunciare platealmente alla didattica, anche quella
gratuita del carico didattico di base. Non succederà in questa misura, ma se
così fosse l’anno prossimo ci saranno 30-40.000 corsi universitari finora tenuti
gratuitamente che vedranno i rispettivi titolari rinunciare. Lo stesso potrebbe
succedere con centinaia di migliaia di tesi di laureandi che il 3+2 ha
raddoppiato. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Chi farà questo lavoro al
loro posto? Qualche corso verrà preso in carico dai professori ordinari e
associati che andranno così oltre il loro carico didattico di base e dovranno
essere retribuiti con un costo extra su bilanci già massacrati. Non ci si
inganni: oramai gli “affidamenti” (così sono definiti i corsi in più che alcuni
docenti tengono) sono così mal pagati che non ci sarà la fila. E allora li
daranno “a contratto” ai giovani precari, dottorandi, assegnisti, attaccati al
predellino nella vana speranza di prendere l’ultimo treno e ai quali non importa
(sic) se, quando e quanto saranno pagati. In alcune università da tempo la
docenza è sostanzialmente non retribuita. Sarà sufficiente l’ambizione di
giovani senza esperienza per coprire i vuoti? Forse, ma soprattutto i ragazzi
dopo la laurea dovrebbero studiare e far ricerca, non dedicarsi subito della
docenza. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">D’altra parte l’opposizione
non sembra in particolare disagio. Maria Pia Garavaglia del PD è preoccupata
dalle dinamiche parlamentari e dal ricorso alla fiducia, più che dai contenuti.
Giorni fa invece, Vincenzo Cerami (ministro della cultura del governo ombra), in
un <A
href="http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74402">articolo</A>
dai toni particolarmente stantii buttava almeno lì un punto essenziale “Bisogna
progettare una riforma che coniughi ricerca e didattica”.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Ma quando si tratta di dire
“che fare” Cerami, che ammette di fare un altro mestiere, non ha proposte e
preferisce prendersela con i baroni che, seppur non meritano difese d’ufficio,
giova ricordare che non sono più di un paio di migliaia di persone su 60.000
docenti strutturati nei tre ruoli, non peggiori di altre élite delle pubbliche
amministrazioni, i primari ospedalieri, gli alti gradi militari (di questi non
si parla proprio mai ma comprando un solo aeroplanino da guerra spendono e
sprecano più di tutti i baroni messi insieme), i dirigenti della pubblica
amministrazione locale e nazionale, delle ASL, gli alti magistrati, i dirigenti
della RAI e delle industrie artistiche, teatrali, cinematografiche, musicali,
operistiche, che stanno tutte sul mercato solo perché finanziate dallo stato.
Tra le pratiche di potere connesse col ruolo di tutti questi gruppi di alti
funzionari (tutti meglio pagati dei docenti universitari) vi sono esattamente la
stesse prerogative che hanno i cosiddetti baroni universitari: selezionare,
cooptare, decidere chi farà carriera, spesso per nepotismo o per servilismo o
per reciprocità di favori.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">E allora Cerami e il suo
partito cosa propongono per limitare e condannare tali pratiche? Il meccanismo
che indica il governo è quello di asfissiare e privatizzare un’università
impoverita. Il PD non si discosta. Eppure di correttivi ce ne sarebbero. Se il
problema sono i baroni, cosa pensa il PD del ruolo unico che funziona bene in
Germania e dell’abolizione di mille meccanismi, come lo straordinariato (un
vincitore di concorso da ordinario sta in un limbo tre anni) che rallentano e
riducono l’accesso al potere decisionale nelle università?<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">Oppure cosa ne pensa di
meccanismi che favoriscano o quasi obblighino alla mobilità tra sedi nelle
carriere, facendo sì che un tizio laureato a Siena possa agilmente fare il
dottorato a Messina e poi svolgere la sua carriera università tra Venezia, Bari
e magari una sede straniera senza per questo chiudersi le porte in Italia? Sono
correttivi semplici che limiterebbero il nepotismo facilitando la cooptazione
per merito. Quel che è certo è che nelle attuali condizioni è ipocrita parlare
di abolizione dei concorsi e responsabilizzare i criteri di cooptazione: vuol
solo dar ragione al Barone Giavazzi e concentrare più potere nelle mani di quei
2-3.000 baroni che a parole per Cerami sono colpevoli di
tutto.<o:p></o:p></SPAN></P>
<P><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Calibri','sans-serif'">E’ evidente allora che
dalla politica il mondo universitario non può aspettarsi nulla. Messi di fronte
all’ennesimo gravissimo fatto compiuto, una legge approvata con la fiducia con
le sedi universitarie ancora chiuse, il mondo universitario e i ragazzi
dell’Onda sapranno riattivarsi?<o:p></o:p></SPAN></P>
<P class=MsoNormal><B><SPAN style="FONT-SIZE: 14pt"><A
href="http://www.gennarocarotenuto.it/">Giornalismo
partecipativo</A><o:p></o:p></SPAN></B></P></DIV><BR>--~--~---------~--~----~------------~-------~--~----~<BR>Hai
ricevuto questo messaggio in quanto sei iscritto alla Newsletter del sito
"Giornalismo partecipativo" <BR>
<P>Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a
articoligennarocarotenuto-unsubscribe@googlegroups.com <BR>
<P>Per maggiori opzioni, visita questo gruppo all'indirizzo
http://groups.google.it/group/articoligennarocarotenuto?hl=it<BR>-~----------~----~----~----~------~----~------~--~---<BR><BR></P></BODY></HTML>