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<html>
<head>
</head>
<body bgcolor="#ffffff" text="#000000">
<br>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b style=""><span
lang="IT">CONCLUSIONE G8 DI TRIESTE: <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal"
style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><b
style=""><span lang="IT"><span style="">1)<span
style="font-family: "Times New Roman"; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">
</span></span></span></b><!--[endif]--><b style=""><span lang="IT">L’ITALIA
INVIERÀ UN
BATTAGLIONE DI 500 SOLDATI <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal"
style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><b
style=""><span lang="IT"><span style="">2)<span
style="font-family: "Times New Roman"; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">
</span></span></span></b><b style=""><span lang="IT">CONFUSIONE
LINGUISTICA DI
FRATTINI: CHI SI OPPONE AGLI ESERCITI INVASORI è DEFINITO
ALTERNATIVAMENTE<span style=""> </span>INSORTO, CRIMINALE O
TERRORISTA.<o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT"><span
style=""> </span>Fonte <i style=""><span style=""> </span>Il Velino
(organo semiufficiale del governo
diretto da Daniele Capezzone)<o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b style=""><span
lang="IT"><o:p> </o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b style=""><span
lang="IT"><o:p> </o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b style=""><span
lang="IT">FRATTINI AL G8 2009 DI TRIESTE SU AFGHANISTAN E PAKISTAN
(AFPACK)<o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Il
Velino <span class="newsrowhelpercat">EST</span> - G8, le difficoltà e
le priorità per la
regione Afpak</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Trieste, 27 giu (Velino) - La
dichiarazione
della presidenza su Afghanistan e Pakistan ha concluso il G8 dei
ministri degli
Esteri, riuniti a Trieste da giovedì sera. Dopo aver lavorato sui temi
globali
(dalla proliferazione alla pirateria) e le crisi regionali (dall’Iran,
al Medio
Oriente, alla Corea del Nord), i ministri degli Otto grandi, si sono
dedicati
da venerdì sera alla questione Afpak. Il G8 ha lavorato su cinque assi:
il
controllo delle frontiere e la lotta ai traffici di ogni tipo
(affrontati
venerdì sera dagli inviati speciali) e ancora lo sviluppo delle
infrastrutture
economiche, migrazioni e rifugiati e politiche agricole e di sicurezza
alimentare (discussi invece nella sessione finale di sabato mattina).
Un
diplomatico che prefersice l’anonimato ha spiegato che “per arrivare a
un
dovumento condiviso sull’Afpak è servito un negoziato intenso”.
Afghanistan e
Pakistan sono “due realtà diverse di una regione instabile”. Con molti
interlocutori interessati alla loro stabilizzazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a
name="news_id_887072"></a><span lang="IT"><br>
Si pensi per esempio alla fascia di Paesi dell’Asia centrale che
puntano a un
controllo dei traffici tra le frontiere. Oppure a come Arabia Saudita e
Emirati
Arabi Uniti, Paesi non direttamente confinanti, siano interessati alla
stabilità dell’Afpak visto che ospitano larghe comnunità di immigrati
afgani e
pachistani. Ai problemi di natura strutturale (energia, economia,
agricoltura)
si aggiungono poi le emergenze. é il caso della campagna militare
scatenata dal
Pakistan contro le fortezze talebane nello Swat e progressivamente
anche in
Waziristan. Con 250mila nuovi profughi che vivono in tende mentre vi
sono altri
2,3 milioni di sfollati alloggiati in villaggi lontani dalle proprie
zona di
origine. “La situazione è sotto controllo – ha osservato il diplomatico
– ma è
anche facilmente infiammbabile. Basti pensare che un solo campo
profughi può ospitare
anche più di 20 mila persone”. Centrale anche il capitolo agricoltura,
“che
forse non è redditizia come la coltivazione degli oppiacei, ma che
certamente
contribuisce a togliere braccia all’<b style=""><u>INSORGENZA</u></b>”.
Quello della coltivazione è assieme alla formazione professionale uno
dei
capitoli sui quali, punta molto l’Italia che non ha mai puntato le sue
carte
solo sulla repressione militare dell’estremismo talebano.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="newsrowhelpercat"><span lang="IT">EST</span></span><span
lang="IT"> - Afpak, Frattini: Catalizzato consenso regionale oltre
sicurezza</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Roma, 29 giu (Velino) - “Siamo
tutti impegnati
a trasformare l’Afghanistan dal problema che molti considerano essere,
in un
vero trampolino di lancio per ridargli quel ruolo nella cultura e nelle
tradizioni che ha sempre avuto nella regione. Questo è il messaggio che
noi e i
nostri partner vorremmo che passasse”. Sono le parole usate dal
ministro degli
Esteri Franco Frattini nel corso della conferenza stampa conclusiva
della tre
giorni dei capi delle diplomazie del G8 a Trieste. La dichiarazione
finale è
stata tutta incentrata sul tema della stabilizzazione di Afghanistan e
Pakistan
(Afpak). Nel suo discorso Frattini ha lasciato sullo sfondo il tema
della
sicurezza, mettendo a fuoco invece le questioni sulle quali si sono
concentrati
gli otto grandi e i Paesi invitati a Trieste per discutere di Afpak
secondo un
approccio regionale. “L’Afghanistan - ha spiegato il ministro - merita
il
nostro sostegno, va incoraggiato per moltiplicare gli sforzi che sta
facendo e
che si stanno registrando. Il successo del Pakistan porterà al successo
in
Afghanistan e viceversa. Sono due Paesi con storie diverse che
richiedono
soluzioni diverse, ma che devono collaborare in una prospettiva
regionale, che
è interesse non solo loro, ma anche noi - ha puntualizzato - non vicini
diretti, siamo interessati a che queste nazioni consolidino la strada
verso la
stabilizzazione, il rafforzamento delle istituzioni, la crescita
economica e
sociale. Serve poi dare coerenza agli sforzi che molti stanno
intraprendendo,
ma che spesso non sono coordinati tra loro. Oggi abbiamo avuto tutti
seduti
allo stesso tavolo: organizzazioni internazionali, finanziarie, Stati
membri,
Stati vicini e la dichiarazione finale rispecchia davvero l’azione
coordinata
di tutti quelli che hanno qualcosa da dire sulla regione”. <br>
<br>
ELEZIONI - Che vi siamo in Afghanistan elezioni presidenziali credibili
e che
si prosegua con il voto politico nella primavera del 2010. Ci siamo
impegnati a
fare in modo che le elezioni si svolgano in sicurezza e legittimate dal
popolo
afgano. Vi è un accordo pieno - ha spiegato il ministro - per sostenere
l’Afghanistan nel processo elettorale. Abbiamo un duplice impegno:
l’invio di
Osservatori Ue per le presidenziali e l’impegno come Osce per inviare
una
ulteriore missione parallela di monitoraggio e di supporto. Come vedete
Ue,
Osce e G8 faranno la loro parte. <b style=""><u>L’Italia,
dal canto suo invierà un battaglione (fino a 500 uomini</u></b>) per il
periodo
elettorale. Altri Stati faranno la stessa cosa”. “Abbiamo ribadito al
collega
Spanta - presente a Trieste ha aggiunto Frattini - che vogliamo vedere
una
campagna basata sui programmi dei rispettivi candidati. E lui ci ha
annunciato
che il presidente Hamid Karzai ha programmato una serie di visite nelle
principali province dell’Afghanistan per presentare le sue proposte. Ci
sembra
questo un intendimento che va nella direzione giusta”. Quanto
all’appello di
Karzai affinché i talebani vadano a votare, ha evidenziato: “Vi è la
convinzione, sottolineata anche dai paesi del Golfo e della Lega araba,
che
quando consideriamo la galassia dei talebani noi dobbiamo essere capaci
di
avviare un lavoro di distinzione tra i gruppi tribali, che sono
prigionieri del
terrorismo e di Al Qaeda, e quelli che possono essere ricondotti alla
legalità
costituzionale in una ottica di riconciliazione. Questa è la dimensione
dell’invito di Karzai, che condividiamo”. <br>
<br>
FRONTIERE - “Tra gli altri aspetti evidenziati - ha spiegato il capo
della
diplomazia italiana - c’è la gestione delle frontiere comuni, che
richiedono
risposte comuni. Dalle frontiere passano i beni e i servizi ma anche i <b
style=""><u>CRIMINALI</u></b> e i terroristi.
Servono centri regionali coordinati di controllo in cui personale
afgano e
pachistano lavorino insieme, con le stesse procedure di valutazione,
gli stessi
criteri di ispezioni e principi doganali. Perché se circolano le
informazioni e
i dati di intelligence i <b style=""><u>CRIMINALI</u></b>
possono essere individuati”. “Va ricordato inoltre - ha precisato il
ministro -
che il 90 per cento degli oppiacei sono prodotti in Afghanistan e il 40
per
cento prende la strada dell’Ovest, passando dall’Iran e poi verso
l’Europa.
L’Ufficio Unodc del professor Costa ci ha spiegato come tutti i Paesi
siano
interessati alla questione. Si pensi solo che il sei per cento della
popolazione iraniana è tossicodipendente: ecco una buona ragione perché
l’Iran
collabori con noi. Abbiamo apprezzato l’idea che si sviluppi a Teheran
un
centro dell’agenzia Unodc per coordinare gli sforzi regionali proprio
sul
traffico della droga”. “L’Italia - ha sostenuto Frattini - ha la
corresponsabilità sulla provincia di Herat, che ha <st1:metricconverter
productid="600 km" w:st="on">600 km</st1:metricconverter> di frontiera
con
l’Iran ed è evidente che i nostri militari sottolineano la necessità di
una
cooperazione con Teheran. Cooperazione che esiste sul terreno ma non è
né
strutturata né organizzata, ma è basata sui buoni rapporti. Noi avremmo
chiesto
di più: una collaborazione politica, strutturata e organizzata, fermo
restando
quello che resta adesso a livello operativo”. <br>
<br>
Quanto alla mancata partecipazione dell’Iran alla conferenza di
Trieste, il
capo della Farnesina ha dichiarato: “È stata una occasione perduta per
l’Iran
che ha evidentemente un chiaro interesse a partecipare alla
stabilizzazione di
questa regione. La droga, le infrastrutture, sono tutti temi di
interesse
comune. Molti dei partecipanti regionali hanno detto che esistono già
rapporti
bilaterali e trilaterali tra l’Iran e l’Afpak, ma credo che Teheran
dovrà
impegnarsi non più solo a questo livello, ma con tutta la comunità
internazionale per concorrere in modo costruttivo sui temi della droga
e dello
sviluppo agricolo. Spetta agli iraniani trasformare questo interesse in
una
partecipazione”. <br>
<br>
ECONOMIA - “Se non c’è sviluppo economico non c’è rilancio sociale - ha
sottolineato il capo della diplomazia italiana -. Va quindi aiutato lo
scambio
tra Afghanistan e Pakistan ma anche tra il Pakistan e l’Europa. Il
nostro
continente dovrebbe avere più coraggio per arrivare presto a un accordo
di
libero scambio con Islamabad. L’agricoltura è il capitolo economico sul
quale
ci siamo più soffermati e abbiamo pensato con <st1:PersonName
productid="la Fao" w:st="on">la Fao</st1:PersonName> a un ‘piano
Marshall verde’ che si possa
basare sul piano nazionale afghano, appena varato, e che goda di
incentivi per
riattivare le colture importanti e redditizie scomparse a favore
dell’oppio. La
produzione vinicola e agricola sono la chiave del successo per i due
Paesi”. <br>
<br>
RIFUGIATI – Sul tema dei rifugiati Frattini ha riferito: “L’Afpak si
trova
davanti a una grande sfida. Richiamare cioè quelle migliaia, se non
milioni, di
pachistani che hanno lasciato il Paese creando una serie di condizioni
attrattive per farli rientrare. Puntando cioè sull’agricoltura e il
ritorno
dell’elettricità, che, alcuni sorrideranno, è tornata, per esempio, a
Kabul per
tutto l’inverno solo l’anno scorso. Ricostruire queste condizioni
minime è la
chiave per far rientrare gli emigrati. Poi c’è anche la problematica
degli
oltre due milioni di sfollati interni, della quale ci dovremo
occupare”. <br>
<br>
<st1:PersonName productid="LA SOCIETÀ CIVILE" w:st="on">LA SOCIETÀ
CIVILE</st1:PersonName>
- “Centrale - aggiunge il ministro - è l’educazione e noi crediamo che
l’educazione capillare e precoce debba essere destinata ai bambini e
alle
bambine, così come alle donne che sono tra le categorie più deboli. Il
sistema
educativo dovrebbe essere sostenuto dalle radio e da internet affinché
passi un
messaggio di inclusione. Vorremmo inoltre che i programmi di inclusione
sociale
per le donne fossero moltiplicati. Ne abbiamo parlato anche con <st1:PersonName
productid="la Lega" w:st="on">la Lega</st1:PersonName> araba e
porteremo le
nostre conclusioni operative al G8 dei leader dell’Aquila. Sia Pakistan
che
Afghanistan chiedono più contribuiti per i settori di cui abbiamo
parlato, ma quella
di ieri e di oggi non era una conferenza di donatori. Noi ci
ritroveremo il 24
settembre a New York, a margine dei lavori dell’Assemblea generale
dell’Onu,
per fare il punto su cosa è accaduto da oggi a settembre nei dossier
trattati
ieri (Iran e non proliferazione) e oggi (Afpak)”. (Daniel Mosseri) 29
giu 2009 11:20</span></p>
<br>
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</html>