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<H1 class=titolo_pagina>Foibe: una giornata da dimenticare</H1>
<P class=data_notizia>(17 febbraio 2009)</P>
<P>Anche se quest'anno la vergognosa speculazione politica sul caso Englaro ha
impedito alle "celebrazioni" del "giorno della memoria" di avere un
significativo impatto mediatico, il 10 febbraio ha comunque confermato quel
processo di offuscamento ideologico della memoria storica portato avanti da
vent'anni da istituzioni e partiti di destra o "sinistra". <BR><BR><STRONG>Una
vera e propria campagna di disinformazione</STRONG> <STRONG>volta a riscrivere
la storia</STRONG>, finalizzata alla diffusione di stereotipi sciovinisti e
razzisti, tesa a porre sullo stesso piano partigiani e repubblichini, con
l'intenzione di gettare fango su quelle componenti della Resistenza che hanno
lottato per l'emancipazione e la giustizia sociale. Perché controllare il
passato vuol dire anche controllare il futuro... Uno degli esempi più nitidi
dell'ondata revisionista è il dibattito che negli ultimi anni si è scatenato
intorno alla questione delle foibe. È stato completamente rimosso il massacro
perpetrato per più di vent'anni dal regime fascista in Istria e Dalmazia; i
numeri degli infoibati sono stati gonfiati a dismisura; gli stessi morti sono
stati presentati come semplici "italiani" vittime della barbarie "slava" e
"comunista", senza che venga fatto alcun accenno al loro ruolo negli apparati
fascisti… <BR><BR>Così <STRONG>l'estrema destra, appoggiandosi alle istituzioni,
rialza la testa</STRONG> e rivendica una qualche credibilità. È così che a
Padova un corteo di Forza Nuova viene protetto dalla polizia, che carica
violentemente gli antifascisti arrestandone uno; sempre a Padova le istituzioni
negano lo spazio assegnato ad un'iniziativa studentesca contro il revisionismo
storico, per ragioni di "ordine pubblico"; a Cagliari ancora le forze
dell'ordine caricano un centinaio di antifascisti impegnati a contestare la
fiaccolata dell'estrema destra cittadina; all'Università di Tor Vergata i
fascisti si presentano scortati dai loro rappresentanti istituzionali,
pretendendo di candidarsi alle elezioni. Ovunque, però, <STRONG>la
determinazione dei compagni ha mostrato che i fascisti non avranno mai quella
legittimità che la storia, e le loro disgustose idee e pratiche, gli
negano</STRONG>: a Padova il presidio ha visto la partecipazione decisa di
centinaia di studenti; l'iniziativa pubblica si è tenuta lo stesso; a Cagliari
il presidio spontaneo ha trovato la piena solidarietà della cittadinanza; a Roma
i fascisti sono stati cacciati ancora una volta dall'ateneo. Anche a Napoli
abbiamo provato a dare il nostro contributo a questa lotta per la memoria,
contro vecchi e nuovi fascismi, con un'iniziativa di controinformazione
all'Università. <BR><BR>È necessario infatti che proprio dalle nostre aule si
alzi una voce critica e consapevole della criminalità che hanno rappresentato e
rappresentano sempre le politiche nazionaliste, militariste e razziste. La
vergognosa scritta fascista, apparsa sui muri dell'università durante la notte
che precedeva la nostra iniziativa, è stata subito cancellata. <BR>Al suo posto
ci sono le parole che dobbiamo tenere sempre a mente: "<STRONG>Ora e sempre
Resistenza</STRONG>".</P>
<P class=firma_notizia>Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli <BR><A
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target=_blank><STRONG>http://cau.noblogs.org/</STRONG></A></P></FONT></DIV></BODY></HTML>