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<span class="boxocchiello2">LA STAMPA 24/6/2009 (16:45) </span>
<div class="titologir" style="font-size: 36px; padding-bottom: 12px;">Missile
sul funerale, strage in Pakistan</div>
<div class="catenaccio" style="padding-top: 12px; padding-bottom: 12px;">Un
drone americano fa 80 morti</div>
<div class="articologirata">PESHAWAR (Pakistan)<br>
Nuovo tragico
incidente in Pakistan dove un missile sparato da un drone americano
contro un covo di talebani ha colpito in pieno un centinaio di civili
radunati per un funerale. Il numero delle vittime è tuttora incerto
anche se si parla di oltre 80 morti, in gran parte civili. <br>
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Teatro
del nuovo attacco aereo americano è sempre l’area tribale nel nordovest
del Paese, al confine con l’Afghanistan, dove da alcuni mesi, è in
corso un’offensiva dell’esercito di Islamabad per strappare l’area al
controllo dei talebani e dei terroristi di al-Qaeda. Nel Waziristan del
Sud, l’esercito di Islamabad sarebbe pronto a intensificare l’offensiva
contro i talebani guidati da Baitullah Mehsud. Secondo un alto
funzionario del governo pachistano, tra le vittime vi sarebbero alcuni
importanti capi talebani: «Nel rapporto che abbiamo ricevuto si parla
di 50-60 morti, in gran parte miliziani», ha riferito il funzionario. <br>
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Lo
scorso 4 maggio, un incidente simile aveva causato oltre cento morti in
Afghanistan, in un villaggio della provincia di Farah. E per la prima
volta gli Stati Uniti hanno ammesso per nei giorni scorsi la propria
responsabilità. Sono frequenti gli attacchi di aerei senza pilota
americani al confine tra Pakistan e Afghanistan: dall’agosto del 2008
in circa 43 attacchi sono morte oltre 410 persone. Il Pakistan si è
sempre dichiarato contrario alle offensive aeree americane sul proprio
territorio, dichiarando che si tratta di una violazione della sovranità
del Paese. Secondo alcuni osservatori, ci sarebbe invece un tacito
accordo tra Washington e Islamabad che permetterebbe agli aerei senza
pilota Usa di effettuare operazione per "disinfestare" le aree tribali
controllate dai talebani. </div>
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